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Commento al sogno di Scipione

Teodosio Macrobio

Di

Editore: Bompiani

4.5
(2)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8845258408 | Isbn-13: 9788845258404 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
Macrobio (V sec. d.C.) è stato uno dei maggiori neoplatonici pagani di lingua latina, insieme a Calcidio e a Marziano Capella. Il "Commento al Sogno di Scipione", oltre ai "Saturnalia", è la sua opera più famosa e quella che ha avuto maggiori influssi nell'Occidente. Il brano che narra il sogno del condottiero romano è tratto dal VI e ultimo libro della "Repubblica" di Cicerone e il commento presenta, in forma di annotazioni al testo ciceroniano, le più importanti dottrine della religione filosofica tardo-antica: l'esistenza del mondo intelligibile, l'immortalità dell'anima e i suoi destini ultraterreni, nonché i paradigmi della vita buona per l'uomo di quaggiù, insieme ad ampie digressioni sull'interpretazione dei tipi di sogni e sulle loro rispettive capacità profetiche, la scienza dei numeri pitagorici, la cosmologia, la geografia, i cicli del tempo, l'armonia delle sfere. In tal modo Macrobio costruisce il più soddisfacente e più letto compendio enciclopedico latino sul neoplatonismo. Qui stanno i motivi fondamentali del suo apprezzamento e successo nel Medioevo e nel Rinascimento. L'interpretazione neoplatonica offerta da Macrobio ha un solido fondamento nel fatto che lo stesso Cicerone aveva preso come modello del "sogno di Scipione" il mito di Er (sui destini ultraterreni delle anime) che chiude la "Repubblica" di Platone. Niente, secondo Macrobio, è più perfetto dell'opera ciceroniana, perché essa contiene tutti gli elementi della filosofia. Il testo, criticamente annotato, è preceduto da un ampio saggio introduttivo di Ilaria Ramelli. Accompagna l'opera un'esauriente bibliografia e un indice analitico e la completa una ricca serie di appendici: il testo dello stesso "Somnium Scipionis" di Cicerone nella versione macrobiana; il libretto dello "Scipione" di Paolo Antonio Rolli, musicato da Haendel; quello de "Il Sogno di Scipione" di Metastasio, musicato fra gli altri da Mozart; nonché un saggio di Moreno Neri su "Scipione: sogni e magnanimità nelle arti", corredato da una ricca appendice iconografica. Lo stesso testo di Macrobio è impreziosito da illustrazioni per la maggior parte tratte da manoscritti e incunaboli che ne attestano la fortuna nelle varie epoche.