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Cold Spring Harbor

By Richard Yates

(19)

| Paperback | 9780099518532

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Book Description

All the sorrows of Evan Shepard's loutish adolescence were redeemed at seventeen, in 1935, when he fell in love with automobiles...In the small suburban town of Cold Spring Harbor, Evan Shephard and his young bride Rachel yearn to escape the mistakes Continue

All the sorrows of Evan Shepard's loutish adolescence were redeemed at seventeen, in 1935, when he fell in love with automobiles...In the small suburban town of Cold Spring Harbor, Evan Shephard and his young bride Rachel yearn to escape the mistakes of their parents. But as they discover, families exert a hold as tight as fate, and every way out only ends up back home.

93 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    C'è tutto yates in questo racconto che non appassiona ma scorre, con belle immagini, ottime descrizioni e una narrazione calzante. Non è il mio genere di romanzo, ma non posso non riconoscere le buone capacità autoriali di yates che sanno far apprezz ...(continue)

    C'è tutto yates in questo racconto che non appassiona ma scorre, con belle immagini, ottime descrizioni e una narrazione calzante. Non è il mio genere di romanzo, ma non posso non riconoscere le buone capacità autoriali di yates che sanno far apprezzare anche una storia di piccola America.

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    _MeLa_ said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Richard Yates va letto. Non c'è santo che tenga.

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    Frencina said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ehhhh quando passa il treno ė meglio salire di corsa

    Adoro Yates, il suo sguardo cinico ed imparziale su un'america che è solo una pagina di giornale in carta patinata.... Memore del capolavoro Revolutionary Road ho aspettato la tragedia e non mi sono resa conto che la stavo già leggendo .... Questo li ...(continue)

    Adoro Yates, il suo sguardo cinico ed imparziale su un'america che è solo una pagina di giornale in carta patinata.... Memore del capolavoro Revolutionary Road ho aspettato la tragedia e non mi sono resa conto che la stavo già leggendo .... Questo libro mi ha gridato che quando nella vita ci diciamo "ora no, non è il momento, lo farò a tempo debito" quel fantomatico tempo debito non arriva mai. Tutti questi personaggi si sono attaccati disperatamente a felicità effimere e momentanee per non guardare la tristezza di aver una vita mediocre e chiaramente non quella che volevano. Ognuno esaltava qualcosa per non ammettere che vivevano in una infelicità nera! Se la sono raccontata alla grande. È questo che Yates ci racconta magistralmente in ogni suo romanzo! C'è una frase del film This must be The place che descrive a pennello questa lettura:
    IL VERO PROBLEMA È CHE PASSIAMO, SENZA NEMMENO FARCI CASO, DALL'ETÀ IN CUI SI DICE "UN GIORNO FARÒ COSÌ" ALL'ETÀ IN CUI SI DICE "Ė ANDATA COSÌ"

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    Chicca_Trust your dog! said on Jul 22, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Il solito...

    ... agglomerato Yatesiano di vissuto suburbano americano di qualche decennio fa; pieno di sconfitte, approssimazioni, alcool, piccoli sogni mai realizzati, decisioni sbagliate e così via.
    Non vincono mai, i suoi protagonisti; se anche il romanzo anda ...(continue)

    ... agglomerato Yatesiano di vissuto suburbano americano di qualche decennio fa; pieno di sconfitte, approssimazioni, alcool, piccoli sogni mai realizzati, decisioni sbagliate e così via.
    Non vincono mai, i suoi protagonisti; se anche il romanzo andasse avanti per altre 1000 pagine e per altri 30 anni, l'americano di Yates anche nelle successive generazioni sarebbe sempre così : perdente, triste, mediocre.
    Ma Revolutionary Road è un altra cosa sia per come è scritto, che per trama.

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    Jacobass2006 said on May 25, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Vita familiare con suocera

    Il romanzo è molto appassionante. Il protagonista Evan, è un ragazzo dal carattere debole ma di bell'aspetto che fa colpo sulle donne ma a cui manca quel briciolo non tanto di talento quanto di ambizione, di tenacia e di fiducia in se stesso per fare ...(continue)

    Il romanzo è molto appassionante. Il protagonista Evan, è un ragazzo dal carattere debole ma di bell'aspetto che fa colpo sulle donne ma a cui manca quel briciolo non tanto di talento quanto di ambizione, di tenacia e di fiducia in se stesso per fare una vita decente dal punto di vista professionale ma non solo. Evan ha, giovanissimo, una storia con una ragazza, Mary, da cui ha una figlia. Il matrimonio naufraga per la noia della vita di tutti i giorni. A distanza di tempo, proprio nel momento peggiore, cioè quando Evan sembra deciso a frequentare il college e a non accontentarsi, spunta Rachel con tanto di madre e di fratello.
    La madre che imperversa nei libri di Yates è sempre la solita, molto simile a un'altra rompiscatole di pari calibro che è la madre di J.K. Toole o meglio la madre del protagonista della banda di idioti.
    Dopo l'avventata decisione di andare a convivere con un tale esemplare, il matrimonio della giovane coppia passerà dei brutti momenti, come prevedibile.
    Alla fine è come se Yates sdoppiasse se stesso in più personaggi: Evan, il fratello di Rachel e forse Rachel stessa. Tutti i personaggi hanno grosse difficoltà a interagire con gli altri, a mantenere la distanza di sicurezza a farsi amare per quello che sono e non per come appaiono. Tutti hanno quel senso di insicurezza e di inadeguatezza (ma come sono gli altri padri?, si chiede Evan tra sè parlando con la figlia).
    Tutti sembrano dei perdenti, gente a cui manca un ingrediente importante anche se non sono proprio male (ironici, originali, belli).
    Così ci appare anche il padre di Evan, uomo bellissimo, ma debole nonostante abbia fatto parte dell'esercito. Anche il far parte dell'esercito, in un infimo ruolo, fa parte del mascherare questa intrinseca debolezza. Anche la figura materna è riproposta in due personaggi, la madre di Gloria e la madre di Evan in due diversi stadi di alcolismo. La madre di Rachel ancora allo stadio logorroico invadente, la madre di Evan in stato catatonico.
    Se dovessi trovare un neo al romanzo che mi è piaciuto moltissimo, per il modo brusco, burbero, ironico in cui è scritto, direi che è la conclusione. Yates scrittore sembra aver gettato le armi, come i suoi personaggi, e non riesce a immaginare per loro una via di scampo. Sembra che lasci il libro a metà, abbandona le armi con la famosa frase che non vi anticipo che suona a mo' di resa.

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    Mario Inisi said on Mar 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non c'e' mai nulla di regalato ai personaggi dei romanzi di Yates ed e' inutile cercare un qualsiasi riscatto, un barlume di speranza che ne illumini il destino; racchiusi nelle loro solitudini, in mondi a malapena comunicanti, tanto reali da essere ...(continue)

    Non c'e' mai nulla di regalato ai personaggi dei romanzi di Yates ed e' inutile cercare un qualsiasi riscatto, un barlume di speranza che ne illumini il destino; racchiusi nelle loro solitudini, in mondi a malapena comunicanti, tanto reali da essere inquietanti oppure inquietanti proprio perche' reali.
    In una catatonica cittadina americana a cavallo della seconda guerra mondiale vengono narrate le vicende di due famiglie unite, poco e male, dal legame di due ragazzi.
    Evan e' gia' divorziato con una figlia mentre Rachel e' giovanissima alla sua prima esperienza. Entrambi provengono da genitori che trascinano, ognuno a suo modo, un fardello di fallimenti bastanti da soli a fare il romanzo, ma il maldestro tentativo di creare un'armonia famigliare e' davvero esasperante.
    A questo punto la chiusura del romanzo, rivolta ad un bambino appena nato, se non la si vuole interpretare come una maledizione appare quantomeno beffarda: "...sei un prodigio, ecco cosa sei. Sei un miracolo. Perche' lo sai che cosa diventerai? Diventerai un uomo."
    Impareggiabile.

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    palomar said on Mar 16, 2014 | Add your feedback

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