Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Come si diventa nazisti

Storia di una piccola città 1930-1935

Di

Editore: Einaudi (Tascabili. Saggi, 194)

4.0
(166)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 297 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 880613468X | Isbn-13: 9788806134686 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luciana Pecchioli ; Prefazione: Luciano Gallino

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , History , Non-fiction

Ti piace Come si diventa nazisti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Questa è la storia di una piccola città della Germania durante gli anni della Repubblica di Weimar e i primi anni del terzo Reich; ed è al contempo un tentativo di comprendere come una democrazia civile sia potuta precipitare e affondare in una dittatura. Thlburg (in realtà Nordheim) - un tranquillo centro dell'antico regno dello Hannover, diecimila abitanti, molto commercio e poche industrie, che negli anni che vanno dal 1930 al 1935, come tutta la Germania cambia volto: sulla base di una vasta documentazione e di una paziente indagine personale, lo studioso americano Allen racconta con la vivacità e la passione di un cronista le tappe di quella tragica trasformazione, dando un volto e un'identità precisa a fatti e persone che hanno legato il loro destino alle sorti dell'intero popolo tedesco.La "normalità" che li caratterizza diventa qui il paradigma preciso per capire, come scrive Luciano Gallino nella nuova introduzione, che "la distruzione di una comunità politica, la fine della democrazia è sempre possibile... e che oggi come allora gli avversari della democrazia stanno anche dentro di noi, nel perenne conflitto, ch'è un tempo sociale e psichico, tra bisogno e desiderio di libertà...".
Ordina per
  • 3

    L'ennesimo esimo libro che vuole spiegarci come sia nato e cresciuto il nazismo. Ma nessuno si vuole capacitare che, nazismo, fascismo e comunismo sono figli del loro tempo.
    Poi noi dobbiamo stare fitti, che basta il primo contaballe abbia successo (vedasi Berlusconi e renzi ) che subito ...continua

    L'ennesimo esimo libro che vuole spiegarci come sia nato e cresciuto il nazismo. Ma nessuno si vuole capacitare che, nazismo, fascismo e comunismo sono figli del loro tempo.
    Poi noi dobbiamo stare fitti, che basta il primo contaballe abbia successo (vedasi Berlusconi e renzi ) che subito tutti vogliono entrare nella corte dei miracoli, con cambi di casacca al volo.
    Almeno quei regimi, hanno dato inizialmente una parvenza di benessere e potenza, questi....

    ha scritto il 

  • 0

    "In generale, i thalburghesi sapevano soltanto che le cose attualmente andavano molto male e che i nazisti eranoun gruppo giovane ed energico che prometeva di metter tutto a posto"

    ha scritto il 

  • 2

    Un diario alquanto ripetitivo di una cittadina tedesca tra gli anni 1930-1935, gli anni cruciali dell'affermazione e presa del potere da parte del NSDAP. Un lavoro metodico per documentare come una banda di criminali ha potuto prendere il potere su un popolo culturalmente elevato. Ovviamente la c ...continua

    Un diario alquanto ripetitivo di una cittadina tedesca tra gli anni 1930-1935, gli anni cruciali dell'affermazione e presa del potere da parte del NSDAP. Un lavoro metodico per documentare come una banda di criminali ha potuto prendere il potere su un popolo culturalmente elevato. Ovviamente la crisi economica non fu il solo motore di tale processo, molti sono gli elementi che portarono al disastro. Questi ultimi sono stati e sono tutt'ora oggetto di discussione e di studio.Il libro li espone e li elenca freddamente, con analisi piuttosto brevi e scarne. Probabilmente è questo il grande peccato originale del testo: l'assenza di qualsiasi pathos (probabilmente una scelta mirata dell'autore).
    Un libro noioso, tuttavia può essere utile per analizzare con maggiore senso critico la nostra difficile attualità e comprendere come l'humus dell'autoritarismo sia ben più diffuso di quanto possa sembrare.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' indigesto

    Mi aspettavo sinceramente più spunti di riflessioni da questo saggio.
    Le interessanti premesse sono state smorzate da uno stile di scrittura appesantito dagli anni e dalle eccessive statistiche e riferimenti specifici alla vita di Thalburg che ad un lettore occasionale,ma anche ad un appass ...continua

    Mi aspettavo sinceramente più spunti di riflessioni da questo saggio.
    Le interessanti premesse sono state smorzate da uno stile di scrittura appesantito dagli anni e dalle eccessive statistiche e riferimenti specifici alla vita di Thalburg che ad un lettore occasionale,ma anche ad un appassionato,possono risultare poco interessanti e troppo di nicchia,pur essendo consapevoli che è uno studio molto specifico.
    I concetti piu interessanti vengono poi via via ripetuti più volte. Rimane comunque un saggio che offre dei punti di vista interessanti,ma poco scorrevole e in certi punti noioso.

    ha scritto il 

  • 5

    alcune citazioni: "Attiravano le masse angosciate in mastodonitici convegni, nei quali ciascuno poteva lasciarsi andare alla sensazione di partecipare ad un movimento dinamico e comprensivo, incanalato verso un'azione radicale che avrebbe risposto ad ogni esigenza"


    "... il 1. marzo 1933 tr ...continua

    alcune citazioni: "Attiravano le masse angosciate in mastodonitici convegni, nei quali ciascuno poteva lasciarsi andare alla sensazione di partecipare ad un movimento dinamico e comprensivo, incanalato verso un'azione radicale che avrebbe risposto ad ogni esigenza"

    "... il 1. marzo 1933 trenta SS e SA furono aggregate alla polizia, la loro uniforme era la regolamentare camicia bruna nazista, con un bracciale bianco su cui era scritto "Hilfpolizei"... Ora i nazisti, non solo controllavano la polizia, erano la polizia"...

    ha scritto il 

  • 4

    una ricerca incredibile, un esempio di come si fa storia dal basso. pare impossibile che l'autore sia riuscito a ricostruire in maniera così precisa e puntale la stria di questa cittadina germanica nel suo passaggio al nazismo. vediamo l'evolversi della situazione quasi giorno per giorno, e non ...continua

    una ricerca incredibile, un esempio di come si fa storia dal basso. pare impossibile che l'autore sia riuscito a ricostruire in maniera così precisa e puntale la stria di questa cittadina germanica nel suo passaggio al nazismo. vediamo l'evolversi della situazione quasi giorno per giorno, e non nascondo che la lettura è spesso faticosa e a tratti decisamente noiosa. ma lo storico fa il suo mestiere, con uno stile non discorsivo, certo, ma che alla fine riesce comunque a fare arrivare alla fine anche un lettore non professionista. un plauso particolare anche alla introduzione di Gallino, lucida e centrata. l'evoluzione del male nazista a partire dal caos, il suo evolversi nel vuoto dell'ambiguità di una borghesia attenta alle piccole cose, la sottovalutazione dei socialisti che, pure, fino ad un attimo prima erano forza di quasi maggioranza. insomma, un libro importante, un monito, anche, per il futuro.

    ha scritto il 

  • 4

    Documento impressionante su come si possa scivolare in modo assolutamente inconsapevole dalla democrazia alla dittatura (e di che tipo poi!) probabilmente per la convinzione, evidentemente illusoria, di poter proteggere il proprio sia pur infimo orticello. Da meditarci su.

    ha scritto il 

  • 3

    Da pagina 234/235 a proposito del nazismo:
    In generale il ceto medio era entusiasta delle parate e delle cerimonie e contentissimo dell'attività economica. Sembrava opinione comune che si fosse giunti alla fine delle discordie interne, e che si stesse per avere una guida efficiente. Come ...continua

    Da pagina 234/235 a proposito del nazismo:
    In generale il ceto medio era entusiasta delle parate e delle cerimonie e contentissimo dell'attività economica. Sembrava opinione comune che si fosse giunti alla fine delle discordie interne, e che si stesse per avere una guida efficiente. Come disse un capoartigiano:"Non sono d'accordo con tutto quello che è stato fatto, ma sono lieto di vedere che tentano di fare. La cosa principale è che la gente ha di nuovo lavoro, e che in qualche modo impara a ritrovare uno scopo e un contenuto nella vita".
    ***
    In un'era nazionalistica l'idea dell'onore e del rinnovamento nazionale era addirittura affascinante. La direzione vigorosa, decisa, ed apparentemente immacolata, dell'amministrazione comunale faceva presa su quanti erano dotati di una mentalità civica. C'era infine il fascino della comunità del Volk, che a parte i suoi mistici richiami, significa in realtà la fine della divisione delle classi. Il ceto medio era specialmente attirato dall'idea che le classi avrebbero cessato di esistere e che ci sarebbero stati solo tedeschi. Il che può sembrare incredibile considerando tenendo presente la ripugnanza dei borghesi per il marxismo, ma era il punto di partenza e il motivo per porre fine a una guerra di classe che era più importante dello stesso concetto. Gli sforzi dei socialisti per l'eguaglianza sociale erano esempi di livellamento dal basso: l'appello rivolto dai nazisti era patriottico e caritatevole. Mentre la SDP minacciava, la NSDAP evocava il noblesse oblige e si preoccupava più dell'apparenza che della sostanza. Si poteva creare una comunità Volk (popolare), senza sacrificare il proprio status di classe.

    L'autore prende ad esempio una cittadina tedesca per spiegare cronologicamente come da una democrazia si sia potuti passare (con elezioni democratiche) ad una dittatura. La disoccupazione era molto forte e i nazisti agirono su questo per conquistare la fiducia, comunque credo che quanto riportato nelle righe sopra riassuma bene i motivi di questa scelta. C'è da aggiungere inoltre che il regime alternava le parate alla paura per tenere sotto controllo il potere conquistato.
    Per quanto riguarda la questione ebraica a livello della popolazione era poco sentita né si credeva potesse essere così grave e giungere a tanto.
    Sicuramente un saggio da leggere (anche se non di facile lettura per lo stile alquanto monotono) per comprendere i campanelli d'allarme che potrebbero portare su una certa strada.

    ha scritto il 

Ordina per