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Ciutat de lladres

Per

Editor: Columna Edicions, Llibres i Comunicació, S.A.

4.3
(742)

Language:Català | Number of Pàgines: 320 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , Spanish , German , Dutch

Isbn-10: 8466409211 | Isbn-13: 9788466409216 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Josefina Caball i Guerrero

Category: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descripció del llibre
Durant el setge de Leningrad, dos nois tindran que fer front a les estranyes ordres d’un excèntric coronel que els obligarà a buscar per tota la ciutat els dotze ous que presenta el pastís que se servirà al casament de la seva filla. Farcit d’humor negre i amb una acció molt ben aconseguida, "La ciutat dels lladres" és una obra emotiva i tendra que durà els dos protagonistes a passar per múltiples aventures amb una terrible guerra de rerefons i que tot plegat els farà madurar en molt poc temps.
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  • 4

    Un romanzo-da-leggere-sul-pullman. La storia non eccelle ma impossibile non affezionarsi ai due personaggi. Sicuramente ben scritto, continuo a non capire la scelta del titolo.

    dit a 

  • 3

    Un romanzetto carino, a tratti divertente, raramente crudo come dovrebbe essere una storia vissuta a Leningrado, durante l'assedio nazista. Una favoletta con dei personaggi azzeccati. Niente di più.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    1944
    Leningrado/"Piter"
    guerra
    freddo
    fame
    coltello
    Armata Rossa
    amici
    tesi di laurea
    ebreuccio
    NKVD
    dodici uova
    cannibali
    disinteresse calibrato
    donne
    partigiani
    nazisti
    Einsatzgruppen
    ana ...continua

    1944
    Leningrado/"Piter"
    guerra
    freddo
    fame
    coltello
    Armata Rossa
    amici
    tesi di laurea
    ebreuccio
    NKVD
    dodici uova
    cannibali
    disinteresse calibrato
    donne
    partigiani
    nazisti
    Einsatzgruppen
    analfabeti
    scacchi
    forzuto del circo
    amore
    morte.
    E lacrime. Le mie, tante, per le risate (i dialoghi tra Lev e Kolja) e per la commozione (il dialogo tra Lev e Kolja).
    Consigliato a chi si affeziona ai personaggi dei romanzi.

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  • 5

    avventura originale per due ragazzi disparati e disperati nella leningrado assediata dai tedeschi. Benioff molto brillante alle prese con una storia un po' biografica

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  • 5

    Cosa è figlio della realtà, cosa della fantasia? Una grande storia che lascia delicatamente aperte le sue tremende domande

    "Sei uno scrittore, inventa", dice il nonno al nipote che è in procinto di scrivere la storia della gioventù dell'avo in una Leningrado/Piter assediata dai nazisti. E il nipote scrittore (oltre che sceneggiatore, fra le altre cose, di Game of Thrones) butta giù, registra e inventa, un racconto av ...continua

    "Sei uno scrittore, inventa", dice il nonno al nipote che è in procinto di scrivere la storia della gioventù dell'avo in una Leningrado/Piter assediata dai nazisti. E il nipote scrittore (oltre che sceneggiatore, fra le altre cose, di Game of Thrones) butta giù, registra e inventa, un racconto avvincente, ironico e dolce e drammatico e terribile che si svolge durante quella assurda guerra, la guerra in cui l'orrore più inconcepibile divenne realtà. Lasciandoci il compito, agghiacciante anche, di capire, pensare, domandarci e scegliere quanto ci sia stato di vero, quanto di inventato nella storia di due anzi tre giovanissimi russi durante l'occupazione nazista e la resistenza sovietica. In una storia che nella sua semplicità, senza pretese di alta letteratura ma mirando con incredibile precisione alla fiction di alta qualità, ci racconta tutta la gamma delle emozioni e dei sentimenti umani: la paura e il coraggio, l'amicizia e l'amore, la libidine e la nausea, la meraviglia e lo sconcerto. Un libro da non perdere.

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  • 5

    Un personaggio che ti rimane nel cuore..

    E' uno dei pochi casi in cui ci si affeziona più al "personaggio non protagonista" che al protagonista stesso.
    Kolya è bello, divertente, sveglio, intelligente, affettuoso e oscura completamente la figura di Lev che nonostante sia "attore protagonista" di questo romanzo, compie il suo perco ...continua

    E' uno dei pochi casi in cui ci si affeziona più al "personaggio non protagonista" che al protagonista stesso.
    Kolya è bello, divertente, sveglio, intelligente, affettuoso e oscura completamente la figura di Lev che nonostante sia "attore protagonista" di questo romanzo, compie il suo percorso di crescita nell'ombra del fantastico Cosacco..
    Bel romanzo, consigliato!

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  • 4

    lenningrado è sottoassedio tedesco, 2 ragazzi vengono incastrati per cercare 12 uova PER UN GENERALE .da qui nasce una delle tante storia di guerra, un'amicizia e un amore .bello ben scritto che ti coinvolge fin dalle prime pagine .in un periodo ostile può essere fonte di grandi sentimenti

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  • 4

    Per 12 uova

    Benioff è riuscito nella difficilissima impresa di scrivere un libro non solo bello e avvincente ma anche piacevole raccontando una storia che si svolge a Leningrado e zone limitrofe durante l’assedio. Tutte le brutture che potevo immaginare le ho trovate: ma il protagonista è molto giovane e le ...continua

    Benioff è riuscito nella difficilissima impresa di scrivere un libro non solo bello e avvincente ma anche piacevole raccontando una storia che si svolge a Leningrado e zone limitrofe durante l’assedio. Tutte le brutture che potevo immaginare le ho trovate: ma il protagonista è molto giovane e le guarda con un certo distacco, cioè nella sua innocenza riesce a pensare che quella può essere la morte ma non è la vita. La vita se c’è dev’essere migliore. E’ il racconto picaresco di due giovani - ebreo e cosacco- che partono per una missione assolutamente ridicola, rischiando la vita cento volte per 12 uova. Si conoscono in prigione e socializzano, per iniziativa del logorroico cosacco. E’ molto divertente la continua schermaglia dei due, il giovane soldato affascinante che sembra conoscere (in senso biblico) tutte le ragazze di Leningrado e il ragazzetto ebreo, timido e scostante: gli tocca sorbirsi consigli di ogni genere, ma soprattutto finalizzati a conquistare donne che intanto guardano l’altro. Gli racconta anche “Il segugio in cortile”, opera di cui solo alla fine ammette di essere autore: in fondo, era un timido. La fine è agrodolce, ma dico con piacere che non è melensa (come ha fatto, pur essendo uno sceneggiatore hollywoodiano?).
    Dopo anni, il protagonista si trova negli Stati Uniti, pur essendo stato un fervente patriota russo: questa storia viene lasciata alla fantasia del lettore: meno eroica, molto più triste.

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