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Colloqui con il professor Y

By Louis-Ferdinand Celine

(81)

| Paperback | 9788806194178

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16 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Pamphlet di esilarante quintessenza di cataclismatico autismo celiniano.

    In questo libercolo il parossismo del parlarsi addosso celiniano arriva a vette di assurda incomunicabilità verso l'esterno.
    L'espediente di un ipotetico interlocutore per intavolare un dialogo appare subito di comica inconsistenza.
    E' la maschera ch ...(continue)

    In questo libercolo il parossismo del parlarsi addosso celiniano arriva a vette di assurda incomunicabilità verso l'esterno.
    L'espediente di un ipotetico interlocutore per intavolare un dialogo appare subito di comica inconsistenza.
    E' la maschera che Celine costrusice di se stesso che sbraita contro un avventore inebetito e intontito.
    Ma in questo profluvio di ripetizioni degli stessi tre o quattro concetti c'è tutto l'inafferrabile mondo di un genio sempre in bilico sulla follia.
    Una follia che alcuni peraltro sostengono essere minuziosamente curata come la sua "petit musique".

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    Frank Solitario said on Apr 7, 2012 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    1955: Céline tornato in Francia,il suo indice di gradimento è al minimo, la gente stupidamente o no non sa scindere l’uomo dallo scrittore.
    L’editore Gallimard decide di rilanciare la sua fama e pensa di farlo con una intervista per i giornali.
    Vera ...(continue)

    1955: Céline tornato in Francia,il suo indice di gradimento è al minimo, la gente stupidamente o no non sa scindere l’uomo dallo scrittore.
    L’editore Gallimard decide di rilanciare la sua fama e pensa di farlo con una intervista per i giornali.
    Vera o falsa che sia la premessa il libro è questo, la finta intervista fatta a Céline dal colonnello Réséda in un a panchina di un giardino pubblico.
    Ovviamente Réséda ha il solo compito di fare da spalla, il comico è lui, Céline, …Réséda deve solo offrire lo spunto alle battute, deve solo imboccare … e lui come al solito straripa, stavolta solo con ironia, con poca rabbia…stavolta non si parla dei disastri della sua vita, non è ancora arrivato ad odiare ogni cosa, a sentirsi vittima del mondo, ad urlare, a sbraitare contro tutti e contro tutto, è un Céline che ha ancora dell’ironia.
    Alla prima domanda dell’intervistatore in cerca di un dibattito risponde ”io non ho idee! Neanche mezza! Per me non c’è niente di più volgare di più disgustoso delle idee! Nelle biblioteche ne trova a iosa! E nei caffè….tutti gli impotenti traboccano di idee!...si ruffianano i giovani con quelle!....l’appassionata stagione della giovinezza passa ad arraparsi e a farsi gargarismi di “ideaaae”!”
    Poi parla della sua invenzione ”l’emozione del linguaggio parlato attraverso lo scritto..”..e parla dei lettori…”l’autore lirico, come sono io, se ne fotte di tutta la massa, oltre che dell’élite…l’élite si abboffa, mette su culo, peta, rutta,…e riparte…legge solo al cesso..” e di Céline inventore ”mi hanno messo l’etichetta di attentatore, di stupratore della lingua francese, poco di buono nemmeno pederasta, e nemmeno pregiudicato comune, fin dal 1932…di che cosa si può lamentare questo neca di neca?...non esiste il maledetto!...mai esistito!
    E dei suoi famosi tre puntini … indispensabili per la resa emotiva…”Bene..i tre puntini, se me li hanno rimproverati! Se ci hanno salivato sopra i miei “tre puntini”..”Oh, quei suoi tre puntini….non sa finire le frasi ,…” tutte le castronerie immaginabili! …vorrà mica rimproverare a van Gogh le sue chiese tutte sghimbesce? A Vlamick le capanne sgangherate! …a Bosch i suoi così senza capo né coda….a Debussy di fottersene delle battute? ho gli stessi diritti io! No?
    E all’intervistatore, con problemi alla prostata che gli chiede di andare a fare la pipì “vada a pisciare Réséda!” “dietro gli alberi il vespasiano..ecco perché guardava di là, boia!..sempre di là, e che si contorceva tutto… e che non mi dava retta!,,,,e strabuzzava gli occhi, boia! Sono sicuro che non gli era rimasto niente in testa! neanche l’essenziale:che ero l’unico scrittore del secolo! Io! ... io!...che la massa di tutti gli altri… pfuah!..che valgono la loro biro! Il ricambio di biro! rimbecilliti prima del tempo! Tutti e tutte ! sfiatati, brocchi, plagiari, perditempo da viali….ciarlatani!..aborti senza formalina!”

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    Mario08 said on Feb 18, 2012 | 3 feedbacks

  • 6 people find this helpful

    La fine del clown

    Ho pensato di rileggerlo declamandolo. Già mi vedo: scarmigliato, cencioso, deflagrante nella risata satanica del genio reietto. Funziona una meraviglia. Sai che roba recitato a teatro o meglio ancora a Place De La Concorde? Logicamente sventagliando ...(continue)

    Ho pensato di rileggerlo declamandolo. Già mi vedo: scarmigliato, cencioso, deflagrante nella risata satanica del genio reietto. Funziona una meraviglia. Sai che roba recitato a teatro o meglio ancora a Place De La Concorde? Logicamente sventagliando un mazzo di fiori per Gaston, tutti decapitati nel furore gesticolante e col naso da clown. A le Tuileries la folla sradica persino gli alberi per guardarlo bene nella ghigna, il clown, quando a fine spettacolo gli taglieranno il collo piano piano, con un temperino… La fine del buffone, la fine dello scrittore è quella che vogliono tutti: c’è il tutto esaurito per vedergli finalmente fare delle smorfie, sincerissime!

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    Lulù said on Nov 28, 2011 | Add your feedback

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