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Come il mare

Di

Editore: TEA (Teadue)

3.7
(1223)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 389 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8878193836 | Isbn-13: 9788878193833 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Jimmy Boraschi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
Nick Berg, il "Principe d'oro", temuto e ammirato proprietario di una grande compagnia navale, è caduto nella polvere. Duncan Alexander gli ha portato via tutto: le navi, la moglie, il figlio. Gli rimane soltanto un rimorchiatore oceanico, il "Warlock". Quando ne assume il comando, nel porto di Città del Capo, sa di avere di fronte a sè una sfida per la vita. E quando il destino gli farà incontrare di nuovo l'odiato rivale, quella sfida si trasformerà in duello: un lungo duello mortale, sui mari, nelle corti di giustizia, ovunque, che si potrà concludere soltanto con la distruzione di uno dei due avversari.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    All’inizio del romanzo troviamo un uomo sconfitto, un uomo che aveva tutto e che ora è caduto nella disgrazia più assoluta. Tuttavia è un uomo con grande carattere e dentro di sé può trovare la forza di risollevarsi e risalire lentamente la china. Le capacità non gli mancano e tutto ciò che di be ...continua

    All’inizio del romanzo troviamo un uomo sconfitto, un uomo che aveva tutto e che ora è caduto nella disgrazia più assoluta. Tuttavia è un uomo con grande carattere e dentro di sé può trovare la forza di risollevarsi e risalire lentamente la china. Le capacità non gli mancano e tutto ciò che di bello ha fatto nella vita gli sono di insegnamento e di esempio per riprovarci. Un monito che può servire a tutti noi nei momenti di difficoltà o disperazione. Per mettere in risalto questo tema che, a mio avviso, è il vero fulcro del romanzo, Wilbur Smith si serve di uno scenario avventuroso che non ha eguali: il mare e gli oceani di tutto il pianeta.

    Nick Berg ha perso la compagnia navale di cui era proprietario, ha perso anche la moglie e di conseguenza il figlio, ha perso tutto, gli rimane la salute e la determinazione. Duncan Alexander, il suo rivale, gli ha sottratto la compagnia e le ricchezze e si è preso pure la sua famiglia perché Chantelle, la moglie di Berg, si è invaghita di lui. A Nick sono rimasti solo due rimorchiatori e con questi prova a riconquistare il mondo. Per farlo deve dare il massimo e rischiare l’inverosimile. La prima occasione in cui si tuffa è il tentativo di portare in salvo la Golden Adventurer alla deriva tra i ghiacci dell’Antartide con seicento persone a bordo. Il proprietario della lussuosa nave è Duncan e quindi il destino mette nuovamente a raffronto i due rivali. Il formidabile salvataggio, a scapito delle estreme condizioni avverse, descritto con enfasi e passione da Smith, contribuisce al rinnovato successo di Berg che intasca il ricchissimo premio per il salvataggio proprio dalla sua ex società navale. Tra le persone salvate conosce tra l’altro anche Samantha, biologa marina, e ritrova con entusiasmo l’amore perduto ed una spalla su cui appoggiare i propri dubbi e le proprie grandissime responsabilità.
    Al largo della Florida si consuma la seconda rivincita di Nick, che si dimostrerà risolutiva.
    L’immensa petroliera di Duncan, che trasporta enormi quantità di greggio altamente inquinante, ha dei grossi problemi e rischia di infestare quei mari dell’Oceano Atlantico, generando una catastrofe senza precedenti. In effetti le perdite di greggio a cui va incontro, per i meschini risparmi di Duncan sulle strutture della nave, possono determinare un disastro ecologico con risonanza mondiale.
    L’intervento di Berg sarà provvidenziale e riuscirà ad evitare la catastrofe arricchendosi nuovamente con gli alti premi in gioco. Nella stessa circostanza riesce a domare perfino un potentissimo uragano. Si ritirerà insieme a Samantha ad insegnare all’Università di Miami. U

    n romanzo entusiasmante che ti lascia senza fiato. Senza momenti di sosta e riflessione le pagine saranno divorate dai lettori che si sentiranno trasportati dalle onde, sballottati dalle burrasche, infreddoliti dai ghiacci, riscaldati dal sole cocente o pervasi dalla serenità e pace di giornate di mare piatto e senza vento!

    ha scritto il 

  • 5

    E' stato tanto tempo fa, ma mi ha cambiato la vita

    Il racconto è un banale romanzo con tutte le normali caratteristiche di questo genere letterario. Però è stato il primo libro "grande" che lessi, molto tempo fa, e diede il via ai miei sogni da vita di mare che in parte ho realizzato.

    ha scritto il 

  • 1

    Il capitalismo vince sempre

    Con lo stile piatto e anonimo che gli è solito, Wilbur Smith racconta la storia di un imprenditore trombato che cerca di restare a galla e di tornare ai fasti perduti. In una narrazione zeppa di luoghi comuni, e nella quale la verosimiglianza va a farsi benedire quasi immediatamente, l’autore met ...continua

    Con lo stile piatto e anonimo che gli è solito, Wilbur Smith racconta la storia di un imprenditore trombato che cerca di restare a galla e di tornare ai fasti perduti. In una narrazione zeppa di luoghi comuni, e nella quale la verosimiglianza va a farsi benedire quasi immediatamente, l’autore mette in contrapposizione un imprenditore “gentiluomo”, appartenente alla vecchia scuola capitalista (Nick Berg), con un arrivista irresponsabile e senza scrupoli, rappresentante della scuola liberista (Duncan Alexander). I due si affrontano, per mare e per terra, in un mondo fatto di uomini, nelle quali le donne sono poco più che graziosi ornamenti (non a caso, nella dedica del libro, Smith cita la moglie, definita “gioiello” della sua vita), molto sensuali e molto pericolose per l’equilibrio maschile ma molto utili come sfogo sessuale al termine di giornate particolarmente faticose e impegnative. Il maschilismo più gretto fa capolino dalle pagine del libro: “Nick sentì una fitta di gelosia al pensiero che Samantha fosse con altri esseri umani, che si divertisse in loro compagnia”, pag. 173; “L’età ideale di una donna è la meta degli anni di un uomo più sette”; “Da che mondo e mondo, il tintinnio dell’oro scatena gli ormoni delle ragazze”, pag. 93; “«E allora sposami», disse lui. Perché, Nicholas?». «Così non perderò il mio portafortuna. Così dovrai obbedirmi, una buona volta (…) «Non mi va di saperti libera», pag. 182).
    Il protagonista, Nick Berg, appartiene di pieno diritto alla mitologia capitalista, ed è questa che viene portata come fulgido valore di riferimento nelle pagine del romanzo. Tant’è che il protagonista mette in gioco la sua stessa vita per riprendere la posizione che gli è stata sottratta da Duncan Alexander, che ha commesso il grosso errore di razzolare nel suo stesso pollaio: è notorio che due galli non possono convivere sulla stessa aia. Infatti, lungo tutto il romanzo, si sfideranno a vicenda per dimostrare chi fra loro ce l’ha più lungo (“aveva acconsentito, a patto che l’incontro avvenisse in un luogo di sua scelta. Tanto per ricordare a Duncan chi teneva il coltello per il manico”; “Nick lo fece aspettare esattamente otto minuti, il doppio di quanto lui aveva aspettato nella sala di riunione della Christy Marine”, pag. 183).
    Smith si pregia anche di impartire al lettore qualche nozioncina di navigazione e assume come bandiera un ecologismo tanto sbandierato quanto ipocrita, tant’è che il grande progetto di Nick Berg sarebbe quello di depauperare il già stremato sistema antartico per fare man bassa di iceberg da rivenderli ai Paesi arabi. Insomma, anche l’ecologia è qualcosa su cui speculare.
    Secondo l’intento dell’autore, probabilmente, dovremmo provare simpatia per Nick Berg solo per il fatto che il suo avversario è peggiore di lui, come se questo lo rendesse migliore. Ma i suoi valori di riferimento vengono chiariti più volte nel corso del romanzo, e non sono certo quelli di una persona cui stringeremmo la mano senza controllare il retro dei nostri pantaloni: “Nick aveva imparato da un pezzo che ogni concorrente è un nemico da odiare e sconfiggere, e dopo sconfitto da disprezzare e da odiare. Gli scrupoli vanno banditi: fiaccano la determinazione”, pag. 77; “Il successo e il potere sono gli afrodisiaci più potenti”, pag. 93; “«Il denaro non è solo da spendere», le spiegò Nick. «C’è un limite al cibo che si può mangiare o ai vestiti che si possono indossare. Il denaro è un gioco. Il gioco più emozionante del mondo»”, pag. 129; “Gli uomini come lui, dinamici e brillanti, non si sentivano di vivere in Inghilterra e assoggettarsi alle tasse”, pag. 195; “Il potere, il denaro e le donne. Ecco la posta della nostra partita”, pag. 321.
    Non solo: gli avvocati vengono dipinti, a torto o a ragione, come odiosi avvoltoi che vivono delle briciole dei potenti, disprezzati e odiati dai potenti che se ne servono per le briciole che gli sottraggono. E, pensando alla vita dell’uomo comune, Nick Berg sospira “alla felicità libera e serena, alla vita senza problemi e fardelli” (pag. 177) di chi non deve portare il “peso” della ricchezza, con un paternalismo ipocrita che grida vendetta. E, giusto per restare nei più retrivi luoghi comuni, lo strozzino cui uno dei personaggi è costretto a rivolgersi è, manco a dirlo, un ebreo. Come se non bastasse, la colpa del fallimento delle aziende sono, naturalmente, i sindacati: “una clausola (…) agganciava il prezzo convenuto all’indice del costo dell’acciaio e della mano d’opera. Avevano scongiurato lo sciopero nel cantiere cedendo alle richieste del sindacato, e adesso Nick doveva sborsare. Le cifre erano salate. La clausola era come un cancro, gli succhiava i soldi e le forze”, pag. 196).
    Tutto, poi, viene ridotto al proprio valore monetario, anche ciò che non è legato al lavoro di Nick. Per fare due esempi, quando Samantha accompagna Nick alla casetta di legno con terreno annesso che ha ereditato dal padre, il pensiero del protagonista corre subito al denaro: “Erano poche centinaia di metri, ma Nick ne intuì subito il valore (…) «Vale almeno un milione di dollari»”, pag. 199. Quando Nick accompagna Tom Parker in una spedizione scientifica, si imbattono in un banco di tonni: “«Tonni azzurri», confermò Nick. «Un banco di tonni azzurri. Valgono venti sterline l’uno»”, pag. 205.
    Insomma, è chiaro che Wilbur Smith è un conservatore e che è decisamente dalla parte dei potenti, tanto da fare di uno di loro il protagonista del romanzo. Il bello è che queste pulci, che prosperano succhiando il sangue della povera gente, si credono davvero grandi uomini, e riescono a convincerne anche il pubblico. Che poi i libri di Wilbur Smith siano dei best-sellers è, inevitabilmente, un segno dei tempi e dell’inconsapevolezza di certi lettori.

    ha scritto il 

  • 5

    Nick Berg, il "Principe d'oro", temuto e ammirato proprietario di una grande compagnia navale, è caduto nella polvere. Duncan Alexander gli ha portato via tutto: le navi, la moglie, il figlio. Gli rimane soltanto un rimorchiatore oceanico, il Warlock. Quando ne assume il comando, nel porto di Cit ...continua

    Nick Berg, il "Principe d'oro", temuto e ammirato proprietario di una grande compagnia navale, è caduto nella polvere. Duncan Alexander gli ha portato via tutto: le navi, la moglie, il figlio. Gli rimane soltanto un rimorchiatore oceanico, il Warlock. Quando ne assume il comando, nel porto di Città del Capo, sa di avere di fronte a sé una sfida per la vita. E quando il destino gli farà incontrare di nuovo l'odiato rivale, quella sfida si trasformerà in duello: un lungo duello mortale, sui mari, nelle corti di giustizia, ovunque, che si potrà concludere soltanto con la distruzione di uno dei due avversari.

    ha scritto il 

  • 4

    Come può sentirsi un uomo che ha perso tutto ciò che aveva, che amava e che ha guadagnato con i sacrifici di una vita? Nick Berg è affranto, sconfitto perché Duncan Alexander, un uomo avido e senza scrupoli, gli ha portato via la compagnia navale di cui era proprietario e, come se non bastasse, a ...continua

    Come può sentirsi un uomo che ha perso tutto ciò che aveva, che amava e che ha guadagnato con i sacrifici di una vita? Nick Berg è affranto, sconfitto perché Duncan Alexander, un uomo avido e senza scrupoli, gli ha portato via la compagnia navale di cui era proprietario e, come se non bastasse, anche la moglie Chantelle, che si è invaghita di lui.
    S’imbatterà con forza d’animo e determinazione in avventure straordinarie tra i ghiacci dell’Antartide, i deserti sudafricani, gli uragani della Florida e infine nella fredda atmosfera di una corte di giustizia inglese. Riuscirà addirittura a fermare un imminente disastro ecologico e a innamorarsi di nuovo.
    Perdetevi in questa storia audace che avanza a pieno ritmo travolgendovi come il mare in tempesta.

    ha scritto il 

  • 2

    Noia

    Non avevo mai letto niente di Wilbur Smith, e forse ho fatto male a cominciare con questo. Ma era nelle offerte quotidiane per il kindle, ne ho approfittato. Mi ha annoiato parecchio...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    6.5/10

    Sicuramente questo è un periodo no per le letture, mi accorgo di essere molto esigente con i libri che leggo, più del solito insomma. Ma questo libro mi ha delusa. Uno degli elementi negativi principali è la quantità enorme di termini tecnici utilizzati all'interno del libro. Certamente capisco c ...continua

    Sicuramente questo è un periodo no per le letture, mi accorgo di essere molto esigente con i libri che leggo, più del solito insomma. Ma questo libro mi ha delusa. Uno degli elementi negativi principali è la quantità enorme di termini tecnici utilizzati all'interno del libro. Certamente capisco che essendo un libro basato su avventure in nave debba necessariamente introdurre il funzionamento della stessa, ma in molti casi Smith è stato decisamente prolisso varcando in maniera netta il confine dell'utilità. Il peggior elemento però è la caratterizzazione dei personaggi. Di Smith ho letto altro libri e so benissimo che i personaggi stereotipati in un suo libro non mancano mai; qui però ha davvero esagerato! I personaggi sono così "finti" che non riescono nemmeno a stare simpatici, la ragazza (mia omonima oltretutto.. che vergogna!) è completamente priva di personalità, una donna totalmente nulla senza il "suo" uomo, di cui si è innamorata in quanto possente, muscoloso e leader. Lui il classico uomo che non resiste ad una coscia nuda e che si dibatte tra la ragazzina con la metà dei suoi anni e la sua ex moglie super t... Lasciamo perdere!
    L'unica nota positiva è la narrativa, a me piace moltissimo come scrive Smith e questo per me è l'elemento fondamentale di un libro. La trama è a suo modo interessante, anche se molto prevedibile e ti fa venire voglia di andare avanti con il libro nonostante le numerose frasi maschiliste e gli atteggiamenti odiosi di buoni e cattivi.
    Lo consiglio solo ad amanti dell'autore e/o a coloro che amano particolarmente le storie ambientate in nave e che quindi riescano a digerire meglio le pagine di spiegazioni di macchinari vari.

    ha scritto il