City on Fire

By

Publisher: Knopf

3.4
(119)

Language: English | Number of Pages: 903 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0385353774 | Isbn-13: 9780385353779 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
New York City, 1976. Meet Regan and William Hamilton-Sweeney, estranged heirs to one of the city’s great fortunes; Keith and Mercer, the men who, for better or worse, love them; Charlie and Samantha, two suburban teenagers seduced by downtown’s punk scene; an obsessive magazine reporter and his idealistic neighbor—and the detective trying to figure out what any of them have to do with a shooting in Central Park on New Year’s Eve.

The mystery, as it reverberates through families, friendships, and the corridors of power, will open up even the loneliest-seeming corners of the crowded city. And when the blackout of July 13, 1977, plunges this world into darkness, each of these lives will be changed forever.

City on Fire is an unforgettable novel about love and betrayal and forgiveness, about art and truth and rock ’n’ roll: about what people need from each other in order to live . . . and about what makes the living worth doing in the first place.

Sorting by
  • 4

    Ho fortemente voluto leggere questo libro dopo aver sentito il racconto che il suo autore ha fatto del percorso che lo ha portato alla pubblicazione della sua prima fatica. Mille morbide pagine (in se ...continue

    Ho fortemente voluto leggere questo libro dopo aver sentito il racconto che il suo autore ha fatto del percorso che lo ha portato alla pubblicazione della sua prima fatica. Mille morbide pagine (in senso tattile) che ho scarrozzato ovunque, riducendo la copertina in condizioni pietose come mai prima mi era capitato. Il libro è bello e si fa leggere, la storia della benestante famiglia Hamilton-Sweeney si intreccia ai quartieri più poveri e 'diversi' di una New York politicamente difficile ed economicamente compromessa degli anni 70/80. Il mitico black-out del 77 che fa da sfondo alla trama, unisce e distrugge non solo la popolazione della grande mela ma i destini dei vari protagonisti, ben delineati e intricatamente collegati, per arrivare a svelare il colpevole in un finale che pare correre un po' troppo rispetto la lunghezza del libro. I personaggi sono ben delineati e introspettivi, gli inserti che sembrano appunti sono accattivanti e funzionali, la scrittura è piacevole e da scrittore consumato. Forse si poteva tagliare di più, 1005 pagine sono tante ma indubbiamente alla fine non ve ne pentirete. Buona lettura!

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  • 1

    INSOPPORTABILE

    Ho scritto decine di recensioni e non posso ricordarmele tutte, ma credo di non aver mai detto di aver "odiato" un libro.
    Lo faccio ora, con questo insopportabile, intollerabile, incomprensibile, pess ...continue

    Ho scritto decine di recensioni e non posso ricordarmele tutte, ma credo di non aver mai detto di aver "odiato" un libro.
    Lo faccio ora, con questo insopportabile, intollerabile, incomprensibile, pessimo romanzo di oltre mille pagine, che per cinque mesi, non avendo mai avuto il coraggio di abbandonarlo (lo faccio molto molto raramente) mi ha rubato tempo e la felicità della lettura. Cinque mesi passati a prendere in mano il Kindle controvoglia. Senza peraltro mai trarne un briciolo di soddisfazione. Senza mai ricosnoscermi né affezionarmi a un personaggio. Senza mai appassionarmi alla narrazione. Senza mai apprezzare la trama. Molto spesso perdendomi fra i salti temporali e gli interludi dell'autore.
    Per onestà va detto che il libro, in generale, è scritto molto bene. Di contro, però, va detto che l'autore si perde spesso in metafore al limite del ridicolo.
    Addio, pessimo libro, non voglio più sentirti nemmeno nominare.

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  • 4

    Libro monumentale in quanto a rete e tessuto del racconto ma anche a personaggi, numerosi e interessanti, sfaccettati e molto ben delineati. E’ uno di quei romanzi che si legge per il piacere di legge ...continue

    Libro monumentale in quanto a rete e tessuto del racconto ma anche a personaggi, numerosi e interessanti, sfaccettati e molto ben delineati. E’ uno di quei romanzi che si legge per il piacere di leggere, ogni pagina, ogni scena, e rimane secondario il “cosa succede” o “come va a finire”. Poi onestamente io credo ci siano altri libri del genere, altrettanto validi, ma che, per diverse motivazioni che non sto qui ad elencare (giusto per dovere di cronaca la dice lunga il fatto che Mondadori gli abbia dedicato un sito tutto suo) non hanno avuto un impatto così detonante sul panorama letterario mondiale, ma, considerata la giovane età di Hallberg e il fatto che si tratta del suo primo romanzo possiamo dire che merita tutta la cassa di risonanza che gli è stata creata intorno, perché è bello, e questo vale più di tutto.

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  • 4

    Anarchy in NY

    (voto 4.5)
    Bella la trama , anche se non originalissima, che riesce a coniugare l'ambizione dell'affresco sociale con un pizzico di suspence che evita l'appesantimento al lettore.
    L'introspezione dei ...continue

    (voto 4.5)
    Bella la trama , anche se non originalissima, che riesce a coniugare l'ambizione dell'affresco sociale con un pizzico di suspence che evita l'appesantimento al lettore.
    L'introspezione dei personaggi e' potente e profonda: non condivido le critiche sull'eccessivo numero in quanto le figure principali concorrono nello sviluppo della storia mentre i comprimari vengono giustamente sfumati come in dissolvenza nel momento topico.
    Occorre in questo senso ricordare che non si tratta di un giallo ; il crimine da cui parte la storia e' in fondo solo il detonatore per un romanzo che tratta di tantissimi altri aspetti.
    La scrittura a mio parere e' ottima (e come sempre il riconoscimento e' da dividere con il traduttore): diversi registri utilizzati sempre con grande efficacia e mai ricorrendo a facili cliche' (d'altra parte e' inevitabile che i punk abbiano la cresta colorata).
    Mi ha impressionato il fatto che l'autore sia riuscito, pur ambientando la storia principalmente alla fine dei 70, a costruire un intreccio che potrebbe benissimo aver senso anche oggi.
    La mole del libro e' imponente e l'effetto e' che in un paio di capitoli la narrazione si fa piu snella e sbrigativa rendendo magari meno incisivo quel personaggio descritto oppure allentando la logica della sequenza delle azioni.
    Concludendo, secondo me si tratta di un ottimo romanzo che e' un piacere leggere; l'autore e' sicuramente da tenere bene a mente per il futuro e confesso che qualche volta ho immaginato un J.Franzen provare un po' di invidia ripensando alla sua ultima produzione.
    Forse, almeno per quanto mi riguarda, le immediate e sperticate lodi avute dall'establishment letterario USA lo hanno perfino penalizzato un poco presentandolo al livello di mostri sacri; con meno clamore e soprattutto meno fretta nell'incoronazione dell'autore, credo che l'opera col sano passaparola dei lettori sarebbe arrivata comunque alla meta.

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  • 4

    IL VOLTO NUDO DI NEW YORK

    http://www.roarmagazine.it/103-libri/citta-in-fiamme-il-volto-nudo-di-new-york.html

    È quel genere romanzo che all'inizio rimane un poco pesante con la sua scrittura barocca, ma che all'improvviso si s ...continue

    http://www.roarmagazine.it/103-libri/citta-in-fiamme-il-volto-nudo-di-new-york.html

    È quel genere romanzo che all'inizio rimane un poco pesante con la sua scrittura barocca, ma che all'improvviso si snellisce e vi ritroverete a leggere anche mentre rimestate il sugo lasciando che si carbonizzi.
    Per quanto queste vite possano inseguire la verità o l'innocenza, non restano altro che figure condite da colpi di scena in uno scenario mostruosamente più vasto, una Grande Mela che mangia anziché essere mangiata, che non ci sta a fare la parte del voyeur e si trasforma nel vero protagonista.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Molte perplessità..

    ..sono stata indecisa fino all'ultimo..4 stelline? Il libro in realtà mi è piaciuto..ho apprezzato lo stile complesso..anche se a volte non proprio scorrevole.. ..certe pagine descrittive ne meriterre ...continue

    ..sono stata indecisa fino all'ultimo..4 stelline? Il libro in realtà mi è piaciuto..ho apprezzato lo stile complesso..anche se a volte non proprio scorrevole.. ..certe pagine descrittive ne meriterrebero anche 5!
    ..però c'è qualcosa che non va.. ..2 stelline, allora? Alcune parti sono di una noia mortale..e l'ultimo "libro", che dovrebbe essere il fulcro di tutto è piuttosto inconcludente (anche se ho apprezzato il senso di disorientamento comunicato dal continuo cambio di prospettiva..).
    La trama non esiste..e il finale è piuttosto scontato..
    I personaggi poi non hanno spessore..e gli stereotipi imperversano (la ricca ragazza bulimica con fratello/artista drogato (e guarda caso gay!) a causa di contrasti col padre, il poliziotto per cui la giustizia viene prima di tutto.. ..e non dimentichiamo la matrigna cattiva! ..mah..).
    ..in sintesi 3 stelline.. ..sicuramente più per lo stile che per la trama..

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  • 1

    Niente di eccezionale

    Preso in biblioteca su suggerimento di un amico.
    Un libro che non mi ha entusiasmato. Molte pagine, forse troppe. Troppi protagonisti che con le loro storie si intrecciano sullo sfondo della New York ...continue

    Preso in biblioteca su suggerimento di un amico.
    Un libro che non mi ha entusiasmato. Molte pagine, forse troppe. Troppi protagonisti che con le loro storie si intrecciano sullo sfondo della New York anni settanta. Scrivere un romanzo del genere significa avere una padronanza riguardo la gestione della trama che l'autore evidentemente non ha. Nei dialoghi c'è un uso del linguaggio tipico degli anni duemila e non settanta. Ho finito di leggerlo solo per conoscere il finale che risulta di un mediocre assoluto.

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  • 2

    se non lo leggevo era uguale

    a p 10 avevo già capito che non sarebbe scoppiato l'amore, o forse l'avevo capito, ancora prima, occhieggiando gli inserti (la fanzine, la lettera, il reportage) scritti in caratteri spesso illeggibil ...continue

    a p 10 avevo già capito che non sarebbe scoppiato l'amore, o forse l'avevo capito, ancora prima, occhieggiando gli inserti (la fanzine, la lettera, il reportage) scritti in caratteri spesso illeggibili col discutibile intento di rafforzare la storia.
    Ho continuato a leggere per due ragioni: A, sono una pezzente e chi mi ha regalato il libro lo ha pagato 25 euro; B, più andavo avanti, più non funzionava, più non riuscivo a capire per quale esatto motivo non funzionasse. D'accordo, la scrittura è compiaciuta e alcune similitudini sconfinano involontariamente nel comico; va bene, la faccenda dell'omicidio è talmente confusa che io personalmente vi ho perso interesse molto presto; e sì: le ultime cento pagine - proprio quelle in cui la tensione dovrebbe alzarsi alle stelle, e l'autore ci prova, in effetti - sono indigeribili e non finiscono mai.
    Su un piano più generale, però, il problema (secondo me) è che si sente forte e chiaro il ragionamento dell'autore a monte del libro: su quale grande epoca storica non si è ancora concentrato il grande romanzo americano? Ehi, il punk! L'autore, che ha la mia età, non ha vissuto nulla di quegli anni, e forse non ha per la cultura punk nessuna passione: l'ha solo sfruttata come sfondo cartonato per esibirsi nell'intimismo, il che andrebbe anche bene, se i personaggi e le situazioni che offre andassero oltre il compitino di un prolisso primo della classe.
    Per farla breve l'ho letto, ma se non lo leggevo francamente era uguale.

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