Come sono diventato stupido

Di

Editore: Garzanti Libri

3.4
(387)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 122 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8811665043 | Isbn-13: 9788811665045 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Rossi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Antoine ha venticinque anni, è un giovane studente particolarmente dotato e hacapito che il suo spirito inquieto e la sua curiosità intellettuale locondannano al male di vivere. Dopo una serie di tentativi fallimentari diconquistare la felicità, decide di guarire dalla sua malattia: l'intelligenza.Con applicazione e metodo, cercherà di rendersi la vita un po' più dolce.Diventerà stupido.
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    "Non si accorse neppure che la sua piccola e preziosa timidezza era volata via dal suo cuore come una farfalla.
    Antoine non era più singolare, si riconosceva negli altri come dentro specchi viventi: e ...continua

    "Non si accorse neppure che la sua piccola e preziosa timidezza era volata via dal suo cuore come una farfalla.
    Antoine non era più singolare, si riconosceva negli altri come dentro specchi viventi: e questo gli risparmiava molta fatica."

    ha scritto il 

  • 4

    Ironia della Ragione

    Martin Page ha scritto un romanzo che regala poesia. La ricerca del protagonista della "normalità" e i tentativi di abbandono della sua intelligenza regalano spaccati di ironia, melanconia e ferocia.
    ...continua

    Martin Page ha scritto un romanzo che regala poesia. La ricerca del protagonista della "normalità" e i tentativi di abbandono della sua intelligenza regalano spaccati di ironia, melanconia e ferocia.
    "Ho la maledizione della ragione; sono povero, celibe, depresso."
    Un piacere leggerlo e farsi ferire da alcune osservazioni e ragionamenti.
    Lo scritto di Page scivola via, piacevole come l'acqua sulla pelle in una giornata afosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Il giusto mezzo tra gli estremi.

    Come ha già detto qualcuno: fantastica idea di partenza. L'evolversi della storia non è il massimo, per non parlare del finale.
    4 stelline per l'idea, per alcuni tratti tristemente veri in cui mi ci r ...continua

    Come ha già detto qualcuno: fantastica idea di partenza. L'evolversi della storia non è il massimo, per non parlare del finale.
    4 stelline per l'idea, per alcuni tratti tristemente veri in cui mi ci rispecchio ma secondo il mio parere, il libro poteva essere sviluppato meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi sembra che Page sia un po' monomaniaco. I temi sono molto simili a quelli sviluppati, diversamente, in Una perfetta giornata perfetta. Anche alcune trovate sono riprese nell'altro libro (forse, vis ...continua

    Mi sembra che Page sia un po' monomaniaco. I temi sono molto simili a quelli sviluppati, diversamente, in Una perfetta giornata perfetta. Anche alcune trovate sono riprese nell'altro libro (forse, visto che questo è stato un discreto successo, era convinto di aver trovato la formula da poter usare anche nel successivo). C'è il lieto fine che...boh...

    ha scritto il 

  • 3

    Il romanzo di Page è scritto con intelligenza e vivacità. Nelle sue pagine si scovano frequenti trovate divertenti che hanno uno humor che è a metà strada tra quello di Woody Allen e quello di Daniel ...continua

    Il romanzo di Page è scritto con intelligenza e vivacità. Nelle sue pagine si scovano frequenti trovate divertenti che hanno uno humor che è a metà strada tra quello di Woody Allen e quello di Daniel Pennac. E' un libro che si muove attorno ad un'idea folle e che si trascina quindi attraverso una serie di vicende altrettanto folli ed incredibili. Scelte assurde con evoluzioni e conclusioni inattese, colpi di fortuna, folgorazioni e colpi di scena che costruiscono un racconto spassoso.

    ha scritto il 

  • 1

    la boria francese?

    sarà colpa mia che con i libri francesi dove c'è un personaggio sfigato che dovrebbe essere un sacco intelligente, poi,io, questo personaggio lo vorrei vedere morto? se l'odiosa portinaia dell'eleganz ...continua

    sarà colpa mia che con i libri francesi dove c'è un personaggio sfigato che dovrebbe essere un sacco intelligente, poi,io, questo personaggio lo vorrei vedere morto? se l'odiosa portinaia dell'eleganza del riccio mi aveva irritato, questo giovane, fastidioso e, con tutta franchezza, idiota ragazzo, convinto di essere intelligente, voglioso di diventar stupido per vivere meglio, mi porta dritto a sperare la sua morte. Intensamente. L'idea che l'arroganza, alla fine la smetta di traboccare da questo, per fortuna piccolo, libro evitando di permettere all'autore di fingersi pieno di umorismo, quando la qualità che lo appartiene è la boria, resta, ahimè, disillusa..

    http://almenoduerigheprimadidormire.wordpress.com/

    ha scritto il 

  • 2

    Gatti e Computers

    Di questo libro non ricordo nulla. A dire il vero non ricordo neppure se ho finito di leggerlo. L'ho avvicinato perchè il concetto alla base pareva interessante (e tra parentesi non è un pò la stessa ...continua

    Di questo libro non ricordo nulla. A dire il vero non ricordo neppure se ho finito di leggerlo. L'ho avvicinato perchè il concetto alla base pareva interessante (e tra parentesi non è un pò la stessa cosa che ha fatto Lars VonTrier nel suo "Idioti"?), ma evidentemente la realizzazione mi ha deluso abbastanza in fretta. Questo non significa che a voi non piacerà, ma io la chiudo qui.
    .
    In onore al libro, passo invece ad una storia del ciclo "Gatti e Computers".
    .

    La connessione diabolica che si è instaurata tra il mio computer tutto-fare e il gatto rosso della vicina è una cosa che nessuno poteva prevedere, e che nessuno riesce a spiegare. Tutta colpa di un piovoso pomeriggio di domenica, presto trasformatosi in un tempestoso pomeriggio di domenica, con tuoni e fulmini - soprattutto fulmini - a venire giù uno dietro l'altro, senza interruzioni, per almeno un’ora. Luci saltate, black-out ovunque, comunicazioni azzerate, vento che spazzava le strade, che torceva gli alberi del viale piegandoli fin quasi a spezzarli, rumore di spazzatura che veniva trascinata in lungo e in largo. Almeno un paio di auto devastate dai detriti volanti; e un ferito, credo. E in mezzo a tuoni, fulmini, nuvoloni neri incombenti come la furia di Dio, una singola, semplice saetta che è andata a centrare il mio impianto elettrico.
    Le cose sono andate così: un rumore di schianto vicino, troppo vicino, tremendamente vicino. Una striscia orizzontale di corrente elettrica che si diramava dai cavi dell'alta tensione fino alle pareti esterne della mai casa, un suono nei muri come se rotelle corressero a velocità sfrenata, lampi e balenare di lampadine - che sono poi tutte scoppiate - e infine, appena prima che la corrente piovuta dal cielo succhiasse anche l'ultimo grammo di elettricità utile, un singolo, laterale ramo a saettare lungo il giardino ed a infilarsi in un cespuglio.
    Nel cespuglio aveva cercato riparo Tigro, il gatto rosso della vicina. Negli ultimi bagliori luminosi lo vidi balzare in aria, pelo eretto, coda grande il triplo, artigli snudati, bocca spalancata e lingua fuori; saltare in aria per almeno un metro e mezzo, in assoluta verticale, come un elicottero che decolla, per poi ricadere giù, prendere la rincorsa come i personaggi dei cartoni animati, dapprima riuscendo solo a slittare sul terreno fradicio, e poi schizzare via.
    La tempesta sarebbe finita di lì a dieci minuti. Così senza preavviso come era iniziata.
    A me toccò ricostruire, riparare, sostituire. Per prima cosa addetti della società elettrica a controllare i cavi fritti. Poi il giro delle lampadine e degli elettrodomestici. Infine, con mio grande terrore, il computer. Era il momento della verità: avevo perso la totalità dei miei appunti per il nuovo libro? appunti che non mi era mai venuta la voglia di salvare su supporto esterno?
    Visto che era mia abitudine non staccare il computer spento dalla presa di corrente, avevo magicamente fuso sei mesi buoni di lavoro?
    Con terribile pena mi sedetti alla scrivania, sospirai, pregai Qualcuno, posai il dito sul tasto di accensione, accesi.
    Immediatamente sentii raspare. Alla porta.
    Il computer non dava segni di vita.
    Premetti di nuovo il pulsante. Nessun segno. Ma nello stesso istante si fermò il raspare. "Che cosa buffa, " pensai. "Riproviamo".
    Pulsante. Raspare. Inconfondibile raspare felino contro la porta, condito da strani suoni tipo miagolio, o fusa, non ben definiti, un pò inquietanti. Premetti di nuovo. Stop. Silenzio.
    Premetti un'altra volta. Rasp rasp rasp.
    A quel punto mi alzai, più divertito che altro, e andai ad aprire la porta. Fuori, in piedi proprio davanti a me, Tigro, il gatto elettrizzato, che conservava ancora un odore di bruciato e qualche problema al pelo.
    Mi guardò, aprì la bocca, e miagolò le note d'accensione di Windows Vista.
    Tutto il resto si può riassumere in una sola parola: esperimenti.
    Premendo il tasto di accensione del computer, il gatto si anima. Ripremendolo, Tigro si accascia a terra come morto, e si addormenta. Premendo il tasto reset si blocca di colpo a metà di un'azione, ci pensa un pò su, e ugualmente ricrolla al suolo, ma rialzandosi subito dopo.
    Premendo il tasto che fa uscire il piatto su cui inserire i cd-rom, Tigro tira fuori la lingua. Ripremendolo, la ritira.
    Premendo "win" corre per la stanza. Premendo "Invio", rotola. Premendo la barra spaziatrice saltella (un salto ogni premuta).
    Premendo il tasto per le maiuscole si alza sulle zampe posteriori. Premendo "ctrl-alt-canc" si blocca; premendo "esc" si siede; premendo i tasti "funzione"...ve lo faccio vedere:
    F1: gioca.
    F2: miagola.
    F3: mangia.
    F4: soffia.
    F5: fa i bisognini.
    F6: chiude gli occhi
    F7: si lava.
    F8: scodinzola.
    F9: alza la zampa sinistra.
    F10: morde.
    F11: lecca.
    F12: fa le fusa.
    E via dicendo.
    Con l'andare dei giorni, sto costruendo una mappa dei movimenti del gatto con i loro relativi significati. Prima li provo singolarmente, poi in combinazione, poi inserendo i caratteri speciali etc etc. Provo a digitare parole, ad usare chiavi specifiche... Capirete però che le mie possibilità sono limitate, soprattutto se considerate il fatto che il gatto non ha uno schermo, non fa vedere le azioni, ma semplicemente le compie, con associazioni che pure loro sfuggono ad ogni logica.
    Ciononostante, con la collaborazione della padrona - che è anziana, zitella, e per di più molto contenta che il suo gatto faccia tutte quelle cose divertenti - proseguo indefesso con la catalogazione. Un passettino alla volta lo schema si fa più chiaro, si completa, diviene più semplice tradurre le azioni dell'animale e guidarle in una via predefinita.
    Chiaramente, il mio obiettivo è riuscire ad aprire "Word", ed a recuperare il mio libro. Spero che il gatto sia in grado di leggere e mimare le parole - anche se per ora non ho la minima idea di come farglielo fare - e soprattutto che non muoia nel tentativo. Io e la padrona facciamo di tutto per curarlo, per sfamarlo, per farlo giocare, affinchè non si senta prigioniero, o si annoi, o caso peggiore passi a miglior vita. Come farei a quel punto? E anche la signora è giunta a temere questa eventualità: segretamente le ho fatto capire che se Tigro morisse io potrei fare causa per danni, e le spese da pagarmi sarebbero onerosissime; troppo onerose per una pensionata come lei! Per cui: sotto con agnello e tacchino! E la domenica salmone.
    Da qualche giorno mi sto chiedendo se sia possibile attaccare il gatto alla stampante...
    Ma dove inserire la spina?

    http://storielacrimevoli.blogspot.it/

    ha scritto il 

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