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Com una novel·la

By Daniel Pennac

(23)

| Paperback | 9788475963815

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Book Description

¿Per què disminueix l'índex de lectura? ¿Com és que els joves no llegeixen o llegeixen poc? L'escriptor francès Daniel Pennac, que també és professor de literatura, s'ho ha plantejat i ho ha contestat en aquest llibre, que ha revolucionat - a causa d Continue

¿Per què disminueix l'índex de lectura? ¿Com és que els joves no llegeixen o llegeixen poc? L'escriptor francès Daniel Pennac, que també és professor de literatura, s'ho ha plantejat i ho ha contestat en aquest llibre, que ha revolucionat - a causa del seu èxit excepcional - el món de l'edició i el de l'ensenyament, en el qual Pennac - que ha estat comparat amb Saint-Exupéry, Camus i Boris Vian - defensa el "decàleg dels drets imprescriptibles del lector". Llegir -diu- és un acte solitari, i la lectura és una aposta a favor del plaer i, en definitiva, de la felicitat.

945 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola

    Faccio valere uno dei diritti imprescrittibili del lettore, il diritto di spizzicare:
    << Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare ...il verbo "sognare".. >>

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    FantaVia said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se dimenticassi il perché mi piace leggere, ripartirei decisamente da qui.

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    Babs said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il diritto di non leggere

    Neanche Pennac, è questa l'impressione, si è preso molto sul serio (una qualità non comune, lo ammetto) scrivendo questo breve saggio in forma para-narrativa sul piacere della lettura. Dice molte verità, qualche ovvietà che confina con la banalità co ...(continue)

    Neanche Pennac, è questa l'impressione, si è preso molto sul serio (una qualità non comune, lo ammetto) scrivendo questo breve saggio in forma para-narrativa sul piacere della lettura. Dice molte verità, qualche ovvietà che confina con la banalità con l'aria di chi non vuol insegnare niente a nessuno, ma facendo l'occhiolino soprattutto agli insegnanti di lettere che non riescono a suscitare l'interesse alla lettura degli studenti più pigri. Una leggerezza 'pesante' che dà diritto a non finirlo.

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    Marco Casula said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Dovrebbe invogliare i giovanissimi al piacere della lettura. Le ragioni di leggere sono molteplici, ma ancor di più quelle di non leggere. "L'uomo legge perchè si sa solo. La lettura è una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nes ...(continue)

    Dovrebbe invogliare i giovanissimi al piacere della lettura. Le ragioni di leggere sono molteplici, ma ancor di più quelle di non leggere. "L'uomo legge perchè si sa solo. La lettura è una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire". "Cossicché le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere". La parassodale felicità di vivere. La tragica assurdità della vita. Offre molti spunti di lettura.

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    S.. said on Aug 14, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pagina 40

    "Allora, cos'è successo al principe, eh? Sto aspettando!"
    Quei genitori che mai, mai, quando gli leggevano un libro, si curavano di sapere se avesse capito che la Bella addormentata dormiva nel bosco perché si era punta con il fuso, e Biancane ...(continue)

    "Allora, cos'è successo al principe, eh? Sto aspettando!"
    Quei genitori che mai, mai, quando gli leggevano un libro, si curavano di sapere se avesse capito che la Bella addormentata dormiva nel bosco perché si era punta con il fuso, e Biancaneve perché aveva mangiato la mela. (Le prime volte, d'altronde, non aveva veramente capito. C'erano così tante meraviglie, in quelle storie, così tante parole carine, tante di quelle emozioni! Con grande impegno si metteva ad aspettare il pezzo preferito, che recitava fra sé quand'era il momento; poi venivano gli altri, più oscuri, dove si intrecciavano tutti i misteri, ma pian piano lui capiva tutto, assolutamente tutto, e sapeva benissimo che se la Bella addormentata dormiva era per via fuso, e Biancaneve per questioni di mela...)
    "Ripeto la domanda: che cosa è successo al principe quando il padre l'ha cacciato dal castello?"
    Noi insistiamo, insistiamo. Santo Dio, non è possibile che questo bambino non abbia capito il contenuto di quindici righe! Non sono poi la fine del mondo, quindici righe! Eravamo il suo narratore, siamo diventati il suo contabile.
    "Se è così, allora stasera niente tivù!"
    Eh! Sì...
    Sì... La televisione elevata alla dignità di ricompensa... e, come corollario, la lettura relegata al rango di corvé. È nostra, questa gran trovata...

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    Arturo said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    scrittura

    Amare vuol dire far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo

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    Dede said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

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