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Col corpo capisco

By David Grossman

(454)

| Others | 9788804518136

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Book Description

Grossman invita il lettore ad affrontare uno dei sentimenti più potenti: lagelosia. E lo fa in due lunghi racconti in cui un personaggio narra ad unaltro (ma sarebbe meglio dire a se stesso) una storia di tradimento dellaquale è o si se Continue

Grossman invita il lettore ad affrontare uno dei sentimenti più potenti: lagelosia. E lo fa in due lunghi racconti in cui un personaggio narra ad unaltro (ma sarebbe meglio dire a se stesso) una storia di tradimento dellaquale è o si sente vittima. Nel primo è Shaul a confessare con quanta passionelui stesso vive la relazione che sua moglie intrattiene con un altro uomo. Nelsecondo a parlare è Rotem, tornata al capezzale della madre morente perleggerle un racconto in cui, dopo anni di distacco, ha cercato di ricostruirel'intensa relazione nata, quando lei era ancora adolescente, fra la madre edun ragazzo che le era stato affidato affinché lo aiutasse a «diventare uomo».

147 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il titolo, come tutti quelli di Grossman, vale da solo e regge perfettamente i due intensi racconti.

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    ElenaElle said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Credo che il modo in cui questo autore ti entra dentro sia unico. E' difficile leggere tutto di un fiato. Troppi spunti di riflessione. Non è ai livelli di "Che tu sia..." ma è bellissimo comunque. Grossman non delude mai.

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    Melisah85 said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Avevo iniziato molti mesi fa la lettura di questi due racconti ma dopo poche pagine l'avevo abbandonato: non era il momento, mancava la concentrazione. Lui era li, tranquillo, che mi aspettava ed ogni tanto mi tirnava tra le mani. Ha vinto la sua p ...(continue)

    Avevo iniziato molti mesi fa la lettura di questi due racconti ma dopo poche pagine l'avevo abbandonato: non era il momento, mancava la concentrazione. Lui era li, tranquillo, che mi aspettava ed ogni tanto mi tirnava tra le mani. Ha vinto la sua perseveranza e la saggezza di aver insistito nel momento in cui ero pronta perché non lo riponessi nella libreria.
    Non è, a mio parere, un libro di facile lettura. Necessita di attenzione e concentrazione e si viene ripagati dalla capacità dell'autore di saper descrivere le emozioni ed i caratteri, con la una srittura che affascina

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    Alchechengi said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “ La mamma che né io né lei abbiamo avuto ”

    Un romanzo che attraverso due storie distinte affronta il dolore , soprattutto quello che aggredisce in modo sottile quindi più perfido e lacerante , che scaturisce da un sentimento difficilmente governabile come la gelosia .
    E l'autore lo fa da par ...(continue)

    Un romanzo che attraverso due storie distinte affronta il dolore , soprattutto quello che aggredisce in modo sottile quindi più perfido e lacerante , che scaturisce da un sentimento difficilmente governabile come la gelosia .
    E l'autore lo fa da par suo , con la sua consueta scrittura fluida ed il suo stile impeccabile , scandagliando in profondità i sentimenti dell'essere umano quando sia divorato da dubbi assillanti e corrosivi.
    Ma se la prima delle due , quella nella quale Shaul rivela alla cognata Ester il tradimento (reale o invece solo frutto di fantasie ?) della sua amatissima moglie Elisheva durante un lungo viaggio notturno che viene ad assumere per entrambi la valenza di un percorso entro se stessi , mi è sembrata a volte un po' ripetitiva e persino un tantino pesante , di ben altra corposità e spessore è la seconda che vede protagonista una scrittrice che si reca a trovare la propria madre che non vedeva da molti anni ed ormai in fin di vita divorata da un cancro , per leggerle la stesura di un romanzo incentrato proprio su di lei.
    Ed è soprattutto in questa che Grossman rivela tutta la sua grandissima sensibilità di scrittore , ma soprattutto di uomo , che mantiene col dolore un rapporto antico e costante.
    Per correttezza ritengo doveroso precisare che le mie quattro stelle scaturiscono da una semplice media aritmetica : 3 alla prima storia e 5 alla seconda.

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    Jimmy said on Jul 21, 2014 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Due storie di vite scandalose se lette con distacco, sgradevolmente invischianti se ci si scivola fino in fondo.
    Nella prima quella di un uomo divorato dalla gelosia dei potenziali amanti della moglie; ossessionato da tutti gli uomini del mondo più ...(continue)

    Due storie di vite scandalose se lette con distacco, sgradevolmente invischianti se ci si scivola fino in fondo.
    Nella prima quella di un uomo divorato dalla gelosia dei potenziali amanti della moglie; ossessionato da tutti gli uomini del mondo più che dall' unico amante in carne ed ossa nella cui presenza, il marito sa, lei si rannicchia per cinquanta precisi minuti di ogni giorno da dieci lunghi anni. Nella seconda, quella di una figlia mai stata accarezzata nei centimetri giusti, nei momenti giusti dalla madre, sconclusionata insegnante di yoga che per una intera vita si è presa cura degli altri con le proprie mani.
    Sono due storie di un mescolato rancore per se stessi e per i propri immaginari aguzzini. Crescono attraverso un mormorio impermeabile alla morale, alle convenienze sociali, ai principi della Logica, si snodano in dialoghi frammentati, inceppati, appesantiti dalla lotta fra l'impulso a nascondere, a negarsi verità umilianti, brucianti, che svergognano, che fanno godere del sogno di vendetta e la necessità di liberarsene. Quando questa prende il sopravvento lo fa per una via incontrollata: il corpo. Saranno i battiti delle palpebre, i suoni rugosi per le mucose inaridite, le esclamazioni stizzite per muscoli improvvisamente contratti o i lamenti per pruriti inestinguibili gli schizzi della densa tortura interna dell' uomo tradito e della figlia messa al mondo e subito dimenticata.
    Grossman gonfia fino al limite della comprensibilità il dolore, il tormento, l'andirivieni tra la spinta a lasciarlo sgorgare e l'istinto del pudore a trattenerlo. Per le tante, troppe, dense pagine, si finisce in un coinvolgimento sfiancante. Poi però se ne esce con una sorta di calcio nel sedere, perché, chissà... forse sfiancato pure lui, la pesante impalcatura crolla in una frettolosa, banale e secca conclusione, come nelle favole dove basta un bacio per trasformare un rospo in un principe.

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    tessa said on May 25, 2014 | Add your feedback

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