Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Come ho perso la guerra

By Filippo Bologna

(279)

| Others | 9788860441140

Like Come ho perso la guerra ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Una storia, in parte autobiografica, ambientata in un paese della provincia toscana dove il tempo sembra scorrere più lento e la serenità regna sovrana. Il giovane rampollo della nobile famiglia Cremona, Federico, vive il suo essere nobile con un po' Continue

Una storia, in parte autobiografica, ambientata in un paese della provincia toscana dove il tempo sembra scorrere più lento e la serenità regna sovrana. Il giovane rampollo della nobile famiglia Cremona, Federico, vive il suo essere nobile con un po' di disagio. Tutto cambia con l'arrivo di Ottone Gattai, spietato e avido imprenditore di acque. Improvvisamente il progetto di un enorme impianto termale sconvolge la vita di tutti i suoi compaesani. Interessi politici ed economici sembrano corrompere il naturale ordine delle cose. Molti non ci stanno e dopo una prima pacifica protesta un gruppo avvia una guerriglia contro Gattai che sta sequestrando e privatizzando tutta l'acqua della zona. Nella lotta si distingue Federico Cremona, che vede finalmente stagliarsi all'orizzonte l'occasione di un proprio riscatto. Insieme alla moltitudine di storie memorabili, Filippo Bologna ha una generosità e una forza nel creare blocchi di parole e di immagini che portano il lettore a divertirsi e un attimo dopo a commuoversi profondamente.

55 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    mediocre

    Libro assolutamente mediocre.
    Non prende il lettore, non gli fa venire la curiosità di finire di leggere... lo stile nient' affatto originale, per non parlare della trama che per certi versi può anche risultare noiosa.
    Si può anche non leggere.

    Is this helpful?

    lallinadiamond94 said on Feb 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Recensione su Scrittori precari (Serena Adesso)

    Filippo Bologna esordisce con un romanzo dalla struttura complessa: passato e presente si intrecciano a creare un’opera difficile da catalogare. È una saga familiare, è una satira sul presente sempre più grottesco, è una critica alla commercializzazi ...(continue)

    Filippo Bologna esordisce con un romanzo dalla struttura complessa: passato e presente si intrecciano a creare un’opera difficile da catalogare. È una saga familiare, è una satira sul presente sempre più grottesco, è una critica alla commercializzazione di uno dei beni che mai dovrebbero essere messi in vendita: l’acqua. È un affresco a tutto tondo della Toscana di oggi.

    QUI: http://scrittoriprecari.wordpress.com/2010/12/13/come-h…

    Is this helpful?

    Scrittori precari said on Jan 31, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo comico e carico di nostalgia per un mondo perduto, giuste le sarcastiche critiche per le "riqualificazioni ambientali" di certi antichi paesi della Toscana più vera. Senso di estraniamento di fronte ad una piccola società paesana che ormai si ...(continue)

    Romanzo comico e carico di nostalgia per un mondo perduto, giuste le sarcastiche critiche per le "riqualificazioni ambientali" di certi antichi paesi della Toscana più vera. Senso di estraniamento di fronte ad una piccola società paesana che ormai si diletta in enobar perchè rispetto al circolino fa più figo, che accetta il taglio di alberi secolari sulla piazza centrale del paese (è successo anche vicino a casa mia). Bellissima la descrizione della strada che esce dal paese per entrare nella sontuos Val d'Orcia. E poi quella frase "Solo come un cipresso, ecco come mi sento in certi giorni". Bravo, bravissimo Filippo Bologna

    Is this helpful?

    Laura Signorini said on Jan 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Signor Gattai, sono Carlo Benelli, presidente dell'Azienda Promozione Turismo. A quanto mi pare di capire, la sua, nel bene e nel male, è un'ottica prettamente imprenditoriale che non rende giustizia del fenomeno termale nel suo complesso. Le terme, ...(continue)

    "Signor Gattai, sono Carlo Benelli, presidente dell'Azienda Promozione Turismo. A quanto mi pare di capire, la sua, nel bene e nel male, è un'ottica prettamente imprenditoriale che non rende giustizia del fenomeno termale nel suo complesso. Le terme, oltre che una risorsa economica, sono in primis un antichissimo patrimonio culturale, antico come antichi sono gli insediamenti umani in questa zona. Basti pensare all'uso che delle terme facevano gli etruschi...
    - Io gli Etruschi me li attacco al cazzo. I russi ci porto, altro che gli Etruschi.
    E' così che è cominciata".

    Originale, curioso, indignato il giusto, a volte divertente, generalmente scritto bene, un po' confuso nella storia e con qualche tassello che sul finire non va al posto giusto, ma tant'è, Come ho perso la guerra di Filippo Bologna, si fa leggere e leggere con piacere.

    Storia che arriva dalla Toscana di altri tempi, quando esistevano paesi tagliati fuori da tutto, acque termali senza turisti, fattorie lontani anni luce dall'epoca dell'agriturismo con piscina e massaggi, scodelle di ribollita che si servivano come piatto di contadini, mica come specialità da grand gourmet.

    Storia che comincia prima che tutto davvero cominci, con un pezzo di campagna prelevato da un racconto di Fucini e trapianto negli anni della globalizzazione, quando i soldi girano a palate, i russi comprano tutto e la finanza si giustifica con la finanza, mica per come tratta un territorio o un passato.

    E poi lo chiamano sviluppo?,domanda che è già un'asserzione, un controcanto, accompagna tutta lo storia raccontata da Bologna. Inventata, ma fino a un certo punto. Inverosimile, ma fino a un certo punto. Forse più digeribile con qualche trovata in meno: ma insomma, si sa, succedono cose dell'altro mondo, ai tempi della globalizzazione. Che ci sia crisi o meno.

    Is this helpful?

    Paolo Ciampi said on Sep 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Credevamo di combattere una guerra locale, senza aver capito che era globale, credevamo ancora nei vecchi copioni da film western, da una parte i buoni dall’altra i cattivi."
    La vicenda si svolge a Chianciano, in Toscana, un paese di quelli
    belli, ...(continue)

    "Credevamo di combattere una guerra locale, senza aver capito che era globale, credevamo ancora nei vecchi copioni da film western, da una parte i buoni dall’altra i cattivi."
    La vicenda si svolge a Chianciano, in Toscana, un paese di quelli
    belli, con i campi e le terme. Qui troviamo Federico, discendente da una nobile famiglia, di quelle nobiltà contadine ruvide e determinate, che ci racconta la sua storia. Questa storia però non è solo sua, perché è anche un destino comune, un'allegoria dei giorni nostri, dell'ultima possibile Resistenza.

    Is this helpful?

    David said on Aug 28, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un po' confuso ma interessante per essere l'opera di un esordiente.

    Is this helpful?

    Riccardo said on Jun 11, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (279)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Others
  • ISBN-10: 8860441145
  • ISBN-13: 9788860441140
  • Publisher: Fandango Libri
  • Publish date: xxxx-xx-xx
Improve_data of this book