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Cocaine Nights

By J. G. Ballard

(3)

| Paperback | 9781582435701

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Book Description

53 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un bisturi preciso che penetra come burro la superficie patinata ostentata dalla buona società.

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    Little Icelander said on Jan 2, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Prima lettura di un libro di Ballard: surreale, scritto benissimo, coinvolgente al massimo. Solo il finale mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, per via della sua rapidità.

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    Matteo said on Oct 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Crimine a fin di bene?

    Incredibile come Ballard riesca a portare prima il protagonista e poi anche il lettore a convincersi che una logica assurda, incentrata sul male e la criminalità, sia invece il mezzo per far fiorire una comunità e svegliarla dal torpore del mondo mod ...(continue)

    Incredibile come Ballard riesca a portare prima il protagonista e poi anche il lettore a convincersi che una logica assurda, incentrata sul male e la criminalità, sia invece il mezzo per far fiorire una comunità e svegliarla dal torpore del mondo moderno. 
Tre stelle e mezzo.

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    Silligan said on Aug 31, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Irritante

    Romanzo dall'incipit seducente e carico di promesse, Cocaine Nights ha cominciato a stancarmi da pagina 50 in poi, trascinandomi in descrizioni senza fine, dettagli superflui anziché no, un finale scontato e una noia infinita. Peccato, poi, perché Ba ...(continue)

    Romanzo dall'incipit seducente e carico di promesse, Cocaine Nights ha cominciato a stancarmi da pagina 50 in poi, trascinandomi in descrizioni senza fine, dettagli superflui anziché no, un finale scontato e una noia infinita. Peccato, poi, perché Ballard scrive molto bene e l'idea di mostrare il lato nascosto della luna, il vero volto di Dorian Gray di un'intera collettività, è valida e interessante. L'unica impressione che ne ho ricavato, invece, è di un infinito ciurlare nel manico, un disco incantato, ripetitivo e irritante che soffoca la bellezza dell'inizio in un mare di inutilità retorica.

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    Valentina said on Feb 7, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prevedibile, sinceramente da non considerare per chi ha in mente Crash.
    Alcuni ragionamenti originali, ma certo non così anticipatori come dice la recensione in quarta di copertina.
    Rimane comunque un buon scrittore.

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    Andrea Vecchietti said on Jan 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "E' il sangue il prezzo dei vostri festival d'arte e del vostro orgoglio civico."

    Cocaine nights è, se la numerazione non m'inganna, il quart'ultimo romanzo di Ballard, è soprattutto caratteristico dell'ultima fase dello scrittore, ossessionata dall'indagine della violenza umana, dispiegata nella forma di uno svago senza ...(continue)

    Cocaine nights è, se la numerazione non m'inganna, il quart'ultimo romanzo di Ballard, è soprattutto caratteristico dell'ultima fase dello scrittore, ossessionata dall'indagine della violenza umana, dispiegata nella forma di uno svago senza inibizioni, o di una rivolta della media borghesia, fino al terrorismo urbano. Questo romanzo, a ben vedere, riprende la tematica lanciata dal più celebre Condominium, depurandola di quelle (in realtà effimere) suggestioni fantascientifiche, dando avvio a un percorso che si incarna nell'ultima trilogia e nel finale Regno a venire, dove esplode definitivamente la rivolta borghese.
    Lontano dalle conclusioni di quest'ultimo romanzo, Cocaine nights risente ancora dei limiti di Condominium: una rigida impostazione da romanzo a tesi, una storia di facciata che procede lenta mentre la tesi viene esplicitata quasi sfacciatamente, anziché venire argomentata più fluidamente nel corso della narrazione. L'altro limite è più fisico: lo spazio ristretto entro cui si circoscrive la storia. Da un condominio futuristico a un villagio turistico in Costa del Sol: ma vi è ancora l'idea che l'azione si svolga in un mondo a se stante, incapace di diffondersi all'esterno. Questa netta chiusura è evidente, perché ne sono coscienti praticamente tutti i personaggi: è un luogo a se stante, diverso dal "mondo là fuori", un resort diverso da tutti gli altri.
    La tesi di fondo è facilmente riscontrabile, perché viene esplicitata dallo stesso Crawford, personaggio-chiave dell'intreccio narrativo: il bene non può che nascere dal male, la civiltà non può che progredire dopo esser stata attaccata, per suscitare la creatività bisogna stimolarla continuamente con il ricorso alla violenza e alla criminalità. Questo il segreto di Estrella de Mar, il resort da sogno. Per quanto discutibile, la tesi di Ballard ha il suo fascino, ha un'innegabile portata riflessiva e mostra la grande capacità dell'autore, l'attenzione ai più oscuri e meccanismi del vivere nell'età contemporanea. Come in Condominium, però, il risultato mi sembra guastato, oltre che dai limiti propri del romanzo a tesi, dalla netta separazione tra storia e tesi, tra detto e non-detto. L'intera storia del romanzo (i segreti del resort, il giallo dell'omicidio), ben presto vengono a noia, aggiungono poco e nulla agli intenti del romanzo e una volta affermata a chiare lettere da Crawford la tesi del romanzo, diventa addirittura superflua. Viene da pensare che se Crawford avesse rivelato la verità all'inizio, il romanzo sarebbe risultato di una cinquantina di pagine, contro le trecento.
    E' solo il primo passo, però. Forse non soddisfatto del risultato, Ballard non tarda a scrivere un romanzo gemello di questo, Super-Cannes: poco a poco aprirà gli argini, facendo dilagare la violenza nel mondo esterno e raggiungendo conclusioni più convincenti.

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    Tancredi said on Nov 23, 2012 | Add your feedback

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