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Come una pietra che rotola

Di

Editore: Marcos Y Marcos (Gli Alianti 180)

3.8
(102)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 151 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Catalano , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8871685423 | Isbn-13: 9788871685427 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gina Maneri

Genere: Fiction & Literature , History , Home & Gardening

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Descrizione del libro
Conxa è una ragazzina timida e tenace.
Cresce con gli zii in campagna, dove c’è poco pane e tanto lavoro: in compenso, una natura clamorosa, piena di profumi, colori, voci vere. L’incontro con Jaume, un artigiano energico e gioioso, le spalanca un mondo di ideali, passione, impegno politico. Conxa e Jaume si sposano al volo, hanno tre figli.
Quando il conflitto civile incendia la Spagna e suo marito parla sempre più spesso di ‘regimi da abbattere’, ‘rivoluzione necessaria’ Conxa teme che le cose si mettano male; un mattino, la milizia si presenta alla porta di casa: vengono arrestati tutti.
Conxa e i ragazzini se la caveranno senza conseguenze. Jaume invece, “la voce che mi aveva detto le cose più belle della mia vita”, sparisce nel nulla. Mentre gli sguardi dei vicini si fanno impiccioni, quasi cattivi, e ogni angolo della casa diventa una nuvola di ricordi, Conxa protegge i suoi figli, i campi, la casa e lotta per non diventare una pietra immobile in una pietraia, senza più gioia, senza più volontà.
La grande forza del carattere femminile, la perdita di un grande amore, la potenza di una vita indipendente in campagna che rotola malamente in città.

Una parabola esemplare raccontata in centocinquanta pagine.
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  • 3

    C'è poco pane e tanto lavoro...

    con queste parole e senza troppi fronzoli è cresciuta Conxa, nella spagna rurale dell'inizio del novecento. Costretta a lasciare la casa della sua famiglia, impara a diventare donna lavorando come un uomo nella casa degli zii, nella schiettezza e nella burbera sincerità della gente di campagna ed ...continua

    con queste parole e senza troppi fronzoli è cresciuta Conxa, nella spagna rurale dell'inizio del novecento. Costretta a lasciare la casa della sua famiglia, impara a diventare donna lavorando come un uomo nella casa degli zii, nella schiettezza e nella burbera sincerità della gente di campagna ed immersa in una natura tanto appagante quanto violenta. Una vita, quella di Conxa, sicuramente non facile. E che lei condurrà come una pietra in una scarpata. Se qualcuno o qualcosa riuscirà a smuoverla, rotolerà a valle. Altrimenti resterà immobile per giorni e giorni.
    Un romanzo vero e per certi versi avvincente. Forse però troppo breve perchè lasci addosso un ricordo duraturo. Da leggere in una giornata di viaggio, o in un pomeriggio a mare.

    ha scritto il 

  • 3

    letto perchè dovevo partecipare ad un incontro con l'autrice: molto scorrevole ed essenziale, forse anche troppo scarno perchè si arriva alla fine con l'impressione che la protagonista, che in poco più di 100 pagine attraversa tutta la sua vita, sia un po' troppo distaccata, priva di emozioni. Fo ...continua

    letto perchè dovevo partecipare ad un incontro con l'autrice: molto scorrevole ed essenziale, forse anche troppo scarno perchè si arriva alla fine con l'impressione che la protagonista, che in poco più di 100 pagine attraversa tutta la sua vita, sia un po' troppo distaccata, priva di emozioni. Forse manca il coinvolgimento dell'autrice, che sembra guardare il suo personaggio da lontano.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro, nella sua semplicità narrativa, è piaciuto a tutti i membri del gruppo di lettura. Il 16 aprile 2011 alcuni di noi hanno incontrato l'autrice a Ca' Foscari (Venezia) all'interno della rassegna "Incroci di civiltà". La scrittura è sobria, asciutta, la storia è intensa pur nella sua brevi ...continua

    Il libro, nella sua semplicità narrativa, è piaciuto a tutti i membri del gruppo di lettura. Il 16 aprile 2011 alcuni di noi hanno incontrato l'autrice a Ca' Foscari (Venezia) all'interno della rassegna "Incroci di civiltà". La scrittura è sobria, asciutta, la storia è intensa pur nella sua brevità.

    ha scritto il 

  • 3

    Ambient rural en primera persona:

    Narrada en primera persona, la vidad de la Conxa (Concepció), des de la infantesa fins la maduresa.
    M'ha agradat molt l'estil literari de la Maria Barbal, és molt sec i dur, com la gent de camp, però alhora molt ric en vocabulari: d'animals i tasques del camp, capatxons,...
    El ritme, ...continua

    Narrada en primera persona, la vidad de la Conxa (Concepció), des de la infantesa fins la maduresa.
    M'ha agradat molt l'estil literari de la Maria Barbal, és molt sec i dur, com la gent de camp, però alhora molt ric en vocabulari: d'animals i tasques del camp, capatxons,...
    El ritme, no decau, la història de la Conxa és creïble i honesta d'un temps i d'un país. Narrada en molts breus capítols on sol comentar esdeveniments que ja han passat.
    La Conxa no té una opinió pròpia, i sutilment explica més pel que calla que pel que explica. Estil sobri, acurat i auster... com la pròpia vida rural on els sentiments no es solen fer públics.
    Molt recomanable.

    ha scritto il 

  • 4

    Ha l'apparenza di un libro leggero, poche pagine, capitoletti di tre facciate appena. Lo apri e trovi un distillato di forza.
    Tutto è portato all'essenziale, come la terra povera in cui la storia è radicata, la Catalogna, negli anni che dall'inizio del secolo arrivano alla guerra civile.Chi ...continua

    Ha l'apparenza di un libro leggero, poche pagine, capitoletti di tre facciate appena. Lo apri e trovi un distillato di forza.
    Tutto è portato all'essenziale, come la terra povera in cui la storia è radicata, la Catalogna, negli anni che dall'inizio del secolo arrivano alla guerra civile.Chi racconta è Conxa, diminutivo di Concepciò. Il nome ti definisce e ti identifica, ed il suo, lungo ed importante, finisce per essere abbreviato, per essere chiamata più in fretta. E' un nome che la mette molto a disagio, convinta che faccia pensare ad un donnone grande e grosso e, dal momento che lei è magra e minuta, immagina che ogni volta che viene pronunciato tutti scoppieranno a ridere. Jaume, l'uomo che le dirà le cose più belle del mondo, le farà capire che è un nome che addolcisce la bocca, da cosa minuta e zuccherina. Jaume, che insieme all'amore le restituisce la dignità di un nome, la consapevolezza del proprio valore e le insegna che prima vengono le persone, poi le cose.
    Tutto l'universo è contenuto entro le mura di un paese, ritmato dalle stagioni, dalla fatica della vita contadina, da problemi legati alla sopravvivenza. I sentimenti e le passioni sono portati in superficie da gesti accennati, un bagliore degli occhi, un abbraccio, ma, proprio per questo portati al nocciolo, elevati alla massima potenza.

    ha scritto il 

  • 3

    mi è sembrato un po' tirato via

    "A salvarmi fu la zia che, rompendo il cerchio, mi abbracciò forte. E allora sì credetti di svenire, perché quella dolcezza aveva infranto in un istante inatteso tutto il muro di ragionamenti che avevo costruito contro la tristezza."


    ".. e pensavo che la lingua è come un attrezzo che ognun ...continua

    "A salvarmi fu la zia che, rompendo il cerchio, mi abbracciò forte. E allora sì credetti di svenire, perché quella dolcezza aveva infranto in un istante inatteso tutto il muro di ragionamenti che avevo costruito contro la tristezza."

    ".. e pensavo che la lingua è come un attrezzo che ognuno impugna a modo suo, l'importante è il risultato."

    ha scritto il 

  • 0

    COME UNA PIETRA CHE ROTOLA

    Questo libro avrei voluto scriverlo io.
    La prosa, semplice solo in apparenza, è molto musicale, percorsa da ritmo e melodia costanti che richiamano quelli delle favole o dei classici più antichi.
    E di questo credo si debba essere grati anche alla traduttrice.
    Il personaggio ...continua

    Questo libro avrei voluto scriverlo io.
    La prosa, semplice solo in apparenza, è molto musicale, percorsa da ritmo e melodia costanti che richiamano quelli delle favole o dei classici più antichi.
    E di questo credo si debba essere grati anche alla traduttrice.
    Il personaggio della protagonista ha una valenza universale, e questo spiega il grande successo di questo longseller e le traduzioni in molte lingue.
    Conxa mi ha ricordato mia nonna: lo stesso culto del lavoro, della pazienza, della modestia, la stessa estraneità avvertita (e sofferta?) per l'impegno sociale e la politica, perché tutte le energie e risorse devono essere impiegate nel qui e ora, nel forte legame con la natura e le sue stagioni, per garantire la sopravvivenza per la famiglia e per sé.
    Lungi dal rappresentare un modello femminile arcaico da rifiutare (e in ogni caso, chi non conosce il proprio passato, non ha futuro), Conxa è il paradigma della grande forza delle donne e non soltanto delle donne povere di ieri. Anche la maggior parte delle donne di oggi, su cui grava ancora l’ ostacolo del “tetto di cristallo” per cui poche accedono alle stanze dei bottoni, sviluppano di conseguenza una resistenza ai colpi della grande storia quando irrompe con grande sfracello nelle nostre storie individuali, scaraventandoci giù da pendii impervi nei quali rotoliamo, restando però miracolosamente intere.
    Qualche appunto sull’edizione: il primo risvolto di copertina riporta in modo inesatto un piccolo brano del romanzo. Così nella quarta di copertina, quando si afferma che il marito “le spalanca un mondo di ideali e impegno politico”, mentre la protagonista non capisce la passione politica del marito, l'avverte anzi come una crepa, una divisione tra di loro.

    ha scritto il 

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