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Come diventare buoni

Di

3.4
(4671)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Svedese , Catalano , Chi tradizionale , Polacco , Olandese , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8860884632 | Isbn-13: 9788860884633 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 3

    Una voce femminile troppo maschile

    Nonostante lo spunto interessante, il libro di funziona solo a metà. Tutto il romanzo è narrato in prima persona dall'ottica di Katie ma Hornby ha una sensibilità troppo maschile per calarsi efficacem ...continua

    Nonostante lo spunto interessante, il libro di funziona solo a metà. Tutto il romanzo è narrato in prima persona dall'ottica di Katie ma Hornby ha una sensibilità troppo maschile per calarsi efficacemente nei panni di una donna. I suoi romanzi precedenti (Febbre a 90, Alta fedeltà, Un ragazzo) funzionavano soprattutto perché mettevano in campo dei personaggi maschili essenzialmente mascalzoni ma fortemente empatici, che riuscivano ad arruffarsi il lettore nonostante - o meglio grazie - ai loro piccoli vizi e alle loro deprecabili manie. Assumendo ora i panni di una donna medico in crisi sentimentale Hornby forza la mano: i pensieri di Katie girano sostanzialmente a vuoto e nessuna delle frequenti parentesi riflessive riesce a scalfire la superficie di una personalità femminile piatta e bloccata dall'inizio alla fine del libro. Viceversa le parti meglio riuscite sono quelle in cui Hornby si sofferma sull'analisi del comportamento irragionevolmente altruista di David, recuperando l'ironia e il sense of humor che avevano fatto la fortuna dei romanzi precedenti.

    Apprezzabile invece il tentativo, parzialmente riuscito, di smascherare l'ipocrisia dell'atteggiamento "progressista a parole" di buona parte della borghesia benestante occidentale, che nasconde sotto una facciata finto-umanitaria pregiudizi e luoghi comuni da cui a conti fatti non riesce a liberarsi.

    Un plauso speciale all'immagine conclusiva del libro, tutt'altro che consolatoria, che rappresenta con taglio fotografico un'amara metafora di molte vite familiari.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Tanti spunti,ma inconcludente.

    E' il primo libro di Hornby che leggo, la lettura è stata piacevole e mai noiosa, tuttavia la storia non mi ha convinto! La prima parte del libro è solo il rimuginare di una donna stanca del suo matri ...continua

    E' il primo libro di Hornby che leggo, la lettura è stata piacevole e mai noiosa, tuttavia la storia non mi ha convinto! La prima parte del libro è solo il rimuginare di una donna stanca del suo matrimonio(quasi da libro cuore), la storia inizia a decollare con l'arrivo di BuoneNuove, e da lì promette tanto, regala molti spunti e preannuncia una rivoluzione. Tuttavia ad un certo punto la storia rallenta e arranca senza sapere dove andare a parare, in quanto i tentativi di David e BuoneNuove non sembrano nè cessare nè fallire, sono lasciati lì in un limbo indefinito, con la protagonista che alla fine tiene, letteralmente, insieme la famiglia. Sembra che ad un tratto la storia faccia retromarcia e non arrivi al termine. L'unico elemento che si chiude è il nucleo familiare che si ricompone sul finire del libro. Sono certo però che Hornby abbia tanto da darmi per questo leggerò sicuramente altri suoi libri.

    ha scritto il 

  • 5

    Dalla prima pagina all'ultima!

    Non avevo letto mai niente di Hornby ed è stata una scoperta entusiasmante.
    Libro bellissimo dalla prima pagina all'ultima.
    Per tutto il libro ho temuto di ritrovarmi davanti a un finale deludente che ...continua

    Non avevo letto mai niente di Hornby ed è stata una scoperta entusiasmante.
    Libro bellissimo dalla prima pagina all'ultima.
    Per tutto il libro ho temuto di ritrovarmi davanti a un finale deludente che avrebbe reso vano tutto quanto costruito durante il resto del libro...invece no! Il finale è all'altezza di tutto quello che viene prima.
    Un libro senza risposte ma che coglie nel segno in molti modi diversi e riesce a riflettere sulle nostre vite senza voler insegnare nulla né voler giudicare...o almeno questa è l'impressione che ha fatto a me.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio primo Nick Hornby. Decisamente mi ha aperto un mondo.
    Uno sguardo lucido e attento verso le dinamiche di una famiglia come tante: lei la classica donna "tutta casa e lavoro", che stufa di una r ...continua

    Il mio primo Nick Hornby. Decisamente mi ha aperto un mondo.
    Uno sguardo lucido e attento verso le dinamiche di una famiglia come tante: lei la classica donna "tutta casa e lavoro", che stufa di una relazione impantanata da anni si trova l'amante; lui un uomo cinico e scoraggiato che riversa gli insuccessi di una vita verso "le vecchiette che si alzano troppo presto sul bus o gli omosessuali"; e due figli che sono gli specchi delle ossessioni e manie dei loro genitori.
    Aggiungiamoci un eccentrico convinto di essere il Gesù del XXI secolo e un'analisi sul concetto di "buono" ed ecco che abbiamo davanti un romanzo capace di ribaltarci come un calzino. Con spudorata e accattivante sincerità Nick Hornby mostra i lati più insidiosi dell'animo umano, mettendo in discussione sia la concezione "borghese" di bontà , sia gli estremismi di coloro che sono convinti di portarsi sulle spalle l'intero universo.
    Attraverso il microcosmo diel matrimonio, Hornby ci propone una riflessione filosofica su una società cinica e opportunista che ha disimparato persino ad essere buona.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Nick non mi delude mai. A differenza di altri suoi libri però, questo mi è piaciuto per il crescente odio che ho provato per i protagonisti. La protagonista femminile l'ho trovata odiosa fin da subito ...continua

    Nick non mi delude mai. A differenza di altri suoi libri però, questo mi è piaciuto per il crescente odio che ho provato per i protagonisti. La protagonista femminile l'ho trovata odiosa fin da subito e fino alla fine per motivi diversi, suo marito ho iniziato ad odiarlo da quando ha iniziato la sua "conversione" verso la bontà. Diciamo che in quella casa avrei dato due bei ceffoni a tutti! ;)

    ha scritto il 

  • 4

    Maybe not my favourite Hornby but still an amazing book!
    "How to be good" is exactly the novel I was looking for: bright and brilliant. A family that suddenly changes: no more anger, no more regret, j ...continua

    Maybe not my favourite Hornby but still an amazing book!
    "How to be good" is exactly the novel I was looking for: bright and brilliant. A family that suddenly changes: no more anger, no more regret, just a peaceful sense of kindness. But is it possible to live a life without being bad and mean?
    Is it possible to love anyone?

    ha scritto il 

  • 5

    Sono ufficialmente innamorata pazza di Nick Hornby. Un uomo in grado di creare dei personaggi incredibilmente fastidiosi, dei condensati di egoismo, antipatia e superbia che nessuno vorrebbe incontrar ...continua

    Sono ufficialmente innamorata pazza di Nick Hornby. Un uomo in grado di creare dei personaggi incredibilmente fastidiosi, dei condensati di egoismo, antipatia e superbia che nessuno vorrebbe incontrare sul proprio cammino, salvo poi accorgersi che persone così sono ovunque, persone così siamo noi.
    Questa volta Hornby racconta di una coppia in crisi, di una moglie fedifraga e di un marito sempre di cattivo umore che per salvare il proprio matrimonio si affida ad un guaritore autodidatta che lo converte alla bontà assoluta.
    Detta così sembra una cosa fantastica, ma vivere con una persona che pensa sempre prima agli altri che alla propria famiglia, che fa sentire in colpa sempre per quel che si possiede mentre ad altri è negato, non è affatto semplice.
    Non so quantificare le risate che mi sono fatta con questo libro e neppure sto a spiegare quanto il mio essere si sia ribellato con forza contro la logica ferrea che guida le invettive del protagonista contro la proprietà e a favore dell'altruismo smodato, senza però trovare nulla di buono e logico con cui controbattere, a parte un bambinesco "Ma io lo voglio!".
    Ancora una volta Hornby non fornisce soluzioni, non dice cosa sia giusto o sbagliato e diventare buoni non solo non appare facile ma... sarà la soluzione migliore? Ad ogni lettore la sua sentenza.

    ha scritto il 

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