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Come parlare sporco e influenzare la gente

Di

Editore: Bompiani

4.1
(103)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000165053 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pier Francesco Paolini ; Contributi: Kenneth Tynan

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Humor , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un classico della Satira

    Ci sono santi e ci sono ..diavoli. Lenny è uno dei miei diavoli preferiti. Corrosivo, disperato, putroppo è morto giovane... come Bill Hicks. Lenny era uno dei meno celebri Stand-Up Comedian Americani, come spesso accade a chi è veramente "troppo avanti" per essere contemporaneo, sebbene oggi sia ...continua

    Ci sono santi e ci sono ..diavoli. Lenny è uno dei miei diavoli preferiti. Corrosivo, disperato, putroppo è morto giovane... come Bill Hicks. Lenny era uno dei meno celebri Stand-Up Comedian Americani, come spesso accade a chi è veramente "troppo avanti" per essere contemporaneo, sebbene oggi sia celebrato "in memoriam" da molti. Il suo pregio migliore era la totale mancanza di ipocrisia e l'odio viscerale per ogni sua forma. Un odio le cui ragioni ha saputo esprimere lucidamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Agent provocateur...

    http://www.youtube.com/watch?v=PNonx5b5p5g</p><p>
    A parte questo link, che cosa può aiutare a capire chi era Lenny Bruce? La cosa migliore è ovviamente leggere il libro ( geniale, eh?) e guardare il film sulla sua vita, titolo appunto "Lenny". Lenny è un comico. Uso il pr ...continua

    http://www.youtube.com/watch?v=PNonx5b5p5g</p><p>
    A parte questo link, che cosa può aiutare a capire chi era Lenny Bruce? La cosa migliore è ovviamente leggere il libro ( geniale, eh?) e guardare il film sulla sua vita, titolo appunto "Lenny". Lenny è un comico. Uso il presente, ma Lenny Bruce è morto, di overdose, troppo troppo giovane. Allora, Lenny è un comico ma solo perchè dovendo dare un'etichetta, è forse la più adatta. In realtà fa tutto tranne far ridere. Lo scopo dei suoi spettacoli è piuttosto far riflettere gli spettatori su quanto le parole da sole possano creare pregiudizi : in uno, notando una coppia di colore in sala grida "ehi, ci sono dei negri stasera, con noi!". Dopo un iniziale sconcerto, la sala si rilassa : lui è un comico, quindi non può essere insulto il suo "negri". Lenny fa seguire un formidabile discorso su razzismo, società...temi importanti, come fa sempre nei suoi "spettacoli". Ecco, è questo: saper usare le parole è importante, saper capire chi dice cosa, e come e perchè lo dice, è fondamentale. Ed il veicolo più incisivo è la provocazione, campo nel quale Lenny è un maestro. È davvero un libro che può insegnare molto, che fa riflettere molto, che insegna a non prendersi sul serio e a non prendere sul serio gli sfottò degli altri, a meno che non sia davvero importante.
    Ora come ora, con la satira imbavagliata, con persone che giustamente o meno urlano il loro dissenso ma possono farlo solo in rete, avendo come unico divertimento in tivù i cambiamenti di fondotinta del presidente del consiglio, e le improbabili attaccature dei capelli stile Diabolik impazzito, in un momento simile un libro così è importante: si deve sempre avere voglia di scuotere le menti obnubilate dalla fiction di turno, anche se per farlo si deve eccedere.

    ha scritto il 

  • 4

    Era avanti era grande era maledetto e come tanti troppi purtroppo degli immortali autodistruttivo.
    Consiglio a chi ci riesce di veder il film dedicato a lui con un grande Dustin Hoffman
    La scena quando in un night davanti a un multietnico pubblico domanda
    - C'è qualche negro nel ...continua

    Era avanti era grande era maledetto e come tanti troppi purtroppo degli immortali autodistruttivo.
    Consiglio a chi ci riesce di veder il film dedicato a lui con un grande Dustin Hoffman
    La scena quando in un night davanti a un multietnico pubblico domanda
    - C'è qualche negro nel pubblico ? -
    Creando un momento di alta tensione per poi trasformarlo in un attimo come per magia in un epico discorso antirazzista pieno di poesia e pathos umanità è per me uno dei momenti cinematografici che più tengo nel cuore e nella mente

    ha scritto il 

  • 4

    Spassosissima questa autobiografia dello "scandaloso" comico americano.
    Si ritrova il ritmo e l'ambiente di libri come "Maggie Cassidy" di Kerouac o "Il primo terzo" di Neal Cassady.
    In più (ahimé..) si scopre quanto l'America ottusa e reazionaria degli anni '50 fosse, terribilmente, si ...continua

    Spassosissima questa autobiografia dello "scandaloso" comico americano.
    Si ritrova il ritmo e l'ambiente di libri come "Maggie Cassidy" di Kerouac o "Il primo terzo" di Neal Cassady.
    In più (ahimé..) si scopre quanto l'America ottusa e reazionaria degli anni '50 fosse, terribilmente, simile al nostro tempo..

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei libri che mi ha influenzato di più. Mi ricordo che l'incipit mi aveva folgorato "I negri ce l'hanno più lungo...". Lenny Bruce scriveva queste cose alla fine degli anni '60 e diceva pane al pane e vino al vino, con uno humour dissacrante, ai limiti della censura. E aveva ragione, scuoteva ...continua

    Uno dei libri che mi ha influenzato di più. Mi ricordo che l'incipit mi aveva folgorato "I negri ce l'hanno più lungo...". Lenny Bruce scriveva queste cose alla fine degli anni '60 e diceva pane al pane e vino al vino, con uno humour dissacrante, ai limiti della censura. E aveva ragione, scuoteva la classe benpensante americana e rideva di lei, con lei.
    Una bibbia...meraviglioso. Devo rileggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Insomma, mi aspettavo chissà che da Lenny Bruce, invece l'ho trovato un pò datato.
    Belle le parti strettamente autobiografiche, pregne di autoindulgenza direi doverosa che finisce per contagiarti, un pò stantii quei capitoli dove si atteggia a quello un zacco alternativo.

    Mi sento di ...continua

    Insomma, mi aspettavo chissà che da Lenny Bruce, invece l'ho trovato un pò datato.
    Belle le parti strettamente autobiografiche, pregne di autoindulgenza direi doverosa che finisce per contagiarti, un pò stantii quei capitoli dove si atteggia a quello un zacco alternativo.

    Mi sento di condivedere il giudizio che ne dava Woody Allen, che però non mi ricordo più qual'è.

    ha scritto il