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Ciutat de lladres

Per

Editor: Columna Edicions, Llibres i Comunicació, S.A.

4.2
(762)

Language:Català | Number of Pàgines: 320 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , Spanish , German , Dutch

Isbn-10: 8466409211 | Isbn-13: 9788466409216 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Josefina Caball i Guerrero

Category: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descripció del llibre
Durant el setge de Leningrad, dos nois tindran que fer front a les estranyes ordres d’un excèntric coronel que els obligarà a buscar per tota la ciutat els dotze ous que presenta el pastís que se servirà al casament de la seva filla. Farcit d’humor negre i amb una acció molt ben aconseguida, "La ciutat dels lladres" és una obra emotiva i tendra que durà els dos protagonistes a passar per múltiples aventures amb una terrible guerra de rerefons i que tot plegat els farà madurar en molt poc temps.
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  • 5

    «Questo, amico mio, è il segreto per vivere una lunga vita»

    Durante un incontro per la presentazione di uno dei suoi libri, chiesi a Fabio Genovesi ciò che ho domandato a tutti gli scrittori con i quali sono venuto in contatto: “Quale libro consiglieresti di l ...continua

    Durante un incontro per la presentazione di uno dei suoi libri, chiesi a Fabio Genovesi ciò che ho domandato a tutti gli scrittori con i quali sono venuto in contatto: “Quale libro consiglieresti di leggere?” Mi rendo conto che è una domanda scontata e che c’è il rischio che lo scrittore, per dar mostra di non esserlo altrettanto, tiri fuori titoli snob e sperimentali. In passato mi è successo, ma mi è successo anche di scoprire libri come la Versione di Barney.
    Da scrittore e da lettore, quale libro consiglieresti di leggere?
    -La città dei ladri di David Benioff, questa fu la sua risposta.
    Presi un appunto sul Kindle, detti un’occhiata su anobii il giorno dopo. Non ero convinto, decisi di lasciar perdere. Quattro mesi più tardi, un amico (*1) si presenta con un pacchetto ed un biglietto: è BELLO e te lo STRA-consiglio...
    Sì, avete capito, dentro l’incarto Amazon, c’era proprio La città dei ladri
    Le raccontai della figlia del colonnello che pattinava sulla Neva; dei cannibali con i loro macabri tagli appesi ai ganci; del ragazzino moribondo, Vadim, e del suo gallo, Ciccina; del cane anticarro che stava morendo dissanguato nella neve e del soldato russo assiderato che indicava Mosca. Quando finii la storia, Vika scrollò la testa ma non disse niente. Forse le avevo raccontato troppo.
    E io racconto a voi che al libro ho dato cinque stelle e che se qualcuno mi avesse fatto leggere questo stralcio, probabilmente avrei rinunciato a metterlo in lettura.
    Ho due raccomandazioni: prima di leggere informatevi sul costo attuale di una dozzina d’uova, mentre state leggendo non andate a cercare in rete notizie in merito al romanzo Il Segugio in cortile di Ushakovo, aspettate di aver terminato i capitoli.
    Nei ringraziamenti finali, David Benioff dice di esser grato a Harrison Salisbury per “I 900 giorni”, a parer suo il miglior libro in lingua inglese scritto sull'assedio di Leningrado. E’ proprio la ex San Pietroburgo, (Piter, nello slang dei suoi abitanti) il teatro della vicenda. Leggendo questa nota mi è venuto in mente che Sergio Leone morì prima di aver realizzato l’ultimo suo ambizioso progetto, un film sull'assedio della città. Grazie a “La città dei ladri” ho capito di quale portata sarebbe potuto essere quel film.
    Noodlesse, da grafomane e da lettore di e-book, quale libro consiglieresti di leggere?
    -Ho appena terminato La città dei ladri di Benioff, probabilmente il migliore del 2014

    (*1) Grazie Hari, non sei solo un grande Hugologo.

    E-book N°75
    La città dei ladri (David Benioff)
    Settembre 2014

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  • 5

    strepitoso

    Umor, intelligenza, ironia, ottima scrittura che scorre veloce e fluida. Di per sè narrerebbe uno spaccato drammatico e terribile di una Leningrado del 1941. In realtà l'intelligente e meravigliosa ir ...continua

    Umor, intelligenza, ironia, ottima scrittura che scorre veloce e fluida. Di per sè narrerebbe uno spaccato drammatico e terribile di una Leningrado del 1941. In realtà l'intelligente e meravigliosa ironia dell'autore trasforma il romanzo in un gustosissimo semi-serio capolavoro. Titolo per nulla accattivante, ma non credo che sia colpa sua.

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  • 4

    Un romanzo-da-leggere-sul-pullman. La storia non eccelle ma impossibile non affezionarsi ai due personaggi. Sicuramente ben scritto, continuo a non capire la scelta del titolo.

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  • 3

    Un romanzetto carino, a tratti divertente, raramente crudo come dovrebbe essere una storia vissuta a Leningrado, durante l'assedio nazista. Una favoletta con dei personaggi azzeccati. Niente di più. ...continua

    Un romanzetto carino, a tratti divertente, raramente crudo come dovrebbe essere una storia vissuta a Leningrado, durante l'assedio nazista. Una favoletta con dei personaggi azzeccati. Niente di più.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    1944
    Leningrado/"Piter"
    guerra
    freddo
    fame
    coltello
    Armata Rossa
    amici
    tesi di laurea
    ebreuccio
    NKVD
    dodici uova
    cannibali
    disinteresse calibrato
    donne
    partigiani
    nazisti
    Einsatzgruppen
    analfabeti
    sca ...continua

    1944
    Leningrado/"Piter"
    guerra
    freddo
    fame
    coltello
    Armata Rossa
    amici
    tesi di laurea
    ebreuccio
    NKVD
    dodici uova
    cannibali
    disinteresse calibrato
    donne
    partigiani
    nazisti
    Einsatzgruppen
    analfabeti
    scacchi
    forzuto del circo
    amore
    morte.
    E lacrime. Le mie, tante, per le risate (i dialoghi tra Lev e Kolja) e per la commozione (il dialogo tra Lev e Kolja).
    Consigliato a chi si affeziona ai personaggi dei romanzi.

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  • 5

    avventura originale per due ragazzi disparati e disperati nella leningrado assediata dai tedeschi. Benioff molto brillante alle prese con una storia un po' biografica

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  • 5

    Cosa è figlio della realtà, cosa della fantasia? Una grande storia che lascia delicatamente aperte le sue tremende domande

    "Sei uno scrittore, inventa", dice il nonno al nipote che è in procinto di scrivere la storia della gioventù dell'avo in una Leningrado/Piter assediata dai nazisti. E il nipote scrittore (oltre che sc ...continua

    "Sei uno scrittore, inventa", dice il nonno al nipote che è in procinto di scrivere la storia della gioventù dell'avo in una Leningrado/Piter assediata dai nazisti. E il nipote scrittore (oltre che sceneggiatore, fra le altre cose, di Game of Thrones) butta giù, registra e inventa, un racconto avvincente, ironico e dolce e drammatico e terribile che si svolge durante quella assurda guerra, la guerra in cui l'orrore più inconcepibile divenne realtà. Lasciandoci il compito, agghiacciante anche, di capire, pensare, domandarci e scegliere quanto ci sia stato di vero, quanto di inventato nella storia di due anzi tre giovanissimi russi durante l'occupazione nazista e la resistenza sovietica. In una storia che nella sua semplicità, senza pretese di alta letteratura ma mirando con incredibile precisione alla fiction di alta qualità, ci racconta tutta la gamma delle emozioni e dei sentimenti umani: la paura e il coraggio, l'amicizia e l'amore, la libidine e la nausea, la meraviglia e lo sconcerto. Un libro da non perdere.

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  • 5

    Un personaggio che ti rimane nel cuore..

    E' uno dei pochi casi in cui ci si affeziona più al "personaggio non protagonista" che al protagonista stesso.
    Kolya è bello, divertente, sveglio, intelligente, affettuoso e oscura completamente la fi ...continua

    E' uno dei pochi casi in cui ci si affeziona più al "personaggio non protagonista" che al protagonista stesso.
    Kolya è bello, divertente, sveglio, intelligente, affettuoso e oscura completamente la figura di Lev che nonostante sia "attore protagonista" di questo romanzo, compie il suo percorso di crescita nell'ombra del fantastico Cosacco..
    Bel romanzo, consigliato!

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