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Come scrivere un best seller in 57 giorni

Di

Editore: Laterza

3.6
(154)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 111 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8842091006 | Isbn-13: 9788842091004 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Luca Ricci

Genere: Fiction & Literature , Humor , Pets

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Descrizione del libro
Quattro scarafaggi a Parigi, un best seller da scrivere, 57 giorni per portare a termine l'impresa. Ma le loro zampe sono troppo corte per tenere una penna.
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  • 4

    dal blog Giramenti

    Un libro strano – ma ben ideato e ben scritto – che si porta in dote un paio di furbate; genialate che, a mio avviso, non hanno contribuito a dargli il lustro che merita. Vado a spiegare il concetto: la copertina non c’entra una mazza col titolo, il titolo non c’entra una mazza col libro, la cope ...continua

    Un libro strano – ma ben ideato e ben scritto – che si porta in dote un paio di furbate; genialate che, a mio avviso, non hanno contribuito a dargli il lustro che merita. Vado a spiegare il concetto: la copertina non c’entra una mazza col titolo, il titolo non c’entra una mazza col libro, la copertina – di nuovo – ha ben poco da spartire col testo. Guardate che non era facile, eh?

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2014/10/29/come-scrivere-un-best-seller-in-57-giorni-di-luca-ricci/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Pag. 54
    "@Rossana: Per me la letteratura è ciò che viene letto in un determinato periodo storico. E' un concetto flessibile."


    "@Rossana: Le forme si rinnovano. Prendi la Tour Eiffel.
    @ Cyrano: Che c'entra adesso la Tour Eiffel?
    @Rossana: Dovevano rimoverla, all'epoca era troppo moderna, ...continua

    Pag. 54 "@Rossana: Per me la letteratura è ciò che viene letto in un determinato periodo storico. E' un concetto flessibile."

    "@Rossana: Le forme si rinnovano. Prendi la Tour Eiffel. @ Cyrano: Che c'entra adesso la Tour Eiffel? @Rossana: Dovevano rimoverla, all'epoca era troppo moderna, una specie di esperimento, e invece adesso è il simbolo di Parigi, al pari di Notre-Dame. L'arte brucia le forme, capisci?"

    Pag. 56 "- Datemi la vostra definizione di best seller. - Un libro idiota che risulta intelligente. - Un libro scritto cosi male da sembrare già un film. - Un libro che è stato scritto per vendere molto che vende molto e poi lo ristampano e vende ancora di più e tutti ne parlano perchè ha venduto e dopo vende ancora un pò."

    Pag. 57 "@ Cyrano: Dammi la tua definizione di best seller. @Rossana: Un libro che riescono a leggere quelli che di solito non leggono.Io, personalmente, è una vita che leggo solo quelli!"

    ha scritto il 

  • 4

    "Era secco e allampanato. Indossava gilet coi bottoni di legno a pomello, sciarpe pasionarie di lana rossa e completi di velluto marrone, color foglia autunnale che rotola sul selciato. Non so perché non scrivesse poesia. Aveva tutti i difetti necessari per diventare un grandissimo poeta". ...continua


    "Era secco e allampanato. Indossava gilet coi bottoni di legno a pomello, sciarpe pasionarie di lana rossa e completi di velluto marrone, color foglia autunnale che rotola sul selciato. Non so perché non scrivesse poesia. Aveva tutti i difetti necessari per diventare un grandissimo poeta".

    Grandissimo poeta non è, il nostro Briac, e anche come romanziere lascia a desiderare. In realtà, nonostante tutte le pose e umori da scrittore maledetto e da esistenzialista da rive gauche, non c'è niente da fare, di libri nel cassetto non ce ne sono e il foglio resta desolatamente bianco. Ma che succede se la crisi creativa lascia solo le ragnatele in tasca, con prospettiva di sfratto imminente?

    Cosa succede ce lo racconta, a modo suo, Luca Ricci, in un libriccino spiazzante, esilarante, grottesco. Gli scarafaggi della casa - squinternata banda che ha scelto di chiamarsi Beatles (come gli "altri" scarafaggi)- sanno di non potersi permettere un nuovo inquilino, magari più attento all'ordine e alla pulizia della casa, ahi loro. Saranno loro a inventarsi il libro - anzi il potenziale best-seller - che permetterà a Bric di rimanere a casa.

    Tra Kafka e Krauss, solo per dire i primi nomi con la kappa che mi sono venuti in mente, certamente surreale e sulfureo, Come scrivere un best seller in 57 giorni è proprio un bel modo di mettere il dito nella piaga, liberandosi di tante sterili discussioni, di manie e mode, che fanno tanto intellettuale senza lasciarci niente di più di un pugno di mosche.

    Non si vive di solo pane, è vero. Ma anche la cultura non è cultura, non è lavoro, se è solo rimirarsi l'ombelico.

    ha scritto il 

  • 0

    Esilarante...

    Dissacrante, assolutamente da leggere. Surreale e irriverente, la storia di quattro scarafaggi e della scrittura quale mezzo ultimo per salvare la propria casa. Della serie... meglio l'insetto dell'uomo

    ha scritto il 

  • 4

    Kafkiano

    Divertente, originale, con echi kafkiani, citazioni e tanto amore per la letteratura. Un racconto piacevole su come nasce un best seller, quali criteri deve perseguire, quali possibili effetti ha sul lettore. Tutto visto dall'ottica di... 4 scarafaggi!!! Bravo Ricci.

    ha scritto il 

  • 3

    Topi, scarafaggi o gattini che siano, questi protagonisti a quattro zampe di apologhi letterari mi sono tutti, senza eccezione, antipatici. Qui, però, fa da contraltare una prosa vivacissima, irrorata da un'ironia vivida che, nell'esasperare i tratti costitutivi del best seller, ne mostra i limit ...continua

    Topi, scarafaggi o gattini che siano, questi protagonisti a quattro zampe di apologhi letterari mi sono tutti, senza eccezione, antipatici. Qui, però, fa da contraltare una prosa vivacissima, irrorata da un'ironia vivida che, nell'esasperare i tratti costitutivi del best seller, ne mostra i limiti e i pericoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Storiella carina e divertente. Unico inconveniente, gia' riscontrato da Cybersimo: il racconto finisce un po' cosi', in velocita', in modo un po' approssimativo e ti fa pensare che anche Luca Ricci aveva pianificato di scrivere un best seller e intortare i lettori.

    ha scritto il 

  • 2

    Ricci sì è bravo, ma non si applica

    Un racconto fantasioso, frutto di un'idea senz'altro pregevole. Ricci spara a zero sugli autori di oggi e sui meccanismi dell'editoria moderna e lo fa attraverso uno stratagemma divertente, prestando i propri pensieri a quattro scarafaggi, che saltellando su una testiera come piccoli pianisti, d ...continua

    Un racconto fantasioso, frutto di un'idea senz'altro pregevole. Ricci spara a zero sugli autori di oggi e sui meccanismi dell'editoria moderna e lo fa attraverso uno stratagemma divertente, prestando i propri pensieri a quattro scarafaggi, che saltellando su una testiera come piccoli pianisti, danno vita a un'opera scritta rigorosamente secondo le rigide regole imposte dal mercato. Insomma, la partenza è buona, se non fosse che il racconto scada poi, pagina dopo pagina, in una banale, qualinquistica ed insulsa polemica, che si conclude, a mio avviso, con una clamorosa smentita proprio grazie alla pubblicazione della stessa opera. Già, perchè l'autore per tutto il tempo non fa altro che dolersi del fatto che non esistano più gli scrittori di un tempo, che non siano più apprezzati dal vasto pubblico dei lettori (e quindi non pubblicati) gli autori cosiddetti "impegnati", quelli che scrivono libri per leggere i quali non basta la terza media insomma... e finisca lui stesso per scrivere un racconto che non ha granchè consistenza e sembra proprio scritto in base a quelle regole tanto ripugnate. Viene, dunque, da chiedersi se l'autore, con questa sua impresa, abbia volutamente creato un prodotto scadente per confermare la sua teoria... Sembra in qualche modo che abbia voluto dire: ecco, vi offro un prodotto di bassa qualità, ma solo perchè è quello che vi meritate, è quello cui siete abituati, è quanto mi è reso possibile pubblicare dall'editoria moderna, non certo perchè io non avrei saputo fare di meglio! Ed infatti, a riprova, confeziona il suo racconto in un modo tremendamente fastidioso, dando gran sfoggio del proprio bagaglio culturale che, ahilui, non è più di moda possedere... Ora, benedetto scrittore, io dico: hai fatto tanta fatica per produrre queste divertenti paginette e per convincerci che eri perfettamente in grado di fare di meglio. E allora, hai fatto trenta, perchè non fare trentuno? Perchè non impegnarti a scrivere direttamente qualcosa di meglio?

    ha scritto il 

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