Con gli occhi chiusi

Di

Editore: Rusconi Libri

3.3
(1194)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8870828867 | Isbn-13: 9788870828863 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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  • 2

    Prendi una vita tra Siena e Firenze agli inizi del '900. Una trattoria e un podere. Una vita agiata, immersa in tanta ignoranza e altrettanta brutalità.
    Uomini e donne che vivono con lo stesso spirito ...continua

    Prendi una vita tra Siena e Firenze agli inizi del '900. Una trattoria e un podere. Una vita agiata, immersa in tanta ignoranza e altrettanta brutalità.
    Uomini e donne che vivono con lo stesso spirito delle bestie che accudiscono. Prendi un protagonista, che poi è Tozzi stesso, sempre spostato rispetto alla realtà, sognatore deluso che avanza nella vita "con gli occhi chiusi", che cerca il senso delle cose senza fare i conti con la realtà.
    Prendi una bella contadina, rendila "facile" per quei tempi, e fanne una storia d'amore.
    Romanzo autobiografico difficile, faticoso oggi, perché datato come storia e come "morale".
    Tuttavia tocca delle vette linguistiche impressionanti. Alcuni passaggi sono goduriosissimi da un punto di vista stilistico: un lirismo veramente raro.
    Lo consiglio solo nel caso si abbia voglia di una bella lingua toscana e di un recupero di radici ormai lontane dalla nostra sensibilità.

    ha scritto il 

  • 1

    ma che noia

    Mi impongo di finire tutti i libri che comincio, poi mi chiedo perché, dato che ho una lista infinita di libri da leggere e ho continuato questa storia noiosa e scritta in modo pesante.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo quasi autobiografico

    La storia è quella di un'iniziazione alla vita di un giovane, soffocato dal conflitto con il padre, ma sostenuto dall'illusione, poi perduta di un saldo legame amoroso. La prima parte rappresenta le i ...continua

    La storia è quella di un'iniziazione alla vita di un giovane, soffocato dal conflitto con il padre, ma sostenuto dall'illusione, poi perduta di un saldo legame amoroso. La prima parte rappresenta le inquietudini e i turbamenti del ragazzo, le sfumate ambivalenze della sua sensibilità all'inizio di una torbida convalescenza, oscillanti fra il sadismo, l'angoscia e il primo risveglio del sesso. E parallelamente appare l'immagine di Ghisola. Con le sue schermaglie amorose e il suo senso concreto della vita, la ragazza versa dolcemente un veleno nell'animo di Pietro, fino a travolgerlo, senza una decisa volontà di fargli del male: tanto è vero che, alla fine dell'avventura, lei affonda nella melma della prostituzione. E si avverte qua e là, nel racconto, quasi il puntiglio di dover superare, da parte del narratore-protagonista, quella "brama insensata". Sono personaggi, specie quello di Ghisola, da cui non saranno troppo lontane alcune "donne" di Bilenchi e di Cassola, nonché di Moravia; suggerite, si può dire da quella libertà e intraprendenza con cui essa nacque viva nella fantasia di Tozzi. In questo romanzo fa da corollario al pessimismo radicale, una concezione negativa dell’amore e dell’affettività, dominata dall’inganno e dal dolore; una visione cui sottende, magari anche inconsapevolmente, un'inconfessata misoginia, dove è la donna che tenta l’uomo, fino a portarlo alla rovina.

    ha scritto il 

  • 0

    oltre il tema dell'incapacità o del rifiuto di porre una condizione al proprio io negativo intinto nella zuppa della retorica del vivere sociale, l'autobiografismo di tozzi rende almeno la parvenza di ...continua

    oltre il tema dell'incapacità o del rifiuto di porre una condizione al proprio io negativo intinto nella zuppa della retorica del vivere sociale, l'autobiografismo di tozzi rende almeno la parvenza di un limite oltre il quale la vita ha una essenza pura quanto irresponsabile: purtroppo adoperare il proprio istinto come percorso accidentato e rovinoso è una strada che trascina tutto alluvionata dal senso di colpa altrui. questa partecipazione dello scrittore all'identificazione tragica dei suoi personaggi (come del resto in "tre croci") è condivisione del suo essere che supera quel limite che è il racconto fatto di ricercatezza stilistica: nelle parole non si trova definizione, classificazione, ma quasi una collocazione splendidamente desertica su rotte difficilmente battute o, meglio, evitate; una solitudine interiore senza soluzione sociologica o ideologica, forse pietistica e comprensiva, ma non per questo meno lucida e realistica.

    ha scritto il 

  • 3

    Portare a termine questo romanzo non è stata una delle imprese più semplici. Tozzi ti sbatte in faccia un mondo cupo, triste, dominato dall'ignoranza e da una violenza onnipresente (nonostante questa ...continua

    Portare a termine questo romanzo non è stata una delle imprese più semplici. Tozzi ti sbatte in faccia un mondo cupo, triste, dominato dall'ignoranza e da una violenza onnipresente (nonostante questa non sia sempre esplicita). Sicuramente un romanzo importante perché introduce la figura dell'inetto, fetticcio ossessivo di gran parte del 900 letterario. Tuttavia non è una lettura adatta a chi si fa ingannare dalla sua brevità.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di un amore umiliante e visionario

    Lo scenario aspro e poetico delle colline toscane è il luogo dove s’incontrano i personaggi di questa storia. Le contrade di Poggio a Meli, di Radda, e le campagne intorno a Siena, punteggiate dai col ...continua

    Lo scenario aspro e poetico delle colline toscane è il luogo dove s’incontrano i personaggi di questa storia. Le contrade di Poggio a Meli, di Radda, e le campagne intorno a Siena, punteggiate dai colori del grano e degli ulivi, somigliano alle opere d'arte di un giovane pittore verista. Ed è proprio il quadro di un macchiaiolo fiorentino che pare di vedere tra le pagine del romanzo. Come un dipinto di Telemaco Signorini, accentuato da contrasti e chiaroscuri, questa vicenda drammatica e bellissima è animata da cose e persone scarne, essenziali, di una semplicità che si riduce all’osso. “Con gli occhi chiusi” racconta il tormento di un amore umiliante, un oscuro groviglio di timidezze e violenze tra Pietro, figlio di un oste e padre-padrone autoritario, e Ghìsola, giovane contadina dai sentimenti ambigui. È la storia di una porta che si apre al tempo degli inganni, al peso di un affetto perseverante seppur non corrisposto. Pietro, chiara figura autobiografica dell’autore, emblema del disagio esistenziale, rappresenta l’uomo incapace di agire e di lottare perché chiuso in una dimensione visionaria che lo rende impotente e inadatto all’amore. Prigioniero della sua vita interiore, che gli si sovrappone sempre, è costretto appunto a vivere “con gli occhi chiusi” nel torpore emotivo, un sonno che sarà scosso soltanto dalla rivelazione del tradimento e da una totale disillusione. Una storia dove tutto il flusso di passione si arresta di colpo come lava vulcanica che si raggela e poi si pietrifica. Nel romanzo, che possiede molte corrispondenze con la vita dello scrittore, dall’ambiente della trattoria paterna alla figura dolce e sottomessa della madre, vengono affrontati temi che saranno ricorrenti nella produzione letteraria di Federigo Tozzi. Il pessimismo profondo, l’impossibilità di uscire dalla gabbia del proprio io, l’illusorio e apparente sollievo dal malessere nervoso. A rendere particolare la scrittura è soprattutto il linguaggio duro e realistico della prosa, lo stile asciutto e arido dei dialoghi, la punteggiatura insolita e la presenza del dialetto toscano che si inserisce nei discorsi diretti. Ricco di finezza introspettiva e di capacità analitica nel descrivere i sentimenti contorti di Pietro, un protagonista irrisolto e fragile.

    ha scritto il 

  • 0

    Autore poco conosciuto ma per un toscano doveroso da leggere.
    Il romanzo è forse uno dei più tristi e introspettivi della letteratura italiana. Una famiglia emancipata dalla terra che con il benessere ...continua

    Autore poco conosciuto ma per un toscano doveroso da leggere.
    Il romanzo è forse uno dei più tristi e introspettivi della letteratura italiana. Una famiglia emancipata dalla terra che con il benessere economico (e la proprietà fondiaria) non riesce però ad avere accesso al capitale culturale, Domenico il padre padrone odia la scuola ed il figlio (il protagonista del romanzo) Pietro fatica 20 anni per avere un diplòoma di disegno (fallisce la licemnza elementare). In questo clima i sentimenti sono rarefatti, chiusi e poco coraggiosi. Anche l'adolescenza di Pietro con l'amore nascente per la Ghisola (bella, orgogliosa ma selvaggia) è un periodo cupo e permeato di silenzi, paure (del babbo, dei compagni di scuola, degli assalariati, delle donne, del lavoro, di tutto) e continue indecisioni.
    Il realismo, a volte crudo, con le condizioni di vita ed i rapporti umani si misura con la scarnificazione di sentimenti che non avranno mai esito positivo fino alla brusca cesura della conclusione.

    ha scritto il 

  • 2

    Se tu non hai amato mai!
    Basta questi uomini che cercano le vergini! Lui irreggibile, lei peggio di lui!
    Evitabile… e ho anche il dubbio di averlo già letto!
    Romanzo di formazione? L’unica formazione ...continua

    Se tu non hai amato mai!
    Basta questi uomini che cercano le vergini! Lui irreggibile, lei peggio di lui!
    Evitabile… e ho anche il dubbio di averlo già letto!
    Romanzo di formazione? L’unica formazione che lui ne ha tratto è stato che è un cretino, ma come dire...alle prime pagine già lo si intuiva. Tozzi non fa per me….
    Due stelle, ma solo perchè oggi sono di buon umore :P

    ha scritto il 

  • 0

    Un elogio dell'autocommiserazione

    Ho trovato questo libro meno peggio di quello che pensassi, nonostante la storia fosse di una tristezza assoluta. Non c'è amore tra i personaggi. Neanche tra Anna e suo figlio Pietro. Neanche Domenico ...continua

    Ho trovato questo libro meno peggio di quello che pensassi, nonostante la storia fosse di una tristezza assoluta. Non c'è amore tra i personaggi. Neanche tra Anna e suo figlio Pietro. Neanche Domenico riesce a voler bene a suo figlio Pietro dato che è troppo impegnato ad amare ciò che vorrebbe fosse suo figlio dato che non lo ascolta e non si preoccupa minimamente di, anche solo provare, capire i suoi bisogni, i suoi sogni, le sue aspirazioni o le sue aspirazioni. Non stupisce, quindi che Pietro scambi l'affetto, se si può chiamare tale, molto interessato di Ghisola per amore e che non voglia vedere l'effettiva realtà dei fatti. Pietro non vuole vedere non per pigrizia mentale ma perchè gli farebbe troppo male perdere anche il suo ultimo appiglio affettivo ed emozionale che è Ghisola.

    ha scritto il 

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