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Come la modernità dimentica

Di

Editore: Einaudi (Piccola biblioteca n.s. 511)

3.6
(7)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8806204858 | Isbn-13: 9788806204853 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Carmagnani

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Descrizione del libro
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  • 3

    Nonostante alcune buone intuizioni, il libro è nel complesso abbastanza sgangherato. Procede zigzagando fastidiosamente, probabilmente perché le forme di oblio cui fa riferimento (della storia, del nostro personale passato, ma anche della vera natura dei rapporti di produzione!) sono eterogenee. ...continua

    Nonostante alcune buone intuizioni, il libro è nel complesso abbastanza sgangherato. Procede zigzagando fastidiosamente, probabilmente perché le forme di oblio cui fa riferimento (della storia, del nostro personale passato, ma anche della vera natura dei rapporti di produzione!) sono eterogenee. La pezza messa nelle conclusioni ("Ma alla fine, cosa dimentichiamo?") non aiuta: anche lì, sono giustapposte memoria cognitiva, personale e abituale (quella che governa le routine). Peccato: il tema è centrale, ma il tentativo di affrontarlo è riuscito solo in (piccola) parte.
    Ah! Ci sono anche troppe citazioni di seconda mano...

    ha scritto il 

  • 4

    "Non c'è più bisogno di concentrare gli sforzi sul tempo lavorativo degli esseri umani ed è invece l'organizzazione del ciclo di vita dei prodotti di consumo che deve essere analizzato e controllato [...] Mentre in una fase precedente dell'industrializzazione era fondamentale far sì che si interi ...continua

    "Non c'è più bisogno di concentrare gli sforzi sul tempo lavorativo degli esseri umani ed è invece l'organizzazione del ciclo di vita dei prodotti di consumo che deve essere analizzato e controllato [...] Mentre in una fase precedente dell'industrializzazione era fondamentale far sì che si interiorizzasse una disciplina del tempo lavorativo, nella fase attuale è necessario che venga interiorizzata una pianificazione del tempo di consumo."

    ""L'amnesia culturale non è un prodotto casuale della modernità: è un suo prodotto intrinseco e necessario, o perlomeno un prodotto della sua componente rappresentata dall'espansione economica del processo di produzione capitalista. L'oblio è parte integrante del processo di produzione capitalista stesso, incorporato nell'esperienza fisica degli spazi in cui viviamo."

    "In molte delle sue manifestazioni culturali il nostro mondo è ipermnesiaco, mentre è postmnemonico nelle strutture dell'economia politica."

    ha scritto il