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City

By Alessandro Baricco

(637)

| Paperback | 9782226115300

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Book Description

From the author of the international bestseller Silk (“A riveting, lyrical love story” —Alan Cheuse, NPR) and the acclaimed Ocean Sea (“Astonishing . . . vividly erotic”—Richard Eder, Los Angeles T Continue

From the author of the international bestseller Silk (“A riveting, lyrical love story” —Alan Cheuse, NPR) and the acclaimed Ocean Sea (“Astonishing . . . vividly erotic”—Richard Eder, Los Angeles Times) comes an entirely new species of fiction: a panoramic Cartesian comic book of a novel—with superheroes, boxers, cowboys, and one bed-wetting prodigy expected to win the Nobel Prize.

Baricco’s wildly inventive story, set in the United States, describes the improbable relationship between two untethered souls: Gould, a thirteen-year-old genius, and Shatzy Shell, his thirtysomething governess. Except for each other, they abide beyond human connection, each in a private world of serial imagination: in Shatzy’s case, the violent Wild West show she has been improvising into a tape recorder since the age of six; in Gould’s, the mock-heroic tale of an underdog boxer, which the boy tells to his imaginary friends, a giant and a mute. With the narrative logic of a comic strip, City’s quicksilver prose flows unpredictably between the whimsy of childhood conjuring and the serpentine realm of metaphysics, cunningly reminding us how the imaginings of children can harbor the stuff of tragedy, while the grandest ideas of adults are often strictly for kids.

By turns hilarious and deeply sad, City is an American original, penned by a brilliant Italian.

515 Reviews

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    Come fai a dimenticarti di tutti i personaggi presenti in questo romanzo? Impossibile.
    Ti restano dentro e li senti vivere non solo pagina dopo pagina, ma anche dopo, quando hai terminato il libro.
    Da dove partiamo ? partiamo da Gould, che è il pro ...(continue)


    Come fai a dimenticarti di tutti i personaggi presenti in questo romanzo? Impossibile.
    Ti restano dentro e li senti vivere non solo pagina dopo pagina, ma anche dopo, quando hai terminato il libro.
    Da dove partiamo ? partiamo da Gould, che è il protagonista e attorno al quale ruotano gli altri.
    Tecnicamente parlando, Gould era un genio.
    A undici anni si era laureato in fisica teorica: la gente credeva che le difficoltà di un bambino prodigio nascessero dalle pressioni di quelli che gli stanno attorno, dalle attese bestiali che gli mettono addosso. Erano storie. Il vero problema lui ce l'aveva dentro: era il talento. Il talento oggettivamente è distruttivo, quello che accade attorno non conta.
    Gould viveva in un college.
    Ci era finito subito dopo quella storia orrenda della madre. Era una bella signora bionda, la madre, simpatica. Ma non stava bene. Un giorno il marito la prese e la portò in clinica, una clinica psichiatrica. Disse che non si poteva fare altrimenti: sua madre era impazzita. Gould non l'aveva mai più vista. Suo padre non voleva che lui la vedesse così.
    Solo qualche volta diceva che la mamma stava bene, ma non aggiungeva altro.
    Il padre di Gould era un generale dell'esercito, o forse non precisamente e viveva lontano dal figlio.
    Gould era un mondo, il padre e la madre un altro. Il padre pensava che aveva il diritto di vivere nel suo mondo, giusto o sbagliato che fosse. Ma si era sempre preoccupato che a Gould non mancasse niente e che potesse crescere studiando, perché quella era la sua strada. E gli era sempre sembrato che la cosa bene o male funzionasse. Ma forse si era sbagliato.
    Gould aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse ad essere piccolo.
    Non credeva che si potesse essere piccoli nella vita reale senza che qualcuno ne approfittasse e ti uccidesse. Pensava che era una fortuna essere un genio perché era un modo di salvarsi la vita.
    Un modo di non sembrare un bambino,anche se forse il suo sogno era essere un bambino.
    Una volta diventato, avrebbe potuto finalmente essere piccolo, per tutta la vita.
    Ma avrebbe provato comunque dolore: quando si è giovani il dolore colpisce come uno sparo, è come un'esplosione,sembra senza rimedio e senza aspettarselo.
    Il dolore da giovani sorprende ed è lo stupore che inganna.
    Quando si invecchia, non esiste più lo stupore, lo si avverte, si, ma è solo stanchezza che si aggiunge a stanchezza, non esplode più niente.
    A un certo punto finisce.
    Gould aveva una governante, si chiamava Shatzy Shell, ma non era quella della benzina e voleva fare un western.
    Da quando aveva sei anni, Shatzy Shell lavorava a questo progetto.
    Era l'unica cosa che le stesse veramente a cuore nella vita. Ci pensava in continuazione. Quando le venivano delle buone idee, accendeva il suo registratore portatile e le registrava.
    Se ne andò in un modo brutto.
    Ognuno dovrebbe poter scegliere su che musica ballare la propria fine. Dovrebbe essere un diritto, o almeno un privilegio dei grandi ballerini
    Dietro alla casa di Gould c'era un campo da pallone. Ci giocavano solo ragazzini, i grandi stavano in panchina.
    Gould, Diesel e Poomerang, suoi amici immaginari, stavano ore a guardare dalla finestra della camera da letto.
    Gould prendeva appunti.
    C'era anche il prof. Taltomar che non si muoveva mai, continuava a guardare verso il campo, perché diceva che o guardavi o giocavi.
    E poi c'era il prof Mondrian Kilroy con la sua teoria sulle ninfee di Monet: per anni aveva cercato di guardare quelle ninfee, mai riuscendo a vedere altro che ninfee, piuttosto kitsch e deplorevoli.
    Invece un pomeriggio del 1983 vide una donna entrare nella sala dove erano esposte le ninfee e improvvisamente capì con assoluta chiarezza che ciò che lei stava vedendo, era lo sguardo che quelle ninfee raccontavano, lo sguardo che da sempre le aveva viste, lei era l'angolazione esatta, il punto di vista preciso, l'occhio impossibile.
    Lo erano le sue scarpe tozze, nere, lo erano il suo male, la sua pazienza, l'orrore delle sue mosse, le stampelle di legno, lo scialle malattia, il rantolo di gambe e braccia, la pena, la forza, e quell'irripetibile traiettoria sbavata nello spazio perduta per sempre quando alla fine arrivò, si fermò, e sorrise.
    Da quel momento, Mondrian Kilroy inclinò ad una certa malinconia.
    Quella malinconia che aveva anche il professor Bandini. Lui diceva che gli uomini hanno case che in realtà sono verande.
    Tutta la condizione umana è riassunta in quell'immagine: gli uomini stanno sulla veranda della propria vita, (esuli da se stessi) poiché questo è l'unico modo possibile, per loro, di difendere la propria vita dal mondo, giacché se solo si azzardassero a rientrare in casa (e ad essere se stessi) immediatamente quella casa regredirebbe a fragile rifugio nel mare del nulla, destinata ad essere spazzata via dall'ondata dell'aperto, e il rifugio si tramuterebbe in trappola mortale, ragione per cui la gente si affretta a riuscire sulla veranda (e dunque da se stessa), riprendendo posizione là dove solo le è dato di arrestare l'invasione del mondo, salvando quanto meno l'idea di una propria casa, pur nella rassegnazione di sapere, quella casa, inabitabile.
    C'era qualcosa di infinitamente dignitoso in quell'indugiare eterno davanti alla soglia di casa, un passo prima di se stessi.
    E non era escluso che proprio questa sua identità debole concorresse al suo fascino, essendo incline, l'uomo, ad amare i luoghi che sembrano incarnare la propria precarietà, il proprio essere creatura allo scoperto, e di confine.
    Proprio come di Larry.
    Larry voleva fare la boxe, lui era diverso,
    non era mai salito sul ring e non aveva mai dato un pugno a qualcuno in vita sua.
    Quello della boxe era un mondo strano, c'era dentro di tutto, da quello che si divertiva a prendere a pugni il sacco a quelli che si guadagnavano da vivere, sul ring, cercando di non lasciarci la pelle. C'erano pugili puliti e pugili che giocavano sporco ed in questo caso la boxe diventava una menzogna: gli occhi che vedono i bagliori sono terminali irripetibili di mondo. Sono combinazioni di cose accadute, oggettive costellazioni di eventualità confluite in un solo attimo nello stesso luogo. Non c'è niente di soggettivo. Ogni bagliore è un accadimento di oggettività. È l'autentico che sfregia il reale.
    Come i pensieri quando pensano nella forma dell'interrogazione.
    Quando hanno ricomposto la domanda si fermano. La pronuncia della risposta è come una specie di respiro. Pronunciarla è perderla. Scivola via ed è già cocci rimbalzanti della prossima domanda.
    Anche così possono nascere le idee, affermava lo studioso inglese dell'Università di Gould.
    Le idee sono come galassie di piccole intuizioni,sono apparizioni provvisorie di infinito. Le idee chiare e distinte sono un'invenzione di Cartesio, sono una truffa, non esistono idee chiare, le idee sono oscure per definizione.
    Gli uomini, con una velocità impressionante, pensano solamente a rendere più compatta e forte possibile un'idea, perché ne esca viva da ogni aggressione. Più vi riescono meno si accorgono che quello che realmente stanno facendo in quel momento, è perdere contatto a poco a poco, dall'origine della loro idea.
    Diventa così un detrito di idea, un oggetto artificiale privo di un reale rapporto con la loro origine.
    E giunto a questo punto, l'uomo non si chiederà più se la sua idea ha ancora qualcosa a che vedere con la verità, con la sua origine.
    Lui ora esiste in quell'idea e salva innanzitutto se stesso, con l'alibi accessorio di salvare gli altri, rapinando al suo destino quella necessaria dose di riconoscimento e ammirazione e desiderio che lo rende vivo.
    L'uomo sopravvive con le idee perché non sa usare altro: l'idea diviene un' arma e la sua disonestà è una logica deduzione da un bisogno primario e dunque necessario.
    Ma forse in un' un'altra vita, saremo onesti. Saremo capaci di tacere.

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    Cri1967 said on Sep 20, 2014 | Add your feedback

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    Ho amato Oceano mare e seta. Stavolta, pur riconoscendo la genialità di Baricco, non mi sono sentita altrettanto coinvolta. Una trama un pò vaga, qualche volo pindarico. Ho faticato a tenere il filo e non ho apprezzato il senso. Forse lo rileggerò, m ...(continue)

    Ho amato Oceano mare e seta. Stavolta, pur riconoscendo la genialità di Baricco, non mi sono sentita altrettanto coinvolta. Una trama un pò vaga, qualche volo pindarico. Ho faticato a tenere il filo e non ho apprezzato il senso. Forse lo rileggerò, magari con maggior fortuna

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    Ida said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    fantastico

    Ho amato tutto di questo libro, a partire da Shatzy Shell (“non come quello della benzina”), Poomerang e Diesel che nondicono e nonfanno, le telecronache di boxe, la metafora del “porch” come vita, il vento che ferma il tempo, il western strepitoso s ...(continue)

    Ho amato tutto di questo libro, a partire da Shatzy Shell (“non come quello della benzina”), Poomerang e Diesel che nondicono e nonfanno, le telecronache di boxe, la metafora del “porch” come vita, il vento che ferma il tempo, il western strepitoso scritto da Shatzy. Tutto. E’ un libro semplicemente geniale. Leggo che a molti dà fastidio che le storie siano tante e apparentemente slegate: è proprio questo il bello, lo dice anche Baricco nella presentazione: si intitola City perché è un calderone di tante vite, strade, situazioni, coincidenze.
    Menzione di merito per i dialoghi: le telefonate tra il colonnello e Shatzy sono memorabili. Assolutamente da leggere, uno dei miei preferiti dopo Novecento.

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    Germano Dalcielo said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

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    Penso ormai sia chiaro, io sono tra quelli che amano Baricco. I suoi libri mi avviluppano ammaliandomi portandomi nel loro mondo. Trama stramba e originale, così come i vari personaggi delle varie storie che si intrecciano tra loro.

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    **Stefania** said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

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    E' stato il romanzo di Baricco con cui ho lottato di più. Il primo tentativo di lettura è fallito, mi era parso eccessivamente prolisso e poco sostanzioso.
    Quando l'ho ripreso si vede che i tempi erano maturi perchè è stata una lettura coinvolgente e ...(continue)

    E' stato il romanzo di Baricco con cui ho lottato di più. Il primo tentativo di lettura è fallito, mi era parso eccessivamente prolisso e poco sostanzioso.
    Quando l'ho ripreso si vede che i tempi erano maturi perchè è stata una lettura coinvolgente e scorrevole, si può dire che l'ho divorato.
    La trama è sicuramente difficile da seguire a causa dei vari scenari che man mano vengono intercambiati, ma in questo sta la bravura di Baricco: tenere il filo di più storie e poi unirle alla fine.

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    Federico Cantoni said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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    Baricco sempre geniale!

    Ho letto molti pareri negativi, soprattutto confrontando il libro con il capolavoro oceano mare... Sarò una voce fuori dal coro ma a me questo romanzo è piaciuto molto.
    Gli originali e stravaganti personaggi di Baricco mi hanno incantata come sempre. ...(continue)

    Ho letto molti pareri negativi, soprattutto confrontando il libro con il capolavoro oceano mare... Sarò una voce fuori dal coro ma a me questo romanzo è piaciuto molto.
    Gli originali e stravaganti personaggi di Baricco mi hanno incantata come sempre.
    Sono presenti delle digressioni un po lente ma superato quello la storia è andata via liscia e scorrevole.
    La bellezza di questo autore è che riesce a farti entrare nei suoi mondi irreali e privi di regole normali, ete ne fa innamorare.

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    Claudia Tonzi said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

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