Come se avessi le ali

Le memorie perdute

Di

Editore: Minimum Fax

3.5
(128)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 130 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8875212260 | Isbn-13: 9788875212261 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marco Di Gennaro

Disponibile anche come: Paperback , Altri

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    Raccolta di memorie di Chet Baker.
    Ma chi racconta e chi emerge da questo libro non è Chet il musicista e forse neppure l'uomo, ma il tossico, che consuma la sua vita tra auto, donne, droga e lunghi ...continua

    Raccolta di memorie di Chet Baker.
    Ma chi racconta e chi emerge da questo libro non è Chet il musicista e forse neppure l'uomo, ma il tossico, che consuma la sua vita tra auto, donne, droga e lunghi periodi trascorsi passando dalla prigione a cliniche private per disintossicarsi.
    Chet che gira il mondo per procurarsi "la roba".
    Chet che si buca nei bagni pubblici.
    Chet che viene arrestato a Lucca e che subisce un processo in un'Italia che non conosceva né il jazz e né le trombe e non sapeva che l'"ospite indesiderato" era il più grande trombettista jazz bianco al mondo.
    E quell'Italia, lo condannò.
    In carcere ci restò per oltre un anno. Negli ultimi mesi riuscì ad avere il permesso di suonare in cella per 5 minuti due volte al giorno. Si dice che il suono della sua tromba si diffondeva in città come il pianto struggente di un uccello in gabbia.
    Chet aveva un viso d'angelo. Chet era bello. Bello come un attore. Bello come James Dean, a cui assomigliava non solo nei tratti del viso ma nella natura carismatica e distruttiva della sua esistenza.
    Chet e la sua vita cupa, complicata, sregolata.
    Una vita in netto contrasto con la sua musica che invece era intrisa di poesia, di pathos . Una musica che come scrive Paolo Fresu, era "straordinariamente limpida, logica e trasparente. Forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del jazz".
    Io se penso al jazz, penso a Chet.
    Non riesco a immaginare il jazz senza Chet. E non riesco a immaginare Chet senza la sua tromba. Ci soffiava dentro il suo cuore, la sua fantasia, la sua tecnica.
    Ci soffiava dentro la sua anima triste, disperata.
    Ci soffiava attraverso il buco dell'incisivo sinistro che gli mancava dall'età di 13 anni, quando in una rissa un ragazzo glielo ruppe a sassate.
    E poiché i genitori erano poveri e non avevano i soldi per farglielo mettere, lui imparò a suonare senza il dente. Imparò a soffiare nel buco che aveva al posto del dente. E il suono che ne usciva era meraviglioso. Intimo, struggente, profondo. Era il suono dell'anima. La sua anima debole e fragile.
    E quando lo ascolto, non faccio che pensare alla frase che ripeteva sempre sua nonna quando lo sentiva suonare: " mi buca il cuore, mi buca il cuore".

    ha scritto il 

  • 4

    ALMOST BLUE

    Ho letto le Sue Memorie con sottofondo il brano che trovavo scritto in ogni pagina. Sono stata attraversata da continui brividi ascoltando le eteree e dolci note che suonavano le dita di una personali ...continua

    Ho letto le Sue Memorie con sottofondo il brano che trovavo scritto in ogni pagina. Sono stata attraversata da continui brividi ascoltando le eteree e dolci note che suonavano le dita di una personalità tanto dura quanto fragile, con una vita di picchi tra l'inferno e il successo.
    Comprendo, oggi, l'infinita malinconia e tristezza che esprimono i suoi unici pezzi.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è uno stridente squilibrio tra la vita e la musica di Chet Baker. La prima, quella che si legge in queste pagine, è distorta dalle droghe, frenetica, allo sbando più totale. A un certo punto sembra ...continua

    C'è uno stridente squilibrio tra la vita e la musica di Chet Baker. La prima, quella che si legge in queste pagine, è distorta dalle droghe, frenetica, allo sbando più totale. A un certo punto sembra di stare in una storia di Edward Bunker. La musica di Chet invece "era straordinariamente limpida, logica e trasparente.Forse una delle più razionali e architettonicamente perfette della storia del Jazz."

    ha scritto il 

  • 0

    credo che queste paginette striminzite non aggiungano nulla a quel che si sapeva di lui: pubblicarle mi sembra un po' da sciacalli. Per capirne il genio e la fragilità bisogna ascoltarne la musica. ...continua

    credo che queste paginette striminzite non aggiungano nulla a quel che si sapeva di lui: pubblicarle mi sembra un po' da sciacalli. Per capirne il genio e la fragilità bisogna ascoltarne la musica.

    ha scritto il 

  • 3

    Fragilità...

    Possibile che la vita di Chet sia stata solo questo? Bagni pubblici in cui bucarsi, lunghi periodi trascorsi passando dalla prigione a cliniche private in cui riabilitarsi, tentativi di fuga falliti? ...continua

    Possibile che la vita di Chet sia stata solo questo? Bagni pubblici in cui bucarsi, lunghi periodi trascorsi passando dalla prigione a cliniche private in cui riabilitarsi, tentativi di fuga falliti? Sì, se si è scelto di mettere in luce un aspetto della sua personalità: così fragile. Dal mio punto di vista, si parla poco delle sue canzoni: ciò che cerca, ad esempio, di trasmettere al pubblico attraverso i suoi testi. Ma, forse, voleva questo. E allora, noi lo accettiamo di buon grado: perché resta uno dei pochi esempi di genio e sregolatezza, irripetibili.

    ha scritto il 

  • 2

    Carissima Carol Baker, non ci prendiamo per il culo.
    Io voglio le vere memorie di Chesney, non questa inutile lista della spesa su quanti buchi si faceva dentro i bagni degli autogrill e quante volte ...continua

    Carissima Carol Baker, non ci prendiamo per il culo.
    Io voglio le vere memorie di Chesney, non questa inutile lista della spesa su quanti buchi si faceva dentro i bagni degli autogrill e quante volte finiva in carcere. Come si può credere che un genio del suo calibro abbia buttato giù una sessantina di pagine come sintesi della propria vita?

    L'unica cosa interessante di questo libro sono i racconti finali di Fresu e Rava, dove finalmente si scorge un po' di cuore, un po' di essere umano.

    ha scritto il 

  • 3

    Presagio di morte

    Il titolo del libro sembra quasi un oscuro presagio di quella che sarà poi la fine di Chet Baker; l'autobiografia documenta soltanto i primi anni di carriera dell'artista e quindi vi consiglierei la b ...continua

    Il titolo del libro sembra quasi un oscuro presagio di quella che sarà poi la fine di Chet Baker; l'autobiografia documenta soltanto i primi anni di carriera dell'artista e quindi vi consiglierei la biografia, ben piu' corposa e ricca di anneddoti, scritta da James Gavin...

    ha scritto il 

  • 4

    Prima ascoltare, poi leggere!!!

    Pensieri e note della tromba maledetta del jazz.
    Prima di leggerlo però BISOGNA ASSOLUTAMENTE ascoltare la sua musica. La vera autobiografia di mr.Baker sono le sue note.

    ha scritto il 

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