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Come una bestia feroce

Di ,,

Editore: Einaudi (Stile Libero noir, 1310)

4.1
(1880)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 358 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8806172670 | Isbn-13: 9788806172671 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefano Bortolussi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ha scritto Ellroy, l'autore di "American Tabloid": «Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles? "Come una bestia feroce", il più bel libro mai scritto sul tema della rapina a mano armata». Il mondo osservato con gli occhi di Max Dembo, che esce da una prigione dopo anni i orrori e tenta di inserirsi nella vita "normale" di Los Angeles, non ha infatti alcun romanticismo: è uno spietato campo di caccia dove puoi essere solo preda o cacciatore. Eppure, se la città buona non mi vuole, si dice Max Dembo, nervi saldi. L'imperativo è redimersi. Anche se i soldi facili sono a portata di mano. Anche se il tuo orgoglio non ce la fa a sopportare altre umiliazioni. E la suspense cresce, finchè un'altra verità si rivela a Dembo: per uno come lui è la città "buona" he è sbagliata, il crimine è l'unica paradossale sicurezza. Vero maestro di uno stile asciutto, portatore di uno sguardo lucido che svela il meccanismo sociale senza compiacimento alcuno, ma con autentica maestria narrativa, Bunker con questo romanzo conferma la sua grandezza di scrittore.
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  • 0

    Un classico del noir, che conduce il lettore in un universo di criminali, disperati, famiglie disfunzionali e senza futuro. In certi tratti ricorda un po' il "casino totale" di izzo, in particolare per l'assenza di possibilità costruttive ed evolutive per i personaggi. Rispetto al libro del franc ...continua

    Un classico del noir, che conduce il lettore in un universo di criminali, disperati, famiglie disfunzionali e senza futuro. In certi tratti ricorda un po' il "casino totale" di izzo, in particolare per l'assenza di possibilità costruttive ed evolutive per i personaggi. Rispetto al libro del francese manca un po' di poesia ed è tutto molto freddo ed asciutto, il che dona un colore particolare e molto americano alla cosa.

    ha scritto il 

  • 1

    pessimo, compiacente racconto delle fogne in cui egoismo, bassezza, volgarità, assenza di valori vengono celebrati, giustificati, legittimati, da evitare (è vero che se no può cogliere, dal finale, molto di più; colpa, espiazione, senso del male etc..) ma questo non basta a riscattarlo, da eevita ...continua

    pessimo, compiacente racconto delle fogne in cui egoismo, bassezza, volgarità, assenza di valori vengono celebrati, giustificati, legittimati, da evitare (è vero che se no può cogliere, dal finale, molto di più; colpa, espiazione, senso del male etc..) ma questo non basta a riscattarlo, da eevitare

    ha scritto il 

  • 4

    Ci mette un po'

    E' un libro che ci mette un po' a prenderti.
    Vuoi perchè il protagonista non è propriamente una figura con cui sia facile empatizzare, vuoi perchè all'inizio il libro si trascina esattamente come la vita della persona che ne è al centro o vuoi semplicemente perchè la prosa di Bunker alle volte ( ...continua

    E' un libro che ci mette un po' a prenderti. Vuoi perchè il protagonista non è propriamente una figura con cui sia facile empatizzare, vuoi perchè all'inizio il libro si trascina esattamente come la vita della persona che ne è al centro o vuoi semplicemente perchè la prosa di Bunker alle volte (solo alle volte) è eccessivamente pesante. E' un romanzo in tre parti, diciamo che a finire la prima ci vuole pazienza. Poi però, anche grazie alla trama che diventa fitta di eventi, è un turbine da cui si esce solo a libro concluso. Non mi è mai capitato di leggere scene di crimine scritte in maniera così coinvolgente. Tolgono davvero il fiato. Anche senza le implicazioni relative all'autore e a quanto ci sia di autobiografico nel romanzo, la lettura è tremendamente avvincente fino all'epilogo. Per me davvero bello.

    ha scritto il 

  • 5

    "Quant'è vero che un orso caga in mezzo al bosco"

    La lettura è stata intervallata da:
    - Reservoir Dogs (1992 - Q. Tarantino), così tanto per vedere i baffoni di Mr. Blue/Eddie Bunker;
    - Johnny Cash in San Quentin (1969), così tanto per vedere in faccia i detenuti;
    ed a fine lettura
    - Vigilato Speciale (1978), che è una specie di B-movie con pers ...continua

    La lettura è stata intervallata da: - Reservoir Dogs (1992 - Q. Tarantino), così tanto per vedere i baffoni di Mr. Blue/Eddie Bunker; - Johnny Cash in San Quentin (1969), così tanto per vedere in faccia i detenuti; ed a fine lettura - Vigilato Speciale (1978), che è una specie di B-movie con personaggi tagliati con l'accetta, me che ha un suo -perchè-... Percui, dopo una full-immersion nel mondo del crimine come questa, è davvero difficile non simpatizzare con Max Dembo. E non è da sottovalutare nemmeno il fatto che ora so e-s-a-t-t-a-m-e-n-t-e come si rapina una gioielleria. Hai visto mai che un domani mi ritrovo in cantina a mozzare via la canna di un fucile...!

    ha scritto il 

  • 3

    Pensavo fosse un romanzo più avvincente, a me Bunker piace come autore però qualcosa non mi ha convito. Forse ho iniziato questo libro carica di aspettative e alla fine mi ha delusa. Non c'è niente da fare, il mio romanzo preferito resterà sempre Little boy blue.

    ha scritto il 

  • 5

    Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles

    "Domanda: Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles? Risposta: Come una bestia feroce, di Edward Bunker. Il giudizio si potrebbe anche discutere. Ma è incontestabile che si tratti, per la precisione e il rigore dei dettagli, del più bel libro mai scritto sul tema della rapina a mano ...continua

    "Domanda: Il grande romanzo dei bassifondi di Los Angeles? Risposta: Come una bestia feroce, di Edward Bunker. Il giudizio si potrebbe anche discutere. Ma è incontestabile che si tratti, per la precisione e il rigore dei dettagli, del più bel libro mai scritto sul tema della rapina a mano armata, un'attività criminosa dalla quale la fiction ha sempre attinto esagerandone e travisandone la realtà. Qui invece abbiamo un'analisi accurata e vera della psicopatologia criminale" (prefazione di James Ellroy)

    Un noir realistico, raffinato nell'analisi, accurata, impietosa e drammatica a tratti, della mente criminale. Uscirne senza rimanere un pochino strattonati dalla vita di Max Dembo non sarà impresa facile.

    ha scritto il 

  • 4

    Ció che rende interessante questo libro è innanzitutto l'autore, Edward Bunker, un ex "fuorilegge" che è entrato e uscito di prigione almeno tre volte. La sua visione della vita è quindi quella di chi si è trovato da entrambi i lati della " carreggiata" e, forse meglio di ...continua

    Ció che rende interessante questo libro è innanzitutto l'autore, Edward Bunker, un ex "fuorilegge" che è entrato e uscito di prigione almeno tre volte. La sua visione della vita è quindi quella di chi si è trovato da entrambi i lati della " carreggiata" e, forse meglio di altri, sa descrivere i bassifondi di Los Angeles.

    Protagonista di questo romanzo, fonte di ispirazione del film "Sorvegliato speciale" con Dustin Hoffman, è Max Dembo, talmente alter ego dell'autore, da renderci indulgenti anche verso le sue azioni criminose. Infatti, uscito di prigione, cerca di ricominciare, conducendo una vita retta, per accorgersi troppo presto, che la società non ha alcuna intenzione di accoglierlo e dargli fiducia. Purtroppo, questo comune atteggiamento lo rimette, aggiungerei senza alcuno sforzo, sulla via della criminalità, fino all'inaspettato epilogo, a mio parere, una delle parti migliori di tutto il romanzo!

    A parte consigliarlo, questo libro ha l'inaspettato pregio di farti, paradossalmente, comprendere se non proprio "giustificare", le azioni di questo "eroe nero", arrivando a sperare e tifare per lui sino alla fine!

    ha scritto il 

  • 4

    Non sei costretto a tentare di attraversare il Pacifico a nuoto per capire che non ce la farai

    Appena finito il mio primo pensiero è stato.... E' possibile che se nasci nella parte sbagliata di una città o se frequenti le cosiddette cattive compagnie, sei soggetto a passi falsi e sbagliati? e se una volta che finisci dentro e sconti la tua pena, quale esso sia il reato, è possibile la rede ...continua

    Appena finito il mio primo pensiero è stato.... E' possibile che se nasci nella parte sbagliata di una città o se frequenti le cosiddette cattive compagnie, sei soggetto a passi falsi e sbagliati? e se una volta che finisci dentro e sconti la tua pena, quale esso sia il reato, è possibile la redenzione? e se la società per prima non ti aiuta ma continuano ad additarti come ex galeotto è comunque possibile tentare di risollevare la testa e le proprie sorti o si è talmente tanto marci dentro da non trovare un'alternativa all'essere delinquenti? Max Dembo ci ha provato, forse non troppo o con non troppa convinzione, forse è più facile dare la colpa agli altri per la propria incapacità o debolezza o forse non si ha abbastanza coraggio per provarci. E riuscirci. Grande lettura, grandi personaggi e grande la rabbia che ho provato.

    Forse la verità è fatta di organi sanguinanti, di ingranaggi, di buchi non riempiti, è un retroterra di nulla in una distesa di tempo infranto, destinato a sciogliersi.

    Soltanto chi è già stato in gabbia può comprendere l'orrore di una chiave che gira in una serratura.

    Qualsiasi situazione presenta un imprevisto X, ma nel crimine questa eventualità deve essere ridotta la minimo. Vincere quasi sempre non serve a nulla: la singola sconfitta cancella tutte le precedenti vittorie. Il coraggio, a parità di ogni altra condizione, è sempre un grosso vantaggio; ma anche gli audaci devono calcolare tutto con grande precisione, in modo che ciò che può apparire sconsiderato non lo sia davvero.

    Chi non è mai stato a contatto con la violenza non la teme, ma crolla quando si scontra con essa.

    ha scritto il 

  • 3

    Non essendo il mio genere ho un po' di difficoltà a recensire un noir. Il libro è tosto, da duri,scritto sicuramente bene. Per gli amanti del genere sicuramente un'ottima lettura.

    ha scritto il 

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