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Con gli occhi chiusi

Di

Editore: Mondadori

3.3
(1165)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804393467 | Isbn-13: 9788804393467 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il romanzo fu pubblicato nel 1918. E' la storia, largamente autobiografica,di un'adolescenza, dei primi dolorosi incontri con la realtà e con l'amore.Pietro Rosi è un giovane fragile e sognatore, figlio di un oste rude e di unadonna delicata che muore ben presto. Pietro si innamora di una giovane contadina, Ghisola, sentimento che affronta "ad occhi chiusi". Quando a FirenzeGhisola, dopo essere stata l'amante di un uomo maturo, rimasta incinta, decide di sfruttare il sentimento di Pietro e di attribuirgli la paternità del figlio che aspetta, si trova però costretta a sfuggirgli, perché Piero la "rispetta" e fa sfumare il suo piano. Scoperta improvvisamente la verità Piero"apre" gli occhi e termina così la sua adolescenza.
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  • 3

    Portare a termine questo romanzo non è stata una delle imprese più semplici. Tozzi ti sbatte in faccia un mondo cupo, triste, dominato dall'ignoranza e da una violenza onnipresente (nonostante questa ...continua

    Portare a termine questo romanzo non è stata una delle imprese più semplici. Tozzi ti sbatte in faccia un mondo cupo, triste, dominato dall'ignoranza e da una violenza onnipresente (nonostante questa non sia sempre esplicita). Sicuramente un romanzo importante perché introduce la figura dell'inetto, fetticcio ossessivo di gran parte del 900 letterario. Tuttavia non è una lettura adatta a chi si fa ingannare dalla sua brevità.

    ha scritto il 

  • 3

    In questo romanzo fa da corollario al pessimismo radicale, una concezione negativa dell’amore e dell’affettività, dominata dall’inganno e dal dolore; una visione cui sottende, magari anche inconsapevo ...continua

    In questo romanzo fa da corollario al pessimismo radicale, una concezione negativa dell’amore e dell’affettività, dominata dall’inganno e dal dolore; una visione cui sottende, magari anche inconsapevolmente, un'inconfessata misoginia, dove è la donna che tenta l’uomo, fino a portarlo alla rovina.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di un amore umiliante e visionario

    Lo scenario aspro e poetico delle colline toscane è il luogo dove s’incontrano i personaggi di questa storia. Le contrade di Poggio a Meli, di Radda, e le campagne intorno a Siena, punteggiate dai col ...continua

    Lo scenario aspro e poetico delle colline toscane è il luogo dove s’incontrano i personaggi di questa storia. Le contrade di Poggio a Meli, di Radda, e le campagne intorno a Siena, punteggiate dai colori del grano e degli ulivi, somigliano alle opere d'arte di un giovane pittore verista. Ed è proprio il quadro di un macchiaiolo fiorentino che pare di vedere tra le pagine del romanzo. Come un dipinto di Telemaco Signorini, accentuato da contrasti e chiaroscuri, questa vicenda drammatica e bellissima è animata da cose e persone scarne, essenziali, di una semplicità che si riduce all’osso. “Con gli occhi chiusi” racconta il tormento di un amore umiliante, un oscuro groviglio di timidezze e violenze tra Pietro, figlio di un oste e padre-padrone autoritario, e Ghìsola, giovane contadina dai sentimenti ambigui. È la storia di una porta che si apre al tempo degli inganni, al peso di un affetto perseverante seppur non corrisposto. Pietro, chiara figura autobiografica dell’autore, emblema del disagio esistenziale, rappresenta l’uomo incapace di agire e di lottare perché chiuso in una dimensione visionaria che lo rende impotente e inadatto all’amore. Prigioniero della sua vita interiore, che gli si sovrappone sempre, è costretto appunto a vivere “con gli occhi chiusi” nel torpore emotivo, un sonno che sarà scosso soltanto dalla rivelazione del tradimento e da una totale disillusione. Una storia dove tutto il flusso di passione si arresta di colpo come lava vulcanica che si raggela e poi si pietrifica. Nel romanzo, che possiede molte corrispondenze con la vita dello scrittore, dall’ambiente della trattoria paterna alla figura dolce e sottomessa della madre, vengono affrontati temi che saranno ricorrenti nella produzione letteraria di Federigo Tozzi. Il pessimismo profondo, l’impossibilità di uscire dalla gabbia del proprio io, l’illusorio e apparente sollievo dal malessere nervoso. A rendere particolare la scrittura è soprattutto il linguaggio duro e realistico della prosa, lo stile asciutto e arido dei dialoghi, la punteggiatura insolita e la presenza del dialetto toscano che si inserisce nei discorsi diretti. Ricco di finezza introspettiva e di capacità analitica nel descrivere i sentimenti contorti di Pietro, un protagonista irrisolto e fragile.

    ha scritto il 

  • 0

    Autore poco conosciuto ma per un toscano doveroso da leggere.
    Il romanzo è forse uno dei più tristi e introspettivi della letteratura italiana. Una famiglia emancipata dalla terra che con il benessere ...continua

    Autore poco conosciuto ma per un toscano doveroso da leggere.
    Il romanzo è forse uno dei più tristi e introspettivi della letteratura italiana. Una famiglia emancipata dalla terra che con il benessere economico (e la proprietà fondiaria) non riesce però ad avere accesso al capitale culturale, Domenico il padre padrone odia la scuola ed il figlio (il protagonista del romanzo) Pietro fatica 20 anni per avere un diplòoma di disegno (fallisce la licemnza elementare). In questo clima i sentimenti sono rarefatti, chiusi e poco coraggiosi. Anche l'adolescenza di Pietro con l'amore nascente per la Ghisola (bella, orgogliosa ma selvaggia) è un periodo cupo e permeato di silenzi, paure (del babbo, dei compagni di scuola, degli assalariati, delle donne, del lavoro, di tutto) e continue indecisioni.
    Il realismo, a volte crudo, con le condizioni di vita ed i rapporti umani si misura con la scarnificazione di sentimenti che non avranno mai esito positivo fino alla brusca cesura della conclusione.

    ha scritto il 

  • 2

    Se tu non hai amato mai!
    Basta questi uomini che cercano le vergini! Lui irreggibile, lei peggio di lui!
    Evitabile… e ho anche il dubbio di averlo già letto!
    Romanzo di formazione? L’unica formazione ...continua

    Se tu non hai amato mai!
    Basta questi uomini che cercano le vergini! Lui irreggibile, lei peggio di lui!
    Evitabile… e ho anche il dubbio di averlo già letto!
    Romanzo di formazione? L’unica formazione che lui ne ha tratto è stato che è un cretino, ma come dire...alle prime pagine già lo si intuiva. Tozzi non fa per me….
    Due stelle, ma solo perchè oggi sono di buon umore :P

    ha scritto il 

  • 0

    Un elogio dell'autocommiserazione

    Ho trovato questo libro meno peggio di quello che pensassi, nonostante la storia fosse di una tristezza assoluta. Non c'è amore tra i personaggi. Neanche tra Anna e suo figlio Pietro. Neanche Domenico ...continua

    Ho trovato questo libro meno peggio di quello che pensassi, nonostante la storia fosse di una tristezza assoluta. Non c'è amore tra i personaggi. Neanche tra Anna e suo figlio Pietro. Neanche Domenico riesce a voler bene a suo figlio Pietro dato che è troppo impegnato ad amare ciò che vorrebbe fosse suo figlio dato che non lo ascolta e non si preoccupa minimamente di, anche solo provare, capire i suoi bisogni, i suoi sogni, le sue aspirazioni o le sue aspirazioni. Non stupisce, quindi che Pietro scambi l'affetto, se si può chiamare tale, molto interessato di Ghisola per amore e che non voglia vedere l'effettiva realtà dei fatti. Pietro non vuole vedere non per pigrizia mentale ma perchè gli farebbe troppo male perdere anche il suo ultimo appiglio affettivo ed emozionale che è Ghisola.

    ha scritto il 

  • 3

    Un amore d'altri tempi

    Si parla d'amore in questo libro, un amore d'altri tempi. Di quelli che difficilmente coinvolgono il lettore moderno , mettendo in risalto problematiche relazionali oggi ormai ben più che superate. Ma ...continua

    Si parla d'amore in questo libro, un amore d'altri tempi. Di quelli che difficilmente coinvolgono il lettore moderno , mettendo in risalto problematiche relazionali oggi ormai ben più che superate. Ma l'autore non scrive un romanzo rosa: i suoi personaggi sono tutti totalmente negativi, il bello dell'umanità traspare solo a piccolissimi bocconi qua e là, come una leggera interferenza al sostanziale male che anima il mondo. E' un libro composto per quadri, spesso impressionisti, la cui narrazione si trova spezzettata tra un paesaggio e l'altro. Può risultare fastidioso ai più; certamente datato. Ne consiglio la lettura però a chi volesse conoscere uno dei migliori narratori italiani, almeno per la lirica e la poiesi, del primo quarto di Novecento.

    ha scritto il 

  • 4

    Con gli occhi chiusi è un Bildungsroman al negativo, ossia un romanzo di formazione che si conclude non con la crescita del protagonista e con il suo inserimento nella società degli adulti, ma con un ...continua

    Con gli occhi chiusi è un Bildungsroman al negativo, ossia un romanzo di formazione che si conclude non con la crescita del protagonista e con il suo inserimento nella società degli adulti, ma con un suo fallimento.
    Scritto nel 1913, si inserisce nel contesto della letteratura di inizio Novecento in cui a dominare sono gli inetti, gli antieroi: primo tra tutti lo Zeno Cosini di Svevo, Michele de Gli Indifferenti di Moravia, Mattia Pascal di Pirandello e molti altri. La storia, ambientata tra Siena, Firenze e le stupende campagne toscane, racconta la storia di Pietro Rosi, un giovane adolescente privo di passioni, talenti e di un vero sogno, che si lascia trascinare dagli eventi della vita senza mai reagire davvero.

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    http://www.lastambergadeilettori.com/2013/09/con-gli-occhi-chiusi-federigo-tozzi.html

    ha scritto il