Com una novel·la

Per

Editor: Empúries

4.0
(7806)

Language: Català | Number of Pàgines: 165 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , Italian , English , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 8475963811 | Isbn-13: 9788475963815 | Data publicació:  | Edition 8

Translator: Sergi Pàmies

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Referència

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Descripció del llibre
¿Per què disminueix l'índex de lectura? ¿Com és que els joves no llegeixen o llegeixen poc? L'escriptor francès Daniel Pennac, que també és professor de literatura, s'ho ha plantejat i ho ha contestat en aquest llibre, que ha revolucionat - a causa del seu èxit excepcional - el món de l'edició i el de l'ensenyament, en el qual Pennac - que ha estat comparat amb Saint-Exupéry, Camus i Boris Vian - defensa el "decàleg dels drets imprescriptibles del lector". Llegir -diu- és un acte solitari, i la lectura és una aposta a favor del plaer i, en definitiva, de la felicitat.
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  • 5

    Lettura: istruzioni per l'uso

    Leggere per me è stato, da sempre, un atto che non mi ha comportato nessuna fatica. Il libro non l’ho mai vissuto o visto come un’imposizione, anzi, sono una di quelle persone che ha sempre bisogno di ...continua

    Leggere per me è stato, da sempre, un atto che non mi ha comportato nessuna fatica. Il libro non l’ho mai vissuto o visto come un’imposizione, anzi, sono una di quelle persone che ha sempre bisogno di sapere di avere un altro libro da leggere non appena quello sul comodino, sia giunto al termine. Le pagine di un romanzo, di una graphic novel o di un saggio mi hanno tenuto sempre compagnia nei vari momenti della giornata. Per me rappresentano una via per evadere dal quotidiano e rifugiarmi altrove, un modo per vedere il mondo e capirlo attraverso altri punti di vista. Da lettrice ho trovato sempre il tempo, soprattutto il modo, per leggere almeno qualche pagina: non importa quanto io sia oberata di lavoro ma il mio momento di pausa lettura lo riesco a trovare.
    Non è raro imbattersi in chi il tempo per leggere non lo trova, così come non è raro dover affrontare e provare a rispondere alla fatidica domanda “ma tu dove lo trovi tutto questo tempo per leggere?”. Quando un lettore e un non lettore si incontrano l’argomento “lettura” diviene un campo disseminato di punti interrogativi da entrambe le parti. A dare una risposta a questi quesiti ci pensa Daniel Pennac con il suo Come un Romanzo, edito Feltrinelli, un saggio in cui l’autore, spoglio di qualsivoglia pregiudizio o tono accademico, spiega ad entrambe le “categorie” il mondo della lettura. Difatti, Pennac con una scrittura divertente e fluida commenta i diversi punti di intendere la lettura: dallo studente al professore, dal figlio al genitore. Lo scrittore armato della sua penna, cercherà di sconfiggere il mostro della “lettura come imposizione”, spiegando come il verbo “leggere”, così come il verbo “amare”, non sopporta l’imperativo.

    Quello che si apprende in questo divertente saggio sono i diversi modi che si possono avere per approcciarsi alla lettura. Affrontare un libro, una storia, non è cosa da poco: è un impegno che si prende con se stessi e sta solo a noi decidere se continuare a mantenere quell’impegno o abbandonarlo. La lettura è un piacere personale e come tale deve essere inteso e trattato: ognuno di noi ha un’esperienza soggettiva e questa non può essere messa a confronto con quella degli altri. Leggere, quindi, diventa una questione di amore, è come avere un piccolo orto da coltivare senza imposizioni o forzature di alcuna natura.

    Come un romanzo mi ha dato l’opportunità di pensare al mio rapporto con la lettura e di come sia stata io stessa ad affinare questa passione che mi accompagna, ormai, da sempre. Pieno di spunti di riflessione, piacevole e spiritoso, lo trovo un libro adatto sia ad un lettore che ad un non lettore. Inoltre, a mio parere, I dieci comandamenti del lettore, che Pennac riporta a fine romanzo, dovrebbero essere letti e ricordati da tutti ogni volta che si decide di iniziare un nuovo libro.

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  • 5

    Che la lettura debba essere un divertimento e che il lettore abbia dei diritti è incontestabile per Daniel Pennac.
    Il lettore ha il diritto di non leggere, di saltare le pagine, di non finire il libro ...continua

    Che la lettura debba essere un divertimento e che il lettore abbia dei diritti è incontestabile per Daniel Pennac.
    Il lettore ha il diritto di non leggere, di saltare le pagine, di non finire il libro, di leggere qualsiasi cosa, addirittura di non far parola di ciò che ha letto.
    Di più, la punibilità del lettore deve essere esclusa anche nel caso in cui i lettore, per esempio, regali o distrugga un libro per liberare spazio o per liberarsene.
    Insomma, sul lettore non è legittimo che gravi alcuna coercizione!
    E voi, cosa ne dite, cari amici di Anobii? Leggereste tanto se qualcuno vi obbligasse a farlo?
    Ma fate attenzione: la lettura, dopo che divertimento è interesse, è tentativo di comprendere, ricerca, è “resurrezione di Lazzaro, sollevare la pietra delle parole”.

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  • 4

    Splendido! Non posso fare a meno di dirlo: una bella cavalcata su cosa sia lettura e su "i diritti dei lettori". Mi sono ritrovato in molte delle osservazioni di Pennac e ne ho condiviso la sostanza. ...continua

    Splendido! Non posso fare a meno di dirlo: una bella cavalcata su cosa sia lettura e su "i diritti dei lettori". Mi sono ritrovato in molte delle osservazioni di Pennac e ne ho condiviso la sostanza. Alcuni concetti qua e là: il piacere di leggere, il piacere di leggere ad alta voce, lasciandoci appassionare dal racconto, di cui abbiamo necessità. Il diritto di tacere o di spizzicare un libro qualsiasi in un punto qualsiasi solo per il piacere di leggere. Un viaggio affascinante che consiglio vivamente. Pennac non sarà un Autore che abbandonerò!

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  • 5

    Il capolavoro di Pennac

    Come un romanzo (Comme un roman, 1992) di Daniel Pennac
    E' proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac rie ...continua

    Come un romanzo (Comme un roman, 1992) di Daniel Pennac
    E' proprio attraverso l'analisi del comportamento, di come giorno dopo giorno interagiamo con l'oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell'educazione non solo scolastica, ma anche familiare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pennac la pone invece come diritto e di tali diritti arriva a offrire il decalogo. Piena libertà dunque nell'approccio individuale alla lettura perché "le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere".
    “ Il verbo “leggere” non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con altri verbi: il verbo “amare”, il verbo “sognare”… ”
    Queste sono le due righe iniziali sulle quali regge l’intero saggio. Proprio così, come non si può obbligare qualcuno ad amare o a sognare, tanto meno si può obbligarlo a leggere! Il "blocco" o "rifiuto" del lettore e del leggere può essere la conseguenza, secondo Pennac, fondamentalmente di due motivi: il trauma di vedere la lettura a scuola come un dovere e non un piacere, quindi una vera e propria imposizione, e l'altro motivo riguarda i genitori, quando smettono di leggere le fiabe ai loro bambini prima di andare a dormire. E Pennac, in questo saggio godibilissimo e coinvolgente, tenterà di risvegliare quell'insaziabile voglia di lettura che è sempre rimasta dentro di noi.

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  • 3

    Tre stelle e mezzo (più di buono e meno di ottimo)

    Il mio profondo amore per Pennac mi impedisce di dare un giudizio troppo severo a questo testo, che pur essendomi piaciuto non mi ha entusiasmata. Condivido la tesi di fondo e la critica al mondo dell ...continua

    Il mio profondo amore per Pennac mi impedisce di dare un giudizio troppo severo a questo testo, che pur essendomi piaciuto non mi ha entusiasmata. Condivido la tesi di fondo e la critica al mondo della scuola, ma sbuffo davanti allo stile forzatamente brillante. Tante espressioni di questo testo sono diventate quasi proverbiali e ormai si trovano anche nei cioccolatini... Probabilmente il fastidio deriva proprio dall'abuso che si è fatto del libro.

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  • 5

    Pennac presenta qui la sua giusta critica alle imposizioni scolastiche, che obbligano i ragazzi a lunghe ed estenuanti letture forzate, il più delle volte controproducenti. Propone quindi una soluzion ...continua

    Pennac presenta qui la sua giusta critica alle imposizioni scolastiche, che obbligano i ragazzi a lunghe ed estenuanti letture forzate, il più delle volte controproducenti. Propone quindi una soluzione alternativa: un invito alla lettura senza pretese, totalmente libera da ogni dogma. Il lettore, insomma, è colui che ha il diritto di leggere, non certo il dovere.

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  • 5

    “L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario , ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra ma che nessun'altra potrebbe sostituire.

    Più che un saggio , che mi sembra un termine troppo pomposo , si tratta di una serie di considerazioni sui libri e sul valore della lettura espresse con lo stile disinvolto , spesso spassoso , secondo ...continua

    Più che un saggio , che mi sembra un termine troppo pomposo , si tratta di una serie di considerazioni sui libri e sul valore della lettura espresse con lo stile disinvolto , spesso spassoso , secondo il consueto costume dell'autore , in cui ogni frase , ma mi verrebbe persino da dire ogni parola , sarebbe da prendere e da meditare con attenzione per il suo significativo valore pedagogico .
    Un libro che , volendo , si potrebbe leggere in poche ore ma che ho voluto centellinare al massimo proprio per assaporarne meglio il contenuto .

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  • 5

    Bello, coinvolgente e spigliato, si legge in poche ore, a patto che:
    "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo amare... il verbo sognare. [ ...continua

    Bello, coinvolgente e spigliato, si legge in poche ore, a patto che:
    "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo amare... il verbo sognare. [...]. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. [...]. La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere, ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore. [...]. Lettura-regalo, leggere e aspettare."

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