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Com'era verde la mia vallata

Di

Editore: Mondadori (Medusa CLVIII)

4.1
(194)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 533 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Traduttore: Anita Rho

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Quelli che tacciono sotto l'oppressione sono dei codardi morali".

    Grandioso affresco d'epoca, denso d'umanità in un'alternanza tra dramma, commedia e idillio. Nonostante alcune pagine reazionarie, un libro che parla intensamente dell'umanità raccontando una saga ...continua

    Grandioso affresco d'epoca, denso d'umanità in un'alternanza tra dramma, commedia e idillio. Nonostante alcune pagine reazionarie, un libro che parla intensamente dell'umanità raccontando una saga familiare straordinaria e indimenticabile. Con, sullo sfondo, le lotte di classe di fine Ottocento. Ragguardevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia d'altri tempi, una famiglia di minatori tra dura fatica, amori felici e infelici, solidarietà, fede e coraggio. Sullo sfondo, come dice il titolo, il colore di smeraldo di una valle che ...continua

    Una storia d'altri tempi, una famiglia di minatori tra dura fatica, amori felici e infelici, solidarietà, fede e coraggio. Sullo sfondo, come dice il titolo, il colore di smeraldo di una valle che non risplenderà mai più come prima agli occhi del protagonista, ormai adulto.

    ha scritto il 

  • 3

    Vita dei minatori gallesi, ma meno triste di Cronin. Quando hanno grane, fanno a pugni. Una famiglia numerosissima di cui a volte perdo il conto, alla fine si sparpaglieranno per il mondo. Una ...continua

    Vita dei minatori gallesi, ma meno triste di Cronin. Quando hanno grane, fanno a pugni. Una famiglia numerosissima di cui a volte perdo il conto, alla fine si sparpaglieranno per il mondo. Una narrativa di cui si è perso il gusto.

    ha scritto il 

  • 5

    Vorrei riempire i frammenti del tempo solamente mio con un oceano di libri cosí, con le parole che danzano intorno all'anima e sanno affondare colpi mortali per poi tornare a confortare..god ...continua

    Vorrei riempire i frammenti del tempo solamente mio con un oceano di libri cosí, con le parole che danzano intorno all'anima e sanno affondare colpi mortali per poi tornare a confortare..god almighty, be merciful with your children..

    ha scritto il 

  • 0

    Emozionante e poetico

    Un romanzo letto tantissimi anni fa e ripreso in questi giorni, perché la sua lettura mi ha sempre confortato. Una saga familiare in un Galles in cui la vita della miniera si dispiega in tutta la ...continua

    Un romanzo letto tantissimi anni fa e ripreso in questi giorni, perché la sua lettura mi ha sempre confortato. Una saga familiare in un Galles in cui la vita della miniera si dispiega in tutta la sua crudeltà accanto a momenti di tenerezza e comprensione e naturalmente, amore. Il protagonista tratteggia un'esistenza precaria e difficile, ai limiti dell'impossibile, ma anche la solidarietà tra compagni, gli affetti familiari, l'amore che sboccia. Un racconto d'altri tempi, proprio come piacciono a me!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Vi sarà certo capitato che un libro non vi sia piaciuto - o non vi abbia convinto pienamente - ma sentite che la colpa non è esclusivamente da imputarsi a carenze del libro stesso, quanto a ...continua

    Vi sarà certo capitato che un libro non vi sia piaciuto - o non vi abbia convinto pienamente - ma sentite che la colpa non è esclusivamente da imputarsi a carenze del libro stesso, quanto a qualcosa che riguardi più voi stessi. Ecco, a me è appena successo con "Com'era verde la mia vallata". Per carità, non mi sto strappando i capelli, né ho intenzione di indossare il cilicio per espiare alle mie colpe (?), ma credo che, in sé, il romanzo di Llewellyn non sia troppo responsabile di questa lettura infelice. Penso invece che io sia troppo giovane per il libro; oppure è il libro ad essere troppo vecchio, in fondo è stato pubblicato per la prima volta nel 1939. Ma questo non importa tanto: il problema è che non mi sono ritrovata nella scrittura, nei personaggi, nella società descritta. Nel libro, insomma. Tanto per cominciare, non mi piacciono quei libri ambientati nelle piccole cittadine, dove il narratore interno crede che tu conosca tutti, anche se i nomi simili non rendono facile il compito al povero lettore. Durante la lettura si creano così malintesi evitabili, come ad esempio il caso di un personaggio che in una riga viene detto in pensione per poi scoprire, qualche riga dopo, un personaggio con il nome praticamente uguale che lavora ancora. Già questo non è piacevole, ma c'è di più: Llewellyn ha la pessima abitudine di piazzare i nomi dei personaggi sconosciuti a tradimento, nel mezzo della narrazione. Prima ti abitui al nuovo arrivato con nomi generici (l'uomo, il negoziante, la maestra, ecc.) e all'improvviso tali appellativi vengono sostituiti dal nome della persona, senza però che prima venga una presentazione del personaggio o un dialogo in cui egli riveli il proprio nome. Si aggiunge spiazzamento allo spiazzamento. Ma se il problema fossero solo gli appellativi, non sarebbe una cosa terribile. Peccato che l'autore faccia la stessa cosa anche con gli avvenimenti, saltando di palo in frasca e, a volte, anche omettendo fino all'ultimo informazioni importanti. Quando una donna è incinta, ad esempio, lo veniamo a sapere soltanto quando nasce il bambino: non prima, sia mai, e chi se ne importa se il lettore non ci si raccapezza più. A dire il vero questo potrebbe essere anche un difetto dell'edizione italiana, che sospetto sia stata condensata: ed in effetti vedo che la prima edizione inglese contava 651 pagine, mentre il libro che ho appena letto ne aveva circa 120 in meno. Ma rimane lo stesso una cosa fastidiosa, anche se a quanto pare l'autore non ha colpa. In ogni caso, rimane il fatto che io, lettrice del 2011, non riesca a ritrovarmi nella mentalità dei minatori del 1939. Anche qui, colpa mia, ma proprio non riesco a raccapezzarmi del fatto che Huw Morgan, il protagonista, possa picchiare il proprio insegnante e ricevere i complimenti della sua famiglia, ma non possa vedere uno spettacolo teatrale in una cappella. Così come non riesco a raccapezzarmi del fatto che prima mi vengono dipinte le donne come stupide, o quantomeno destinate solamente ad avere un buon matrimonio e a fare la brava casalinga - si veda ad esempio il personaggio della madre, letteralmente ridicolizzato in alcune scene, o la storia di Marged, che addirittura impazzisce perché rifiutata dal fratello di Huw - ma poi si spendono parole e parole a sottolineare la femminilità della dolce Bronwen. Qualcuno mi spiega il motivo? E già che ci siamo, mi potrebbe dire in base a cosa si formano (o si disfano) le coppie della vallata? Perché io non l'ho minimamente capito. In particolare, se possibile, che qualcuno mi faccia vedere quando e perché scoppi l'amore tra Angharad e il signor Gruffydd, grazie. La scrittura di Richard Llewellyn non aiuta, ahimè. Alle mie perplessità sopraccitate si aggiunge poi quella di uno stile di scrittura che non rende giustizia alle situazioni narrate, in particolare per quanto riguarda le morti dei personaggi, liquidate in qualche riga. Per il resto ho trovato l'autore efficace nelle descrizioni, e qualche volta delicato e poetico, ma se tira via i fatti più basilari, allora che senso ha tutto questo?

    E questo è tutto, gente. Probabilmente gran parte dei miei problemi con "Com'era verde la mia vallata" sono dovuti al fatto che l'edizione era mutilata, e me ne dispiaccio. Non posso fare a meno di dare questo voto perché in ogni caso i difetti indipendenti dall'edizione ci sono e rimangono, ma più che una bocciatura è un giudizio sospeso. Chissà cosa sarebbe successo se lo avessi letto in lingua originale...

    ha scritto il 

  • 3

    "Quelli che tacciono sotto l'oppressione sono dei codardi morali".

    Grandioso affresco d'epoca, denso d'umanità in un'alternanza tra dramma, commedia e idillio. Nonostante alcune pagine reazionarie, un libro che parla intensamente dell'umanità raccontando una saga ...continua

    Grandioso affresco d'epoca, denso d'umanità in un'alternanza tra dramma, commedia e idillio. Nonostante alcune pagine reazionarie, un libro che parla intensamente dell'umanità raccontando una saga familiare straordinaria e indimenticabile. Con, sullo sfondo, le lotte di classe di fine Ottocento. Ragguardevole.

    ha scritto il 

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