Cloudstreet

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Publisher: Fazi Editore

4.0
(112)

Language: English | Number of Pages: 464 | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 1743194080 | Isbn-13: 9781743194089 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Hardcover , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Guardaci, giù al fiume! Noi, una folla irrequieta, sdraiati sotto un sole di sale e di sogno, fra scherzi e prese in giro, per un giorno, un solo chiaro, limpido, dolce giorno nel bel mezzo della nostra vita in un mondo buono.
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  • 4

    Una manciata di libri - 24 gen 16

    Se non conoscete la letteratura australiana, questo è un buon libro per colmare qualche lacuna. Certo, non parla di aborigeni e bush come faceva Chatwin (che però era inglese). Non parla neanche di gr ...continue

    Se non conoscete la letteratura australiana, questo è un buon libro per colmare qualche lacuna. Certo, non parla di aborigeni e bush come faceva Chatwin (che però era inglese). Non parla neanche di grandi distese. Né tanto meno del più celebrato sud (niente Sydney, Melbourne, Adelaide). Tutto concentrato nell’Australia Orientale, e principalmente a Perth. Ed alzi la mano chi c’è stato (io, no, ad esempio). Si parla di Perth come una cittadina provinciale. Si parla dei corsi d’acqua e magari del mare che bagna quella parte al Nord-Ovest dell’Australia. Ma, soprattutto, Tim Winton ci parla della storia di due famiglie, che intrecciano le loro vite intorno ad una casa, una grande casa nella periferia della grande città, una grande casa in Cloud Street number 1. Che finirà ben presto per diventare Cloudstreet, seguendo le idee sulle ombre malefiche che si porta appresso il padrone di casa. Piccolo inciso, seguendo la topografia di Perth, si potrebbe, per assonanza e per descrizione ambientale, avvicinarla alla reale Coldstream Street. Ma torniamo alle due famiglie ed alle loro storie. Famiglie emblematiche, sin dal nome. Da un lato la famiglia Pickles (“sottaceti”) che basa tutta la propria vita sull’antinomia fortuna - sfortuna. In ogni avvenimento c’è un Altro che interviene guidando le sorti delle loro avventure. Non vale tanto la pena industriarsi e lambiccarsi il cervello. Ad un certo punto, la grande ombra del Destino arriverà portando vicende favorevoli o sfavorevoli. L’ombra, appunto, che si cristallizzerà ad un certo punto nella strada (cioè “cloud” – nuvola, sia in senso fisico che in senso metaforico). Dall’altro la famiglia Lamb (“agnello”) che invece ha tutta una prima parte molto dedicata alla religione, al rapporto (più o meno) diretto con Dio. Che continuerà, anche se in forme diverse, ma che si realizzerà in una totale laboriosità. Sottintendendo il seguente messaggio: con la fatica e la dedizione si può, si deve arrivare alla conquista della propria serenità. I Pickles sono 5: il padre Sam, la madre Dolly, ed i figli Rose, Ted e Chub. I Lamb invece sono 8: il padre Lester, la madre Oriel, ed i figli Quick, Fish, Lon, Hattie, Elaine e Red. Sam è uno scommettitore incallito, specialmente sui cavalli. Quando perde deve trovare lavori, anche di bassa lega, per restituire i soldi. In uno di questi, perde quattro dita della mano destra (c’era l’ombra che si avvicinava). Dolly è “la bella” del villaggio, si butta su qualsiasi uomo che incontra, quasi a sfogare un modo represso di vivere la famiglia. E si butta anche su tutte le bottiglie che vede, facendo di tutta la sua vita, anche, un percorso da alcolista che certo non le permetterà mai di avere un buon rapporto con i figli. Nella sfortuna dell’incidente di Sam, intanto, un cugino di Sam muore all’improvviso, lasciando loro in eredità la casa di Cloudstreet (con il vincolo che non la possono vendere, altrimenti Sam la giocava ai cavalli). Una casa grande, dove, nel momento di ulteriori rovesci, pensano di dividerla in due ed affittarla. Compaiono così i Lamb. Lester, quieto e gioviale, inventore di storie, suonatore di “flauto a naso” (guardate che è uno strumento realmente esistente, diffuso principalmente in Polinesia e tra i Maori). Oriel è la colonna della sua vita e di quella di tutti coloro che le sono intorno. I Lamb sono stati da poco colpiti da una tragedia: Fish, il figlio mezzano, cade in acqua, dove rimane a lungo, quasi morto impigliato nelle reti da pesca, con un periodo di mancanza di ossigenazione. Si salva ma rimane “ritardato” per il resto della vita. Lui che era il più vitale, e tutta la famiglia Lamb (ma soprattutto Quick) ne rimarrà colpita duramente. Ma nella nuova casa prima mettono ordine alle loro vite, poi (nel bush erano agricoltori) s’inventano un negozio che vende di tutto. E sarà la loro fortuna, ed il sostegno di tutti gli andirivieni della vita di Cloudstreet. Oltre a Fish, gli altri due personaggi chiave del romanzo sono Rose Pickles e Quick Lamb. Lei ha dovuto fare da balia alla madre per tutta l’infanzia, non riesce ad avere rapporti sereni con gli altri. Vorrebbe studiare, ma non ci sono soldi. Troverà un lavoro fuori dalla casa, da centralinista. Riuscendo anche a vincere un lungo periodo di anoressia che la stava portando alla tomba. Quick invece non vuole studiare, ha un unico talento (quello di sparare con il fucile) ed un grande rimpianto (che voleva essere lui a soffocare al posto di Fish). Così che appena può, scappa di casa, e lo seguiamo nelle grandi distese australiane diventare cacciatore di canguri. Inciso: noi siamo abituati a considerare docili e simpatici questi animali locali. Niente di più falso, il canguro selvatico distrugge campi e raccolti. Ed è anche pericoloso per l’uomo. Tanto che Quick dovrà tornare a casa colpito quasi a morte proprio da un canguro. Rose nel frattempo stava cercando di uscire dal guscio claustrofobico della vita di Cloudstreet. Ma al ritorno di Quick capisce che lo ha sempre amato, sin da quando entrambi erano piccoli. Altro inciso: la vicenda si spande dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla metà degli anni Sessanta, in pratica durante tutto il lungo governo dei sette mandati consecutivi di Sir Robert Menzies. E tra alti e bassi coroneranno il loro sogno. Ovviamente, c’è anche tutto il contorno. I molti momenti bassi di Sam e le sue rare ma cospicue vincite. La discesa alcolica di Dolly. I comportamenti di Oriel. Ma come una ballata, tutto ritorna alla fine. Si era iniziato con un picnic dei Pickles poco più che decenni. Si finisce con un altro picnic, con le famiglie riunite. E come detto intorno, oltre al governo australiano, c’è la guerra di Corea, la morte di Kennedy, sul fronte internazionale. E la presenza, qua e là, di alcuni aborigeni, tanto per rimarcare che l’Australia è anche loro. Un buon lavoro. La scrittura è poi un grande punto di forza del romanzo di Winton, in particolare nei toni epici e descrittivi della prima metà del libro. La seconda parte, piegando la scrittura alla storia, perde un po’ di efficacia. Anche se l’autore riesce a dosare ed amalgamare descrizioni, colloqui in terza persona, dialoghi in presa diretta. Un lavoro scritto a 31 anni, dove si sente, e con piacere, l’impeto giovanile della pulsione allo scrivere. Un’opera che può avvicinare a quel mondo “down under” come dicono i locali, tanto lontano nello spazio, ma vicino nello spirito. Seppure, innegabilmente, diverso. Come quando, in modo spaesante, si dice: “era la fine di gennaio, nel pieno dell’estate”. Quest’uguaglianza di sentire nella diversità dell’essere è stata per me uno dei legami affettivi che mi ha ridato la voglia di pensare a tornare laggiù.
    “– Le persone … sono quello che sono. – E allora dovrebbero cambiare! Dovrebbero fare qualcosa per se stesse, e non aspettare che siano gli altri a cambiare le cose al posto loro! – Non si può cambiare la propria sorte. – No, ma una deve costruirsela, la propria sorte. Perché ci siamo solo noi e nient’altro.” (187)

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  • 4

    Diventiamo tutti la stessa cosa, non è vero? Ricordi, ombre, preoccupazioni, sogni.

    Eccoli, Sam “l'uomo con la mano offesa e lo sguardo disgustato" e Dolly, "la donna bruna con i fianchi e l'andatura nervosa di un cavallo da corsa, i due ragazzini con i capelli a spazzola addormentat ...continue

    Eccoli, Sam “l'uomo con la mano offesa e lo sguardo disgustato" e Dolly, "la donna bruna con i fianchi e l'andatura nervosa di un cavallo da corsa, i due ragazzini con i capelli a spazzola addormentati, e la ragazzina dall'aria pignola e sperduta". Loro sono i Pinkles, poveri in canna, persino con una gigante casa miseranda che sospira ormeggiata nella quiete prima che il mare si animi e lo turbi come un vecchio piroscafo rognoso. A Cloudstreet coabitano con i puritani Lamb e i loro miracoli fasulli, genitori e figli che sono di una povertà anche più imbarazzante della loro, ma favorevolmente più inclini a rimboccarsi le maniche. Lì trovi ad aprir bottega tra la polvere e la fatica, a passeggiare vicino le rotaie o a pescare giù al fiume, nel bush australiano, o tra gli eucalipti e in ogni piega di quelle vite disadorne e tanto disgraziate si insinua una multiforme inadeguatezza, che non adombra la speranza di eventi risolutori. Winton, “appassionato annotatore di tratti psicologici” riesce a produrre pathos e con vischiosi innesti sovrannaturali e una scrittura suggestionante ed alchemica riesce a dare nerbo ad un romanzo che silenziosamente si fà grande.

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  • 4

    Un inno alla vita

    Cloudstreet racconta le vicende di due famiglie contadine che hanno sofferto molto a causa delle disgrazie che sono capitate loro e che decidono di fuggire in città per cercare di mettere ordine alle ...continue

    Cloudstreet racconta le vicende di due famiglie contadine che hanno sofferto molto a causa delle disgrazie che sono capitate loro e che decidono di fuggire in città per cercare di mettere ordine alle loro vite e ripartire daccapo sotto il tetto di una vecchia casa in Australia.

    All’inizio tutti i personaggi sono divisi e chiusi nel loro dolore, sia singolarmente che all’interno delle proprie famiglie; ma con il passare del tempo iniziano a condividere tragedie e trionfi ed a capire progressivamente il significato delle parole comprensione e solidarietà.

    “In questa casa c’era sempre qualcuno che piangeva”
    “il cielo era del colore delle labbra di un suicida”

    I vari personaggi sono continuamente combattuti tra una visione negativa, la disperazione, l’angoscia e la speranza e il sogno di una vita migliore. Ogni personaggio effettua un percorso personale, più o meno lungo, che ha in comune la presa di coscienza dell'importanza della famiglia nella propria vita.

    Sembra esserci una atmosfera diffusa di nostalgia per un tempo in cui c'era un maggiore senso della famiglia e della casa; magari privilegiando il ruolo tradizionale della donna come casalinga padrona del focolare domestico. La difficoltà ad uscire dal ruolo imposto è rappresentata dall’unico personaggio femminile, Rose, che cerca di uscire dagli schemi. Rose deve combattere con una madre degenere, soffocare le sue aspirazioni personali e il suo desiderio di cultura per accudire la casa e i membri della sua famiglia. Ma alla fine riesce a riconciliarsi con la madre, a superare le sue preoccupazioni e l’apparente ossessione di avere un figlio.

    Tutti i personaggi del libro sono alla ricerca di un luogo dove possa esistere una relazione d'amore; Winton suggerisce che questo posto sia rappresentato dalla famiglia. E infatti Rose trascorre con il marito solamente un brevissimo periodo lontano dalla sua casa; il ritorno ad essa è una felicità ed una vittoria per tutti. La vecchia casa fa da sfondo a tutte le vicende:

    “La casa aveva l’aria di un miserabile cane addormentato che teneva un occhio mezzo aperto, in attesa di qualcosa di eccitante che però non sarebbe mai arrivato”.

    Ci sono alcuni episodi nel romanzo, che a tratti sembra attingere al campo del soprannaturale, che sono oscuri e non completamente spiegati (o forse semplicemente sono io che non li ho capiti). Senza questi avrei certamente assegnato cinque stelle. Perché è un libro veramente lieve, bello, intenso, magico e scritto in un modo superbo. Il romanzo di Winton è un inno alla vita e di che cosa essa significhi.

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  • 4

    Talismatico e Ipnotico.

    CloudStreet, inizialmente Cloud Street civico 1, è la casa in cui vanno a vivere due famiglie, i Pickles e i Lamb.

    Le due famiglie non potrebbero essere più distanti per modo di agire, per costumi, pe ...continue

    CloudStreet, inizialmente Cloud Street civico 1, è la casa in cui vanno a vivere due famiglie, i Pickles e i Lamb.

    Le due famiglie non potrebbero essere più distanti per modo di agire, per costumi, per modalità di concepire la vita e la famiglia, le accomuna però la sofferenza, il grande dolore e la perdita che, a piene mani la vita, nel periodo che precede la convivenza, ha dispensato entrambi i componenti delle famiglie.

    Due madri, Oriel e Dolly.

    L'una, Oriel, "ape operosa", donna apparentemente pietosa, d'acciaio, segnata dalla vita piu' volte ("Una vita intera ad aspettare risposte che non arrivano mai") che in un atto di estrema resistenza (resistenza a cosa? ad un dolore insopportabile? ad uno stile di vita che non condivide?) prende e si accampa nel suo giardino in una tenda decidendo di vivere li', separata da tutti, per una ventina di anni.

    L'altra Dolly, donna in perenne contrasto con sè stessa , con tutte le donne del pianeta ("Non bisognerebbe mai fidarsi di una donna"..."Sono le donne che odio"... "Sono le sorelle quelle che odio di più"), alcolizzata, dissoluta, ed, in particolare, in contrasto con l'unica figlia, Rose, che dal rapporto con lei, non riesce a trarre che disamore per sè, per la vita e per l'umanità intera ("Mi hai rubato tutto. La mia infanzia, l'innocenza, la fiducia. Sei sempre stata una odiosissima stronza. Una puttana alcolizzata. Ti odio per tutte le ragioni per cui odi te stessa, e volevo ammazzarti allo stesso modo in cui volevi ammazzari da sola [...] Cazzo persino il dolore mi hai rubato").

    Due fratelli Quick e Fish, incatenati da un dolore e da un amore ancestrale. Da una sciagura più grande di loro che segna il destino di entrambi.

    Una casa che par prendere vita, animata dagli aneliti, dai sospiri, dai tormenti dalle visioni dei suoi abitanti, che con loro geme, scricchiola, pulsa, apre un occhio vigile ("Dalle pareti proveniva un battito simile a quello di un cuore irregolare...", "la casa aveva l'aria di un miserabile cane addormentato che teneva un occhio mezzo aperto...", "In questa casa c'era sempre qualcuno che piangeva", "La stanza sospira, la casa emette i suoi primi sospiri indolori dopo mezzo secolo...").

    Un'unione salvifica quella di due ragazzi delle due famiglie, quelli più duramente colpiti dal dolore, un atteggiamento che muta, il loro, nei confronti della vita, della sorte, una rigidezza che si attenua fino a comprendere che non esistono i buoni e i cattivi, ma che gli uomini sono fatti tutti della stessa sostanza "Diventiamo tutti la stessa cosa, non è vero? Ricordi, ombre,preoccupazioni, sogni. Alla fine ci ritroviamo tutti insieme da qualche parte", e l'unico modo per sopravvivere alle prove che la vita riserva, è l'unione, la solidarietà e la tolleranza.

    Una prosa superba.

    Si veleggia tra passaggi che rasentano la poesia ("I campi inghiottirono la pillola rosa del sole") e spietata crudezza descrittiva.

    Un romanzo bellissimo, a tratti inquietante e oscuro, di cui non credo di aver colto proprio tutto . Sicuramente un romanzo che merita una rilettura.

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  • 4

    Grazie a un'amica anobiana ho conosciuto questo scrittore di cui non avevo mai sentito parlare e l'incontro e' stato emozionante! Premetto tutto quello che riguarda l'Australia mi interessa,e in quest ...continue

    Grazie a un'amica anobiana ho conosciuto questo scrittore di cui non avevo mai sentito parlare e l'incontro e' stato emozionante! Premetto tutto quello che riguarda l'Australia mi interessa,e in questo libro l' ambientazione australiana non e' marginale. Anche se al centro ci sono personaggi,cuori,anime che vivono,soffrono,lavorano,si distruggono,' c'e anche la natura incontaminata,lo spirito degli aborigeni,il realismo ,a volte brutale,di una vita faticosa e la poesia della magia .Grazie Nut45!!

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  • 4

    ... e io ritrovo nel sole, nella luna e nelle stelle chi sono veramente.

    Può succedere di tutto, le cose più straordinarie, nelle vite ordinarie di due sfortunate famiglie del sud dell'Australia, quando a raccontare è Tim Winton, con il suo sguardo realista e "magico" : un ...continue

    Può succedere di tutto, le cose più straordinarie, nelle vite ordinarie di due sfortunate famiglie del sud dell'Australia, quando a raccontare è Tim Winton, con il suo sguardo realista e "magico" : un uomo nero, un aborigeno, con i capelli come "un alveare abbandonato", che compare e poi sparisce nei momenti più impensati per dare una scrollata alle normali percezioni del tempo e dello spazio; una barca che scivola lenta sul fiume e improvvisamente si ritrova a navigare tra le stelle; un vortice di bambini nudi che di notte al chiaro di luna si alza frusciante dai campi di grano per " frastornare e inebriare" una giovane coppia col loro bambino, smarritasi nelle "mute e spoglie" terre ai confini del bush, l'immenso e inospitale deserto australiano, in cerca del proprio posto nel mondo. E tanto, tanto altro ancora...
    Accadono cose, si sviluppano drammi, a cui lo scrittore dedica solo un accenno: una visione, un ricordo, una veloce zoomata, un dettaglio... molto resta non detto, la vita dei personaggi si trasforma e sarà compito del lettore intuire, scendere in profondità e riannodare i fili. Alla fine però tutte le linee narrative convergono verso un unico punto di fuga, il momento cruciale: il riattraversamento di quella fessura da cui tutti proveniamo, il ritorno all'infinito mare che da sempre ci aspetta per accogliere quel dono che, "con dolore e privazione", abbiamo saputo offrire agli altri.

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  • 5

    "Veniamo da un abisso oscuro; ritorniamo in un abisso oscuro. Lo spazio luminoso che intercorre tra di loro lo chiamiamo vita." Nikos Kazantzakis.

    Ho fatto di tutto per non doverlo finire.
    Per non arr ...continue

    "Veniamo da un abisso oscuro; ritorniamo in un abisso oscuro. Lo spazio luminoso che intercorre tra di loro lo chiamiamo vita." Nikos Kazantzakis.

    Ho fatto di tutto per non doverlo finire.
    Per non arrivare lì, dove il cielo e l’acqua si aprono, dove il tempo si sbriciola nell’eternità di un unico attimo, dove Fish si ricongiunge a sé. Dove ogni cosa si conclude.
    Ho fatto di tutto, perchè sapevo. E temevo.
    L’avevo già letto, Cloudstreet. Più o meno dieci anni fa.
    Allora avevo pianto, chiudendolo.
    Perché hai vissuto anche tu nella grande e sgangherata casa, al numero uno. E non per il tempo di quattrocentocinquantasei pagine, ma per quello che serve a percorrere una vita. Una vita che è la somma di molte, in realtà.
    Hai riso, pianto, sperato, amato, sofferto, gioito assieme ai Lamb e ai Pickles. Sei stato uno di loro. Li hai visti arrivare in quella casa d’ombre e silenzi -che respira, geme, tace, ascolta- prima gli uni, poi gli altri, vittime entrambi di un miracolo mancato, di una vita che ha smarrito certezze e speranze… In fuga da un ricordo, da un timore, da un incubo, da un vuoto -fiamme, acqua, sensi di colpa, inettitudine, egoismo, perdita, fallimento…
    Hai visto il moncone di Sam e la rabbia di Dolly -e sono ferite che né la fortuna né la bottiglia possono guarire. Solo il tempo, forse. O il perdono di sé. O una mano che si tende, a stringere la tua. E non è quella pelosa di Dio...
    Hai visto la vergogna e l’angoscia di Rose, il suo desiderio di scomparire, le matite che tempera anche in estate, allineandole nel cassetto della scrivania, le calze che si rammenda… E’ un’infanzia rubata, la sua. E può essere riscattata solo da un’altra infanzia. Da un Sentimento Totale che colma una Solitudine Totale.
    Hai visto la fuga di Ted, e quella di Chub -uno a diecimila chilometri di distanza, l’altro nella stanza accanto.
    Hai visto la tempra d’acciaio di Oriel -la donnetta scialba e tozza che guarda la vita dritto negli occhi, senza distogliere lo sguardo, da quando aveva sei anni. E se la vita non concede sconti, lei non ha problemi a rimboccarsi le maniche. A vivere in una tenda, in giardino. Ad aprire un improbabile negozio. Ad atterrare il figlio con un pugno, se contravviene alla legge fondamentale: In questa famiglia le cose si fanno nella maniera giusta.
    Hai visto il coltello di Lester girare e girare, e il coltello non mente mai -perfino Fish lo sa, ed è una delle sue poche certezze.
    Fish. Il suo nome evoca un guizzo d'argento.
    Hai visto le foto che Quick ha attaccato al muro -la sua punizione, i suoi fantasmi. Perché non è toccato a lui, ma al fratello. Perché il confine tra il male e il bene a volte dipende solo dal caso. Quello stesso -o è il Destino?- che determina anche l’impotenza degli uomini. Ricordi, Quick, il compagno che giocava con il cane sui binari? Quanto effimera può essere ogni realtà!
    Hai visto le stagioni passare -il sole dell’estate, e il Natale ugualmente assolato.
    Le partenze e gli arrivi. I ritorni.
    Il fiume, la ferrovia, il bush. Un cielo che smarrisce.
    Il vecchio Chev e il camioncino con le radiografie, parcheggiati in cortile, o in giro per le consegne.
    I corvi nel prato sul retro; i cavalli che non vincono mai; il maiale che parla con Fish.
    L’uomo nero che dà consigli e l’ombra scura che annuncia disgrazie.
    Hai visto i rancori, gli affetti, le passioni -quelle che si bruciano in un attimo, sul tavolo da cucina e quelle che durano per sempre.
    Hai visto? No, hai vissuto. Non si può rimanere all’esterno della grande casa, semplici passanti che alzano lo sguardo. Estranei.
    Sei lì dentro, con loro. Con i Lamb e i Pickles. I loro sentimenti sono i tuoi sentimenti. Le loro emozioni, le tue emozioni. E piangi, allora, quando devi allontanarti forse per sempre. Piangi, quando qualcuno si allontana per sempre.
    Così dieci anni fa. Così oggi -e temevo non accadesse. Temevo il tempo, la delusione.
    Sottovalutavo Tim Winton. Sottovalutavo questo libro.
    Talmente bello e vero che fa male. Talmente “mio” che ne sono gelosa -spero perfino che siano in pochi a conoscerlo, a leggerlo, per poter continuare a sentirmi privilegiata.
    Così non dirò altro e lo riporrò dov’era. Ho dovuto setacciare più volte la libreria da cima a fondo, perché non riuscivo a trovarlo. E forse non era stato un caso che fosse finito in mezzo ai poeti.
    Chissà se tra dieci anni troverò nuovamente il coraggio di (ri)leggerlo, di (ri)viverlo -unico libro a cui concederei il beneficio di una terza volta.

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  • 5

    Correte in libreria !!!

    Ho scoperto questo autore attraverso la mia guida spirituale anobiiana, Occhi di Velluto .
    Grazie perché Cloudstreet è bellissimo !!!

    Collocato nel sud ovest dell’Australia, Perth e dintorni, a par ...continue

    Ho scoperto questo autore attraverso la mia guida spirituale anobiiana, Occhi di Velluto .
    Grazie perché Cloudstreet è bellissimo !!!

    Collocato nel sud ovest dell’Australia, Perth e dintorni, a partire dagli anni 40, il romanzo narra la storia di due famiglie rurali che hanno sofferto molto a causa delle tremende disgrazie che gli sono capitate e che decidono di fuggire in città per raccogliere i pezzi delle loro vite e ripartire daccapo.

    Il destino vuole che si ritrovino insieme nella stessa enorme casa mono-famigliare , al numero 1 di Cloudstreet, i Lamb e i Pickles.
    All’inizio divisi e chiusi nel loro dolore, sia come famiglie che come individui, con il passare degli anni condividono tragedie e trionfi che gradualmente li avvicinano, finché dopo circa 20 anni “il tetto sopra le loro teste non diventa il rifugio dei loro cuori”.

    Da una parte la disperazione, lo sconforto e l’angoscia , dall’altra la speranza, il desiderio e il sogno.
    Questi i due sentimenti contrapposti in cui si muovono i protagonisti che sostengono e determinano la qualità spirituale del romanzo.

    Rimarchevole il modo con cui sono stati delineati ed accostati i tratti psicologici dei personaggi, e come l’autore li fa evolvere con il passare del tempo conducendoli verso un costante e progressivo avvicinamento ai valori di comunione, tolleranza e solidarietà, malgrado il contesto esistenziale duro e spietato.

    Lo stile narrativo è notevole ed originale. Il racconto combina bizzarri elementi di realismo e fantasia con un tocco di tragedia. I personaggi agiscono in un contesto costruito attraverso un efficace linguaggio simbolico, sempre mutevole e colorito, surreale, alcune volte ironico altre tragico, che si contrappone ai fatti banali ed insignificanti delle loro vite.
    Come suggerisce la nota sulla quarta di copertina Cloudstreet è un libro magico ed ipnotico, ma occorre farsi prendere per mano e condurre, afferrarne la chiave, stare al gioco.

    Una nota di merito per il modo evocativo con cui sono descritti i paesaggi e la natura domestica o selvaggia dell’Australia. Un aspetto questo, e non è il solo, che mi fa accostare Tim Wintom a Meir Shalev.
    Attraverso storie famigliari che si dipanano nel corso degli anni in un contesto storico e sociale reale entrambi gli autori hanno il potere di “trasfigurare la realtà cogliendone gli spunti favolosi, in una rievocazione ondulante, leggera, che ci fa amare ogni personaggio come se davvero appartenesse ad una nostra privatissima storia”.

    Nel 2011 in Australia è stato realizzato un adattamento televisivo in 6 puntate; allego due link ricchi di informazioni, belle foto e video.

    http://showtime.com.au/cloudstreet/

    http://daviddareparker.photoshelter.com/gallery/Film-and-Television-Tim-Wintons-Cloudstreet/G0000cso9PEMdnMM

    Per chi conoscesse già il libro spero che la visione possa riportare in superficie e magari arricchire le immagini nate durante la lettura.
    Per chi invece non ne avesse mai sentito parlare spero che possa essere di sprono per … una bella corsa in libreria !!!

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  • 4

    Un'epopea famigliare intrisa di desolazione,, malinconia, a tratti spettrale e piena di spunti di riflessione. Un bel libro che consiglio, letto per l'esame di letteratura australiana (!) e vissuto co ...continue

    Un'epopea famigliare intrisa di desolazione,, malinconia, a tratti spettrale e piena di spunti di riflessione. Un bel libro che consiglio, letto per l'esame di letteratura australiana (!) e vissuto con un misto di disagio e commiserazione per tante situazioni che, purtroppo, spesso non rimangono solo sulla carta.

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