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Cloud Atlas

By David Mitchell

(318)

| Paperback | 9780340822784

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Book Description

By the author of THE THOUSAND AUTUMNS OF JACOB DE ZOET, David Mitchell's bestselling and Booker Prize-shortlisted novel was one of Richard & Judy's 100 Books of the Decade and has now been made into a major motion picture starring Tom Hanks, Halle Be Continue

By the author of THE THOUSAND AUTUMNS OF JACOB DE ZOET, David Mitchell's bestselling and Booker Prize-shortlisted novel was one of Richard & Judy's 100 Books of the Decade and has now been made into a major motion picture starring Tom Hanks, Halle Berry, Susan Sarandon, Jim Sturgess, Ben Whishaw, Jim Broadbent and Hugh Grant A reluctant voyager crossing the Pacific in 1850; a disinherited composer blagging a precarious livelihood in between-the-wars Belgium; a high-minded journalist in Governor Reagans California; a vanity publisher fleeing his gangland creditors; a genetically modified dinery server on death-row; and Zachry, a young Pacific Islander witnessing the nightfall of science and civilisation the narrators of CLOUD ATLAS hear each others echoes down the corridor of history, and their destinies are changed in ways great and small. In his extraordinary third novel, David Mitchell erases the boundaries of language, genre and time to offer a meditation on humanity's dangerous will to power, and where it may lead us.

274 Reviews

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    SU E GIÙ PER IL TEMPO

    LETTO IN EBOOK
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    Dopo aver apprezzato molto il film “Cloud Atlas” (2012), ho ora letto il romanzo da cui è stato tratto, “L’atlante delle nuvole” di David Mitchell. Il film ricalca piuttosto fedelmente la trama del libro, ma il risult ...(continue)

    LETTO IN EBOOK
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    Dopo aver apprezzato molto il film “Cloud Atlas” (2012), ho ora letto il romanzo da cui è stato tratto, “L’atlante delle nuvole” di David Mitchell. Il film ricalca piuttosto fedelmente la trama del libro, ma il risultato è, secondo me, superiore, grazie alla trovata di far recitare parti diverse agli stessi attori (tra cui Tom Hanks, Susan Sarandon, Hugh Grant e Zhou Xun), questo non solo lo rende un piacevole esercizio recitativo, ma sembra aggiungere un’importante chiave di lettura, che nell’opera letteraria non ho ritrovato.
    La trama, comune, si snoda attraverso diverse epoche del passato e del futuro (facendo essere questo lavoro sia romanzo storico sia fantascienza futurologa), con continui salti in avanti e indietro e in diverse parti del mondo. La storia dell’umanità viene descritta attraverso alcune vicende specifiche, quindi il romanzo si può leggere quasi come una raccolta di racconti slegati tra loro, sebbene alcuni elementi ritornino in ciascuno, come la presenza del fisico nucleare omosessuale Rufus Sixsmith, che incontriamo sia giovane, sia vecchio in due diverse epoche o la musica di Forbisher (il Sestetto dell’Atalnte delle Nuvole) o il diario di Adam Ewing (salvatore e salvato dallo schiavo moriori in altra parte del romanzo) letto dallo stesso Forbisher o Cavendish che scrive un film sulla vita di Luisa Rey, la giornalista che indagava su Sixsmith, o il clone Sonmi-451 che si ribella al sistema e che in epoche successive sarà venerata come una divinità.
    Il romanzo, insomma, presenta un’unitarietà non troppo evidente, e questo è, io credo, il suo maggior difetto. I salti temporali e di genere, inoltre, penso possano indisporre taluni lettori, specie chi, a differenza di me, non ami al contempo fantascienza e romanzo storico.
    Questa mancanza di unitarietà, viene brillantemente superata dai geniali registi Lana, Andy Whachowski (gli ideatori dell’imperdibile saga di “Matrix”) e Tom Tykwer, mediante l’espediente di far recitare gli stessi attori nelle diverse epoche, mostrandoci come tutto sia assai più legato di quel che sembra (nella nostra vita e non solo in questa storia), come i rapporti tra i personaggi abbiano radici che si perdono nel tempo e, forse, suggerendo l’ipotesi di possibili reincarnazioni o di un destino che si possa trasmettere da un individuo a un altro di una diversa generazione. I registi poi hanno aggiunto alcuni elementi ricorrenti che legano ulteriormente la trama dei sei racconti (più un prologo aggiuntivo), come la voglia a forma di stella cometa che hanno i personaggi che vogliono mutare il proprio mondo.
    Le singole storie sono affascinanti e ben costruite, dunque il romanzo si potrebbe ben leggere anche come semplice silloge, ma il tocco degli ottimi attori e la trovata dei registi fanno dell’opera cinematografica un piccolo capolavoro, degno di segnare la storia di questa forma narrativa.
    In particolare, la descrizione del mondo futuro, sia nell’epoca popolata da cloni schiavizzati dai “purosangue”, sia nell’epoca post-apocalittica, con l’umanità regredita a livelli medievali si presenta piuttosto inventiva, se non innovativa, ma anche le vicende di epoca coloniale dello schiavo fuggito o del giovane compositore asservito al grande maestro non mancano di fascino, soprattutto se si legge tutto l’insieme come un grande affresco attraverso i secoli della schiavitù, nelle sue varie forme.
    Personalmente, sono stato colpito dai riferimenti alla cultura moriori (di cui avevo letto recentemente nel saggio “Collasso” di Jared Diamond), ritrovandovi alcune osservazioni sulla crisi di questa civiltà già lette nel saggio.
    Insomma, un buon romanzo che ha beneficiato di un’intelligente, se non geniale, reinterpretazione cinematografica.
    Uno dei rari casi in cui si può dire che il cinema ha superato la scrittura.

    Cinquale, 03/08/2014

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    Carlo Menzinger said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Chissà chi soffia le nuvole e chi sa come sarà la mia anima domani?... L'est e l'ovest, la bussola e l'atlante, si, solo l'atlante delle nuvole, il nuvolario.

    Scrivere una recensione è quasi sempre un impresa per nulla semplice. Quando leggo un nuovo romanzo, una storia che mi dica tanto e trasmetta altrettante emozioni, sono solita ad annotare qualche appunto sulla mia agenda personale. Procedo con ordine ...(continue)

    Scrivere una recensione è quasi sempre un impresa per nulla semplice. Quando leggo un nuovo romanzo, una storia che mi dica tanto e trasmetta altrettante emozioni, sono solita ad annotare qualche appunto sulla mia agenda personale. Procedo con ordine, stilo una scaletta in quelle che non sono altro che vivide impressioni o pagine della mia memoria e, col cuore colmo di una strana inquietudine, aspetto che da essa scatti una sorta di melodia. Note che, se adoperate con maestria, potrebbero catturare il pensiero astratto sulla pagina, e ricoprire ogni fibra del mio essere.
    Ho la testa confusa, zeppa di parole che non vogliono sapere di essere riempite. Mi sento combattuta, in balia di sensazioni a cui non riesco a dar voce. Accanto a me, un romanzo appena concluso allineato nello scaffale, immerso nella pace del giorno. Un volume di cinquecento pagine, letto in pochissimo tempo a una velocità sconcertante, che ho desiderato ardentemente ma la cui lettura è avvenuta dopo quasi due anni. Cloud Atlats. Famosissimo. Apprezzatissimo. Fra le cui pagine si nasconde il nome del suo autore: David Mitchell, insegnante di letteratura inglese nonché prolifico scrittore.
    Aprirlo per la prima volta e leggerlo tutto d'un fiato, ho intuito che forse il romanzo di Mitchell non rientrasse del tutto nelle mie corde. Tutta la storia rivela una sconcertante vivezza di immagini e persone e luoghi che trapelano dalle pagine. Immagini così vivide da essere quasi ricordi personali. Impregnato di quella assurda solennità tipica dei classici, sullo sfondo di paesaggi maltenuti e distrutti dalla guerra. In cui serpeggia la povertà e il poco igiene, il mal nutrimento e l'indigenza.
    In un afoso pomeriggio di metà agosto, Cloud Atlas si è conteso il mio tempo tra un bagno al mare e un altro, passeggiate con le amiche sul molo, la malinconia che si esauriva lentamente in ogni pagina del romanzo.
    Gli ingredienti per far si che il romanzo di Mitchell divenisse per me un caso editoriale, eppure, all'inizio, non erano dei più entusiasmanti: nonostante l'alternarsi dei personaggi, mi irritava il fatto che adottasse un linguaggio talvolta forbito talvolta "spontaneo". Tuttavia, sorprende sia per il tema trattato, sia per le sfavillanti vicende che rimangono dentro il lettore come pietre militari. Appassiona, conquista e invoglia sempre più nella lettura. E' un romanzo ampio e claustofobico i cui personaggi non sono propriamente amabili: litigiosi, baldanzosi, con una vastità di sogni nel cassetto che traboccano di speranze. Trascinano in navi senza ancore, trasportati qua e là dalle correnti; ai piedi di una villa fatiscente; fra le stanze polverose e piene di zolfo di un angusto ascensore di un modesto palazzo. Morirebbero pur di realizzare i loro scopi, nonostante conducono un esistenza non molto dissimile alla nostra. Semplice, umile, modesta, ma con nette differenze a seconda dei punti di vista. Alcune vicende sono interessanti, altre lente e poco trascinanti. Manca la suspense, il romanticismo è appena accennato, il brivido dell'eccitazione che non riesce a percorrere la pelle.
    Cloud Atlats è un mosaico di svariati generi. Riempie i polmoni, scorre nel sangue. Non possiede nulla di particolare, ma affascina e attrae per l'attenta rivisitazione realistica del secolo, i sogni da realizzarsi, le passioni nascoste. Talvolta annoia per le troppe pagine. Stanca, non solo fisicamente ma anche mentalmente, specialmente nei capitoli riguardanti Adam Ewing. Ma aiuta a riflettere. Sul senso della vita, il contesto storico che i nostri nonni si lasciarono alle spalle, la mancata felicità. Non mi ha dato, invece, da pensare, quando l'ho chiuso. L'ho riposto sulla scrivania, mentre dovevo ancora assimilare quello che avevo letto.
    E' un romanzo superbo che segue un percorso tutto suo, ma che non consiglierei spasmodicamente a chi, come me, non ama il genere.
    Ipnotico, non del tutto semplice, astuto e adulto, Cloud Atlas si è fatto divorare in un solo giorno, portandomi lontano e facendomi perdere del tutto la cognizione del tempo. E' un romanzo che, sono certa, soddisferà le aspettative di molti e che, nella sua stranezza e originalità, intrattiene piacevolmente.

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    Gresi said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

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    non semplice da leggere ma ne vale assolutamente la pena

    Sei personaggi, sei storie, sei epoche e un filo sottilissimo che lega tutto. La struttura del romanzo è costituita da una prima parte in cui le storie vengono “avviate” in ordine cronologico e troncate, per dare spazio alle storie successive, un “co ...(continue)

    Sei personaggi, sei storie, sei epoche e un filo sottilissimo che lega tutto. La struttura del romanzo è costituita da una prima parte in cui le storie vengono “avviate” in ordine cronologico e troncate, per dare spazio alle storie successive, un “core” centrale rappresentato dalla storia post apocalittica senza interruzioni e infine la chiusura di tutte le altre storie, con la ripresa delle varie trame in ordine inverso rispetto alla prima parte, di modo tale che la prima storia iniziata sia anche la conclusiva, donando al lettore una visione concentrica della narrazione. Ogni “episodio” temporale ha un metodo di scrittura rappresentativo dell’epoca in cui l’azione si svolge: per esempio alla metà del 1800 leggeremo il diario di una traversata del pacifico, nel 1939 passeremo a delle lettere tra amanti, ecc… per giungere infine al racconto orale dell’ultima storia (perdita dell’uso della scrittura e l’abbondante presenza di errori grammaticali nel testo).
    Ogni storia, in qualche modo entra in contatto con tracce della storia cronologicamente precedente, dal ritrovamento di un diario, a quello di alcune lettere, di un video; le fonti sono tanto diverse che sembrano scritte da persone differenti ma in qualche modo mantengono lo stile dell’autore.
    Il passaggio da una storia all’altra dà la sensazione al lettore di stare sulle montagne russe, passando in maniera repentina da una traversata oceanica, ad una indagine giornalistica, alle vicende di un musicista senza il becco di un quattrino, a quelle di un clone di una mangeria futuristica e via discorrendo.
    In conclusione: chiunque tenti la lettura di questo libro deve armarsi di santa pazienza e stare attento ai messaggi e ai piccoli collegamenti (e alle voglie di alcuni personaggi) che in qualche modo uniscono le varie storie, per capirne il senso profondo senza perdersi nei meandri dei dettagli e delle vicende una delle singole storie. Non è assolutamente una lettura leggera! Il romanzo lascia molto spazio all’interpretazione su vari punti lasciandoci con tante domande su chi eravamo, chi siamo, chi saremo e non solo…

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    Andrea Cardia said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

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    Ho letto vari pareri contrastanti su questo libro (motivo, tra l'altro, del mio continuo rimandarne la lettura), e io mi pongo decisamente nella piccola schiera di quelli che l'hanno amato. Originale, ben costruito, credo che andrebbe letto nel modo ...(continue)

    Ho letto vari pareri contrastanti su questo libro (motivo, tra l'altro, del mio continuo rimandarne la lettura), e io mi pongo decisamente nella piccola schiera di quelli che l'hanno amato. Originale, ben costruito, credo che andrebbe letto nel modo più continuo possibile, perché solo così si riescono a notare gran parte dei rimandi tra i vari racconti.
    Le mie "storie" preferite sono state indubbiamente le lettere di Frobisher ed il racconto di Sonmi, per quanto diversissimi come fatti o ambientazioni; un po' più debole la parte centrale (il sesto racconto), anche perché tra le più difficili da seguire in termini di sintassi e linguaggio. A tal proposito, ingegnoso l'uso di diversi registri linguistici per esaltare le differenze di ambientazione delle varie parti del romanzo.
    Non vedo l'ora di vedermi il film!

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    sulietair said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

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    Per ogni pagina che leggo un riduzionista muore ogni giorno.

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    Dimitja said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

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    Sei personaggi in cerca di un atlante

    Probabilmente se fosse stata presentata come un'antologia di sei racconti concatenati (come ce ne sono tante) non avrebbe avuto grande successo. Si sa, i racconti non hanno consenso presso il lettore medio. Ma la costruzione propinataci da Mitchell m ...(continue)

    Probabilmente se fosse stata presentata come un'antologia di sei racconti concatenati (come ce ne sono tante) non avrebbe avuto grande successo. Si sa, i racconti non hanno consenso presso il lettore medio. Ma la costruzione propinataci da Mitchell mi sembra dispersiva e fin troppo forzata.

    http://clarkevivo.blogspot.it/2014/05/cloud-atlas-sei-r…

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    Andy Dufresne said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

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