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Colloqui con il professor Y

Di

Editore: Einaudi (Letture)

3.7
(93)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 110 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806194178 | Isbn-13: 9788806194178 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gianni Celati , Lino Gabellone

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Textbook

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Descrizione del libro
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  • 0

    Un libro ci salverà dal Natale

    Giacomo Raccis della Balena Bianca ha consigliato questo libro per il Natale 2012

    Qui trovate (almeno) un buon motivo per leggerlo: http://labalenabianca.com/2012/12/19/consiglidinatale/

    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    Pamphlet di esilarante quintessenza di cataclismatico autismo celiniano.

    In questo libercolo il parossismo del parlarsi addosso celiniano arriva a vette di assurda incomunicabilità verso l'esterno.
    L'espediente di un ipotetico interlocutore per intavolare un dialogo appare subito di comica inconsistenza.
    E' la maschera che Celine costrusice di se stesso ch ...continua

    In questo libercolo il parossismo del parlarsi addosso celiniano arriva a vette di assurda incomunicabilità verso l'esterno.
    L'espediente di un ipotetico interlocutore per intavolare un dialogo appare subito di comica inconsistenza.
    E' la maschera che Celine costrusice di se stesso che sbraita contro un avventore inebetito e intontito.
    Ma in questo profluvio di ripetizioni degli stessi tre o quattro concetti c'è tutto l'inafferrabile mondo di un genio sempre in bilico sulla follia.
    Una follia che alcuni peraltro sostengono essere minuziosamente curata come la sua "petit musique".

    ha scritto il 

  • 5

    1955: Céline tornato in Francia,il suo indice di gradimento è al minimo, la gente stupidamente o no non sa scindere l’uomo dallo scrittore.
    L’editore Gallimard decide di rilanciare la sua fama e pensa di farlo con una intervista per i giornali.
    Vera o falsa che sia la premessa il libr ...continua

    1955: Céline tornato in Francia,il suo indice di gradimento è al minimo, la gente stupidamente o no non sa scindere l’uomo dallo scrittore.
    L’editore Gallimard decide di rilanciare la sua fama e pensa di farlo con una intervista per i giornali.
    Vera o falsa che sia la premessa il libro è questo, la finta intervista fatta a Céline dal colonnello Réséda in un a panchina di un giardino pubblico.
    Ovviamente Réséda ha il solo compito di fare da spalla, il comico è lui, Céline, …Réséda deve solo offrire lo spunto alle battute, deve solo imboccare … e lui come al solito straripa, stavolta solo con ironia, con poca rabbia…stavolta non si parla dei disastri della sua vita, non è ancora arrivato ad odiare ogni cosa, a sentirsi vittima del mondo, ad urlare, a sbraitare contro tutti e contro tutto, è un Céline che ha ancora dell’ironia.
    Alla prima domanda dell’intervistatore in cerca di un dibattito risponde ”io non ho idee! Neanche mezza! Per me non c’è niente di più volgare di più disgustoso delle idee! Nelle biblioteche ne trova a iosa! E nei caffè….tutti gli impotenti traboccano di idee!...si ruffianano i giovani con quelle!....l’appassionata stagione della giovinezza passa ad arraparsi e a farsi gargarismi di “ideaaae”!”
    Poi parla della sua invenzione ”l’emozione del linguaggio parlato attraverso lo scritto..”..e parla dei lettori…”l’autore lirico, come sono io, se ne fotte di tutta la massa, oltre che dell’élite…l’élite si abboffa, mette su culo, peta, rutta,…e riparte…legge solo al cesso..” e di Céline inventore ”mi hanno messo l’etichetta di attentatore, di stupratore della lingua francese, poco di buono nemmeno pederasta, e nemmeno pregiudicato comune, fin dal 1932…di che cosa si può lamentare questo neca di neca?...non esiste il maledetto!...mai esistito!
    E dei suoi famosi tre puntini … indispensabili per la resa emotiva…”Bene..i tre puntini, se me li hanno rimproverati! Se ci hanno salivato sopra i miei “tre puntini”..”Oh, quei suoi tre puntini….non sa finire le frasi ,…” tutte le castronerie immaginabili! …vorrà mica rimproverare a van Gogh le sue chiese tutte sghimbesce? A Vlamick le capanne sgangherate! …a Bosch i suoi così senza capo né coda….a Debussy di fottersene delle battute? ho gli stessi diritti io! No?
    E all’intervistatore, con problemi alla prostata che gli chiede di andare a fare la pipì “vada a pisciare Réséda!” “dietro gli alberi il vespasiano..ecco perché guardava di là, boia!..sempre di là, e che si contorceva tutto… e che non mi dava retta!,,,,e strabuzzava gli occhi, boia! Sono sicuro che non gli era rimasto niente in testa! neanche l’essenziale:che ero l’unico scrittore del secolo! Io! ... io!...che la massa di tutti gli altri… pfuah!..che valgono la loro biro! Il ricambio di biro! rimbecilliti prima del tempo! Tutti e tutte ! sfiatati, brocchi, plagiari, perditempo da viali….ciarlatani!..aborti senza formalina!”

    ha scritto il 

  • 4

    La fine del clown

    Ho pensato di rileggerlo declamandolo. Già mi vedo: scarmigliato, cencioso, deflagrante nella risata satanica del genio reietto. Funziona una meraviglia. Sai che roba recitato a teatro o meglio ancora a Place De La Concorde? Logicamente sventagliando un mazzo di fiori per Gaston, tutti decapitati ...continua

    Ho pensato di rileggerlo declamandolo. Già mi vedo: scarmigliato, cencioso, deflagrante nella risata satanica del genio reietto. Funziona una meraviglia. Sai che roba recitato a teatro o meglio ancora a Place De La Concorde? Logicamente sventagliando un mazzo di fiori per Gaston, tutti decapitati nel furore gesticolante e col naso da clown. A le Tuileries la folla sradica persino gli alberi per guardarlo bene nella ghigna, il clown, quando a fine spettacolo gli taglieranno il collo piano piano, con un temperino… La fine del buffone, la fine dello scrittore è quella che vogliono tutti: c’è il tutto esaurito per vedergli finalmente fare delle smorfie, sincerissime!

    ha scritto il 

  • 5

    Come scrittore Celine ti penetra nelle ossa, nella mente e ti sconquassa tutto. Come uomo essendo stato antisemita non posso che deplorarlo. Questo libro è un'invettiva sotto forma di intervista di uno pseudo-inventore contro la società, i premi letterari, il cinema, ma sopratutto contro tutti co ...continua

    Come scrittore Celine ti penetra nelle ossa, nella mente e ti sconquassa tutto. Come uomo essendo stato antisemita non posso che deplorarlo. Questo libro è un'invettiva sotto forma di intervista di uno pseudo-inventore contro la società, i premi letterari, il cinema, ma sopratutto contro tutti coloro che lo hanno emarginato ( come poi è successo nella realtà ) per le sue idee. Lettura difficile, ma coinvolgente e che ti assorbe totalmente.

    ha scritto il 

  • 4

    Céline che sbeffeggia se stesso e il mito che lo circonda.
    Sembra partire serio, poi tutto finisce meravigliosamente in vacca come solo lui sa fare, con le parole che danzano scomposte come cadaveri ghignanti. Le pagine sul metrò emotivo e sulla genesi dei tre puntini sono da rotolarsi sul ...continua

    Céline che sbeffeggia se stesso e il mito che lo circonda.
    Sembra partire serio, poi tutto finisce meravigliosamente in vacca come solo lui sa fare, con le parole che danzano scomposte come cadaveri ghignanti. Le pagine sul metrò emotivo e sulla genesi dei tre puntini sono da rotolarsi sul pavimento.

    ha scritto il 

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