Come diventare buoni

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

3.4
(4732)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 292 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Svedese , Catalano , Chi tradizionale , Polacco , Olandese , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8882463915 | Isbn-13: 9788882463915 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Viviani

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Letto in pochissimo tempo.
    I romanzo che fino ad ora ho letto di Hornby non mi hanno mai annoiato. Scrittura semplice e pulita, che scorre.
    La storia mi ha preso subito, parla di realtà in cui molte p ...continua

    Letto in pochissimo tempo.
    I romanzo che fino ad ora ho letto di Hornby non mi hanno mai annoiato. Scrittura semplice e pulita, che scorre.
    La storia mi ha preso subito, parla di realtà in cui molte persone si sono trovate ad affrontare, di problemi che nella vita possono capitare e soprattutto...di emozioni reali, e il libro si spinge oltre alla trama, oltre alla vicenda, concede spazio a pensieri che si applicano alla vita normale di persone normali, a cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Può dare da riflettere a chi non lo ha mai fatto, volendo anche in modo profondo se il lettore si stacca da quello che ha appena letto e decide di fare la sua riflessione. Non mancano umorismo e commedia oltre al dramma che viene messo sotto forma di umorismo in molti passaggi.
    Niente male come romanzo. Ne ho letti di migliori, ne ho letti di più prodonfi, ma ciò non toglie che sia valido anche questo romanzo.

    Ammetto che il finale, nonostante mi sia piaciuto il fatto che sia libero, che non sia chiuso, non l'ho capito bene, le frasi che concludono il libro sono queste "La mia famiglia, penso, solo questo. E poi: posso farlo. Posso viverla, questa vita. Sì, posso viverla. E' una scintilla che voglio alimentare, un crepitio di vita nella batteria scarica; ma proprio nel momento sbagliato lancio un'occhiata al cielo notturno dietro David, e vedo che là fuori non c'è nulla" e allora non capisco, non c'è nulla al di la dell'unione con le persone, con la propria famiglia? O non c'è nulla (visto che c'è scritto "proprio nel momento sbagliato lancio un'occhiata...) a cui aggrapparsi veramente? Non ce nulla che ci possa fare certezze e salvarci, perché tutto è illusione, e l'illusione nasconde il nulla?
    Hornby lascia a noi l'interpretazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Che delusione.......!

    La trama è fin troppo nota. Lui (odioso), lei (odiosa), i figli (odiosi)....Tutti in crsi di identità e di valori......Ammazzarli dopo 3-4 pagine? No? Vabbeh!
    Quando la coppia scoppia.......Soltanto c ...continua

    La trama è fin troppo nota. Lui (odioso), lei (odiosa), i figli (odiosi)....Tutti in crsi di identità e di valori......Ammazzarli dopo 3-4 pagine? No? Vabbeh!
    Quando la coppia scoppia.......Soltanto che il romanzo regge fino a metà.....Dopo.... straluna in modo esagertao. Va bene le considerazioni filosofiche -chi siamo, da dove veniamo eccetera, eccetera. Va bene che non esiste nessuno più ipocrita degli elettori liberals e radicals.....Ma menarla per tutte le pagine con 'ste riflessioni.....alla fine rompe! Già......e che dire del finale? Che anche se ci aggrappiamo tutti insieme non c'è speranza? Non c'é via d'uscita? Non si vede la luce?.....Mah. Due stelline solo perchè è un autore stra-osannato.

    ha scritto il 

  • 0

    Come diventare coerenti e ... insopportabili

    Come diventare buoni di Nick Hornby racconta di uno scrittore cinico totale che diventa buono e di una medica convinta di essere buona che scopre di non esserlo affatto. Spesso, alla fine di un post d ...continua

    Come diventare buoni di Nick Hornby racconta di uno scrittore cinico totale che diventa buono e di una medica convinta di essere buona che scopre di non esserlo affatto. Spesso, alla fine di un post dove parlo di un libro, definisco l’autore un grande scrittore. Di Nick Hornby non lo direi, però. Però direi che è uno che sa fare il suo mestiere. Il libro è una specie di commedia dolce amara e si fa leggere soprattutto per il suo tono, scherzoso, spiritoso, pudico. Non è che scherzando e facendo battute, cercandole anche a tutti i costi non si possano dire le cose e non si possa descrivere il modo di vivere di un certo tempo in certi luoghi di certe persone, appartenenti a certe classi sociali. Solo che alla fine sono rimasta con una sensazione e di tristezza e di fastidio, di disturbo. Un lieto fine no, ma qualcosa me l’aspettavo. Qualcosa in più da Katie, David, Molly e Bart che un semplice rimanere aggrappati uno all’altro, ritenuto possibile solo allontanando dalla loro vita tutti quelli che porterebbero troppo scompiglio con i loro problemi. Un filosofo ha detto che dopo le epoche delle utopie, che tanti danni hanno fatto, questa potrebbe essere l’epoca in cui rivalutare la litote. Katie, David e i loro figli investiti da una crisi familiare che avrebbe potuto portare in loro un cambiamento profondo e dare più significato e meno noia alla loro esistenza, si arrendono. In fondo la loro vita non è poi così brutta, specie se paragonata a certe altre. E loro stessi come persone non sono poi così malvagie. Certo non sono capaci di accogliere nella loro casa un senzatetto o un senzafamiglia fuori di testa, e nemmeno un guaritore folle ma abbastanza educato e pulito, e nemmeno invitare più spesso i nonni a cena, però. Però, per esempio mai su facebook scriverebbero che i migranti sarebbe meglio lasciarli affogare se no chissà quante altre centinaia di migliaia ne arrivano! E allora? Accontentiamoci, e finiamola con il fargli venire i sensi di colpa, così sono, così sono capaci di essere questi che leggono il Guardian e votano Labour. D’accordo e triste su tutto, solo su una cosa no. I sensi di colpa se li meritano tutti e gli incubi la notte anche.

    Sconsiglio la lettura di questo libro ai medici di famiglia italiani e agli scrittori falliti, sempre italiani. La dottoressa si occupa solo di 120 pazienti, il marito, nonostante fallito, ha una rubrica fissa su un giornale e fa brochure pubblicitarie che da noi, specie al Sud, significherebbe un successone. Non solo, dopo pochi anni di matrimonio hanno potuto comprare un appartamento da 250.000 sterline a Londra in una strada dalle parti di Holloway Road, spesso cenano fuori ecc. ecc.

    ha scritto il 

  • 3

    Una voce femminile troppo maschile

    Nonostante lo spunto interessante, il libro di funziona solo a metà. Tutto il romanzo è narrato in prima persona dall'ottica di Katie ma Hornby ha una sensibilità troppo maschile per calarsi efficacem ...continua

    Nonostante lo spunto interessante, il libro di funziona solo a metà. Tutto il romanzo è narrato in prima persona dall'ottica di Katie ma Hornby ha una sensibilità troppo maschile per calarsi efficacemente nei panni di una donna. I suoi romanzi precedenti (Febbre a 90, Alta fedeltà, Un ragazzo) funzionavano soprattutto perché mettevano in campo dei personaggi maschili essenzialmente mascalzoni ma fortemente empatici, che riuscivano ad arruffarsi il lettore nonostante - o meglio grazie - ai loro piccoli vizi e alle loro deprecabili manie. Assumendo ora i panni di una donna medico in crisi sentimentale Hornby forza la mano: i pensieri di Katie girano sostanzialmente a vuoto e nessuna delle frequenti parentesi riflessive riesce a scalfire la superficie di una personalità femminile piatta e bloccata dall'inizio alla fine del libro. Viceversa le parti meglio riuscite sono quelle in cui Hornby si sofferma sull'analisi del comportamento irragionevolmente altruista di David, recuperando l'ironia e il sense of humor che avevano fatto la fortuna dei romanzi precedenti.

    Apprezzabile invece il tentativo, parzialmente riuscito, di smascherare l'ipocrisia dell'atteggiamento "progressista a parole" di buona parte della borghesia benestante occidentale, che nasconde sotto una facciata finto-umanitaria pregiudizi e luoghi comuni da cui a conti fatti non riesce a liberarsi.

    Un plauso speciale all'immagine conclusiva del libro, tutt'altro che consolatoria, che rappresenta con taglio fotografico un'amara metafora di molte vite familiari.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Tanti spunti,ma inconcludente.

    E' il primo libro di Hornby che leggo, la lettura è stata piacevole e mai noiosa, tuttavia la storia non mi ha convinto! La prima parte del libro è solo il rimuginare di una donna stanca del suo matri ...continua

    E' il primo libro di Hornby che leggo, la lettura è stata piacevole e mai noiosa, tuttavia la storia non mi ha convinto! La prima parte del libro è solo il rimuginare di una donna stanca del suo matrimonio(quasi da libro cuore), la storia inizia a decollare con l'arrivo di BuoneNuove, e da lì promette tanto, regala molti spunti e preannuncia una rivoluzione. Tuttavia ad un certo punto la storia rallenta e arranca senza sapere dove andare a parare, in quanto i tentativi di David e BuoneNuove non sembrano nè cessare nè fallire, sono lasciati lì in un limbo indefinito, con la protagonista che alla fine tiene, letteralmente, insieme la famiglia. Sembra che ad un tratto la storia faccia retromarcia e non arrivi al termine. L'unico elemento che si chiude è il nucleo familiare che si ricompone sul finire del libro. Sono certo però che Hornby abbia tanto da darmi per questo leggerò sicuramente altri suoi libri.

    ha scritto il 

  • 5

    Dalla prima pagina all'ultima!

    Non avevo letto mai niente di Hornby ed è stata una scoperta entusiasmante.
    Libro bellissimo dalla prima pagina all'ultima.
    Per tutto il libro ho temuto di ritrovarmi davanti a un finale deludente che ...continua

    Non avevo letto mai niente di Hornby ed è stata una scoperta entusiasmante.
    Libro bellissimo dalla prima pagina all'ultima.
    Per tutto il libro ho temuto di ritrovarmi davanti a un finale deludente che avrebbe reso vano tutto quanto costruito durante il resto del libro...invece no! Il finale è all'altezza di tutto quello che viene prima.
    Un libro senza risposte ma che coglie nel segno in molti modi diversi e riesce a riflettere sulle nostre vite senza voler insegnare nulla né voler giudicare...o almeno questa è l'impressione che ha fatto a me.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mio primo Nick Hornby. Decisamente mi ha aperto un mondo.
    Uno sguardo lucido e attento verso le dinamiche di una famiglia come tante: lei la classica donna "tutta casa e lavoro", che stufa di una r ...continua

    Il mio primo Nick Hornby. Decisamente mi ha aperto un mondo.
    Uno sguardo lucido e attento verso le dinamiche di una famiglia come tante: lei la classica donna "tutta casa e lavoro", che stufa di una relazione impantanata da anni si trova l'amante; lui un uomo cinico e scoraggiato che riversa gli insuccessi di una vita verso "le vecchiette che si alzano troppo presto sul bus o gli omosessuali"; e due figli che sono gli specchi delle ossessioni e manie dei loro genitori.
    Aggiungiamoci un eccentrico convinto di essere il Gesù del XXI secolo e un'analisi sul concetto di "buono" ed ecco che abbiamo davanti un romanzo capace di ribaltarci come un calzino. Con spudorata e accattivante sincerità Nick Hornby mostra i lati più insidiosi dell'animo umano, mettendo in discussione sia la concezione "borghese" di bontà , sia gli estremismi di coloro che sono convinti di portarsi sulle spalle l'intero universo.
    Attraverso il microcosmo diel matrimonio, Hornby ci propone una riflessione filosofica su una società cinica e opportunista che ha disimparato persino ad essere buona.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Nick non mi delude mai. A differenza di altri suoi libri però, questo mi è piaciuto per il crescente odio che ho provato per i protagonisti. La protagonista femminile l'ho trovata odiosa fin da subito ...continua

    Nick non mi delude mai. A differenza di altri suoi libri però, questo mi è piaciuto per il crescente odio che ho provato per i protagonisti. La protagonista femminile l'ho trovata odiosa fin da subito e fino alla fine per motivi diversi, suo marito ho iniziato ad odiarlo da quando ha iniziato la sua "conversione" verso la bontà. Diciamo che in quella casa avrei dato due bei ceffoni a tutti! ;)

    ha scritto il 

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