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Com una novel·la

Per

Editor: Empúries

4.0
(7521)

Language:Català | Number of Pàgines: 165 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) French , Italian , English , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 8475963811 | Isbn-13: 9788475963815 | Data publicació:  | Edition 8

Translator: Sergi Pàmies

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Referència

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Descripció del llibre
¿Per què disminueix l'índex de lectura? ¿Com és que els joves no llegeixen o llegeixen poc? L'escriptor francès Daniel Pennac, que també és professor de literatura, s'ho ha plantejat i ho ha contestat en aquest llibre, que ha revolucionat - a causa del seu èxit excepcional - el món de l'edició i el de l'ensenyament, en el qual Pennac - que ha estat comparat amb Saint-Exupéry, Camus i Boris Vian - defensa el "decàleg dels drets imprescriptibles del lector". Llegir -diu- és un acte solitari, i la lectura és una aposta a favor del plaer i, en definitiva, de la felicitat.
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  • 5

    Una lettura ben fatta salva da tutto, compreso da sé stessi.

    ... a tutti i lettori è capitato prima o poi di essere attratti come calamite da un libro, in una libreria o in un supermercato o su una bancarella. Non si sa perché ma quel libro ci attrae e pensiamo ...continua

    ... a tutti i lettori è capitato prima o poi di essere attratti come calamite da un libro, in una libreria o in un supermercato o su una bancarella. Non si sa perché ma quel libro ci attrae e pensiamo che "dobbiamo" assolutamente comprarlo.

    questo mi era capitato tra le mani prima alla Feltrinelli di Napoli. girato tra le mani, indecisa se prenderlo o no, ma la valigia era già pesante, e poi mi sento sempre in colpa perché spendo sempre troppo per libri che si accumulano e non riesco mai a leggerli allo stesso ritmo di come li compro.
    Ma quando mi è ricapitato sotto gli occhi di nuovo alla Feltrinelli di Bari, beh, ho detto "è proprio lui che vuol essere comprato!" e così è stato.

    e non me ne sono pentita! Dovrebbero leggerlo tutti i lettori, e tutti i genitori-lettori. Dovrebbero leggerlo anche i non-lettori... in pratica dovrebbero leggerlo tutti!
    la lettura, il libro, le parole, questo mezzo straordinario che ci accompagna da millenni, dai tempi in cui scrivevamo su foglie o pelli o pietre, sviscerati, analizzati, descritti, con tale semplicità, tale amore, tale apertura al mondo, che mai avrei immaginato di trovare!

    Pennac è straordinario nel raccontare l'universo della lettura, la magia delle pagine e delle parole, il magnetismo che trasporta l'immaginazione, la sensazione di euforia, o di tristezza, di sconfitta, o di proibito che si accompagnano al semplicissimo atto di prendere ed aprire un libro, uno qualsiasi tra le mani.

    straordinario. semplice, umile e straordinario.

    dit a 

  • 4

    La pagina bisogna girarla.

    Piccolo gustosissimo metaromanzo che si legge fulmineamente e con gran soddisfazione, questo "Come un romanzo". Metaromanzo perchè parla del piacere di leggere romanzi, dal punto di vista di un profes ...continua

    Piccolo gustosissimo metaromanzo che si legge fulmineamente e con gran soddisfazione, questo "Come un romanzo". Metaromanzo perchè parla del piacere di leggere romanzi, dal punto di vista di un professore che è anche scrittore: l'idea è piacevole, perchè è lecito pensare che proprio chi sia entrambe le cose abbia le idee abbastanza chiare per poter dare un parere abbastanza autorevole sulla crisi della lettura e sul perchè soprattutto i giovani (che dopotutto sono quelli che hanno più tempo per leggere), per arricchire di informazioni il loro pensiero preferiscano fare altro.

    E le risposte, come era lecito aspettarsi, smentiscono in maniera brillante la gran maggioranza dei clichè che ci siamo formati nella nostra testa: le responsabilità vengono distribuite correttamente alle famiglie (che non sono più disposte a spendere tempo ed energia all'educazione culturale e spirituale dei figli), ed alla scuola (che in un cattedratico manierismo ha smarrito la vera ragion d'essere di un'opera letteraria, che è quella di raccontare storie).

    La seconda parte del libro parla di un altro aspetto del problema, che è quello della consapevolezza del lettore, che proprio a causa di modelli scelti male nel seno di progetti formativi ancora peggiori è andata smarrita. Chi apre un libro per leggere spesso non ha chiaro che cosa si deve aspettare dal libro che ha davanti; cosa può chiedere e cosa deve dare in cambio. La risposta ad un questo del genere non può essere e non sarà mai univoca, ma Pennac ha il merito di dare la sua in modo chiaro (compilando un decalogo), e tutto sommato condivisibile almeno in parte. Sarebbe utile e bello per dare nuova vita alla pagina scritta che chi scrive romanzi e chi li sceglie da far leggere a ragazzini di 15 anni tenessero in mente questi "diritti del lettore" prima di cominciare a lamentarsi che gli studenti di oggi quando prendono in mano un libro non fanno che contare le pagine.

    Una stellina in meno perchè Pennac mi sembra un po' troppo compiaciuto ed assertivo nel proporre il suo decalogo e perchè, mi sia consentito, viene data troppa importanza alla letteratura dell'ottocento che fatto salvo qualche raro e preziosissimo caso, mi sembra che questo decalogo non lo rispetti proprio.

    dit a 

  • 2

    Probabilmente influenzata dal suo giustificare e addirittura promuovere il silenzio post lettura, ho un potenziale giudizio sospeso da giorni in attesa di chiarificazione.
    Di certo ho apprezzato il me ...continua

    Probabilmente influenzata dal suo giustificare e addirittura promuovere il silenzio post lettura, ho un potenziale giudizio sospeso da giorni in attesa di chiarificazione.
    Di certo ho apprezzato il messaggio e lo stile, non mi sono piaciuti invece la pretenziosa forma di decalogo né i salti temporali all'interno della simil-narrazione giustificati solo dal volere/dovere portare avanti le sue (giustissime) tesi.

    dit a 

  • 5

    Un libro praticamente perfetto!!

    Non so quale fosse l'obbiettivo di Pennac quando ha deciso di scrivere questo libro, però ha praticamente scritto una Bibbia per i lettori!!

    Era da un po' che era nella mia libreria, e ogni volta mi d ...continua

    Non so quale fosse l'obbiettivo di Pennac quando ha deciso di scrivere questo libro, però ha praticamente scritto una Bibbia per i lettori!!

    Era da un po' che era nella mia libreria, e ogni volta mi dicevo "il prossimo libro sarà lui", ma alla fine solo ora mi sono decisa, e ho preso una perfetta decisione, quando l'ho chiuso mi sono detta "quasi, quasi lo ricomincio"...
    Ha tutto, per ogni pagina mi è stato inevitabile pensare/ricordare qualcosa che a me è successo in quelle determinate situazioni...I miei genitori che mi "aiutavano" a studiare facendomi leggere a voce alta, per poi chiedermi che cosa avessi veramente capito di quello che avevo letto, ma l'ansia era talmente tanta, che non avevo capito nulla, o credevo fosse così....e allora dovevo ricominciare a leggere...

    I professori delle superiori di Italiano che non ti facevano mai leggere, ma ho avuto quell'unica professoressa di storia, che un giorno mi ha detto "prova a leggere questo libro", ma era solo per me, non una cosa del programma scolastico, voleva trovare un modo per farmi amare la lettura, ma non una cosa collettiva, per me soltanto, che non amavo leggere, ma che infondo ero alla ricerca di quel libro....
    E potrei andare avanti per 139 pagine, ma mi fermo qui!!!

    Leggerò di nuovo questo libro, e mi prenderò il diritto di consigliarlo a tutti!!!
    Buona lettura =D

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    Come un romanzo può cambiare la percezione della vita, come può essere al tempo stesso la cosa più importante e la meno importante. Come un lettore non sia obbligato a leggere ma legga soltanto per i ...continua

    Come un romanzo può cambiare la percezione della vita, come può essere al tempo stesso la cosa più importante e la meno importante. Come un lettore non sia obbligato a leggere ma legga soltanto per il piacere di farlo e come questo lo trasformi in uno stereotipo vivente con gli occhiali spessi, con l'aria da professore d'università, severo, freddo, arcigno che trascorre l'intera sua esistenza a leggere quasi ne avesse un bisogno fisiologico.
    Ed è proprio da questo che nasce un'immagine distorta del lettore che si appiccica all'individuo e sembra non abbandonarla anche quando mette in testa un cappellino di carnevale e inizia a ballare, cantare, festeggiare come tutti gli altri.

    A volte il lettore dimentica i suoi diritti così l'autore ha pensato bene di trascriverli tutti e dieci:
    "1. Il diritto di non leggere.
    Naturalmente, “non leggere” non significa “non leggere mai“, o non si sarebbe più lettori… ma una qualche pausa dovremo pur prendercela, no?
    2. Il diritto di saltare le pagine.
    È il libro che deve essere al servizio del lettore, non il contrario, perciò se il suddetto libro è noioso in alcuni punti, il lettore deve avere tutto il diritto di saltarli.
    3. Il diritto di non finire il libro.
    Proprio non capisco coloro che finiscono a ogni costo tutti i libri che iniziano: perché sprecare tempo a leggere un libro che non piace, quando potremmo impiegare lo stesso tempo a leggerne uno migliore?
    4. Il diritto di rileggere.
    Odio quelli che, vedendomi rileggere un libro, dicono: «Ma non l’hai già letto? Perché non ne leggi uno nuovo?» Lo so io perché non ne leggo uno nuovo, tranquillo.
    5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
    Detesto anche coloro che criticano le scelte altrui, o che addirittura costringono a leggere un determinato libro. Ti va di leggere Guerra e Pace? Oppure Tre metri sopra il cielo? Ottimo, liberissimo di farlo.
    6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa).
    Assolutamente legittimo, oltre che liberatorio, scegliere di leggere un libro per estraniarsi dalla realtà, per vivere in un mondo migliore. In mancanza di meglio, un buon libro aiuta sempre.
    7. Il diritto di leggere ovunque.
    Questo è il diritto che reclamo di più, ma che spesso mi viene negato: cosa c’è di male nel leggere sulla corriera, in attesa all’ufficio postale o dal medico, sulla brandina mezza sfondata che sta in terrazzo, a testa in giù in posizione yoga oppure… lì-dove-so-io?
    8. Il diritto di spizzicare.
    Altro diritto indispensabile, ma che certe case editrici hanno pensato bene di rendere impossibile incartando i loro libri con la pellicola protettiva, in modo che non vi si possa sbirciare dentro prima di acquistare… Per fortuna, però, ci sono gli estratti scaricabili gratuitamente.
    9. Il diritto di leggere ad alta voce.
    Questo è più un dovere che un diritto: il diritto dovrebbe essere “avere sempre qualcuno disposto a leggere a voce alta”. In ogni caso, non c’è niente di meglio che leggere un libro a qualcun altro o sentirselo leggere… è magico, in una parola.
    10. Il diritto di tacere.
    Sante parole. Perché mai dovrebbero importare le famose “impressioni” su di un libro letto? Svelarle è come rompere l’intimità che si è creata tra libro e lettore, assolutamente da non fare".

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  • 2

    Un mix di pedagogia e di modernità del tempo che fu!

    Ormai è ampiamente risaputo che i diritti IMPRESCINDIBILI del lettore sono i seguenti:

    1. Il diritto di non leggere
    2. Il diritto di saltare le pagine
    3. Il diritto di non finire un libro
    4. Il diritt ...continua

    Ormai è ampiamente risaputo che i diritti IMPRESCINDIBILI del lettore sono i seguenti:

    1. Il diritto di non leggere
    2. Il diritto di saltare le pagine
    3. Il diritto di non finire un libro
    4. Il diritto di rileggere
    5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
    6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
    7. Il diritto di leggere ovunque
    8. Il diritto di spizzicare
    9. Il diritto di leggere a voce alta
    10. Il diritto di tacere

    E nella lettura di questo libro io mi sono concessa il diritto numero 2!!!!
    Ho praticamente saltato tutte le pagine fino a leggere solo i (pochi) passaggi interessanti. Forse sarà che questo libro ormai ha fatto il suo tempo, al suo interno si fanno riferimenti a una modernità che prevede lettori di cassette musicali, e purtroppo, quando i contenuti dei libri di saggistica diventano datati non c'è più nulla da fare, i saggi non preservano intatta la loro bellezza nonostante lo scorrere del tempo come succede per i romanzi!!!! E poi è un testo quasi esclusivamente pedagogico... davvero troppo per i miei gusti. Speravo che fosse un libro adatto a chi ama leggere ma invece io, da amante della lettura, mi sono proprio annoiata! E poi che cosa sia il "diritto al bovarismo" citato nel punto 6 mica l'ho capito, ha a che vedere con qualche riferimento a Madame Bovary, ma, essendo un libro di cui mi ricordo molto poco, mi sfugge del tutto il collegamento e l'autore non è stato affatto bravo a spiegarlo. Molto meglio leggersi un romanzo, piuttosto che questo "come un romanzo"!

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  • 3

    La stragrande maggioranza dei lettori di tutto il mondo è venuto a contatto con Daniel Pennac, almeno una volta nella vita. Per piacere, per casualità, per forzatura, poco importa.
    Il suo nome suona s ...continua

    La stragrande maggioranza dei lettori di tutto il mondo è venuto a contatto con Daniel Pennac, almeno una volta nella vita. Per piacere, per casualità, per forzatura, poco importa.
    Il suo nome suona sempre familiare alle nostre orecchie, provocandoci un misto di emozioni, che insomma mi chiedo come non possano essere positive - ma come si dice, de gustibus - .
    Forse stiamo parlando di uno degli autori francesi più appetibili,tanto che i suoi romanzi vengono letti anche ai bambini di più tenera età per iniziarli al mondo della lettura.

    Ma quest'oggi, non vi parlerò di uno dei suoi romanzi, bensì del suo saggio più celebre Come un romanzo, il cui fulcro è la ricerca del cosidetto piacere della lettura, spesso considerato inesistente, soprattutto in gioventù.

    Si tratta di un saggio molto breve, il quale però riesce a suscitare nel lettore un forte senso di appagamento. In fondo il lettore stesso è il sole intorno a cui gira la penna dell'autore.
    La lettura viene rappresentata come parte integrante della crescita, dello sviluppo ... per continuare qui ----> http://lagiovanelibraia.blogspot.it/2015/03/bookreview-recensioni-come-un-romanzo.html#more
    Lagiovanelibraia.blogspot.it

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  • 5

    Sinceramente lettori

    Un giorno, in preda alla rabbia, mi sono fiondata in libreria perché perdermi tra la carta è l'unica cosa che ha il potere di tranquillizzarmi, fatto sta che nella ricerca pura e semplice, senza una m ...continua

    Un giorno, in preda alla rabbia, mi sono fiondata in libreria perché perdermi tra la carta è l'unica cosa che ha il potere di tranquillizzarmi, fatto sta che nella ricerca pura e semplice, senza una meta, mi sono lasciata attirare da questo libro, dalla copertina così semplice eppure così evocativo, e dal titolo tanto poetico ai miei occhi: l'ho comprato! Dopodiché, lontano da tutto, l'ho letto, l'ho letto senza più fermarmi perché mi ero persa in questa meravigliosamente sincera conversazione con Daniel Pennac, ho proprio pensato che mi piacerebbe trascorrere una sera con lui per sentirlo approfondire ogni singola verità di cui scrive nel suo libro!
    "Come un romanzo" parla a noi lettori, ma anche a coloro che di leggere proprio non vogliono saperne, paradossalmente questo è proprio quel libro che consiglierei al mio amico che non sopporta leggere, e so per certo che gli piacererebbe, si, perché Pennac parla di lui e di tutto quello che in un libro lo infastidisce...ma quando poi si perde sulle delizie dello stesso libro anche il mio amico non potrebbe che andare avanti a leggere riflettendo sulle loro verità.
    Pennac ci dice come la pensa della lettura, della letteratura, di come i bambini debbano essere lasciati liberi di diventare "alchimisti", di come ogni lettore è LIBERO di fare assolutamente ciò che vuole perchè la lettura è una magia intima e personale...io sono d'accordo...e voi? =)

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  • 5

    Un inno d'amore per la lettura

    Divertente, irriverente e affascinante. Un inno d'amore per la lettura.
    Un libro intelligente che sa far riflettere ma che, soprattutto, fa venire voglia di leggere.

    "Il tempo per leggere, come il tem ...continua

    Divertente, irriverente e affascinante. Un inno d'amore per la lettura.
    Un libro intelligente che sa far riflettere ma che, soprattutto, fa venire voglia di leggere.

    "Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere."

    dit a 

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