Città di vetro

Di ,,

Editore: Coconino Press

4.0
(558)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Tedesco , Francese , Catalano , Sloveno , Giapponese , Portoghese

Isbn-10: 8876181970 | Isbn-13: 9788876181979 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Paperback

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 3

    Città di vetro

    Se volete perdere la testa iniziate a leggere Paul Auster perchè questo è capitato a me gia dall'inizio del romnazo. Il protagonista è un certo Quinn, che ha perso sia il filgio piccolo che la moglie ...continua

    Se volete perdere la testa iniziate a leggere Paul Auster perchè questo è capitato a me gia dall'inizio del romnazo. Il protagonista è un certo Quinn, che ha perso sia il filgio piccolo che la moglie in un incidente e dopo questa perdita la sua vita è diventata noiosa e banale. Improvvisamente mentre Quinn rilegge uno dei suoi romanzi (è uno scrittori di libri gialli) squilla il telefono e dall'altra parte si scopre che un uomo ha bisogno in realta di un'altra persona, il detective Paul Auster. Quinn decide di immedesimarsi in quella persona totalmente diversa e scopre che l'uomo dall'altra parte del telefono, Peter Stillman, è in cerca di aiuto per paura che il padre lo stia cercando per ucciderlo. Quinn pedina il padre e si imbatte in situazioni molto strane che ti fanno venire sempre più voglia di arrivare alla fine del romanzo e scoprire come finirà la storia. Se vi aspettate di trovare un finale consolatorio che risolva tutto, non sarà cosi . Io personalmente ho trovato questo libro molto intrigante ma nello stesso tempo strano e un pò inquietante, lasciandomi alla fine molto perplessa. Mi sono persa nelle tante descrizione di New York non conoscendo la sua tipografia e se dovessi consigliare questo libro a qualcuno non saprei cosa dire.

    ha scritto il 

  • 0

    Città di vetro è un libro di Paul Auster, ambientato a New York che racconta una vicenda che ritengo quasi surreale. Il racconto è molto articolato anche se apparentemente parla di uno scrittore di gi ...continua

    Città di vetro è un libro di Paul Auster, ambientato a New York che racconta una vicenda che ritengo quasi surreale. Il racconto è molto articolato anche se apparentemente parla di uno scrittore di gialli, Daniel Quinn, la cui monotona e solitaria vita viene bruscamente interrotta da una telefonata da parte di Peter Stilman, ragazzo dal triste e difficoltoso passato, che incarica Quinn di salvaguardare la sua vita minacciata dal padre, un pazzo che pur di seguire le sue tremende idee ucciderebbe il figlio. Ho detto che è molto articolato perchè all'interno di questo libro vengono presentate idee religiose alquanto strane e personalmente incomprensibili che spingono un uomo a compiere azioni disumane, in più il protagonista ha più personalità e soprattutto tutta la vicenda è accompagnata da uno sfondo di inquitudine e tristezza, provocate dagli stati d'animo dei personaggi, dal loro passato e dalle vicende che accadono ma nonostante la storia mi abbia lasciato un certo senso di tristezza e incredulità, questo libro mi è piaciuto molto. Ho adorato il modo in cui è scritto, scorrevole e comprensibile al massimo, è un libro che colpisce fin da subito e man mano che lo leggi incuriosisce sempre più, avviso quindi che se lo si inizia lo si vuole finire immediatamente. Detto questo lo consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Città di vetro

    Città di vetro è il primo di una trilogia di libri, romanzi polisieschi. L'autore è Paul Auster, protagonista delle vicende che si svolgono nei tre libri. Il protagonista è, appunto, uno scrittore, Da ...continua

    Città di vetro è il primo di una trilogia di libri, romanzi polisieschi. L'autore è Paul Auster, protagonista delle vicende che si svolgono nei tre libri. Il protagonista è, appunto, uno scrittore, Daniel Quinn. Nella sua monotona vita Quinn scrive romanzi gialli,il cui protagonista è il detective Max Worth (e che pubblica con il nome di William Wilson), e fa lunghe passeggiate per la grande New York. Quinn si ritrova a fronteggiare tre diverse personalità. Un giorno riceve una strana telefonata; l'uomo dall'altra parte del telefono cercava l'investigatore privato Paul Auster. A questo punto Quinn si ritrova a dover fronteggiare non più tre personalità, bensì quattro. Recatosi a casa di Peter Stillman, l'uomo che gli aveva telefonato, ne aveva passate di tutti i colori e per questo aveva qualche problema, soprattutto nell'esprimersi. Quinn scopre così che qualcuno lo vuole morto, il padre, anch'egli di nome Peter Stillman. Il compito di Quinn è quello di pedinare il vecchio Peter Stillman, che sarebbe arrivato il giorno seguente alla stazione dei treni tornando a casa dopo alcuni anni passati in prigione. Il giorno seguente vi si reca con alcune ore di anticipo prima dell'arrivo del treno e, quando finalmente quest'ultimo arriva Quinn si mette alla ricerca di Stillman, e rimane allibito quando si ritrova davanti due Peter Stillman, completamente identici. I due si dividono e Quinn si ritrova a dover scegliere quale dei due seguire. Da quel momento Quinn dovrà prendere un serie di decisioni e risolvere dei rompicapi che lo aiuteranno durante tutta la nuova esperienza di investigatore privato.
    In alcuni passi del libro l'autore è stato molto prolisso, ma comunque mi è piaciuto. La storia è coinvolgente e, sicuramente, lo consiglio a chi ama questo genere di libri.

    ha scritto il 

  • 3

    "Città di vetro" è il primo romanzo della "trilogia di New York" scritti alla fine degli anni '80 da Paul Auster. Questo romanzo può essere considerato un romanzo poliziesco. Città di vetro in partic ...continua

    "Città di vetro" è il primo romanzo della "trilogia di New York" scritti alla fine degli anni '80 da Paul Auster. Questo romanzo può essere considerato un romanzo poliziesco. Città di vetro in particolare narra di un uomo, Daniel Quinn, vedovo ormai da qualche anno che scrive romanzi gialli sotto falso nome. La sua vita dopo la morte del figlio e della moglie è diventata molto monotona e priva di sorprese fino a quando un giorno nel bel mezzo della notte riceve una chiamata di aiuto da parte di un uomo in pericolo di vita; accetta di aiutare il signor Peter Stillman per proteggerlo da suo padre omonimo. Infatti il padre dopo aver tenuto il figlio rinchiuso in una stanza completamente buia per molti anni per degli esperimenti sta per uscire da un manicomio e suo figlio ha paura che il padre completi il lavoro iniziato quando lui era appena un bambino. Dal giorno in cui l'anziano signor Stillman arriva a New York Quinn incomincia a fare il lavoro che aveva fino a quel giorno svolto solamente nei romanzi che scriveva. Ho trovato questo libro molto piacevole da leggere, tranne che in parti descrittive secondo me troppo lunghe che più che aiutarti nell'immaginare la scena mi hanno aiutato a conciliare il sonno..., comunque sia l'ho trovato un libro facilmente comprensibile e dalla trama interessante. Mi è piacuto e certamente andrò a leggere gli altri due libri di questa trilogia.

    ha scritto il 

  • 2

    Noia

    Magari sono io che non sono più in grado di leggere nulla che sia stato scritto dopo l' 800, ma in questo libro non ho trovato nulla se non una riproposizione un po' fiacca di tutti i cliché del roman ...continua

    Magari sono io che non sono più in grado di leggere nulla che sia stato scritto dopo l' 800, ma in questo libro non ho trovato nulla se non una riproposizione un po' fiacca di tutti i cliché del romanzo postmoderno. Se almeno lo stile avesse avuto un minimo di brio avrei anche potuto promuoverlo, invece una scrittura che piatta è dire poco riesce ad appesantire anche le scarse 120 pagine di questo romanzo. Credo che mi risparmierò, almeno per il momento, la lettura dei due capitoli successivi.

    ha scritto il 

  • 5

    "This was all he aver asked of things: to be nowhere"

    Divorato in poche ore.
    Non ho ancora deciso se siano più ipnotici i disegni o la storia che avanza nella mente di Quinn...
    Un fumetto rimasto anni nella libreria, prima che ne restassi fulminata, solo ...continua

    Divorato in poche ore.
    Non ho ancora deciso se siano più ipnotici i disegni o la storia che avanza nella mente di Quinn...
    Un fumetto rimasto anni nella libreria, prima che ne restassi fulminata, solo sfogliandone due pagine.

    "More than anything else, what Quinn liked to do was walk. New York was a labyrinth of endless steps...and no matter how far he walked, it always left him with the feeling of being lost. Each time he took a walk, he felt he was leaving himself behind. By giving himself up to the streets, by reducing himself to a seeing eye, he was able to escape thinking. All places became equal, and on his best walks, he was able to feel he was nowhere. This was all he aver asked of things: to be nowhere. New York was the nowhere he had built around himself...and he had no intention of leaving it again."

    "Wherever I am not is the place where I am myself".

    "Il me semble que je serais toujours bien là où je ne suis pas."

    ha scritto il 

  • 0

    Difficile

    "Città di vetro" è un romanzo di Paul Auster edito nel 1985 nella "Trilogia di New York".
    Questo volume rappresenta l'impresa di effettuare una trasposizione del racconto utilizzando lo strumento dei ...continua

    "Città di vetro" è un romanzo di Paul Auster edito nel 1985 nella "Trilogia di New York".
    Questo volume rappresenta l'impresa di effettuare una trasposizione del racconto utilizzando lo strumento dei fumetti.
    L'idea parte da Art Spiegelmann l'autore di Maus e viene realizzata da Karasik per l'adattamento e
    Mazzucchelli per i disegni.
    Il libro è edito in USA nel 2004 e da noi nel 2011.
    Nella prima parte parte gli autori spiegano come hanno affrontato l'impegno e quali strumenti hanno
    utilizzato.
    A mio parere l'opera è apprezzabil solamente da chi in precednza ha letto il romanzo, altrimenti la lettura e l'interpetazione appaiono un'operazione molto complessa ed una fatica poco giustificata.
    Avendo letto il romanzo si puo'apprezzare l'impresa legata all'adattamento e le soluzioni adottate.
    A titolo di esempio (pag.41) si fa riferimento all'angoscia residua dell'autore legata alla morte, anni prima, della moglie e del figlio di tre anni, gli autori anno mostrato una parete dove inizia a materilizzarsi una foto di famiglia che di vignetta in vignetta diventa più nitida per poi tornare a sfocarsi facendo riferimento alla crescente rarità dei momenti in cui il protagonista si abbandona ai ricordi.
    L'impresa è notevole ma, ripeto, legata alla conoscenza del romanzo originale e quindi, pur con la curiosità di conoscere come è stata realizzata la trasposizione, manca la scintilla legata a conoscere la trama e la "fine".
    Quindi un'opera a mio parere un po' alienante.

    ha scritto il