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City of Thieves

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Publisher: Plume

4.3
(752)

Language:English | Number of Pages: 319 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Catalan , German , Dutch

Isbn-10: 0452295319 | Isbn-13: 9780452295315 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
Seventeen-year-old Lev fears for his life when he is arrested for looting the
body of a dead German paratrooper, while his charismatic cellmate Kolya, ...
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  • 5

    «Questo, amico mio, è il segreto per vivere una lunga vita»

    Durante un incontro per la presentazione di uno dei suoi libri, chiesi a Fabio Genovesi ciò che ho domandato a tutti gli scrittori con i quali sono venuto in contatto: “Quale libro consiglieresti di leggere?” Mi rendo conto che è una domanda scontata e che c’è il rischio che lo scrittore, per dar ...continue

    Durante un incontro per la presentazione di uno dei suoi libri, chiesi a Fabio Genovesi ciò che ho domandato a tutti gli scrittori con i quali sono venuto in contatto: “Quale libro consiglieresti di leggere?” Mi rendo conto che è una domanda scontata e che c’è il rischio che lo scrittore, per dar mostra di non esserlo altrettanto, tiri fuori titoli snob e sperimentali. In passato mi è successo, ma mi è successo anche di scoprire libri come la Versione di Barney.
    Da scrittore e da lettore, quale libro consiglieresti di leggere?
    -La città dei ladri di David Benioff, questa fu la sua risposta.
    Presi un appunto sul Kindle, detti un’occhiata su anobii il giorno dopo. Non ero convinto, decisi di lasciar perdere. Quattro mesi più tardi, un amico (*1) si presenta con un pacchetto ed un biglietto: è BELLO e te lo STRA-consiglio...
    Sì, avete capito, dentro l’incarto Amazon, c’era proprio La città dei ladri
    Le raccontai della figlia del colonnello che pattinava sulla Neva; dei cannibali con i loro macabri tagli appesi ai ganci; del ragazzino moribondo, Vadim, e del suo gallo, Ciccina; del cane anticarro che stava morendo dissanguato nella neve e del soldato russo assiderato che indicava Mosca. Quando finii la storia, Vika scrollò la testa ma non disse niente. Forse le avevo raccontato troppo.
    E io racconto a voi che al libro ho dato cinque stelle e che se qualcuno mi avesse fatto leggere questo stralcio, probabilmente avrei rinunciato a metterlo in lettura.
    Ho due raccomandazioni: prima di leggere informatevi sul costo attuale di una dozzina d’uova, mentre state leggendo non andate a cercare in rete notizie in merito al romanzo Il Segugio in cortile di Ushakovo, aspettate di aver terminato i capitoli.
    Nei ringraziamenti finali, David Benioff dice di esser grato a Harrison Salisbury per “I 900 giorni”, a parer suo il miglior libro in lingua inglese scritto sull'assedio di Leningrado. E’ proprio la ex San Pietroburgo, (Piter, nello slang dei suoi abitanti) il teatro della vicenda. Leggendo questa nota mi è venuto in mente che Sergio Leone morì prima di aver realizzato l’ultimo suo ambizioso progetto, un film sull'assedio della città. Grazie a “La città dei ladri” ho capito di quale portata sarebbe potuto essere quel film.
    Noodlesse, da grafomane e da lettore di e-book, quale libro consiglieresti di leggere?
    -Ho appena terminato La città dei ladri di Benioff, probabilmente il migliore del 2014

    (*1) Grazie Hari, non sei solo un grande Hugologo.

    E-book N°75
    La città dei ladri (David Benioff)
    Settembre 2014

    said on 

  • 5

    strepitoso

    Umor, intelligenza, ironia, ottima scrittura che scorre veloce e fluida. Di per sè narrerebbe uno spaccato drammatico e terribile di una Leningrado del 1941. In realtà l'intelligente e meravigliosa ironia dell'autore trasforma il romanzo in un gustosissimo semi-serio capolavoro. Titolo per nulla ...continue

    Umor, intelligenza, ironia, ottima scrittura che scorre veloce e fluida. Di per sè narrerebbe uno spaccato drammatico e terribile di una Leningrado del 1941. In realtà l'intelligente e meravigliosa ironia dell'autore trasforma il romanzo in un gustosissimo semi-serio capolavoro. Titolo per nulla accattivante, ma non credo che sia colpa sua.

    said on 

  • 4

    Un romanzo-da-leggere-sul-pullman. La storia non eccelle ma impossibile non affezionarsi ai due personaggi. Sicuramente ben scritto, continuo a non capire la scelta del titolo.

    said on 

  • 3

    Un romanzetto carino, a tratti divertente, raramente crudo come dovrebbe essere una storia vissuta a Leningrado, durante l'assedio nazista. Una favoletta con dei personaggi azzeccati. Niente di più.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    1944
    Leningrado/"Piter"
    guerra
    freddo
    fame
    coltello
    Armata Rossa
    amici
    tesi di laurea
    ebreuccio
    NKVD
    dodici uova
    cannibali
    disinteresse calibrato
    donne
    partigiani
    nazisti
    Einsatzgruppen
    ana ...continue

    1944
    Leningrado/"Piter"
    guerra
    freddo
    fame
    coltello
    Armata Rossa
    amici
    tesi di laurea
    ebreuccio
    NKVD
    dodici uova
    cannibali
    disinteresse calibrato
    donne
    partigiani
    nazisti
    Einsatzgruppen
    analfabeti
    scacchi
    forzuto del circo
    amore
    morte.
    E lacrime. Le mie, tante, per le risate (i dialoghi tra Lev e Kolja) e per la commozione (il dialogo tra Lev e Kolja).
    Consigliato a chi si affeziona ai personaggi dei romanzi.

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  • 5

    avventura originale per due ragazzi disparati e disperati nella leningrado assediata dai tedeschi. Benioff molto brillante alle prese con una storia un po' biografica

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  • 5

    Cosa è figlio della realtà, cosa della fantasia? Una grande storia che lascia delicatamente aperte le sue tremende domande

    "Sei uno scrittore, inventa", dice il nonno al nipote che è in procinto di scrivere la storia della gioventù dell'avo in una Leningrado/Piter assediata dai nazisti. E il nipote scrittore (oltre che sceneggiatore, fra le altre cose, di Game of Thrones) butta giù, registra e inventa, un racconto av ...continue

    "Sei uno scrittore, inventa", dice il nonno al nipote che è in procinto di scrivere la storia della gioventù dell'avo in una Leningrado/Piter assediata dai nazisti. E il nipote scrittore (oltre che sceneggiatore, fra le altre cose, di Game of Thrones) butta giù, registra e inventa, un racconto avvincente, ironico e dolce e drammatico e terribile che si svolge durante quella assurda guerra, la guerra in cui l'orrore più inconcepibile divenne realtà. Lasciandoci il compito, agghiacciante anche, di capire, pensare, domandarci e scegliere quanto ci sia stato di vero, quanto di inventato nella storia di due anzi tre giovanissimi russi durante l'occupazione nazista e la resistenza sovietica. In una storia che nella sua semplicità, senza pretese di alta letteratura ma mirando con incredibile precisione alla fiction di alta qualità, ci racconta tutta la gamma delle emozioni e dei sentimenti umani: la paura e il coraggio, l'amicizia e l'amore, la libidine e la nausea, la meraviglia e lo sconcerto. Un libro da non perdere.

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  • 5

    Un personaggio che ti rimane nel cuore..

    E' uno dei pochi casi in cui ci si affeziona più al "personaggio non protagonista" che al protagonista stesso.
    Kolya è bello, divertente, sveglio, intelligente, affettuoso e oscura completamente la figura di Lev che nonostante sia "attore protagonista" di questo romanzo, compie il suo perco ...continue

    E' uno dei pochi casi in cui ci si affeziona più al "personaggio non protagonista" che al protagonista stesso.
    Kolya è bello, divertente, sveglio, intelligente, affettuoso e oscura completamente la figura di Lev che nonostante sia "attore protagonista" di questo romanzo, compie il suo percorso di crescita nell'ombra del fantastico Cosacco..
    Bel romanzo, consigliato!

    said on 

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