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Come il lupo

Di

Editore: Einaudi

3.8
(377)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 235 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806175335 | Isbn-13: 9788806175337 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Primi anni Cinquanta, una sperduta località nell'Appennino. Nazario, guardiaforestale, ha la passione dei lupi. Li osserva, li studia. Lontano, in città,ha una moglie e una figlia che i medici dichiarano incurabile. Nazario vieneaccolto con gentilezza da una comunità che vive appartata dal mondo, in unavalle. Appartata, ma con un commercio fiorente: il loro vino straordinario,frutto di vigne molto antiche. Per caso, però, la guardia forestale scopre chedietro quelle vigne ci sono riti inquietanti, e segreti orribili che nessunodeve conoscere.
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  • 2

    Bah, quando un libro mi porta a saltare bellamente le pagine che tanto so già come prosegue e arrivata alla fine mi dico: embè? Non è un buon segno.
    Sarà che son difficile ma l'ho trovato banale.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che parte da un episodio del 1600, poi ambientato nel 1950.
    C'è questo paese chiuso in una valle, isolato dal mondo in tutto e per tutto a parte il loro ottimo vino. Naturalmente il paese ha il suo segreto e Nazario vuole indagare, ma ha più bisogno di ritrovarsi dopo la scomparsa ...continua

    Un libro che parte da un episodio del 1600, poi ambientato nel 1950.
    C'è questo paese chiuso in una valle, isolato dal mondo in tutto e per tutto a parte il loro ottimo vino. Naturalmente il paese ha il suo segreto e Nazario vuole indagare, ma ha più bisogno di ritrovarsi dopo la scomparsa della moglie e la malattia della figlia.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro senza sale né pepe, senza mordente e senza capo né coda.
    Parte come un bel giallo storico con sofferenza e deprivazione, si aggiunge il mistero di una valle e poi si perde nel seguire un forestale che non sa che pesci pigliare nella sua vita e alla fine si fa guidare come un bambin ...continua

    Un libro senza sale né pepe, senza mordente e senza capo né coda.
    Parte come un bel giallo storico con sofferenza e deprivazione, si aggiunge il mistero di una valle e poi si perde nel seguire un forestale che non sa che pesci pigliare nella sua vita e alla fine si fa guidare come un bambino da chi pretende di ottenere quello che vuole.
    Personaggi insulsi e prevedibili che non evolvono nella vicenda, anche se il protagonista un po' cambia ma solo in apparenza.

    La recensione completa http://amacadieuterpe.wordpress.com/2014/03/29/come-il-lupo-di-eraldo-baldini/

    ha scritto il 

  • 3

    Baldini pare "riconciliarsi" con il folklore. Si perché, se negli altri romanzi, l'attenzione era più che altro sul macabro e spaventoso che stanno alla base della vita agreste, qui, la violenza di certi riti è accettata come una componente necessaria che non terrorizza, ma lascia una rispettosa ...continua

    Baldini pare "riconciliarsi" con il folklore. Si perché, se negli altri romanzi, l'attenzione era più che altro sul macabro e spaventoso che stanno alla base della vita agreste, qui, la violenza di certi riti è accettata come una componente necessaria che non terrorizza, ma lascia una rispettosa inquietudine. Il sangue e la malattia, se capiti, possono essere dominati e trasformarsi da limite a dono. Sono questi gli insegnamenti che gli abitanti di Valchiusa, un villaggio isolato sull'Appennino, autonomo grazie alla coltura della vite e per questo incontaminato dal mondo cittadino insegna alla guardia forestale Nazario, in fuga da una vita difficile.
    Purtroppo, la bellezza dei boschi resa viva dalle descrizioni poetiche, la vita degli animali e la dignità di valligiani, si incagliano in alcuni passaggi contro giudizi politici piuttosto stereotipati, un po' come succedeva anche nel pur affascinante Mal'aria, dove i cattivi stanno sempre e comunque là. Sarà che non considero l'antifascismo un merito a prescindere, ma questo è un problema mio.

    ha scritto il 

  • 5

    leggende casentinesi...

    Libro molto bello, dove la realtà di una vicenda personale si intreccia, per puro caso, ad una leggenda antica di 3 secoli. Baldini, tramite il personaggio principale del romanzo, ci guida attraverso le foreste e le valli dell'appennino, regno del lupo e ci svela una comunità dedita quasi esclusi ...continua

    Libro molto bello, dove la realtà di una vicenda personale si intreccia, per puro caso, ad una leggenda antica di 3 secoli. Baldini, tramite il personaggio principale del romanzo, ci guida attraverso le foreste e le valli dell'appennino, regno del lupo e ci svela una comunità dedita quasi esclusivamente all'agricoltura. Un'umanità chiusa, orgogliosa e gelosa delle sue tradizioni e delle sue leggende.

    ha scritto il 

  • 4

    I segreti della Valchiusa

    Nel cuore del Casentino, tra i monti che dividono Toscana ed Emilia, si trova la Valchiusa, una piccola valle in cui da secoli vive una ristretta comunità, restia ad aprirsi all’esterno, che si tramanda tradizioni, superstizioni e soprattutto la coltivazione di una vite che da un vino particolarm ...continua

    Nel cuore del Casentino, tra i monti che dividono Toscana ed Emilia, si trova la Valchiusa, una piccola valle in cui da secoli vive una ristretta comunità, restia ad aprirsi all’esterno, che si tramanda tradizioni, superstizioni e soprattutto la coltivazione di una vite che da un vino particolarmente buono e ricercato, il San Guilatrone. Il nome di questo vino non deriva da un santo, come potrebbe sembrare, ma dal latino, sanguis latronum…
    Che segreti nasconde quella valle?
    Cerca di capirlo Nazario, guardia forestale che quei monti li ha nel cuore, assieme ai numerosi lupi che ci vivono, per averci combattuto da partigiano qualche anno prima. E’ tornato tra quei monti, sempre più spopolati e selvaggi, per mettersi al riparo dalle proprie responsabilità, per cercare di alleviare la fatica di vivere che il destino gli ha riservato in sorte. Dovrà scegliere se assecondare la propria coscienza di serio e orgoglioso servitore dello Stato, oppure se seguire proprio l’istinto dei suoi amati lupi.
    Ormai ho la certezza che Eraldo Baldini è uno straordinario affabulatore! Ha quella capacità rara di avvincerti con vicende legate al territorio e alla storia, utilizzando uno stile lineare ma tutt’altro che semplicistico, che ti conduce al termine del racconto lasciandoti il modo di riflettere su diversi aspetti che trascendono il racconto in sé.
    Leggendolo mi sembra di tornar bambino, in quei momenti di rara felicità in cui, seduto attorno a un fuoco crepitante, avevo la fortuna di poter ascoltare i racconti dei miei nonni e degli altri parenti riguardanti i tempi della guerra: gran bella sensazione!

    ha scritto il 

  • 4

    I miei appennini

    Primo romanzo che leggo di questo autore e mi è piaciuto.
    Sarà che, pur essendo luoghi di fantasia, sono vicini alle foreste casentinesi, foreste che amo e che frequento da anni; vuoi per la simpatia che suscita il protagonista, una guardia forestale orientata a sinistra; vuoi perchè ti vie ...continua

    Primo romanzo che leggo di questo autore e mi è piaciuto.
    Sarà che, pur essendo luoghi di fantasia, sono vicini alle foreste casentinesi, foreste che amo e che frequento da anni; vuoi per la simpatia che suscita il protagonista, una guardia forestale orientata a sinistra; vuoi perchè ti viene voglia di assaggiare un bicchiere di San Gutrione (o come cavolo si scrive) e di trasferirti in Valchiusa, mandando a quel paese i nostri governanti e i deliri che siamo costretti ad ascoltare quotidianamente.... è stata comunque una piacevole lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    è il "solito" di Eraldo.. dove per "solito" s'intende la garanzia di un bel libro in cui s'incrociano passato e presente, superstizione e concretezza, buoni e cattivi che non sai esattamente da che parte della barricata collocare.


    è il "solito" Baldini che ti frega.. che ti fa intuire come ...continua

    è il "solito" di Eraldo.. dove per "solito" s'intende la garanzia di un bel libro in cui s'incrociano passato e presente, superstizione e concretezza, buoni e cattivi che non sai esattamente da che parte della barricata collocare.

    è il "solito" Baldini che ti frega.. che ti fa intuire come va la storia ma che fino alla fine non sai mai se sarà veramente così (e infatti non lo è ^^ )

    ha scritto il