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Cloudstreet

By Tim Winton

(1)

| Audio CD | 9781743194089

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Book Description

Guardaci, giù al fiume! Noi, una folla irrequieta, sdraiati sotto un sole di sale e di sogno, fra scherzi e prese in giro, per un giorno, un solo chiaro, limpido, dolce giorno nel bel mezzo della nostra vita in un mondo buono.

16 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    Grazie a un'amica anobiana ho conosciuto questo scrittore di cui non avevo mai sentito parlare e l'incontro e' stato emozionante! Premetto tutto quello che riguarda l'Australia mi interessa,e in questo libro l' ambientazione australiana non e' margin ...(continue)

    Grazie a un'amica anobiana ho conosciuto questo scrittore di cui non avevo mai sentito parlare e l'incontro e' stato emozionante! Premetto tutto quello che riguarda l'Australia mi interessa,e in questo libro l' ambientazione australiana non e' marginale. Anche se al centro ci sono personaggi,cuori,anime che vivono,soffrono,lavorano,si distruggono,' c'e anche la natura incontaminata,lo spirito degli aborigeni,il realismo ,a volte brutale,di una vita faticosa e la poesia della magia .Grazie Nut45!!

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    Rosispri said on Oct 21, 2012 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    ... e io ritrovo nel sole, nella luna e nelle stelle chi sono veramente.

    Può succedere di tutto, le cose più straordinarie, nelle vite ordinarie di due sfortunate famiglie del sud dell'Australia, quando a raccontare è Tim Winton, con il suo sguardo realista e "magico" al contempo: un uomo nero, un aborigeno, con i capelli ...(continue)

    Può succedere di tutto, le cose più straordinarie, nelle vite ordinarie di due sfortunate famiglie del sud dell'Australia, quando a raccontare è Tim Winton, con il suo sguardo realista e "magico" al contempo: un uomo nero, un aborigeno, con i capelli come "un alveare abbandonato", che compare e sparisce nei momenti più impensati per dare una scrollata alle abituali percezioni del tempo e dello spazio; una barca che scivola lenta sul fiume e improvvisamente si ritrova a navigare tra le stelle; un vortice di bambini nudi che di notte al chiaro di luna si alza frusciante dai campi di grano per " frastornare e inebriare" una giovane coppia col loro bambino, smarritasi nelle "mute e spoglie" terre ai confini del bush, l'immenso e inospitale deserto australiano, in cerca del proprio posto nel mondo. E tanto, tanto altro ancora...
    Accadono cose, si sviluppano drammi, a cui lo scrittore dedica solo un accenno: una visione, un ricordo, una veloce zoomata, un dettaglio... molto resta non detto, la vita dei personaggi continua e sarà compito del lettore intuire, scendere in profondità e riannodare i fili. Alla fine però tutte le linee narrative convergono verso un unico punto di fuga, il momento cruciale: il riattraversamento di quella fessura da cui tutti proveniamo, il ritorno all'infinito mare che da sempre ci aspetta per accogliere quel dono che, "con dolore e privazione", abbiamo saputo offrire agli altri.

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    Carlamille said on Sep 24, 2012 | Add your feedback

  • 41 people find this helpful

    "Veniamo da un abisso oscuro; ritorniamo in un abisso oscuro. Lo spazio luminoso che intercorre tra di loro lo chiamiamo vita." Nikos Kazantzakis.

    Ho fatto di tutto per non doverlo finire.
    Per non arrivare lì, dove il cielo e l’acqua si aprono, dove ...(continue)

    "Veniamo da un abisso oscuro; ritorniamo in un abisso oscuro. Lo spazio luminoso che intercorre tra di loro lo chiamiamo vita." Nikos Kazantzakis.

    Ho fatto di tutto per non doverlo finire.
    Per non arrivare lì, dove il cielo e l’acqua si aprono, dove il tempo si sbriciola nell’eternità di un unico attimo, dove Fish si ricongiunge a sé. Dove ogni cosa si conclude.
    Ho fatto di tutto, perchè sapevo. E temevo.
    L’avevo già letto, Cloudstreet. Più o meno dieci anni fa.
    Allora avevo pianto, chiudendolo.
    Perché hai vissuto anche tu nella grande e sgangherata casa, al numero uno. E non per il tempo di quattrocentocinquantasei pagine, ma per quello che serve a percorrere una vita. Una vita che è la somma di molte, in realtà.
    Hai riso, pianto, sperato, amato, sofferto, gioito assieme ai Lamb e ai Pickles. Sei stato uno di loro. Li hai visti arrivare in quella casa d’ombre e silenzi -che respira, geme, tace, ascolta- prima gli uni, poi gli altri, vittime entrambi di un miracolo mancato, di una vita che ha smarrito certezze e speranze… In fuga da un ricordo, da un timore, da un incubo, da un vuoto -fiamme, acqua, sensi di colpa, inettitudine, egoismo, perdita, fallimento…
    Hai visto il moncone di Sam e la rabbia di Dolly -e sono ferite che né la fortuna né la bottiglia possono guarire. Solo il tempo, forse. O il perdono di sé. O una mano che si tende, a stringere la tua. E non è quella pelosa di Dio...
    Hai visto la vergogna e l’angoscia di Rose, il suo desiderio di scomparire, le matite che tempera anche in estate, allineandole nel cassetto della scrivania, le calze che si rammenda… E’ un’infanzia rubata, la sua. E può essere riscattata solo da un’altra infanzia. Da un Sentimento Totale che colma una Solitudine Totale.
    Hai visto la fuga di Ted, e quella di Chub -uno a diecimila chilometri di distanza, l’altro nella stanza accanto.
    Hai visto la tempra d’acciaio di Oriel -la donnetta scialba e tozza che guarda la vita dritto negli occhi, senza distogliere lo sguardo, da quando aveva sei anni. E se la vita non concede sconti, lei non ha problemi a rimboccarsi le maniche. A vivere in una tenda, in giardino. Ad aprire un improbabile negozio. Ad atterrare il figlio con un pugno, se contravviene alla legge fondamentale: In questa famiglia le cose si fanno nella maniera giusta.
    Hai visto il coltello di Lester girare e girare, e il coltello non mente mai -perfino Fish lo sa, ed è una delle sue poche certezze.
    Fish. Il suo nome evoca un guizzo d'argento.
    Hai visto le foto che Quick ha attaccato al muro -la sua punizione, i suoi fantasmi. Perché non è toccato a lui, ma al fratello. Perché il confine tra il male e il bene a volte dipende solo dal caso. Quello stesso -o è il Destino?- che determina anche l’impotenza degli uomini. Ricordi, Quick, il compagno che giocava con il cane sui binari? Quanto effimera può essere ogni realtà!
    Hai visto le stagioni passare -il sole dell’estate, e il Natale ugualmente assolato.
    Le partenze e gli arrivi. I ritorni.
    Il fiume, la ferrovia, il bush. Un cielo che smarrisce.
    Il vecchio Chev e il camioncino con le radiografie, parcheggiati in cortile, o in giro per le consegne.
    I corvi nel prato sul retro; i cavalli che non vincono mai; il maiale che parla con Fish.
    L’uomo nero che dà consigli e l’ombra scura che annuncia disgrazie.
    Hai visto i rancori, gli affetti, le passioni -quelle che si bruciano in un attimo, sul tavolo da cucina e quelle che durano per sempre.
    Hai visto? No, hai vissuto. Non si può rimanere all’esterno della grande casa, semplici passanti che alzano lo sguardo. Estranei.
    Sei lì dentro, con loro. Con i Lamb e i Pickles. I loro sentimenti sono i tuoi sentimenti. Le loro emozioni, le tue emozioni. E piangi, allora, quando devi allontanarti forse per sempre. Piangi, quando qualcuno si allontana per sempre.
    Così dieci anni fa. Così oggi -e temevo non accadesse. Temevo il tempo, la delusione.
    Sottovalutavo Tim Winton. Sottovalutavo questo libro.
    Talmente bello e vero che fa male. Talmente “mio” che ne sono gelosa -spero perfino che siano in pochi a conoscerlo, a leggerlo, per poter continuare a sentirmi privilegiata.
    Così non dirò altro e lo riporrò dov’era. Ho dovuto setacciare più volte la libreria da cima a fondo, perché non riuscivo a trovarlo. E forse non era stato un caso che fosse finito in mezzo ai poeti.
    Chissà se tra dieci anni troverò nuovamente il coraggio di (ri)leggerlo, di (ri)viverlo -unico libro a cui concederei il beneficio di una terza volta.

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    Occhi di velluto said on Aug 23, 2012 | 16 feedbacks

  • 9 people find this helpful

    Correte in libreria !!!

    Ho scoperto questo autore attraverso la mia guida spirituale anobiiana, Occhi di Velluto .
    Grazie perché Cloudstreet è bellissimo !!!

    Collocato nel sud ovest dell’Australia, Perth e dintorni, a partire dagli anni 40, il romanzo narra la storia di ...(continue)

    Ho scoperto questo autore attraverso la mia guida spirituale anobiiana, Occhi di Velluto .
    Grazie perché Cloudstreet è bellissimo !!!

    Collocato nel sud ovest dell’Australia, Perth e dintorni, a partire dagli anni 40, il romanzo narra la storia di due famiglie rurali che hanno sofferto molto a causa delle tremende disgrazie che gli sono capitate e che decidono di fuggire in città per raccogliere i pezzi delle loro vite e ripartire daccapo.

    Il destino vuole che si ritrovino insieme nella stessa enorme casa mono-famigliare , al numero 1 di Cloudstreet, i Lamb e i Pickles.
    All’inizio divisi e chiusi nel loro dolore, sia come famiglie che come individui, con il passare degli anni condividono tragedie e trionfi che gradualmente li avvicinano, finché dopo circa 20 anni “il tetto sopra le loro teste non diventa il rifugio dei loro cuori”.

    Da una parte la disperazione, lo sconforto e l’angoscia , dall’altra la speranza, il desiderio e il sogno.
    Questi i due sentimenti contrapposti in cui si muovono i protagonisti che sostengono e determinano la qualità spirituale del romanzo.

    Rimarchevole il modo con cui sono stati delineati ed accostati i tratti psicologici dei personaggi, e come l’autore li fa evolvere con il passare del tempo conducendoli verso un costante e progressivo avvicinamento ai valori di comunione, tolleranza e solidarietà, malgrado il contesto esistenziale duro e spietato.

    Lo stile narrativo è notevole ed originale. Il racconto combina bizzarri elementi di realismo e fantasia con un tocco di tragedia. I personaggi agiscono in un contesto costruito attraverso un efficace linguaggio simbolico, sempre mutevole e colorito, surreale, alcune volte ironico altre tragico, che si contrappone ai fatti banali ed insignificanti delle loro vite.
    Come suggerisce la nota sulla quarta di copertina Cloudstreet è un libro magico ed ipnotico, ma occorre farsi prendere per mano e condurre, afferrarne la chiave, stare al gioco.

    Una nota di merito per il modo evocativo con cui sono descritti i paesaggi e la natura domestica o selvaggia dell’Australia. Un aspetto questo, e non è il solo, che mi fa accostare Tim Wintom a Meir Shalev.
    Attraverso storie famigliari che si dipanano nel corso degli anni in un contesto storico e sociale reale entrambi gli autori hanno il potere di “trasfigurare la realtà cogliendone gli spunti favolosi, in una rievocazione ondulante, leggera, che ci fa amare ogni personaggio come se davvero appartenesse ad una nostra privatissima storia”.

    Nel 2011 in Australia è stato realizzato un adattamento televisivo in 6 puntate; allego due link ricchi di informazioni, belle foto e video.

    http://showtime.com.au/cloudstreet/

    http://daviddareparker.photoshelter.com/gallery/Film-an…

    Per chi conoscesse già il libro spero che la visione possa riportare in superficie e magari arricchire le immagini nate durante la lettura.
    Per chi invece non ne avesse mai sentito parlare spero che possa essere di sprono per … una bella corsa in libreria !!!

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    GoPre said on Apr 2, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un'epopea famigliare intrisa di desolazione,, malinconia, a tratti spettrale e piena di spunti di riflessione. Un bel libro che consiglio, letto per l'esame di letteratura australiana (!) e vissuto con un misto di disagio e commiserazione per tante s ...(continue)

    Un'epopea famigliare intrisa di desolazione,, malinconia, a tratti spettrale e piena di spunti di riflessione. Un bel libro che consiglio, letto per l'esame di letteratura australiana (!) e vissuto con un misto di disagio e commiserazione per tante situazioni che, purtroppo, spesso non rimangono solo sulla carta.

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    † Arianna † Bonardi † said on Aug 7, 2011 | Add your feedback

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