“Il coaching è lo strumento più nuovo per migliorare la qualità del management, realizzare cambiamenti strategici, motivare e trattenere i leader del domani; è anche opportunità individuale per arricchire le proprie capacità relazionali e per evolvere sé stessi.” La prefazione di Gianluca Spina riassume con grande efficacia il contenuto del testo di Silvia e Maurizio, due esperti di coaching di lunga data.
In questo libro c’è tutto ciò che occorre per comprendere il coaching, come si svolge, come si applica, quali competenze vanno affinate, in quali contesti rende meglio, quali risultati produce. E’ tutto qui.
L’avviamento parte dalle origini, dalla storia alla coach-ability, elemento discriminante per il successo di un programma di coaching, che prima di tutto deve vedere partecipanti concordi, consapevoli e impegnati. Il passaggio alle modalità applicative è morbido e accogliente, risponde alle domande che frullano nei pensieri prima che prendano forma. Come si svolge un percorso di coaching? Quante sessioni vanno programmate? Quanto è teoria e quanto è pratica? A tutto ciò, e a molto altro, dà risposta il testo. Il processo, in particolare, è ben dispiegato e commentato, impossibile perdersi. Senza esagerare con le iperboli, i messaggi sono semplici e concreti, e pure quelli giusti: affiancati alla propria unicità, rendono il coach un professionista che padroneggia il proprio stile e lo rende distinto.
I temi che personalmente trovo più interessanti sono l’ascolto, le domande, il feedback: tre elementi riconoscibili che, se ben associati, offrono energia da vendere. Tanto più si ascolta ponendo domande che rendano la situazione nitida per entrambi (coach – o manager coach – e coachee – o collaboratore), meglio si potrà offrire un feedback azzeccato, lo specchio in cui l’altro si riconosce come appare all’esterno di sé. Altro argomento da sottolineare è il “cambiamento”, una situazione a cui non possiamo più sottrarci. Dare ai coachee gli elementi per accogliere il mutare degli eventi, anziché subirlo, addirittura provocarlo quando occorre, è un beneficio che da solo vale tutto un percorso. Casi reali, raccontati con semplicità e immediatezza; dimostrano che, dove il coaching viene applicato con il corretto coinvolgimento motivante, il cambiamento è credibile e puntuale. Casi condivisibili, dove ci si riconosce per via di situazioni simili vissute o partecipate; ci si rende conto di esplorare una modalità possibile, nulla di troppo lontano da ciò che “quasi” sappiamo fare senza averlo mai sistematizzato, né messo in sequenza, neppure analizzato. Basta partire con le idee chiare, seguire le fasi suggerite con opportuna determinazione e dichiararsi obiettivi raggiungibili, anzi “s.m.a.r.t.” (la soluzione è a pag. 115)
Parecchie pagine sul team coaching completano il manuale e permettono di allargare la propria sfera di consulenza ai gruppi, oltre che al singolo, aggiungendo competenze a quelle già acquisite. Come disse Henry Ford: “Essere insieme è solo l’inizio, stare insieme significa progresso, lavorare insieme porta al successo”. Le aziende insistono su obiettivi di questo genere, ma di risultati se ne vedono pochi. Che il team coaching sia la soluzione migliore?
La conclusione esplora le nuove frontiere del coaching, tema di grande interesse per attuali e futuri coach, che si domandano “quanto durerà questa novità?”. Forse, stiamo proprio parlando di un’evoluzione della formazione manageriale, più che di una novità; ricerche di mercato, passaparola, notizie, aziende che cercano, manager che accolgono, consulenti che richiedono formazione dedicata, insieme al numero sempre crescente di associati alla Federazione Italiana Coach ci dicono che abbiamo ragione.
Dedicato a:
Non solo ai coach: questo manuale incita al successo aprendo parentesi interessanti sulle capacità interattive che rendono il coaching efficace.
Ai curiosi del coaching. Ai leader che vogliono evolvere. A chi il coaching lo offre, a chi lo sceglie, a chi lo propone, a chi lo riceve.
Ai leader che vogliono essere ottimi coach, e che sanno misurare i risultati del proprio intervento attraverso i nuovi comportamenti efficaci propri e del team.