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Cittadella

Di

Editore: Borla

4.6
(14)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 332 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8826300127 | Isbn-13: 9788826300122 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: E. L. Gaya

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Adatto a chi considera la lettura un mezzo per arrivare all'essenza delle cose

    "Cittadella" di A. de Saint-Exupéry, ed. Borla s.r.l., Roma, 2013

    Mi sembra quasi di vederlo, l’aviatore Antoine de Saint-Exupéry che dall’alto del suo precario aeroplano, osserva la piccineria ...continua

    "Cittadella" di A. de Saint-Exupéry, ed. Borla s.r.l., Roma, 2013

    Mi sembra quasi di vederlo, l’aviatore Antoine de Saint-Exupéry che dall’alto del suo precario aeroplano, osserva la piccineria in cui può perdersi l’uomo ed esplora gli spazi infiniti del cielo come dell’animo perforando le nuvole e sfidando le insidie dei venti. Questo libro, pochissimo conosciuto, specie se paragonato all’enorme popolarità ottenuta da “Il piccolo principe”, è tratto da un manoscritto che l’Autore affidò ad un amico prima di partire per l’ultima missione di guerra e fu pubblicato nel 1948, quattro anni dopo la sua morte. “Cittadella” non è un semplice libro, è uno scrigno di tesori sepolti nei fondali del cuore e della coscienza dell’uomo, è un poema che assomiglia al cielo di una notte d’estate, a tratti brilla della luce argentea delle stelle e a tratti ci rimanda il buio più fitto, come del resto sono le parole, che rivelano e allo stesso tempo adombrano la verità. Soprattutto, questo libro è una preghiera incessante, un dialogo silente che l‘anziano Re, assiso sul suo trono di saggezza eterna allo stesso modo in cui sa essere vicino all’ultimo dei suoi servi o al più temibile dei suoi nemici, rivolge a Dio, unico capace di riportare ad unità e armonia il contraddittorio e conflittuale universo dell’uomo e delle sue cittadelle e di dare un senso ultimo all’esistenza. Sa bene il Re, che Dio non risponderà al suo appello e che talvolta la sua solitudine sarà glaciale, facendogli sentire tutto lo strazio dell’abbandono. E tuttavia capirà che anche il silenzio è saggio perché se l’uomo udisse la voce di Dio e riuscisse a trovare ciò che cerca, smetterebbe di crescere e di divenire. In definitiva, è solo nella marcia faticosa e nella lode che si fa sacrificio e azione quotidiana, nella “mirabile collaborazione di tutti attraverso tutti e attraverso ciascuno”, che può cogliersi un riflesso di Dio e può edificarsi un tempio in cui ogni pietra trova il suo posto e il suo significato. Non si può quindi afferrare l’essenza profonda del nostro essere nel mondo se non nella grandezza umile del lavoro e “dell’eternità cui assurgono le cose ben fatte (pag. 22)”. Per questo solo il nomade può sperare di raggiungere Dio perché accetta la sfida della traversata attraverso le dune e gli sfinimenti di un viaggio incessante sotto l’arsura del sole, allo stesso modo in cui A. de Saint-Exupéry solcava e allargava i confini del suo animo cavalcando il vento. Devo ad una persona cara la scoperta di questo libro e fissarne a caldo le impressioni e condividerle è come moltiplicare il dono. Ma ogni dono richiede mani pronte a dare e mani pronte a ricevere in un reciproco interscambio di significati che diventa casa comune e feconda cittadella di umanità. “Poiché non si vive delle cose ma del senso delle cose (…) e il tuo senso è fatto dal senso degli altri che tu lo voglia o no” (pag. 266).

    ha scritto il 

  • 5

    GRANDIOSO, PROFETICO, ILLUMINANTE

    E' un grandissima perdita per la letteratura mondiale che questo capolavoro di Saint-Exupery non sia stato concluso e soprattutto che non sia passato all'attento e scrupoloso vaglio del lavoro di ...continua

    E' un grandissima perdita per la letteratura mondiale che questo capolavoro di Saint-Exupery non sia stato concluso e soprattutto che non sia passato all'attento e scrupoloso vaglio del lavoro di verifica e di revisione che sicuramente l'autore gli avrebbe dedicato. Fortunatamente il grosso dell'opera si è salvato e questa interessante selezione ce ne dà un assaggio quantomai gustoso e nutriente. Il libro in sostanza racconta dei pensieri e dei ragionamenti del re di un impero non meglio identificato nell'Africa del Nord. E' una raccolta delle sue riflessioni sulla vita, sulla morte, sulla società degli uomini, l'amore e l'odio, la pace e la guerra e sopra di tutto su Dio quale origine e fine di tutte le cose. L'opera ha un tono pregnante altamente profetico, a mio avviso potrebbe benissimo far parte di qualche libro profetico di una immaginaria religione filosofica che porti la felicità agli uomini. Saint-Exupery scava nel profondo dell'animo umano e scandaglia con il microscopio quali sono i micro e i macro-moventi delle azioni degli uomini e il loro susseguirsi nel tempo in un piano grandioso che glorifica da sempre l'immensità del Signore. Opera fortemente religiosa, densa di significato, non sempre di facile lettura, eppure altissima, intelligente, forse anche scomoda per certi versi, ma in ogni lettera vera e veritiera in una dimensione molto profonda che va ben oltre il comune. Leggere questo magnifico libro è stata per me un'esperienza molto forte, intensa spiritualmente e piacevole letterariamente. Questo capolavoro mi ha confermato che Saint-Exupery è uno dei più grandi scrittori che abbiamo avuto la fortuna di conoscere: un uomo che scriveva con il cuore prima ancora che con la testa.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro da comodino

    C'era una volta o forse c'è ancora il livre de chevet, il libro da comodino. Da aprire anche senza obbligo di continuità, alla ricerca di consolazione, o meditazione. Tipicamente, le Lettere a ...continua

    C'era una volta o forse c'è ancora il livre de chevet, il libro da comodino. Da aprire anche senza obbligo di continuità, alla ricerca di consolazione, o meditazione. Tipicamente, le Lettere a Lucilio di Seneca. Per me quello quasi perfetto è questa Cittadella di Saint-Exupery, tanto poco conosciuta in Italia quanto universalmente noto è il Piccolo principe. La storia se c'è è enigmatica, il tono più che ispirato: eppure dietro si sente qualcosa di solido e vero. Per intenderci, non si scivola mai verso banalità new age.

    ha scritto il