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Col corpo capisco

Di

Editore: Mondadori

3.7
(891)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 301 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8804518138 | Isbn-13: 9788804518136 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Shomroni

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
Grossman invita il lettore ad affrontare uno dei sentimenti più potenti: lagelosia. E lo fa in due lunghi racconti in cui un personaggio narra ad unaltro (ma sarebbe meglio dire a se stesso) una storia di tradimento dellaquale è o si sente vittima. Nel primo è Shaul a confessare con quanta passionelui stesso vive la relazione che sua moglie intrattiene con un altro uomo. Nelsecondo a parlare è Rotem, tornata al capezzale della madre morente perleggerle un racconto in cui, dopo anni di distacco, ha cercato di ricostruirel'intensa relazione nata, quando lei era ancora adolescente, fra la madre edun ragazzo che le era stato affidato affinché lo aiutasse a «diventare uomo».
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  • 0

    Vibrante

    Due storie vibranti. Ossessione, gelosia, tradimento, amore. La narrazione è complessa, un racconto nel racconto. Un'architettura narrativa di sorprendente perfezione.

    ha scritto il 

  • 4

    Ormai una garanzia

    Per me ormai Grossman è una garanzia non c'è dubbio.
    Due racconti di tradimenti, ho preferito il secondo per diversi motivi tutti personali.
    Lascio qui alcune citazioni tanto per dare un'idea.
    [...] di sapere che il mio corpo è appagato non per aver goduto fisicamente ma solo pe ...continua

    Per me ormai Grossman è una garanzia non c'è dubbio.
    Due racconti di tradimenti, ho preferito il secondo per diversi motivi tutti personali.
    Lascio qui alcune citazioni tanto per dare un'idea.
    [...] di sapere che il mio corpo è appagato non per aver goduto fisicamente ma solo perché lui è con me [...] un senso di appartenenza reciproca

    "Ma per insegnare yoga [..] non bisogna sapere queste cose? [..]
    Sai, spiega lei con semplicità, quando eseguo un esercizio, capisco. Col corpo capisco."

    "Se solo capissimo cosa ci vuole dire il nostro corpo, se solo l'amassimo così com'è, proprio così com'è.."

    ha scritto il 

  • 4

    Credo che il modo in cui questo autore ti entra dentro sia unico. E' difficile leggere tutto di un fiato. Troppi spunti di riflessione. Non è ai livelli di "Che tu sia..." ma è bellissimo comunque. Grossman non delude mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo iniziato molti mesi fa la lettura di questi due racconti ma dopo poche pagine l'avevo abbandonato: non era il momento, mancava la concentrazione. Lui era li, tranquillo, che mi aspettava ed ogni tanto mi tirnava tra le mani. Ha vinto la sua perseveranza e la saggezza di aver insistito ne ...continua

    Avevo iniziato molti mesi fa la lettura di questi due racconti ma dopo poche pagine l'avevo abbandonato: non era il momento, mancava la concentrazione. Lui era li, tranquillo, che mi aspettava ed ogni tanto mi tirnava tra le mani. Ha vinto la sua perseveranza e la saggezza di aver insistito nel momento in cui ero pronta perché non lo riponessi nella libreria.
    Non è, a mio parere, un libro di facile lettura. Necessita di attenzione e concentrazione e si viene ripagati dalla capacità dell'autore di saper descrivere le emozioni ed i caratteri, con la una srittura che affascina

    ha scritto il 

  • 4

    “ La mamma che né io né lei abbiamo avuto ”

    Un romanzo che attraverso due storie distinte affronta il dolore , soprattutto quello che aggredisce in modo sottile quindi più perfido e lacerante , che scaturisce da un sentimento difficilmente governabile come la gelosia .
    E l'autore lo fa da par suo , con la sua consueta scrittura fluid ...continua

    Un romanzo che attraverso due storie distinte affronta il dolore , soprattutto quello che aggredisce in modo sottile quindi più perfido e lacerante , che scaturisce da un sentimento difficilmente governabile come la gelosia .
    E l'autore lo fa da par suo , con la sua consueta scrittura fluida ed il suo stile impeccabile , scandagliando in profondità i sentimenti dell'essere umano quando sia divorato da dubbi assillanti e corrosivi.
    Ma se la prima delle due , quella nella quale Shaul rivela alla cognata Ester il tradimento (reale o invece solo frutto di fantasie ?) della sua amatissima moglie Elisheva durante un lungo viaggio notturno che viene ad assumere per entrambi la valenza di un percorso entro se stessi , mi è sembrata a volte un po' ripetitiva e persino un tantino pesante , di ben altra corposità e spessore è la seconda che vede protagonista una scrittrice che si reca a trovare la propria madre che non vedeva da molti anni ed ormai in fin di vita divorata da un cancro , per leggerle la stesura di un romanzo incentrato proprio su di lei.
    Ed è soprattutto in questa che Grossman rivela tutta la sua grandissima sensibilità di scrittore , ma soprattutto di uomo , che mantiene col dolore un rapporto antico e costante.
    Per correttezza ritengo doveroso precisare che le mie quattro stelle scaturiscono da una semplice media aritmetica : 3 alla prima storia e 5 alla seconda.

    ha scritto il 

  • 3

    Due storie di vite scandalose se lette con distacco, sgradevolmente invischianti se ci si scivola fino in fondo.
    Nella prima quella di un uomo divorato dalla gelosia dei potenziali amanti della moglie; ossessionato da tutti gli uomini del mondo più che dall' unico amante in carne ed ossa n ...continua

    Due storie di vite scandalose se lette con distacco, sgradevolmente invischianti se ci si scivola fino in fondo.
    Nella prima quella di un uomo divorato dalla gelosia dei potenziali amanti della moglie; ossessionato da tutti gli uomini del mondo più che dall' unico amante in carne ed ossa nella cui presenza, il marito sa, lei si rannicchia per cinquanta precisi minuti di ogni giorno da dieci lunghi anni. Nella seconda, quella di una figlia mai stata accarezzata nei centimetri giusti, nei momenti giusti dalla madre, sconclusionata insegnante di yoga che per una intera vita si è presa cura degli altri con le proprie mani.
    Sono due storie di un mescolato rancore per se stessi e per i propri immaginari aguzzini. Crescono attraverso un mormorio impermeabile alla morale, alle convenienze sociali, ai principi della Logica, si snodano in dialoghi frammentati, inceppati, appesantiti dalla lotta fra l'impulso a nascondere, a negarsi verità umilianti, brucianti, che svergognano, che fanno godere del sogno di vendetta e la necessità di liberarsene. Quando questa prende il sopravvento lo fa per una via incontrollata: il corpo. Saranno i battiti delle palpebre, i suoni rugosi per le mucose inaridite, le esclamazioni stizzite per muscoli improvvisamente contratti o i lamenti per pruriti inestinguibili gli schizzi della densa tortura interna dell' uomo tradito e della figlia messa al mondo e subito dimenticata.
    Grossman gonfia fino al limite della comprensibilità il dolore, il tormento, l'andirivieni tra la spinta a lasciarlo sgorgare e l'istinto del pudore a trattenerlo. Per le tante, troppe, dense pagine, si finisce in un coinvolgimento sfiancante. Poi però se ne esce con una sorta di calcio nel sedere, perché, chissà... forse sfiancato pure lui, la pesante impalcatura crolla in una frettolosa, banale e secca conclusione, come nelle favole dove basta un bacio per trasformare un rospo in un principe.

    ha scritto il 

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