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Compagno Darwin

L'evoluzione è di destra o di sinistra?

By Nicola Nosengo,Daniela Cipolloni

(32)

| Paperback | 9788851801120

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Book Description

Come si spiega che nei Paesi occidentali (Italia compresa) l'evoluzionismo sia diventato terreno di scontro politico tra destra e sinistra? Che c'entra Darwin con la politica? In realtà, dicono gli autori, questo è stato il suo destino da sempre, fin Continue

Come si spiega che nei Paesi occidentali (Italia compresa) l'evoluzionismo sia diventato terreno di scontro politico tra destra e sinistra? Che c'entra Darwin con la politica? In realtà, dicono gli autori, questo è stato il suo destino da sempre, fin da prima della pubblicazione di "L'origine delle specie". Da allora la polemica non si è mai estinta. Dai comunisti ai liberali, dalle chiese ai tribunali, dal creazionismo americano a quello di matrice islamica, "Compagno Darwin" ricostruisce l'accoglienza del darwinismo in politica, mostrando che il naturalista con la barba è buono o cattivo a seconda di chi osserva e di cosa viene osservato attraverso le lenti della sua teoria. Da destra e da sinistra, l'evoluzionismo darwiniano è stato sposato per giustificare - non senza forzature - questa o quella posizione, salvo poi essere attaccato quando risultava scomodo. Lesa maestà nei confronti della scienza? Gli autori credono di no: in parte anche i ricercatori hanno un atteggiamento oscillante; e occuparsi del posto dell'uomo nel mondo, proprio come ha fatto Darwin, è l'essenza stessa della politica. Se si lamenta la distanza tra scienza e cittadini, lo spettacolo di una teoria scientifica che entra prepotentemente nel dibattito pubblico andrebbe guardato con interesse e casomai con sollievo, non temuto.

5 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Libro chiaro e rigoroso, che svela con l'ironia ciò che non avrei voluto sapere! Non è mai troppo tardi per ridimensionare anche mostri sacri come Dawkins, Dennett e SJ Gould, e ammettere che siamo tutti un po' ipocriti quando il darwinismo arriva a ...(continue)

    Libro chiaro e rigoroso, che svela con l'ironia ciò che non avrei voluto sapere! Non è mai troppo tardi per ridimensionare anche mostri sacri come Dawkins, Dennett e SJ Gould, e ammettere che siamo tutti un po' ipocriti quando il darwinismo arriva a toccare le nostre convenzioni sociali.

    La mia stima per l'autore oramai sfocia nell'irrazionalità: mi impegno a leggere il suo prossimo libro, trattasse anche dei tortelli di zucca.

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    felis said on Dec 14, 2010 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Potendo, due stellette e mezzo.
    Il titolo è un po' fuorviante, non è che il libro risponda alla domanda se l'evoluzione è di destra o di sinistra, piuttosto parla delle interpretazioni politiche che ne sono state date nel tempo, soprattutto da d ...(continue)

    Potendo, due stellette e mezzo.
    Il titolo è un po' fuorviante, non è che il libro risponda alla domanda se l'evoluzione è di destra o di sinistra, piuttosto parla delle interpretazioni politiche che ne sono state date nel tempo, soprattutto da destra direi - creazionismo, disegno intelligente, chiesa cattolica.
    Viene trattato anche l'argomento della psicologia evoluzionistica, tutti i fraintendimenti ma anche le interpretazioni "pericolose", ecc.
    Il libro vede alternarsi alla scrittura dei capitoli i due autori - Nosengo e Cipolloni - che, ci viene spiegato nell'introduzione, hanno opinioni leggermente diverse quanto a "intransigenza" laica: si vede. Personalmente non condivido alcune opinioni che vengono illustrate - una durezza eccessiva verso gli scienziati accusati di voler vivere nel loro piccolo mondo scientifico al riparo della società e della politica, oltre che un'insistita critica al povero Darwin che con l'esempio della selezione artificiale dei cani avrebbe dato adito alle interpretazioni più reazionarie e razziste (cosa doveva fare per rendere chiaro il meccanismo della selezione, parlare di quella dei batteri o dei virus che manco conosceva?...impossibile immaginare come la descrizione di un meccanismo evolutivo in natura sarebbe stato così frainteso e usato al di fuori di ogni contesto).
    Purtuttavia il libro è interessante in quanto riassume i termini di alcune battaglie fatte in nome dell'evoluzionismo, o contro, e certamente chi vuole si farà la propria idea, specialmente seguendo la bibliografia indicata - specie in rete.

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    PatFumetto said on Jul 10, 2009 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un saggio brillante, ben documentato - e anche spiritoso, il che non guasta - che discute non tanto di evoluzione ed evoluzionismo, quanto del modo in cui le parti politiche si appropriano di Darwin o lo osteggiano secondo i propri comodi.
    Lettu ...(continue)

    Un saggio brillante, ben documentato - e anche spiritoso, il che non guasta - che discute non tanto di evoluzione ed evoluzionismo, quanto del modo in cui le parti politiche si appropriano di Darwin o lo osteggiano secondo i propri comodi.
    Lettura piacevole e interessante, consigliata a chi vuole farsi un'idea del perché L'Origine delle Specie è (anche) un libro politico.

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    Psychocandy. said on Apr 8, 2009 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il libro è sorprendente perché non intende sottrarre Darwin alle strumentalizzazioni politiche di destra e di sinistra, ma buttarcelo dentro con tutti i piedi. Si parte dal presupposto che la scienza non è mai neutrale, che fare teorie comporta anche ...(continue)

    Il libro è sorprendente perché non intende sottrarre Darwin alle strumentalizzazioni politiche di destra e di sinistra, ma buttarcelo dentro con tutti i piedi. Si parte dal presupposto che la scienza non è mai neutrale, che fare teorie comporta anche arruolarsi sul campo della battaglia politica. Tra i vari soggetti della tenzone, due intellettuali spiccano per profondità. Uno è Stephen Jay Gould, darwinista di sinistra, vero intellettuale civile. L'altro è Joseph Ratzinger, il pastore tedesco, che sa usare con grande capacità l'apparato culturale costruito dalla Chiesa in millenni, superando molti scienziati nella lettura profonda del rapporto tra scienza e società. Per il Darwin Day 2009 l'Unione Atei, Agnostici e Razionalisti voleva presentarlo per festeggiare Darwin, ma poi ha rinunciato perché il libro non era abbastanza semplicistico...

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    pwd said on Feb 27, 2009 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Il “Compagno Darwin” è vivo e lotta insieme a noi. Lo dimostra il dibattito sulla teoria dell’evoluzione delle specie iniziato subito dopo la pubblicazione del saggio di Darwin (proprio 150 anni fa) e mai finito, che ora raccontano Nicola Nosengo e D ...(continue)

    Il “Compagno Darwin” è vivo e lotta insieme a noi. Lo dimostra il dibattito sulla teoria dell’evoluzione delle specie iniziato subito dopo la pubblicazione del saggio di Darwin (proprio 150 anni fa) e mai finito, che ora raccontano Nicola Nosengo e Daniela Cipolloni nel saggio appena pubblicato da Sironi Editore. Da allora, le idee di Darwin sono state utilizzate e confutate in ambiti anche lontani dalla biologia, come l’economia, la politica e, naturalmente, la teologia.

    Darwin era ammirato da Marx, perché dimostrava che in una specie biologica, come quella umana, nulla è fissato per sempre e che anche i sistemi sociali sono destinati a cambiare. D’altra parte, i capitalisti del XIX secolo utilizzarono le idee di Darwin per giustificare la “naturalezza” della sconfitta dei deboli a vantaggio dei forti. Gli stessi scienziati darwinisti si sono a lungo divisi sull’interpretazione sociale delle teorie dell’evoluzione. Biologi come Wilson e Dawkins applicarono le leggi della selezione naturale anche ai comportamenti umani, come se i rapporti di potere, l’intelligenza e l’egoismo fossero trasmessi nel Dna come il colore degli occhi: la chiamarono “sociobiologia”. Altri, Stephen Jay Gould in testa, dibatterono tutta la vita contro queste interpretazioni, convinti che le regole sociali non potessero spiegarsi interamente con la biologia.

    Particolarmente interessanti sono i capitoli dedicati al rapporto tra Darwin e le religioni. Le sue teorie sono osteggiate tuttora dalle chiese evangeliche americane, che da Reagan a Bush hanno persino ottenuto che la Bibbia e l’evoluzione della specie fossero presentate nelle scuole come teorie di pari valore scientifico. Non stupisca che proprio nel paese dominatore della scienza mondiale fioriscano credenze religiose retrive: in Tuchia, il paese più “avanzato” del mondo islamico, si registra il massimo credito per le teorie creazioniste, a dimostrazione che progresso scientifico e sviluppo culturale da tempo hanno smesso di marciare insieme. Il regime berlusconiano ha scimmiottato goffamente queste posizioni anche in Italia, tanto che il ministro Moratti per un bel po’ cancellò Darwin dai programmi scolastici per far piacere a teo-con (e teo-dem). Ma rispetto agli States, il dibattito su Darwin qui da noi è stato tenuto ad un livello molto “superiore”, se passate il termine, proprio da chi doveva osteggiarlo per mestiere: il Vaticano.

    Piuttosto che appoggiare l’opposizione cafona delle chiese americane, la raffinata teologia di Ratzinger (fu l’ideologo di Woytila) non si scontra frontalmente con una delle teorie scientifiche più efficaci della storia. Come fa il geniale Don Pizarro di Corrado Guzzanti, la chiesa spende la sua intransigenza nei casi di cronaca, da Eluana Englaro alla legge 40, ma nelle battaglie ideologiche di lungo periodo ha smesso di bruciare scienziati, tanto che Darwin riposa indisturbato nell’abbazia di Westminster. Per Ratzinger & Co. le leggi dell”evoluzione sono il risultato di un “disegno superiore”, di cui i biologi correttamente studiano i meccanismi. Alla Chiesa tocca il compito di indirizzarne le interpretazioni sociali ed etiche - roba troppo importante per lasciarla agli scienziati. A ben vedere, notano Nosengo e Cipolloni, è la stessa critica posta ai sociobiologi da una posizione politica opposta a quella del “pastore tedesco”. Di fronte alla potente costruzione politico-culturale del Vaticano, persino molti scienziati laici che gli si sono opposti si sono dimostrati superficiali, meno capaci persino del Papa di interpretare lo spirito culturale del nostro tempo.

    Fa eccezione il biologo Stephen Jay Gould, l’autore de La vita meravigliosa morto nel 2002: è lui (insieme a Darwin, ovviamente) il protagonista più positivo della vita politica del darwinismo. Intellettuale di sinistra consapevole del ruolo sociale della scienza, ha saputo attraversare tutti i dibattiti in cui Darwin è stato tirato in ballo senza mai cedere né, ovviamente, ai deliri religiosi, né a chi intendeva farsi forza delle teorie evoluzionistiche per giustificare inaccettabili discriminazioni sociali e culturali. Lo scienziato Gould non si è mai posto al di sopra della società, accettando sempre che la ricerca fosse messa in discussione dal resto della comunità che, in fondo, paga con le tasse lo stipendio degli scienziati. Una lezione civile che nei nostri laboratori scientifici hanno appreso in pochi.

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    Libreria Flexi // via Clementina 9 - rione Monti, Roma said on Feb 8, 2009 | Add your feedback

Book Details

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    • 3 stars
  • Paperback 219 Pages
  • ISBN-10: 8851801126
  • ISBN-13: 9788851801120
  • Publisher: Sironi
  • Publish date: 2009-02-02
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