Ciutat de lladres

Per

Editor: Columna Edicions, Llibres i Comunicació, S.A.

4.2
(996)

Language: Català | Number of Pàgines: 320 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , Spanish , Chi traditional , French , German , Dutch

Isbn-10: 8466409211 | Isbn-13: 9788466409216 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Josefina Caball i Guerrero

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Descripció del llibre
Durant el setge de Leningrad, dos nois tindran que fer front a les estranyes ordres d’un excèntric coronel que els obligarà a buscar per tota la ciutat els dotze ous que presenta el pastís que se servirà al casament de la seva filla. Farcit d’humor negre i amb una acció molt ben aconseguida, "La ciutat dels lladres" és una obra emotiva i tendra que durà els dos protagonistes a passar per múltiples aventures amb una terrible guerra de rerefons i que tot plegat els farà madurar en molt poc temps.
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  • 4

    Tragicamente avvincente

    La tragedia dell'assedio di Leningrado in tutta la sua sconvolgente brutalità. Un romanzo estremamente coinvolgente in cui pathos, emozione, humor, orrore, empatia si amalgamano felicemente.

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  • 4

    E' un libro che mi ha preso piano piano, pagina dopo pagina e neanche mi sono accorta di quanto i due protagonisti mi avessero avviluppato nella loro avventura, con piccoli intarsi di incontri fugaci; ...continua

    E' un libro che mi ha preso piano piano, pagina dopo pagina e neanche mi sono accorta di quanto i due protagonisti mi avessero avviluppato nella loro avventura, con piccoli intarsi di incontri fugaci; una scrittura bella e scorrevole,.
    Bello!

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  • 5

    MAKE IT UP

    No, non voglio dire nulla di questo libro... nulla se non che è splendido, come solo i libri veri, vissuti, respirati sanno essere.
    C'è un motivo per cui consiglio David Benioff a chiunque. E il motiv ...continua

    No, non voglio dire nulla di questo libro... nulla se non che è splendido, come solo i libri veri, vissuti, respirati sanno essere.
    C'è un motivo per cui consiglio David Benioff a chiunque. E il motivo sta (anche) in questo libro.

    "I just want to make sure I get everything right".
    "You won't".
    "This is your story. I don't want to fuck with it".
    "David..."
    "A couple of things still don't make sense to me..."
    "David", he said. "You're a writer. Make it up".

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  • 4

    Come andrà a finire?

    4 / 5 pagine ed è fatta, non lo molli più. La bravura da sceneggiatore di Benioff si sente tutta nell’applicazione perfetta del “come andrà a finire?” unita all’ideazione di due personaggi diversi ma ...continua

    4 / 5 pagine ed è fatta, non lo molli più. La bravura da sceneggiatore di Benioff si sente tutta nell’applicazione perfetta del “come andrà a finire?” unita all’ideazione di due personaggi diversi ma perfettamente complementari; il tutto calato dentro ad uno scenario storico di strepitoso dinamismo dentro al quale si consumano una serie di microvicende sorprendenti e condito da dialoghi meravigliosi. E’ così che con un piglio da intrattenimento si scoprono aspetti fondamentali e sorprendenti di una vicenda impressionante come l’assedio di Leningrado. Unica pecca, ahimè, è il finale che si risolve in pochissime pagine risultando frettoloso e, considerata tutta la vicenda pregressa, decisamente poco empatico.

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  • 4

    LA CITTA' DEI LADRI

    David Benioff (pseudonimo di David Friedman) nasce a New York da una famiglia ebrea di origini russo-germaniche. Grande sceneggiatore (Troy-2004, X-Men le origini-Wolverine-2009, Il Trono di Spade-200 ...continua

    David Benioff (pseudonimo di David Friedman) nasce a New York da una famiglia ebrea di origini russo-germaniche. Grande sceneggiatore (Troy-2004, X-Men le origini-Wolverine-2009, Il Trono di Spade-2009) e scrittore, Benioff pubblicò il suo primo romanzo “La venticinquesima ora” nel 2002 e scrisse la sceneggiatura della trasposizione cinematografica diretta dal regista Spike Lee. ”La città dei ladri” è la sua terza opera, uscita nel 2008 in Italia, un romanzo che ha come cornice la Leningrado del 1941 assediata dalle truppe naziste della Seconda Guerra Mondiale. Traendo ispirazione da altri due libri citati dallo stesso autore, “I 900 giorni” di Harrison Salisbury e “Kaputt” di Curzio Malaparte, Benioff immagina di essere uno scrittore a corto di idee a cui è stato chiesto di stendere la sua autobiografia. Rendendosi conto che la sua vita è piuttosto scialba, decide di recarsi in Florida dove i suoi nonni, di origine russa, si godono la terza età. Il nonno gli racconta la sua storia anche se in alcune parti non è completa e invita il nipote “scrittore” a inventare il resto. E lui ci propone una storia bellissima e tragica : Lev ha diciassette anni, è ebreo, è timido e insicuro e, dopo che è rimasto solo a Leningrado perché la madre e la sorella sono state evacuate e il padre poeta è scomparso portato via dall’NKVD, cerca di sopravvivere nella città assediata dalla fame, dalla miseria, dalla violenza, una città in cui c’è il coprifuoco e vige la legge marziale. Ma una notte, dal cielo piomba il cadavere ghiacciato di un paracadutista tedesco e Lev, insieme ai ragazzi del quartiere, sfida il coprifuoco per appropriarsi degli oggetti del soldato morto. Catturato da una ronda mentre agevola la fuga degli amici e soprattutto della ragazzina che gli sta a cuore, viene portato in carcere. Il suo compagno di cella è il ventenne Kolja, soldato accusato di diserzione per colpa di una scappatella amorosa, colto, sbruffone, spavaldo ma divertente, una vera faccia tosta che sa cavarsela in ogni occasione. Convocati entrambi dal Colonnello russo Grenchko, i due avranno salva la vita se, in cinque giorni, riusciranno a procurare dodici uova per la torta nuziale della figlia, un’impresa impossibile che li vedrà affrontare disavventure e incontri di ogni genere, mentre la loro amicizia crescerà ogni giorno di più insieme ai due protagonisti che diventeranno precocemente uomini. In uno scenario tragico, come quello della guerra feroce in cui si trovano ad agire, Lev e Kolja, intrappolati in un gelo senza fine, nel ghiaccio e nella neve dell’inverno russo, troveranno mille espedienti per placare i morsi della fame e cercheranno di portare a termine la loro missione, immersi in una paura che sembra non avere fine, con il fiato della morte sul collo, testimoni di tante efferatezze che li segneranno indelebilmente fino a pagare il prezzo più alto per avere quello che stanno veramente cercando: la libertà.
    In questa drammatica, commovente e appassionante storia di guerra, di amicizia e di formazione la bravura dell’autore è quella di saper stemperare i momenti disperati e pieni di tensione con pause in cui questa riesce a sciogliersi in piccoli e frequenti momenti di ironia o di tenerezza, portando un amaro sorriso senza rinnegare la tragicità degli eventi. I due protagonisti sono azzeccati, così diversi tra loro ma entrambi realistici e molto più profondi di quello che potrebbe superficialmente apparire, così come sono interessanti i tanti comprimari della vicenda. Lo stile ha un ottimo ritmo, è semplice e pulito. Qualche espediente già visto, alcuni tratti di buonismo tutto americano, non tolgono il piacere della lettura che riesce a coinvolgere il lettore e a trasportarlo dentro le scene salienti fino ad una perfetta percezione della scenografia, confermando la maestria dell’autore.

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  • 5

    che romanzo!!

    Due ragazzi scampano miracolosamente al plotone di esecuzione e si ritrovano catapultati nella ricerca grottesca di una dozzina di uova durante l'assedio di Leningrado. Scampano al cannibalismo, ai n ...continua

    Due ragazzi scampano miracolosamente al plotone di esecuzione e si ritrovano catapultati nella ricerca grottesca di una dozzina di uova durante l'assedio di Leningrado. Scampano al cannibalismo, ai nazisti, alla fame al freddo, ai partigiani e si scoprono amici. A metà cammino si aggiunge Vika il cecchino ragazzina dagli occhi azzurro plumbei che incute timore a tutti. Finisce col dramma, evitabile e gratuita la morte del più guascone dei due ragazzi ( oltretutto per una "pallottola nel culo"), poi l'autore ci regala una fine consolatorio senza essere troppo zuccherosa. Scorrevole

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