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Cirano Di Bergerac

seguito da L'altro mondo o Stati e Imperi della luna di Cirano Di Bergerac

Di

Editore: Newton Compton (Grandi Tascabili Economici, 482)

4.5
(194)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8854120006 | Isbn-13: 9788854120006 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Franco Cuomo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Descrizione del libro
Il giovane e ribelle cadetto Cirano di Bergerac, famoso per il naso enorme e per il suo forte temperamento, è disperatamente innamorato della bellissima Rossana, sua cugina. Giustamente definita una “commedia eroica”, questa è la prima traduzione in prosa che abbiamo in italiano, una vera e propria rilettura del personaggio, che abbandona così qualcosa della sua natura romantica per rivelare in parte il suo malessere, la sua disperazione e la sua smania suicida di duellare.
L’altro mondo o Stati e Imperi della luna è un breve romanzo utopistico che, dal lontano Seicento francese, dimostra l’erudita fantasia di Cirano di Bergerac, che – oltre a questo – scrisse anche una commedia, una tragedia e un secondo romanzo. Stravagante e rissoso, Cirano entrò giovanissimo nei cadetti (Compagnia delle Guardie), diventando famoso per il suo spirito aggressivo. Lasciò la carriera delle armi per dedicarsi alle lettere. Non modificò, tuttavia, le abitudini in fatto di spada e libertinaggio, conducendo una vita disordinata che rapidamente lo ridusse in miseria.

«Scusatemi – arrivo con l’ultimo tifone. Sono un po’ sporco di etere. Ho viaggiato! Ho ancora gli occhi pieni di polvere di stelle. Agli speroni m’è rimasto impigliato qualche pelo di pianeta.»
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  • 5

    Una lettura più che piacevole. Cirano di Bergerac è il protagonista dell'opera, e non potrebbe essere altrimenti. La sua genialità, il suo romanticismo, l'intelligenza e in fondo anche la sua bontà non possono che conquistare il cuore del lettore. Una lettura anche emozionate e commovente. Non mi ...continua

    Una lettura più che piacevole. Cirano di Bergerac è il protagonista dell'opera, e non potrebbe essere altrimenti. La sua genialità, il suo romanticismo, l'intelligenza e in fondo anche la sua bontà non possono che conquistare il cuore del lettore. Una lettura anche emozionate e commovente. Non mi meraviglia che ancora oggi ogni qual volta venga rappresentata quest'opera in teatro sia un successo. Consigliatissimo! 5 stelline.

    La seconda parte è un testo scritto dal vero Cirano di Bergerac. Si tratta di un'opera filosofeggiante, in cui Cirano sfida il pensiero comune della sua epoca riguardo molti aspetti, come ad esempio la religione, la conoscenza del mondo, ma anche questioni di vita quotidiana. Rostand a partire dalla figura che traspare di Cirano da questo testo ne ha ricostruito il personaggio teatrale. Ed è stato bravo a mio avviso. 3/4 stelline

    ha scritto il 

  • 0

    Versione in prosa commissionata a Franco Cuomo da Maurizio Scaparro che, secondo la nota biobibliografica, riteneva la traduzione di Giobbe arcaica, lontana, improponibile. Si sono così eliminate metrica e rime (tranne in quattro monologhi) e si è usato nella traduzione un linguaggio più attuale ...continua

    Versione in prosa commissionata a Franco Cuomo da Maurizio Scaparro che, secondo la nota biobibliografica, riteneva la traduzione di Giobbe arcaica, lontana, improponibile. Si sono così eliminate metrica e rime (tranne in quattro monologhi) e si è usato nella traduzione un linguaggio più attuale e con vocabili più recenti, che a mio avviso però stonano in un'opera che resta comunque ambientata nel Seicento. Sparito anche il pennacchio di Cirano (nella scena quarta del primo atto e soprattutto nel finale), simbolo di franchezza e indipendenza, che il protagonista vuole portare con sè, senza piega nè macchia, quando saluterà l'azzurra soglia del cielo. Nella prefazione il traduttore difende questa soppressione, ma non mi ha convinto.
    Interessante il progetto editoriale di affiancare al Cirano letterario una delle opere del Cirano storico.

    ha scritto il 

  • 5

    Stra-stra-stra-stra-stra fantastico. Un'epopea di romanticismo. Preparate i fazzoletti. Secondo me è assolutamente da leggere. E magari dopo vedetevi "chiedimi se sono felice" di Aldo, Giovanni e Giacomo, così vi riprendete.

    ha scritto il 

  • 4

    “Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te!

    Appagarsi soltanto dei frutti, dei fiori e delle foglie che si sono colte nel proprio giardino con le proprie stesse mani! Poi, se per caso ti arriva anche il successo, non dovere nulla a Cesare, prendere tutto il merito per te solo e, disprezzando l’edera, salire – anche senza essere né una quer ...continua

    Appagarsi soltanto dei frutti, dei fiori e delle foglie che si sono colte nel proprio giardino con le proprie stesse mani! Poi, se per caso ti arriva anche il successo, non dovere nulla a Cesare, prendere tutto il merito per te solo e, disprezzando l’edera, salire – anche senza essere né una quercia né un tiglio – salire, magari poco, ma salire da solo!”

    ha scritto il 

  • 0

    Un personaggio da amare, dalla prima all'ultima battuta, spaccone e commovente, visionario e dolce... Una piece teatrale che vorrei veder rappresentata più spesso, brillante e divertente. Consiglio a chi ama Cirano di ascoltare l'omonima canzone di Guccini, che con maestria riprende qua e là tra ...continua

    Un personaggio da amare, dalla prima all'ultima battuta, spaccone e commovente, visionario e dolce... Una piece teatrale che vorrei veder rappresentata più spesso, brillante e divertente. Consiglio a chi ama Cirano di ascoltare l'omonima canzone di Guccini, che con maestria riprende qua e là tra i suoi versi quelli di Rostand.

    ha scritto il 

  • 5

    Irrecensibile il Rostand, appena gradevole Cirano

    La prima parte è l'opera di Rostand che tutti conoscono, la cui bellezza concentrata nelle carte dei cioccolatini tutti conoscono, ma dovrebbero esplorare di più. Il film con l'immenso Depardieu è un must, questa trasformazione in prosa gli rende giustizia e dà un nuovo finale, solo togliendo un ...continua

    La prima parte è l'opera di Rostand che tutti conoscono, la cui bellezza concentrata nelle carte dei cioccolatini tutti conoscono, ma dovrebbero esplorare di più. Il film con l'immenso Depardieu è un must, questa trasformazione in prosa gli rende giustizia e dà un nuovo finale, solo togliendo un ultimo, fondamentale rigo. 3 parole, e cambia molto.

    La seconda parte è Stati e imperi della Luna, scritto proprio da Cirano e utilizzato da Rostand come fonte di citazione e riflesso del debrayage, è un lavoro grazioso, ma nel contesto storico un po' banale.

    ha scritto il 

  • 5

    Le cinque stelle sono solo per l'opera di Rostand, la cui unica pecca sta nell'aver descritto un amore che a mio parere non può esistere nella vita reale...per il resto è perfetto!Mi è piaciuto meno invece "L'altro mondo o stati e imperi della luna" di Cirano de Bergerac,l'idea era carina ma la n ...continua

    Le cinque stelle sono solo per l'opera di Rostand, la cui unica pecca sta nell'aver descritto un amore che a mio parere non può esistere nella vita reale...per il resto è perfetto!Mi è piaciuto meno invece "L'altro mondo o stati e imperi della luna" di Cirano de Bergerac,l'idea era carina ma la narrazione non mi ha coinvolta.

    ha scritto il