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Comprami

Di

Editore: Fernandel

4.1
(33)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8895865693 | Isbn-13: 9788895865690 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Bella, giovane, apparentemente sicura di sé e ben attenta a valorizzare il proprio corpo, Iris spende denaro - che spesso non ha - in vestiti di qualunque marca e prezzo, in stivali cinte e borsette, ma anche in gadget della Roma per il fidanzato e soprammobili per la casa in cui vive con i genitori. Iris acquista qualsiasi oggetto le possa restituire un'immagine migliore di sé, farla sentire qualcuno, rassicurarla e gratificarla. La madre le ha insegnato che la bellezza è una dote che non bisogna sprecare, e che anzi deve essere messa a frutto per farsi strada nella vita. Così per ripianare i debiti e continuare a pagare quello che compra, Iris non trova che una soluzione: prendere l'insegnamento della madre alla lettera, facendo del proprio corpo uno strumento di scambio. In fondo, le sembra giusto valorizzare il dono che la natura le ha fatto. Ma questa spirale di acquisti, debiti e appuntamenti la trascina sempre più verso gli abissi di un mondo ingovernabile. Finché l'incontro con un uomo che sembra sinceramente interessato a lei le fa sperare di poter davvero cambiare vita, di poter anteporre i sentimenti all'interesse economico. Un uomo ricco e generoso, ma molto, forse troppo simile a lei.
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    Storia tutt'altro che consolatoria, costruita su ottimi personaggi. Per alcuni è inevitabile provare simpatia, altri risultano detestabili - la madre della protagonista Iris e il collega Fabio - ma ...continua

    Storia tutt'altro che consolatoria, costruita su ottimi personaggi. Per alcuni è inevitabile provare simpatia, altri risultano detestabili - la madre della protagonista Iris e il collega Fabio - ma in nessun caso si ha l’impressione che siano modellati su cliché. Insomma, c'è molta verità. In particolare sono interessanti le dinamiche interne alla famiglia della ragazza. Un padre inetto ma tenero, che per qualche motivo immagino con le sembianze del protagonista di un film di Ken Loach, Il mio amico Eric - un altro capofamiglia poco rispettato e deriso anche per la sua onestà - e una madre terribile, devastata dagli Harmony e dalla televisione, che ripete in continuazione alla figlia, come un mantra: “ti meriti di meglio”. Penso che ci siano parecchie Iris in giro, più di quante ne immaginiamo, e che alla base delle loro peggiori rovine ci sia sempre una vocina cattiva consigliera che ripete al loro orecchio: “ti meriti di meglio”. È la voce del nostro tempo, e questo romanzo lo sa raccontare in modo onesto.

    ha scritto il 

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    Non ho empatizzato con il libro. Per essere un'opera prima (credo) mi è sembrato troppo "leccato" nella scrittura, rifinito e smacchiato, nei contenuti. Mi sono riconosciuto nei luoghi descritti - ...continua

    Non ho empatizzato con il libro. Per essere un'opera prima (credo) mi è sembrato troppo "leccato" nella scrittura, rifinito e smacchiato, nei contenuti. Mi sono riconosciuto nei luoghi descritti - sono cresciuto in una zona tra Tuscolano e Piazza Vittorio - e ciò ha reso più sopportabile la lettura che è andata via liscia ma senza sussulti (solo un paio di bei flash, un po' pochino). Potrebbe essere una buona sceneggiatura per una doppia serata sulle reti TV nazionali.

    ha scritto il 

  • 4

    Roba da donne? Assolutamente no!

    Un esordio importante. È un'opera prima e a tratti si vede nell'attenzione a rendersi comprensibili e quindi a spiegare un po' più di quanto sia necessario. Perché la storia (e la malattia) della ...continua

    Un esordio importante. È un'opera prima e a tratti si vede nell'attenzione a rendersi comprensibili e quindi a spiegare un po' più di quanto sia necessario. Perché la storia (e la malattia) della protagonista sono illustrate benissimo dalla descrizione pulita dei fatti e e dalla messa in parole dei travagli e dei pensieri della protagonista stessa. Approcciato con un po' di diffidenza, perché pensavo di trovarmi davanti a "un libro di donne, sulle donne, per le donne", il racconto invece mi ha preso per la sua asciuttezza e per la sua mancanza d'indulgenza. Tutte le giustificazioni che Iris si dà per la sua attività compulsiva sono solo della ragazza e non certo dell'autrice. Per cui il libro diventa l'analisi di una patologia, che non conoscevo se non nell'ambito di qualche presa in giro verso le amiche appassionate di shopping, e che segna il nostro tempo anche a livello sociologico. E alla fine, nonostante la lontananza dalla protagonista, un filo di empatia mi è scattato, al punto di dire ... e poi?

    ha scritto il 

  • 3

    Tre e mezzo

    Non avrei mai scelto di leggere questo libro basandomi solo sulla trama perché detesto lo shopping e pensavo mi avrebbe annoiato anche leggere qualcosa che ne parlasse. Ma conosco l'autrice, le ...continua

    Non avrei mai scelto di leggere questo libro basandomi solo sulla trama perché detesto lo shopping e pensavo mi avrebbe annoiato anche leggere qualcosa che ne parlasse. Ma conosco l'autrice, le poche volte che l'ho incontrata mi ha dato l'impressione di essere una persona affidabile e serenamente equilibrata, e ho pensato che se si è cimentata nella scrittura probabilmente ha da dire cose interessanti; i commenti positivi degli altri lettori hanno fatto il resto. Comunque, leggendo ci si rende conto che lo shopping in questo caso è una dipendenza come un'altra; poteva essere l'alcool, il sesso compulsivo o un amore malato: qualsiasi tipo di dipendenza ti può portare alla rovina, e quella di Iris è raccontata in modo secondo me davvero sorprendente per un'opera prima, tanto che si riesce a sentirne l'angoscia, il tentativo di minimizzare, di soffocare i sensi di colpa, di arrampicarsi sugli specchi per trovare delle giustificazioni. E' una dipendenza raccontata con grande sensibilità e realismo, e non mi ha annoiata per nulla. Un personaggio francamente odioso, ma molto verosimile e pieno di sfumature, che non cadono mai nella banalità o nel luogo comune.

    ha scritto il 

  • 4

    "Comprami" gridano gli oggetti dalle vetrine, è un richiamo a cui Iris non può sottrarsi, non può fare a meno dell'ebbrezza e del senso di libertà che ogni oggetto acquistato le regala. Non ...continua

    "Comprami" gridano gli oggetti dalle vetrine, è un richiamo a cui Iris non può sottrarsi, non può fare a meno dell'ebbrezza e del senso di libertà che ogni oggetto acquistato le regala. Non riesce a fermarsi, poco importa se spende soldi che non ha, se si indebita senza via d'uscita, se la banca la insegue, se mente alla famiglia e agli amici, è preda di una fame insaziabile e senza controllo...fino a quando anche lei diventa un oggetto in vetrina che ripete disperatamente "comprami". Approccio inconsueto ed originale al tema della dipendenza, trascinante ed avvicente, grazie anche alla scrittura tirata e sobria che stringe nella spirale dell'ossessione e dell'astinenza e trasforma il lettore in spettatore non giudicante ma coinvolto, chiamato ad assistere alla degradazione psicologica e sociale della protagonista. Un ottimo romanzo d'esordio, quindi, che mentre esplora i labirinti emotivi della compulsione getta un occhio impietoso al dio dell'apparenza e dell'immagine che sembra governare i nostri tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello-bello-bello!!! Mi è piaciuto tantissimo il modo di scrivere di Valeria, e la storia è riuscita a rapirmi. Tanto da trovare quasi impossibile staccarmi dalle vicissitudini di Iris. Io, a ...continua

    Bello-bello-bello!!! Mi è piaciuto tantissimo il modo di scrivere di Valeria, e la storia è riuscita a rapirmi. Tanto da trovare quasi impossibile staccarmi dalle vicissitudini di Iris. Io, a questo punto, aspetto il prosieguo...

    ha scritto il 

  • 0

    Mai letto un libro più schizzato di questo.

    Più schizzato nel senso che ha delle cose veramente eccezionali e delle altre che proprio non stanno in piedi. La prima cosa in cui ti imbatti, è ovviamente lo stile. Un po' lento, superato. C'è ...continua

    Più schizzato nel senso che ha delle cose veramente eccezionali e delle altre che proprio non stanno in piedi. La prima cosa in cui ti imbatti, è ovviamente lo stile. Un po' lento, superato. C'è qualcosa di stonato in questo stile, credo dipenda dal tipo di costruzione ma non ne sono sicuro. Non riesco a mettere a fuoco, solo per tutta la lettura ho avvertito questa stonatura, una mancanza di corrispondenza fra lo stile e le cose narrate. Superato lo scoglio dello stile il lettore comincia a percorrere la storia di questa ragazza, Iris, delle fantasie che l'assalgono e, complice la sua bellezza, la spingono a cercare scorciatoie per uscire da una situazione di precarietà data dalle condizioni familiari non eccezionali. Ora, il vero punto di forza del romanzo è la psicologia della ragazza, il suo percorso mentale, le tappe della trasformazioni, il modo in cui pensa. Tutte queste cose sono veramente splendide. E anche i tempi delle varie tappe sono perfetti. Tutto questo riscatta ampiamente la stonatura dello stile. Peccato che non basta. Perché poi nessuno dei fatti esterni che accompagnano questo percorso è minimamente credibile. Sarebbe bastato probabilmente un po' di documentazione e di ragionamento per evitare queste grossolanità, ma niente è stato fatto. Ne elenco qualcuna a caso. Nessuna banca fa sforare di mezzo euro una cassiera di supermercato che per di più ha un semplice contratto a un anno. È impensabile che possa arrivare a 5.000 euro di sforamento (A meno che il romanzo non sia stato scritto almeno dieci anni fa). I siti di Escort non funzionano per niente come è scritto nel romanzo. Non è che ti iscrivi e ti arrivano le telefonate a casa. Altrimenti quelli, dove ci guadagnano? Capisco che noi maschietti siamo deficienti, ma niente funziona nel profilo del ragazzo di Iris. E per quanto stupidi siamo, non è che ci facciamo prendere per il culo in questo modo. Soprattutto se poi uno è giovane, belloccio e vive in periferia, un po' scafato sarà. A tutto questo si aggiunge l'assurdità del finale. Non entro nei particolari, dico solo che l'azione si svolge in serata, forse anche tarda e Iris a un certo punto comincia a ricevere delle telefonate che semplicemente non possono avvenire. Però proprio nel finale è molto bello il modo in cui risolve tutta la storia del rapporto a due. Sballottato far questi estremi, non so proprio che cosa dire, ma siccome sono un buono, direi che le cose positive mi rimangono più impresse delle negative.

    ha scritto il 

  • 4

    una bella lettura

    L’ho letto tutto d’un fiato, il bel libro di Valeria Campana. La lettura infatti scorre veloce, la narrazione ti prende e ti coinvolge in un crescendo di eventi, una spirale di smania, ...continua

    L’ho letto tutto d’un fiato, il bel libro di Valeria Campana. La lettura infatti scorre veloce, la narrazione ti prende e ti coinvolge in un crescendo di eventi, una spirale di smania, insofferenza e frenesia da cui Iris non può e non vuole sottrarsi ; con una scrittura fluida, uno stile descrittivo mai pesante, che consente quasi di vedere le scene narrate, Valeria Campana trasforma un trama che può apparire banale in un romanzo coinvolgente; ti cala nella condizione triste e desolata di chi vive nella mediocrità, ai margini della povertà e della sopravvivenza; il ritratto psicologico di Iris è dettagliato: giovane e bella, non si arrende alla vita ordinaria, monotona e un po’ squallida che ha davanti, sogna una vita diversa, e crede con tutte le sue forze di poter cambiare un destino che sembra già segnato. Mortifica se stessa e la propria dignità, sacrifica chi la ama in nome di un benessere fatto solo di apparenze. Complimenti all’autrice, davvero una bella lettura. Lo consiglio vivamente.

    ha scritto il 

  • 4

    I love shopping, versione seria.

    Il primo commento è già nel titolo. È serio senza essere serioso. È un'analisi sociale, non è e non vuole essere socievole. Sembra scritto non per piacere ma per il piacere di chi l'ha scritto. ...continua

    Il primo commento è già nel titolo. È serio senza essere serioso. È un'analisi sociale, non è e non vuole essere socievole. Sembra scritto non per piacere ma per il piacere di chi l'ha scritto. Capiamoci, sono tutte cose che ammiro in un libro. La protagonista è quel che si dice "risultato sociale del consumismo" inteso come lo intendono le multinazionali. Un consumatore lo è quando compra, non interessa se poi usa e consuma. È il modo più educato di definire il compratore, il più piccolo e indifeso ingranaggio della catena economica. Ecco Iris, la protagonista, è così. È una che compra per il piacere di comprare. Di più, per l'esigenza di comprare. È il sogno avverato di chi vende per incassare. Senza di lei non ci sarebbero gli outlet, non esisterebbero i negozi a 50 centesimi, non ci sarebbero i grandi centri commerciali. Insomma, si starebbe meglio. Comprami non critica Iris, non critica il commercio così mal ridotto, non offre neanche una soluzione. È una storia, una fetta di realtà neanche troppo piccola. È una torta senza ciliegina.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando scrivere il commento ad un libro scritto da un'amica è facile: perchè Comprami è bello e non bisogna arrampicarsi sugli specchi con il bilancino delle parole, come si sarebbe dovuto fare, ...continua

    Quando scrivere il commento ad un libro scritto da un'amica è facile: perchè Comprami è bello e non bisogna arrampicarsi sugli specchi con il bilancino delle parole, come si sarebbe dovuto fare, da amico, per timore di risultare sgradevoli, nel caso di un risultato fiacco.

    Comprami è un viaggio nel mondo dell'effimero, della bellezza fine a sè stessa, dei progetti megalomani che ti fanno svoltare la vita senza lottare e sudare, del tutto e subito, dell'irresponsabilità, dell'egoismo, del fallimento.

    In altre parole, è una storia perfetta per descrivere, attraverso personaggi e microcosmi apparentemente secondari (la periferia di Roma, un discount alla stazione Termini, una città di provincia del Nord) l'Italia del XXI secolo, che si riflette a specchio nei compromessi, nelle bugie e nei sogni irrealizzabili di Iris, che cerca disperatamente, come moltissimi suoi coetanei e non, di comprarsi il futuro senza viverlo, nè costruirlo. E restando inevitabilmente imprigionata nel vicolo cieco del fallimento e della povertà, non materiale, ma generata dai desideri insoddisfatti e dalla compulsività al possesso.

    Brava Valeria!

    ha scritto il