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Con gli occhi chiusi

Di

Editore: Edizioni Clandestine

3.3
(1148)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 149 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8889383801 | Isbn-13: 9788889383803 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Pietro è un adolescente abulico e introverso che vive nell'incomprensionefamiliare. Il padre Domenico, violento e dispotico, è teso unicamente alguadagno e disprezza il figlio per la sua apatia, mentre la madre è una donnaammalata e sottomessa al volere del marito. Il romanzo è imperniatosull'attrazione tormentata fra Pietro e la coetanea Ghisola. Quando, oramaiventenne, il protagonista incontra di nuovo la ragazza, assai cambiata,riscopre in sé l'amore che provava, anche se i suoi occhi chiusi gliimpediscono di scorgere da subito la triste e nuda verità.
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  • 4

    Storia di un amore umiliante e visionario

    Lo scenario aspro e poetico delle colline toscane è il luogo dove s’incontrano i personaggi di questa storia. Le contrade di Poggio a Meli, di Radda, e le campagne intorno a Siena, punteggiate dai col ...continua

    Lo scenario aspro e poetico delle colline toscane è il luogo dove s’incontrano i personaggi di questa storia. Le contrade di Poggio a Meli, di Radda, e le campagne intorno a Siena, punteggiate dai colori del grano e degli ulivi, somigliano alle opere d'arte di un giovane pittore verista. Ed è proprio il quadro di un macchiaiolo fiorentino che pare di vedere tra le pagine del romanzo. Come un dipinto di Telemaco Signorini, accentuato da contrasti e chiaroscuri, questa vicenda drammatica e bellissima è animata da cose e persone scarne, essenziali, di una semplicità che si riduce all’osso. “Con gli occhi chiusi” racconta il tormento di un amore umiliante, un oscuro groviglio di timidezze e violenze tra Pietro, figlio di un oste e padre-padrone autoritario, e Ghìsola, giovane contadina dai sentimenti ambigui. È la storia di una porta che si apre al tempo degli inganni, al peso di un affetto perseverante seppur non corrisposto. Pietro, chiara figura autobiografica dell’autore, emblema del disagio esistenziale, rappresenta l’uomo incapace di agire e di lottare perché chiuso in una dimensione visionaria che lo rende impotente e inadatto all’amore. Prigioniero della sua vita interiore, che gli si sovrappone sempre, è costretto appunto a vivere “con gli occhi chiusi” nel torpore emotivo, un sonno che sarà scosso soltanto dalla rivelazione del tradimento e da una totale disillusione. Una storia dove tutto il flusso di passione si arresta di colpo come lava vulcanica che si raggela e poi si pietrifica. Nel romanzo, che possiede molte corrispondenze con la vita dello scrittore, dall’ambiente della trattoria paterna alla figura dolce e sottomessa della madre, vengono affrontati temi che saranno ricorrenti nella produzione letteraria di Federigo Tozzi. Il pessimismo profondo, l’impossibilità di uscire dalla gabbia del proprio io, l’illusorio e apparente sollievo dal malessere nervoso. A rendere particolare la scrittura è soprattutto il linguaggio duro e realistico della prosa, lo stile asciutto e arido dei dialoghi, la punteggiatura insolita e la presenza del dialetto toscano che si inserisce nei discorsi diretti. Ricco di finezza introspettiva e di capacità analitica nel descrivere i sentimenti contorti di Pietro, un protagonista irrisolto e fragile.

    ha scritto il 

  • 0

    Autore poco conosciuto ma per un toscano doveroso da leggere.
    Il romanzo è forse uno dei più tristi e introspettivi della letteratura italiana. Una famiglia emancipata dalla terra che con il benessere ...continua

    Autore poco conosciuto ma per un toscano doveroso da leggere.
    Il romanzo è forse uno dei più tristi e introspettivi della letteratura italiana. Una famiglia emancipata dalla terra che con il benessere economico (e la proprietà fondiaria) non riesce però ad avere accesso al capitale culturale, Domenico il padre padrone odia la scuola ed il figlio (il protagonista del romanzo) Pietro fatica 20 anni per avere un diplòoma di disegno (fallisce la licemnza elementare). In questo clima i sentimenti sono rarefatti, chiusi e poco coraggiosi. Anche l'adolescenza di Pietro con l'amore nascente per la Ghisola (bella, orgogliosa ma selvaggia) è un periodo cupo e permeato di silenzi, paure (del babbo, dei compagni di scuola, degli assalariati, delle donne, del lavoro, di tutto) e continue indecisioni.
    Il realismo, a volte crudo, con le condizioni di vita ed i rapporti umani si misura con la scarnificazione di sentimenti che non avranno mai esito positivo fino alla brusca cesura della conclusione.

    ha scritto il 

  • 2

    Se tu non hai amato mai!
    Basta questi uomini che cercano le vergini! Lui irreggibile, lei peggio di lui!
    Evitabile… e ho anche il dubbio di averlo già letto!
    Romanzo di formazione? L’unica formazione ...continua

    Se tu non hai amato mai!
    Basta questi uomini che cercano le vergini! Lui irreggibile, lei peggio di lui!
    Evitabile… e ho anche il dubbio di averlo già letto!
    Romanzo di formazione? L’unica formazione che lui ne ha tratto è stato che è un cretino, ma come dire...alle prime pagine già lo si intuiva. Tozzi non fa per me….
    Due stelle, ma solo perchè oggi sono di buon umore :P

    ha scritto il 

  • 0

    Un elogio dell'autocommiserazione

    Ho trovato questo libro meno peggio di quello che pensassi, nonostante la storia fosse di una tristezza assoluta. Non c'è amore tra i personaggi. Neanche tra Anna e suo figlio Pietro. Neanche Domenico ...continua

    Ho trovato questo libro meno peggio di quello che pensassi, nonostante la storia fosse di una tristezza assoluta. Non c'è amore tra i personaggi. Neanche tra Anna e suo figlio Pietro. Neanche Domenico riesce a voler bene a suo figlio Pietro dato che è troppo impegnato ad amare ciò che vorrebbe fosse suo figlio dato che non lo ascolta e non si preoccupa minimamente di, anche solo provare, capire i suoi bisogni, i suoi sogni, le sue aspirazioni o le sue aspirazioni. Non stupisce, quindi che Pietro scambi l'affetto, se si può chiamare tale, molto interessato di Ghisola per amore e che non voglia vedere l'effettiva realtà dei fatti. Pietro non vuole vedere non per pigrizia mentale ma perchè gli farebbe troppo male perdere anche il suo ultimo appiglio affettivo ed emozionale che è Ghisola.

    ha scritto il 

  • 3

    Un amore d'altri tempi

    Si parla d'amore in questo libro, un amore d'altri tempi. Di quelli che difficilmente coinvolgono il lettore moderno , mettendo in risalto problematiche relazionali oggi ormai ben più che superate. Ma ...continua

    Si parla d'amore in questo libro, un amore d'altri tempi. Di quelli che difficilmente coinvolgono il lettore moderno , mettendo in risalto problematiche relazionali oggi ormai ben più che superate. Ma l'autore non scrive un romanzo rosa: i suoi personaggi sono tutti totalmente negativi, il bello dell'umanità traspare solo a piccolissimi bocconi qua e là, come una leggera interferenza al sostanziale male che anima il mondo. E' un libro composto per quadri, spesso impressionisti, la cui narrazione si trova spezzettata tra un paesaggio e l'altro. Può risultare fastidioso ai più; certamente datato. Ne consiglio la lettura però a chi volesse conoscere uno dei migliori narratori italiani, almeno per la lirica e la poiesi, del primo quarto di Novecento.

    ha scritto il 

  • 4

    Con gli occhi chiusi è un Bildungsroman al negativo, ossia un romanzo di formazione che si conclude non con la crescita del protagonista e con il suo inserimento nella società degli adulti, ma con un ...continua

    Con gli occhi chiusi è un Bildungsroman al negativo, ossia un romanzo di formazione che si conclude non con la crescita del protagonista e con il suo inserimento nella società degli adulti, ma con un suo fallimento.
    Scritto nel 1913, si inserisce nel contesto della letteratura di inizio Novecento in cui a dominare sono gli inetti, gli antieroi: primo tra tutti lo Zeno Cosini di Svevo, Michele de Gli Indifferenti di Moravia, Mattia Pascal di Pirandello e molti altri. La storia, ambientata tra Siena, Firenze e le stupende campagne toscane, racconta la storia di Pietro Rosi, un giovane adolescente privo di passioni, talenti e di un vero sogno, che si lascia trascinare dagli eventi della vita senza mai reagire davvero.

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    http://www.lastambergadeilettori.com/2013/09/con-gli-occhi-chiusi-federigo-tozzi.html

    ha scritto il 

  • 4

    Le vie, le mura, le case, il fiume, i prati... è questo il bello di questo romanzo. Impossibile non sentirsi proiettati in quei paesaggi così bene e dettagliatamente descritti.
    Il protagonista del rom ...continua

    Le vie, le mura, le case, il fiume, i prati... è questo il bello di questo romanzo. Impossibile non sentirsi proiettati in quei paesaggi così bene e dettagliatamente descritti.
    Il protagonista del romanzo è Pietro un ragazzo inquieto che vive la vita, come da titolo, con gli occhi chiusi, senza mai rendersi veramente conto di ciò che gli accade intorno e di come la bella Ghisola si approfitti di lui.
    Pietro è un po' in ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro dei ricordi, una testimonianza di un mondo che non c’è più.

    Questo è solo uno dei modi con cui è possibile catalogare oggi un’opera come Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi, ed è il mio.

    D ...continua

    Un libro dei ricordi, una testimonianza di un mondo che non c’è più.

    Questo è solo uno dei modi con cui è possibile catalogare oggi un’opera come Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi, ed è il mio.

    Dico oggi perché, se una volta poteva essere il racconto di una vicenda che coinvolge classi sociali sostanzialmente diverse a creare sia attenzione che forse anche un qualche scandalo, nei tempi moderni certamente questa riflessione non è più valida.

    La storia della Ghisola e di Pietro oggi passerebbe inosservata, mentre invece quello che non passa per nulla inosservato è tutto un insieme di aspetti che ormai non trovano più riscontro alcuno, come ad esempio il linguaggio e le usanze del tempo.

    Per l’appunto ricordo che il libro venne scritto dall’autore nel lontano 1919 e presenti molti aspetti autobiografici.

    Il linguaggio della scrittura dell’opera è abbastanza particolare e presenta molte differenze con la lingua che siamo stati abituati a parlare negli ultimi 40 anni, basti citare alcune espressioni come a pena (appena), né meno (nemmeno), a posta (apposta), briaco (ubriaco), leticata (litigata), doventare (diventare); molte altre ancora sono presenti nei dialoghi e nelle espressioni dell’autore.

    Le descrizioni degli spazi e degli ambienti sono senza dubbio ben costruite e dettagliate, ma essendo lontano dalle nostre abitudini possono avere effetti opposti a seconda del tipo di lettore: in alcuni casi appaiono curiose e con quel qualcosa che può attirare l’attenzione di chi legge contribuendo ad accendere la fantasia; in altri casi possono risultare leggermente indigeste ed estranee al contesto, specie per chi, come nel mio caso, normalmente si concentra più sulla vicenda che sul contorno.

    Senza dubbio interessante l’aspetto degli usi e costumi, con le difficoltà di comunicazione presenti all’epoca tra le persone, gli infiniti luoghi comuni, le incredibili superstizioni, i timori del pensiero della gente, il modo di fare delle diverse categorie sociali, ecc. ecc.

    Alcuni passaggi meritano, per motivi diversi, di essere qui citati:

    Ghisola astiò il figlio del padrone con quell’astio istintivo e cattivo che hanno quelli che sono costretti ad ubbidire.

    ( per ribadire il rapporto esistente tra il proprietario terriero e gli assalariati al suo servizio )

    Che era bella non glielo doveva dire, per non farle un complimento che sembrasse magari equivoco.

    ( per ricordare i luoghi comuni e le difficoltà di una comunicazione chiara e diretta anche tra persone che credono di amarsi )

    Tutti gli altri poveri erano andati incontro a Rosaura come un branco di polli verso il punto dov’è rimbalzato un chicco di granturco.

    ( per fermare un mondo che non c’è più; quanti giovani oggigiorno hanno avuto occasione di osservare la bramosia con cui un branco di polli si lancia verso quel punto? )

    Ecco dunque la mia personale conclusione: Con gli occhi chiusi può essere un buon libro se affrontato con la curiosità per i tempi andati, diversamente potrebbe facilmente deludere.

    Tempo di lettura: 4h 35m

    http://ferdori.wordpress.com

    ha scritto il