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Ciutat de lladres

Per

Editor: Columna Edicions, Llibres i Comunicació, S.A.

4.2
(799)

Language:Català | Number of Pàgines: 320 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , Spanish , German , Dutch

Isbn-10: 8466409211 | Isbn-13: 9788466409216 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Josefina Caball i Guerrero

Category: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descripció del llibre
Durant el setge de Leningrad, dos nois tindran que fer front a les estranyes ordres d’un excèntric coronel que els obligarà a buscar per tota la ciutat els dotze ous que presenta el pastís que se servirà al casament de la seva filla. Farcit d’humor negre i amb una acció molt ben aconseguida, "La ciutat dels lladres" és una obra emotiva i tendra que durà els dos protagonistes a passar per múltiples aventures amb una terrible guerra de rerefons i que tot plegat els farà madurar en molt poc temps.
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  • 5

    che romanzo!!

    Due ragazzi scampano miracolosamente al plotone di esecuzione e si ritrovano catapultati nella ricerca grottesca di una dozzina di uova durante l'assedio di Leningrado. Scampano al cannibalismo, ai n ...continua

    Due ragazzi scampano miracolosamente al plotone di esecuzione e si ritrovano catapultati nella ricerca grottesca di una dozzina di uova durante l'assedio di Leningrado. Scampano al cannibalismo, ai nazisti, alla fame al freddo, ai partigiani e si scoprono amici. A metà cammino si aggiunge Vika il cecchino ragazzina dagli occhi azzurro plumbei che incute timore a tutti. Finisce col dramma, evitabile e gratuita la morte del più guascone dei due ragazzi ( oltretutto per una "pallottola nel culo"), poi l'autore ci regala una fine consolatorio senza essere troppo zuccherosa. Scorrevole

    dit a 

  • 4

    In poche parole, credo basti dire che è uno di quei libri che non vedi l'ora di tornare a casa e riprendere a leggere. Uno di quelli che non vedi l'ora di finire, ma che vorresti non finisse mai.
    Quan ...continua

    In poche parole, credo basti dire che è uno di quei libri che non vedi l'ora di tornare a casa e riprendere a leggere. Uno di quelli che non vedi l'ora di finire, ma che vorresti non finisse mai.
    Quando ho letto la trama sulla quarta di copertina, non mi sembrava niente di che, anzi, il fatto che fosse ambientato ai tempi della Seconda Guerra Mondiale mi annoiava al solo pensiero. Però mi sono fidato dell'autore. E sono contento di averlo fatto, perché è sicuramente uno dei migliori libri che ho letto negli ultimi anni.
    Quanti bei personaggi. Che dialoghi esilaranti.
    Peccato che la guerra sia un dramma umano con risvolti di una violenza inaudita, altrimenti Benioff ti farebbe quasi rimpiangere di non averla vissuta.
    Si conclude con un finale strappalacrime. Ma una volta tanto, ci sta.

    dit a 

  • 5

    Un capolavoro.
    L'argomento, l'assedio dei tedeschi nella Russia durante la Seconda Guerra Mondiale, non è dei più felici. Ma l'autore mantiene un'ironia graffiante e l'asticella dell'attenzione è semp ...continua

    Un capolavoro.
    L'argomento, l'assedio dei tedeschi nella Russia durante la Seconda Guerra Mondiale, non è dei più felici. Ma l'autore mantiene un'ironia graffiante e l'asticella dell'attenzione è sempre al massimo.
    Una coppia di "amici per caso", caratterialmente agli antipodi, alla ricerca di una dozzina di uova in un territorio a dir poco minato.
    Mi sono innamorata di Kolja fin dalle prime battute.
    Da regalare o consigliare a chi vogliamo bene.

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  • 5

    Bellissimo e crudo, vive, dal punto di vista di due ragazzi che si incontrano per caso, la stupidità e inutilità della guerra. Due splendidi antieroi

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  • 5

    Avvincente e storico, anche se non autobiografico al 100 per 100

    Nelle 5 pagine iniziali l'autore, David Benioff, descrive la genesi di questo libro, ovvero quando a corto d'idee per rispondere ad una richiesta ricevuta di un saggio autobiografico per una rivista d ...continua

    Nelle 5 pagine iniziali l'autore, David Benioff, descrive la genesi di questo libro, ovvero quando a corto d'idee per rispondere ad una richiesta ricevuta di un saggio autobiografico per una rivista di cinema, consierando la sua autobiografia priva d'interesse, per una maggiore ispirazione decise di rivolgersi ai suoi nonni, profughi russi residenti in America, al fine di raccogliere il racconto delle loro esperienze del periodo della seconda guerra mondiale.
    Più precisamente scrive "mi sono reso conto che la mia era una vita davvero scialba".
    Per la comprensione dell'incredibile storia, frutto di questo incontro, forse vengono in aiuto le ultime righe di questa breve premessa. Quando l'autore, che aveva dimostrato al nonno perplessità sulla completezza di alcune informazioni, riporta quello che lo stesso gli aveva risposto:
    "David" ha detto, "sei tu lo scrittore, inventa".
    Quindi bravo a questo nonno e soprattutto a David Benioff per questa storia in cui c'è sicuramente molto d'inventato, ma anche molto di verosimile. Dei personaggi del romanzo di sicuro alcuni sono esistiti Lev, il nonno, allora diciassettenne, e la nonna, Vika, mentre per gli atri personaggi sarei curioso di saperne la vera storia, come per Kolja, l'amico disinvolto che è il comprimario con Lev per tutta la vicenda, e il Colonnello russo Grechko dell'NKVD che ha l'idea balzana di affidare ai due giovani la missione di recuperare 12 uova per la torta nunziale del matrimonio di sua figlia e da questo incarico "balzano" partono tutte le avventure dei due con sullo sfondo le vicende di Leningrado nel 1942, abbreviata in Petri, città che oggi si chiama San Pietroburgo.
    Nelle note di ringraziamento l'autore cita il lavoro di due scrittori, che ovviamente oltre il nonno, sono stati la principale fonte del suo romanzo, che anche se non è esattamente "autobiografico" è almeno "familiare":
    I 900 giorni di Harrison Salisbury
    e
    Kaputt di Curzio Malaparte
    libri che sono curioso di approfondire.

    dit a 

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