Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Come una bestia feroce

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero noir, 1310)

4.1
(1918)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 358 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8806172670 | Isbn-13: 9788806172671 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefano Bortolussi ; Prefazione: James Ellroy , Niccolò Ammaniti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Come una bestia feroce?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ha scritto Ellroy, l'autore di "American Tabloid": «Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles? "Come una bestia feroce", il più bel libro mai scritto sul tema della rapina a mano armata». Il mondo osservato con gli occhi di Max Dembo, che esce da una prigione dopo anni i orrori e tenta di inserirsi nella vita "normale" di Los Angeles, non ha infatti alcun romanticismo: è uno spietato campo di caccia dove puoi essere solo preda o cacciatore. Eppure, se la città buona non mi vuole, si dice Max Dembo, nervi saldi. L'imperativo è redimersi. Anche se i soldi facili sono a portata di mano. Anche se il tuo orgoglio non ce la fa a sopportare altre umiliazioni. E la suspense cresce, finchè un'altra verità si rivela a Dembo: per uno come lui è la città "buona" he è sbagliata, il crimine è l'unica paradossale sicurezza.
Vero maestro di uno stile asciutto, portatore di uno sguardo lucido che svela il meccanismo sociale senza compiacimento alcuno, ma con autentica maestria narrativa, Bunker con questo romanzo conferma la sua grandezza di scrittore.
Ordina per
  • 2

    Nato per delinquere

    Uscito di prigione dopo 8 anni, Max vuole rientrare a far parte della Società restando lontano dal crimine. Il fatto è che non ne è abbastanza convinto, che il richiamo delle rapine, della violenza, d ...continua

    Uscito di prigione dopo 8 anni, Max vuole rientrare a far parte della Società restando lontano dal crimine. Il fatto è che non ne è abbastanza convinto, che il richiamo delle rapine, della violenza, della droga, delle situazioni al limite è più forte delle buone intenzioni, e così decide di continuare ad essere ciò che in fondo è sempre stato: un delinquente. Il tutto, al di là dello sguardo rivolto alla vita delinquenziale, raccontato con andatura fittamente soporifera.

    Potete vedere questa storia attraverso gli occhi di Dustin Hoffman nel film "Vigilato speciale".

    ha scritto il 

  • 5

    Fedele al crimine.

    Sono stato per le ultime 60 pagine di questo libro a sperare che non finisse come è finito “Cane mangia cane”, non vi dirò come perché non voglio rovinare il gusto di leggere questi due super romanzi ...continua

    Sono stato per le ultime 60 pagine di questo libro a sperare che non finisse come è finito “Cane mangia cane”, non vi dirò come perché non voglio rovinare il gusto di leggere questi due super romanzi a chi ancora non li ha letti, ma speravo proprio in un finale diverso, perché si sa, spesso i grandi scrittori non diventano grandissimo per colpa di un finale sbagliato. Ecco, Eddie Bunker è un grandissimo. Non solo non lo ha fatto finire allo stesso modo (sebbene così poteva sembrare) ma gli ha dato un finale imprevisto e per certi sensi…romantico (per quanto possa esserlo un rapinatore in fuga col bottino...).

    Max Dembo è un criminale, un criminale non occasionale, no no Max Dembo è proprio nato criminale, è delinquente nel dna e nella sua vita ne ha commesse di tutti i colori fin dalla giovane età. Finita di scontare la sua condanna finalmente esce e decide di rifarsi una vita in maniera pulita, non vuole più avere a che fare con la criminalità. Ma ecco che qui entra in gioco la società, o meglio ancora, l’indifferenza della gente che non è per nulla disposta a dare una chanche ad un ex detenuto e che anzi fa di tutto per emarginarlo nuovamente, non importa se tu hai chiuso i ponti con la malavita e hai intenzione di trovarti un lavoro dignitoso per vivere come tutti, non importa nemmeno se il lavoro effettivamente c’è e tu saresti un ottimo lavoratore che si accontenterebbe anche di un salario minimo, sei comunque un ex galeotto e per te non c’è spazio in una società di benpensanti. E così Max , come il figliol prodigo, torna tra le braccia dell’unica che lo vuole, mamma Criminalità.
    Raccatta un paio di soci e cerca di mettere insieme tutto l’occorrente per fare un ultimo colpo che finalmente possa consentirgli di vivere in serenità per il resto dei suoi giorni, e se dovesse andare male carcere o cimitero non sarebbero certo un problema per chi non ha nulla da perdere. Decidono così di rapinare un caveau di diamanti da una banca di Beverly Hills , ma la rapina però non va liscia come previsto ed inizia così una pazza fuga del protagonista per tutta l’America e oltre.

    Il libro di 358 pagine e diviso in 3 capitoli, il primo che potremmo definirlo come il ritorno in società, società che appunto rifiuta il nostro protagonista in quanto pregiudicato e nonostante abbia già scontato le sue colpe la società non è comunque disposta a reintegrarlo. Poi c’è un secondo capitolo nel quale Max torna alla criminalità rendendosi conto che alla fine “se nasci criminale, puoi solo morire tale”. Ed infine l’ultimo capitolo che tratta della fuga spericolata. Non sprecherò troppe parole su Bunker perché secondo me è semplicemente uno degli migliori scrittori noir di sempre, o forse il migliore. D’altra parte nessuno può raccontare la criminalità e la vita in carcere come uno che in carcere, a San Quentin, ci ha passato 18 anni della sua vita. Ma non è solo la vita criminale che rende questi romanzi unici ma anche le riflessioni profonde e spiazzanti sulla vita di chi non ha nulla da perdere che, messe lì tra una sparatori e una fuga, ti fanno riflettere su quanto possa essere dura la società, soprattutto contro i più deboli. Semplicemente un fenomeno, ma non lo dico io, lo dice Ellroy, Ammaniti, Tarantino, Trejo e molti molti altri….

    ha scritto il 

  • 0

    Un classico del noir, che conduce il lettore in un universo di criminali, disperati, famiglie disfunzionali e senza futuro. In certi tratti ricorda un po' il "casino totale" di izzo, in particolare pe ...continua

    Un classico del noir, che conduce il lettore in un universo di criminali, disperati, famiglie disfunzionali e senza futuro. In certi tratti ricorda un po' il "casino totale" di izzo, in particolare per l'assenza di possibilità costruttive ed evolutive per i personaggi. Rispetto al libro del francese manca un po' di poesia ed è tutto molto freddo ed asciutto, il che dona un colore particolare e molto americano alla cosa.

    ha scritto il 

  • 1

    pessimo, compiacente racconto delle fogne in cui egoismo, bassezza, volgarità, assenza di valori vengono celebrati, giustificati, legittimati, da evitare (è vero che se no può cogliere, dal finale, mo ...continua

    pessimo, compiacente racconto delle fogne in cui egoismo, bassezza, volgarità, assenza di valori vengono celebrati, giustificati, legittimati, da evitare (è vero che se no può cogliere, dal finale, molto di più; colpa, espiazione, senso del male etc..) ma questo non basta a riscattarlo, da eevitare

    ha scritto il 

  • 4

    Ci mette un po'

    E' un libro che ci mette un po' a prenderti.
    Vuoi perchè il protagonista non è propriamente una figura con cui sia facile empatizzare, vuoi perchè all'inizio il libro si trascina esattamente come la v ...continua

    E' un libro che ci mette un po' a prenderti.
    Vuoi perchè il protagonista non è propriamente una figura con cui sia facile empatizzare, vuoi perchè all'inizio il libro si trascina esattamente come la vita della persona che ne è al centro o vuoi semplicemente perchè la prosa di Bunker alle volte (solo alle volte) è eccessivamente pesante.
    E' un romanzo in tre parti, diciamo che a finire la prima ci vuole pazienza.
    Poi però, anche grazie alla trama che diventa fitta di eventi, è un turbine da cui si esce solo a libro concluso.
    Non mi è mai capitato di leggere scene di crimine scritte in maniera così coinvolgente. Tolgono davvero il fiato.
    Anche senza le implicazioni relative all'autore e a quanto ci sia di autobiografico nel romanzo, la lettura è tremendamente avvincente fino all'epilogo.
    Per me davvero bello.

    ha scritto il 

  • 5

    "Quant'è vero che un orso caga in mezzo al bosco"

    La lettura è stata intervallata da:
    - Reservoir Dogs (1992 - Q. Tarantino), così tanto per vedere i baffoni di Mr. Blue/Eddie Bunker;
    - Johnny Cash in San Quentin (1969), così tanto per vedere in facc ...continua

    La lettura è stata intervallata da:
    - Reservoir Dogs (1992 - Q. Tarantino), così tanto per vedere i baffoni di Mr. Blue/Eddie Bunker;
    - Johnny Cash in San Quentin (1969), così tanto per vedere in faccia i detenuti;
    ed a fine lettura
    - Vigilato Speciale (1978), che è una specie di B-movie con personaggi tagliati con l'accetta, me che ha un suo -perchè-...
    Percui, dopo una full-immersion nel mondo del crimine come questa, è davvero difficile non simpatizzare con Max Dembo.
    E non è da sottovalutare nemmeno il fatto che ora so e-s-a-t-t-a-m-e-n-t-e come si rapina una gioielleria.
    Hai visto mai che un domani mi ritrovo in cantina a mozzare via la canna di un fucile...!

    ha scritto il 

  • 3

    Pensavo fosse un romanzo più avvincente, a me Bunker piace come autore però qualcosa non mi ha convito. Forse ho iniziato questo libro carica di aspettative e alla fine mi ha delusa. Non c'è niente da ...continua

    Pensavo fosse un romanzo più avvincente, a me Bunker piace come autore però qualcosa non mi ha convito. Forse ho iniziato questo libro carica di aspettative e alla fine mi ha delusa. Non c'è niente da fare, il mio romanzo preferito resterà sempre Little boy blue.

    ha scritto il 

  • 5

    Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles

    "Domanda: Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles? Risposta: Come una bestia feroce, di Edward Bunker. Il giudizio si potrebbe anche discutere. Ma è incontestabile che si tratti, per la precis ...continua

    "Domanda: Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles? Risposta: Come una bestia feroce, di Edward Bunker. Il giudizio si potrebbe anche discutere. Ma è incontestabile che si tratti, per la precisione e il rigore dei dettagli, del più bel libro mai scritto sul tema della rapina a mano armata, un'attività criminosa dalla quale la fiction ha sempre attinto esagerandone e travisandone la realtà. Qui invece abbiamo un'analisi accurata e vera della psicopatologia criminale" (prefazione di James Ellroy)

    Un noir realistico, raffinato nell'analisi, accurata, impietosa e drammatica a tratti, della mente criminale. Uscirne senza rimanere un pochino strattonati dalla vita di Max Dembo non sarà impresa facile.

    ha scritto il 

  • 4

    Ció che rende interessante questo libro è innanzitutto l'autore, Edward Bunker, un ex "fuorilegge" che è entrato e uscito di prigione almeno tre volte. La sua visione della vita è quindi quella di chi ...continua

    Ció che rende interessante questo libro è innanzitutto l'autore, Edward Bunker, un ex "fuorilegge" che è entrato e uscito di prigione almeno tre volte. La sua visione della vita è quindi quella di chi si è trovato da entrambi i lati della " carreggiata" e, forse meglio di altri, sa descrivere i bassifondi di Los Angeles.

    Protagonista di questo romanzo, fonte di ispirazione del film "Sorvegliato speciale" con Dustin Hoffman, è Max Dembo, talmente alter ego dell'autore, da renderci indulgenti anche verso le sue azioni criminose. Infatti, uscito di prigione, cerca di ricominciare, conducendo una vita retta, per accorgersi troppo presto, che la società non ha alcuna intenzione di accoglierlo e dargli fiducia. Purtroppo, questo comune atteggiamento lo rimette, aggiungerei senza alcuno sforzo, sulla via della criminalità, fino all'inaspettato epilogo, a mio parere, una delle parti migliori di tutto il romanzo!

    A parte consigliarlo, questo libro ha l'inaspettato pregio di farti, paradossalmente, comprendere se non proprio "giustificare", le azioni di questo "eroe nero", arrivando a sperare e tifare per lui sino alla fine!

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per