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Colori proibiti

Di

Editore: De Agostini

3.9
(302)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 436 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000028101 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Romance

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Descrizione del libro
Il romanzo narra la storia di Yuichi, un giovane bellissimo, adorato sia dalle donne che dagli uomini, talmente consapevole della sua bellezza e del potere che essa gli conferisce, da vivere una vita dedicata all'inganno e al puro piacere di far del male a chi lo ama, compresa la povera Yasuko, la quale finisce anche per diventare la sua infelice e tradita moglie. Di questo suo carattere approfitta il vecchio Shunshuke, il quale, a sua volta egli stesso affascinato dallo splendido Yuichi, strumentalizza il ragazzo affinché seduca e faccia soffrire tutte quelle donne che, in passato, lo hanno deriso e umiliato per la sua bruttezza. La stessa Yasuko, cui tocca la pena peggiore, ovvero quella di sposare ed avere un figlio dal glaciale (nonché omosessuale) Yuichi, infatti, in passato aveva lasciato proprio Shunshuke, con cui stava per interesse, per il bel "Narciso". Yuichi per tutto il romanzo appare essere una persona senza cuore, cui interessi soltanto consumare i suoi rapporti puramente carnali con uomini di bell'aspetto, senza nutrire alcun tipo di sentimento nemmeno per i suoi compagni maschili. Lungo il corso del romanzo, anch'egli però scopre pian piano di avere un cuore.
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  • 3

    3,5

    tutti i temi più cari all'autore si concentrano in questo romanzo. Una lettura molto ricca, incredibilmente intensa, probabilmente il romanzo più maturo di Mishima che io abbia letto. Se in "Confe ...continua

    3,5

    tutti i temi più cari all'autore si concentrano in questo romanzo. Una lettura molto ricca, incredibilmente intensa, probabilmente il romanzo più maturo di Mishima che io abbia letto. Se in "Confessioni di una maschera" l'autore si sofferma maggiormente sulla diffice e tortuosa presa di coscienza dell'omosessulità del protagonista, in Colori Proibiti si sviluppa la vicenda e la vita di un ragazzo ormai già consapevole del suo orientamento, una specie di sequel. Purtroppo l'edizione da me letta è stata mediocre, e ciò non ha fatto altro che rendere la lettura più complicata nonostante già i temi abbastanza aggrovigliati.

    Molto bella la trama, forse un po' troppi personaggi (ma probabilmente erano necessari per evidenziare la misoginia di Yuichi), splendido il colpo di scena della lettera...ma ancora non mi è chiaro il motivo per cui Yuichi abbia sposato Yasuko, fatto un figlio, abbia detto di amarla...nonostante la sua omosessualità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ci ho messo un po' a trovare una chiave di lettura per il libro, tant'è che fino a tre quarti ero indeciso se mi stesse piacendo o no (propendevo per il no). Poi c'è quel pezzo agghiacciante in cui la ...continua

    Ci ho messo un po' a trovare una chiave di lettura per il libro, tant'è che fino a tre quarti ero indeciso se mi stesse piacendo o no (propendevo per il no). Poi c'è quel pezzo agghiacciante in cui la madre di Yuichi si dispera perché alla loro famiglia non è capitata una disgrazia "normale" come delle semplici corna tra marito e moglie ma una disgrazia scandalosa come l'omosessualità. E allora m'è venuta in mente sta cosa: vero, per tutto il libro Yuichi e i suoi incontri omosessuali si comportano in maniera scabrosa: tutti scopano con tutti, ci sono le feste marce, la gente pare non essere in grado di costruire legami solidi invece delle solite notti di passione. Però grazie che succede così, se la risposta dell'essere umano medio di fronte all'omosessualità è OH NO MA MIO FIGLIO NON POTEVA SEMPLICEMENTE FARE LE CORNA A SUA MOGLIE COME TUTTI GLI ALTRI? Come ci si può aspettare un comportamento non dissoluto da persone che la società "normale" non riesce a non considerare come motivo di scandalo? Adesso la situazione è così diversa? Quanti sarebbero capaci di accettare senza riserve un figlio omosessuale?

    ha scritto il 

  • 4

    "La sensibilità alla scelta dell'ambiente è indispensabile per un romanziere, ma non valeva per la vita quotidiana"

    Colori proibiti è uno dei romanzi di Yukio Mishima che più incarna alcuni dei temi cari allo scrittore giapponese, come l’eterna contrapposizione tra corpo e anima, tra giovinezza e vecchiaia, tra art ...continua

    Colori proibiti è uno dei romanzi di Yukio Mishima che più incarna alcuni dei temi cari allo scrittore giapponese, come l’eterna contrapposizione tra corpo e anima, tra giovinezza e vecchiaia, tra arte e vita, tra usanze tradizionali del Sol Levante e una progressiva occidentalizzazione dei costumi.

    Anche lo stile e il tono dell’autore non si discostano dalle sue opere principali: le parole si susseguono in maniera fluida, pur garantendo una precisa attenzione ai dettagli, per raccontare in modo realistico e disincantato le debolezze dell’individuo.

    L mia recensione continua qui:
    http://www.sololibri.net/Colori-proibiti-Yukio-Mishima.html

    ha scritto il 

  • 4

    L'antica questione: arte vs natura

    Pubblicato agli inizi degli anni Cinquanta, allorché il tema dell’omosessualità se non ancora un tabu in Occidente, di certo costringeva i nostri drammaturghi e cineasti a giocare di metafore, obbliga ...continua

    Pubblicato agli inizi degli anni Cinquanta, allorché il tema dell’omosessualità se non ancora un tabu in Occidente, di certo costringeva i nostri drammaturghi e cineasti a giocare di metafore, obbligando il pubblico a decifrare la rete di allusioni e riferimenti più o meno nascosti, il libro di Mishima ha una straordinaria trasparenza in merito all’argomento affrontato. Forse il suo vantaggio sta nell’approccio da lui prescelto, cioè il punto di vista di un vecchio scrittore misogino, che non crede più in niente, tanto meno nella letteratura e a maggior ragione nella propria opera, ma è convinto che l’uscita di scena deve coincidere con l’unico capolavoro che conti: modellare il destino di un essere umano.
    Novello pigmalione o mefisto in chiave gay, lo scrittore fa un patto con un giovane adone, di rara bellezza, ancora incapace di comprendere e accettare la propria natura omosessuale.
    Con queste premesse ci si attenderebbe un romanzo a tesi e invece Mishima stupisce per i numerosi ribaltamenti della trama, tra i quali spicca il ruolo conquistato sul campo dai personaggi femminili, irrisi e umiliati all’inizio ma che si guadagnano i gradi di protagonisti della storia, molto di più dell’insulso protagonista, dei suoi numerosi amanti e dello stesso personaggio transfert di Mishima: il vecchio scrittore.
    Insomma bisogna dimenticar la leggenda nera che circonda questo scrittore nipponico, soprattutto per il suo spettacolare suicidio. Insomma Mishima sarà stato pure un pazzoide fascistone, ma sul talento dello scrittore e la sua arte di narrare c’è poco da discutere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo che mi ha rammentato in parte "Il ritratto di Dorian Gray": anche qui c'è l'artista (uno scrittore a dire il vero), ingannato e sconfitto nei rapporti con le donne, che corrompe la mente di ...continua

    Un romanzo che mi ha rammentato in parte "Il ritratto di Dorian Gray": anche qui c'è l'artista (uno scrittore a dire il vero), ingannato e sconfitto nei rapporti con le donne, che corrompe la mente di un giovane dalla bellezza straordinaria e lo guida a sedurre quelle stesse donne che lo hanno ingannato per vendicarsene. Un'idea raffinata, un approfondimento psicologico molto accurato...
    Ma allora, perché solo tre stelle? Perché solo la sufficienza?
    Perché, semplicemente, io qui giudico i libri da lettore, non certo da critico letterario, e ho trovato questo testo troppo cerebrale rispetto ad altri romanzi di Mishima ugualmente profondi ma assai più leggibili. La narrazione si disperde eccessivamente, esita, indugia, si ossessiona troppo su un dettaglio... Non è una lettura facile, e nessun grande romanzo lo è, ma questo non è neppure gratificante.
    Da lettore, considero questa pesantezza una pecca. Per chi vuole conoscere Mishima, non è il libro adatto per incominciare.
    Per chi lo adora ed è meno lettore e più critico letterario di quanto sia io, sarà una lettura piena di soddisfazioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia molto interessante: la crudezza ed il cinismo si sposano con una scrittura poetica ed onirica della più bella tradizione giapponese. La voce dell'autore si confonde con quella dei personagg ...continua

    Una storia molto interessante: la crudezza ed il cinismo si sposano con una scrittura poetica ed onirica della più bella tradizione giapponese. La voce dell'autore si confonde con quella dei personaggi e nelle contrapposizioni etiche e morali sembra trasparire un dissidio interiore.

    ha scritto il 

  • 3

    Interminabile.....

    Adoro Mishima, lo si può dedurre dal mio scaffale, ma questa volta è stata un'impresa finire questo suo romanzo. A mio parere troppo verboso, ampolloso, riflessivo. Il racconto è poca cosa, tanto che ...continua

    Adoro Mishima, lo si può dedurre dal mio scaffale, ma questa volta è stata un'impresa finire questo suo romanzo. A mio parere troppo verboso, ampolloso, riflessivo. Il racconto è poca cosa, tanto che sembra più un trattato filosofico che un romanzo. Preferisco altre cose sue.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah!

    Da quanto riportato in copertina, Mishima è considerato uno dei più autorevoli scrittori e drammaturghi del Giappone. Tuttavia la lettura di questo gran polpettone di paternali e improbabili lezioni s ...continua

    Da quanto riportato in copertina, Mishima è considerato uno dei più autorevoli scrittori e drammaturghi del Giappone. Tuttavia la lettura di questo gran polpettone di paternali e improbabili lezioni sulla Bellezza e sulla Spiritualità mi ha lasciato alquanto perplessa.
    E' chiaro che l'intero romanzo è permeato da una visone del mondo in chiave orientale e proprio per questo, molte situazioni e dialoghi dei protagonisti risultano a noi lettori occidentali quantomai estranee, se non addirittura prive di senso.
    Devo poi ammettere di aver saltato a piè pari il penultimo capitolo ("La teoria di Shunsuke Hinoki scritta dallo stesso" - una dubbia recensione e critica della poetica del fantomatico scrittore, personaggio chiave di tutto il racconto) per arrivare più velocemente alla fine, una fine che, come da preannunciato, non mi ha per niente convinta!

    ha scritto il 

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