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Con gli occhi chiusi

Di

Editore: Mondadori

3.3
(1082)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804393467 | Isbn-13: 9788804393467 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Il romanzo fu pubblicato nel 1918. E' la storia, largamente autobiografica,di un'adolescenza, dei primi dolorosi incontri con la realtà e con l'amore.Pietro Rosi è un giovane fragile e sognatore, figlio di un oste rude e di unadonna delicata che muore ben presto. Pietro si innamora di una giovane contadina, Ghisola, sentimento che affronta "ad occhi chiusi". Quando a FirenzeGhisola, dopo essere stata l'amante di un uomo maturo, rimasta incinta, decide di sfruttare il sentimento di Pietro e di attribuirgli la paternità del figlio che aspetta, si trova però costretta a sfuggirgli, perché Piero la "rispetta" e fa sfumare il suo piano. Scoperta improvvisamente la verità Piero"apre" gli occhi e termina così la sua adolescenza.
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  • 4

    Con gli occhi chiusi è un Bildungsroman al negativo, ossia un romanzo di formazione che si conclude non con la crescita del protagonista e con il suo inserimento nella società degli adulti, ma con ...continua

    Con gli occhi chiusi è un Bildungsroman al negativo, ossia un romanzo di formazione che si conclude non con la crescita del protagonista e con il suo inserimento nella società degli adulti, ma con un suo fallimento. Scritto nel 1913, si inserisce nel contesto della letteratura di inizio Novecento in cui a dominare sono gli inetti, gli antieroi: primo tra tutti lo Zeno Cosini di Svevo, Michele de Gli Indifferenti di Moravia, Mattia Pascal di Pirandello e molti altri. La storia, ambientata tra Siena, Firenze e le stupende campagne toscane, racconta la storia di Pietro Rosi, un giovane adolescente privo di passioni, talenti e di un vero sogno, che si lascia trascinare dagli eventi della vita senza mai reagire davvero.

    Continua su http://www.lastambergadeilettori.com/2013/09/con-gli-occhi-chiusi-federigo-tozzi.html

    ha scritto il 

  • 4

    Le vie, le mura, le case, il fiume, i prati... è questo il bello di questo romanzo. Impossibile non sentirsi proiettati in quei paesaggi così bene e dettagliatamente descritti. Il protagonista del ...continua

    Le vie, le mura, le case, il fiume, i prati... è questo il bello di questo romanzo. Impossibile non sentirsi proiettati in quei paesaggi così bene e dettagliatamente descritti. Il protagonista del romanzo è Pietro un ragazzo inquieto che vive la vita, come da titolo, con gli occhi chiusi, senza mai rendersi veramente conto di ciò che gli accade intorno e di come la bella Ghisola si approfitti di lui. Pietro è un po' in ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro dei ricordi, una testimonianza di un mondo che non c’è più.

    Questo è solo uno dei modi con cui è possibile catalogare oggi un’opera come Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi, ed è ...continua

    Un libro dei ricordi, una testimonianza di un mondo che non c’è più.

    Questo è solo uno dei modi con cui è possibile catalogare oggi un’opera come Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi, ed è il mio.

    Dico oggi perché, se una volta poteva essere il racconto di una vicenda che coinvolge classi sociali sostanzialmente diverse a creare sia attenzione che forse anche un qualche scandalo, nei tempi moderni certamente questa riflessione non è più valida.

    La storia della Ghisola e di Pietro oggi passerebbe inosservata, mentre invece quello che non passa per nulla inosservato è tutto un insieme di aspetti che ormai non trovano più riscontro alcuno, come ad esempio il linguaggio e le usanze del tempo.

    Per l’appunto ricordo che il libro venne scritto dall’autore nel lontano 1919 e presenti molti aspetti autobiografici.

    Il linguaggio della scrittura dell’opera è abbastanza particolare e presenta molte differenze con la lingua che siamo stati abituati a parlare negli ultimi 40 anni, basti citare alcune espressioni come a pena (appena), né meno (nemmeno), a posta (apposta), briaco (ubriaco), leticata (litigata), doventare (diventare); molte altre ancora sono presenti nei dialoghi e nelle espressioni dell’autore.

    Le descrizioni degli spazi e degli ambienti sono senza dubbio ben costruite e dettagliate, ma essendo lontano dalle nostre abitudini possono avere effetti opposti a seconda del tipo di lettore: in alcuni casi appaiono curiose e con quel qualcosa che può attirare l’attenzione di chi legge contribuendo ad accendere la fantasia; in altri casi possono risultare leggermente indigeste ed estranee al contesto, specie per chi, come nel mio caso, normalmente si concentra più sulla vicenda che sul contorno.

    Senza dubbio interessante l’aspetto degli usi e costumi, con le difficoltà di comunicazione presenti all’epoca tra le persone, gli infiniti luoghi comuni, le incredibili superstizioni, i timori del pensiero della gente, il modo di fare delle diverse categorie sociali, ecc. ecc.

    Alcuni passaggi meritano, per motivi diversi, di essere qui citati:

    Ghisola astiò il figlio del padrone con quell’astio istintivo e cattivo che hanno quelli che sono costretti ad ubbidire.

    ( per ribadire il rapporto esistente tra il proprietario terriero e gli assalariati al suo servizio )

    Che era bella non glielo doveva dire, per non farle un complimento che sembrasse magari equivoco.

    ( per ricordare i luoghi comuni e le difficoltà di una comunicazione chiara e diretta anche tra persone che credono di amarsi )

    Tutti gli altri poveri erano andati incontro a Rosaura come un branco di polli verso il punto dov’è rimbalzato un chicco di granturco.

    ( per fermare un mondo che non c’è più; quanti giovani oggigiorno hanno avuto occasione di osservare la bramosia con cui un branco di polli si lancia verso quel punto? )

    Ecco dunque la mia personale conclusione: Con gli occhi chiusi può essere un buon libro se affrontato con la curiosità per i tempi andati, diversamente potrebbe facilmente deludere.

    Tempo di lettura: 4h 35m

    http://ferdori.wordpress.com

    ha scritto il 

  • 5

    ....molto amaro, soprattutto il finale....servirebbe un seguito, per sapere se poi Pietro ha imparato a vivere "ad occhi aperti", cioè a capire le intenzioni degli altri (o magari a non aver paura ...continua

    ....molto amaro, soprattutto il finale....servirebbe un seguito, per sapere se poi Pietro ha imparato a vivere "ad occhi aperti", cioè a capire le intenzioni degli altri (o magari a non aver paura di capirle)...molta com-passione per lui... Riporto uno stralcio dalla prefazione: "In un mondo ove la società industriale fa sempre più affievolire i valori spirituali, il disinteresse, l'amore, la lealtà alla natura, la fedeltà all'ideale, l'uomo, nel ritratto di Tozzi, si sente estraneo, assediato dall'incomprensione, escluso da un vero dialogo umano; la sua sete di affetto si trasforma in disperata solitudine; egli è costretto per attutire le ferite a vivere con gli occhi chiusi"

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha conquistata

    Ciò che ho davvero apprezzato di questo libro è l'ambientazione, ci sono delle descrizioni di Firenze, Siena, della campagna toscana e della vita contadina davvero suggestive. Io vivo in un paese ...continua

    Ciò che ho davvero apprezzato di questo libro è l'ambientazione, ci sono delle descrizioni di Firenze, Siena, della campagna toscana e della vita contadina davvero suggestive. Io vivo in un paese toscano ed è incredibile come molti modi di fare siano rimasti invariati negli ultimi cento anni. Per ragioni biografiche mi sono spesso immedesimata in Pietro e in suo padre Domenico ho rivisto tanto del mio. La trama non mi ha entusiasmata troppo però non credo che fosse l'elemento principale in questo testo, leggendo mi sembrava di assistere a delle scene di vita che potevano esistere anche autonomamente da tutte le altre.

    ha scritto il 

  • 3

    La tristezza dell'inettitudine

    Un romanzo molto triste, che racconta una vicenda caratterizzata da una realtà cruda e senza speranza che l'inettitudine del protagonista non riesce a riscattare. Stilisticamente molto bello e dai ...continua

    Un romanzo molto triste, che racconta una vicenda caratterizzata da una realtà cruda e senza speranza che l'inettitudine del protagonista non riesce a riscattare. Stilisticamente molto bello e dai contenuti molto alti, è una mazzata dal punto di vista psicologico.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto triste su un inetto che cerca la sua strada annientato dal conflitto col padre dominante e dalla assoluta assenza di affetti sinceri, che ha il grande pregio di un finale fulminante. La ...continua

    Libro molto triste su un inetto che cerca la sua strada annientato dal conflitto col padre dominante e dalla assoluta assenza di affetti sinceri, che ha il grande pregio di un finale fulminante. La lingua è quella toscana contadina di inizio secolo che, non so che effetto possa fare a chi toscano non è, a me sembrava di risentir parlare i miei nonni.

    ha scritto il