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Cometa sull'Annapurna

Di

Editore: Corbaccio

3.9
(131)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 166 | Formato: Altri

Isbn-10: 8879725904 | Isbn-13: 9788879725903 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biography , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
Simone Moro in questo libro racconta la spedizione sull'Annapurna del 1997 cheè costata la vita ai suoi due compagni di cordata e che lo ha visto"miracolosamente" sopravvissuto alla valanga che ha ucciso gli altri e che loha fatto volare 800 metri. E così parte dalla sua infanzia e cerca di spiegarecome mai ha fatto della montagna il suo mestiere, perché scalare è la suavita, e che cosa significhi per lui raggiungere la vetta. Ci racconta le sueesperienze, le sue paure, i suoi dubbi e la grande indimenticabile amiciziatra lui e Anatoli Boukreev, il grande alpinista russo morto sull'Annapurna.
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  • 3

    Una montagna di polemiche

    Simone Moro racconta la sua vita di alpinista: gli inizi col padre appassionato di montagna, la scalata al Fitz Roy in Patagonia, ma soprattutto la sua solida amicizia con Anatolij Burkreev, incontrato durante una scalata himalayana e suo compagno di arrampicate fino al tragico tentativo di scala ...continua

    Simone Moro racconta la sua vita di alpinista: gli inizi col padre appassionato di montagna, la scalata al Fitz Roy in Patagonia, ma soprattutto la sua solida amicizia con Anatolij Burkreev, incontrato durante una scalata himalayana e suo compagno di arrampicate fino al tragico tentativo di scalata invernale dell’Annapurna nel 1997. Con l’alpinista kazako e l’altro compagno Dimitri Sobolev trascorse lunghi giorni al campo base sotto continue tempeste di neve. Il giorno di Natale un miglioramento delle condizioni meteorologiche consentì l’attacco alla parete lungo una via inviolata, ma il distacco di una cornice di ghiaccio provocò una valanga che travolse i tre alpinisti. Solo Moro, ferito, riemerse dalla coltre di neve 800 m. più in basso. Con la forza della disperazione e della volontà, riuscì a raggiungere il campo base e di qui i difficili soccorsi. Il racconto è scritto in uno stile elementare che rende agevole la lettura. Traspare però una certa acredine verso tutti coloro che non la pensano come l’autore: colleghi, giornalisti, sponsor, anche i semplici lettori. Il problema è che i protagonisti di grandi imprese non sono degli scrittori, e x raccontare le loro storie hanno spesso bisogno di altri, che però le modificano secondo la loro interpretazione. Forse la verità ha molte sfaccettature, ma ognuno vuole imporre la propria. Personalmente, credo che l’alpinismo sia uno sport x solitari, che sfortunatamente deve essere praticato in gruppo. In uno sport estremo, in cui ognuno mette la sua vita nelle mani di un altro, ed anche desidera essere il primo, il migliore, necessariamente si creano attriti. Nasce però anche un grande cameratismo, che forse solo in guerra ha uguali. Per questo i grandi alpinisti scelgono di solito un solo compagno, col quale compiono tutte le loro imprese.

    ha scritto il 

  • 3

    Bravo ma...

    Ho seguito parte della spedizione di Simone Moro sul Nanga Parbat di quest'inverno: questo libro rispecchia fedelmente il suo stile personale, di uomo semplice e chiaro. Mi è piaciuta molto l'introduzione, il perchè di questo libro, così come è stata importante l'ultimo capitolo di esso. Meno inv ...continua

    Ho seguito parte della spedizione di Simone Moro sul Nanga Parbat di quest'inverno: questo libro rispecchia fedelmente il suo stile personale, di uomo semplice e chiaro. Mi è piaciuta molto l'introduzione, il perchè di questo libro, così come è stata importante l'ultimo capitolo di esso. Meno invece il fatto che una tale vicenda non abbia suscitato riflessioni (sulla vita, sui suoi valori, sull'amicizia). Moro è esplicito in merito: lui è fatto così, dice. Lo rispetto - in tutto e per tutto - ma non riesco ad apprezzarlo completamente.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di uno dei migliori alpinisti italiani viventi raccontata da sè medesimo. Dalle prime scalate alla drammatica perdita del compagno di avventura. Se siete amanti del genere, il libro va assaggiato.

    ha scritto il 

  • 3

    interessante il contenuto un po' meno lo stile..

    E' un libro scritto da un alpinista e non da uno scrittore e si sente, forse un po' di lavoro redazionale in più gli avrebbe giovato. Però è interessante e avvincente, una lettura da appassionati.

    ha scritto il 

  • 0

    l'avevo già detto che ho sempre tifato Bukreev?(*)

    Resoconto asciutto e senza sentimentalismi né barocchismi della spedizione sull'Annapurna e della valanga che ha ucciso Bukreev e Sobolev e ha conciato Simone Moro per le feste.


    Che si vota? la scrittura? La storia? (Mamma mia che freddo, quanta neve, che gente cocciuta e caparbia, che ami ...continua

    Resoconto asciutto e senza sentimentalismi né barocchismi della spedizione sull'Annapurna e della valanga che ha ucciso Bukreev e Sobolev e ha conciato Simone Moro per le feste.

    Che si vota? la scrittura? La storia? (Mamma mia che freddo, quanta neve, che gente cocciuta e caparbia, che amicizie per la pelle nel senso stretto della parola! Nel mio piccolissimo di montanara sto a guardare questi giganti a bocca aperta piena di ammirazione e rispetto). Si stelletta la caratura umana di Anatolij e di Simone? (*e quella di Krakauer?)

    Comunque letto d'un fiato col cuore in gola e un occhio rivolto al caldo piumino steso sul mio morbido lettuccio.

    ha scritto il 

  • 4

    Simone Moro ci racconta la toccante testimonianza dell'unico sopravvissuto (direi miracolato) di una tragedia sull'Annapurna avvenuta nel 1997, e della grande amicizia nata con Anatolj Boukreev, suo compagno di scalate, rimasto per sempre sulla montagna che insieme tentavano di scalare.
    Ora ...continua

    Simone Moro ci racconta la toccante testimonianza dell'unico sopravvissuto (direi miracolato) di una tragedia sull'Annapurna avvenuta nel 1997, e della grande amicizia nata con Anatolj Boukreev, suo compagno di scalate, rimasto per sempre sulla montagna che insieme tentavano di scalare.
    Ora.....a un profano della montagna che legge questo libro viene subito in mente: questi se la sono cercata! come si può pensare di scalare un'8000 in inverno, per di più quando ogni notte per intere settimane cadevano metri di neve!
    Per questi uomini la felicità resa dallo scalare supera tutte le paure,compresa quella per la morte.
    Questo è il suo pensiero finale:
    "La montagna assassina esiste solo nello stupido lessico giornalistico. La montagna non uccide, non prende nessuno, non si conquista, non si sfida. Lei rimane immobile di fronte all'uomo e al tempo. In montagna si possono vivere epiloghi di successo, di sconfitta, di morte, ma mai si deve pensare che ne sia lei la responsabile. E' l'uomo che agisce, e sono le variabili che ruotano attorno alla vita di un'uomo che determinano la sua sorte, nient'altro!"

    ha scritto il 

  • 3

    Simone Moro racconta della tragica spedizione sull'Alcapurna che comportò la morte dei suoi due compagni di cordata. Apprezzato dagli appassionati di arrampicate.

    ha scritto il 

  • 5

    ogni tanto leggo libri sulla montagna. Non sono mai stata una grande amante delle camminate però la montagna mi affascina. Ho provato solo una esperienza di una ferrata. Questo libro racconta la storia di una spedizione su l' Annapurna che purtroppo è finita tragicamente. Mi è piaciuto molto chi ...continua

    ogni tanto leggo libri sulla montagna. Non sono mai stata una grande amante delle camminate però la montagna mi affascina. Ho provato solo una esperienza di una ferrata. Questo libro racconta la storia di una spedizione su l' Annapurna che purtroppo è finita tragicamente. Mi è piaciuto molto chi lo scrive è l'unico superstite ed è una testimonianza diretta semplice e chiara. Mi piace molto le riflessioni sulla vita e sulla morte che condivido appieno. Lo consiglio. Si legge molto velocemente ma lascia un segno.

    ha scritto il