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Con il vento nei capelli

Vita di una donna palestinese

Di

Editore: Giunti Editore

3.9
(102)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Altri

Isbn-10: 8809203674 | Isbn-13: 9788809203679 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 0

    Il punto di vista di una palestinese e la sua vita, vista da lei.
    No, grazie no.
    Non ho letto un solo rigo in cui lei si chiedesse: perché fanno così?
    Critica la madre perché rimaneva incinta, lei ci casca tre volte e benedice la sua ignoranza sessuale. Scusa mamma? non è previs ...continua

    Il punto di vista di una palestinese e la sua vita, vista da lei.
    No, grazie no.
    Non ho letto un solo rigo in cui lei si chiedesse: perché fanno così?
    Critica la madre perché rimaneva incinta, lei ci casca tre volte e benedice la sua ignoranza sessuale. Scusa mamma? non è previsto.
    Un ragazzo le scrive poesie con cui lei si va bella con le amiche, il malcapitato fa finta di inciampare e la abbraccia e lei lo fa pestare dai fratelli. Scusa, ma sono felice di essere diversa da te!
    Va in Kuwait a lavorare per essere libera ma disprezza la ricchezza degli altri, forse per questo giustifica Saddam nella sua invasione e parla solo della arroganza americana contro di lui? Vallo a dire ai Curdi, per cui non hai rispetto, eppure lo pretendi dagli israeliani!
    Va a Vienna ma non si adatta perché sono tutti cattivi, vive di sigarette e nervoso, il figlio nasce in questa situazione e sta male ma la colpa è del mondo cattivo, va in Arabia Saudita e il figlio di 8 anni si scopre che non conosce l'arabo, mentre lei era insegnante di arabo..... le manca tanto il suo paese e non insegna la sua lingua ai figli? Era tanto infelice ma non fa niente per creare nella sua famiglia una relazione con le tradizioni?
    Una donna piena di contraddizioni imbevute di ego, politica, di irriconoscimenti. Che non mi è piaciuta.
    Sono lontana mille miglia dal suo assolutismo, dal suo giustificare gli attentati e il terrorismo, dal suo non tornare mai indietro a chiedere scusa, dal suo non accorgersi.
    Mi astengo dal dare un giudizio, ma per carità, è una figura che narrata così mi appare lontanissima dal mio modo di pensare. Ed è anche strumentalizzata a dovere dalla sinistra che, come al solito, si è appropriata di queste storie per farsi lustro.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non so perché amo questa vita [...] Ho sempre amato svegliarmi, tutti i giorni. [...] Adoro l'inverno, il freddo che mi ostacola e mi fa sentire viva [...] Nessuno è indispensabile. Tutto viene dimenticato ed io, sono una persona qualunque"

    ha scritto il 

  • 3

    Bel libro, scritto in modo non impeccabile. L'autrice preferisce un taglio personale, forse per far capire l'impatto delle vicende palestinesi sulla gente comune. Decide di scrivere la propria esperienza nell'ultimo periodo della propria esistenza, si percepisce una certa fretta nello svolgere il ...continua

    Bel libro, scritto in modo non impeccabile. L'autrice preferisce un taglio personale, forse per far capire l'impatto delle vicende palestinesi sulla gente comune. Decide di scrivere la propria esperienza nell'ultimo periodo della propria esistenza, si percepisce una certa fretta nello svolgere il racconto, putroppo morirà prima di vedere terminata l'opera. Avrei preferito qualche dettaglio storico in più ma la postfazione della co-autrice contribuisce a far capire tante cose. Lettura comunque molto interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Se, come me, non avevate mai capito la questione palestinese, questo libro è una guida utile per cercare si penetrare la profonda e delicata questione di questo popolo. La figura di Salwa Salem è decisamente un aiuto prezioso per aiutarci a comprendere i,

    ha scritto il 

  • 3

    Senza mordente

    Si tratta della (auto)biografia di una donna nata in Palestina nel 1940, che quindi ha vissuto tutta la tragedia di questa nazione.
    Potrebbe (e dovrebbe) essere una lettura interessantissima, ma la scrittura è alquanto scadente e il libro perde di mordente.

    ha scritto il 

  • 4

    grande voglia di pace

    Salma Salem è una donna palestinese che in piena malattia decide di consegnare le vicissitudini, i ricordi, gli eventi della sua vita a chi potrà scriverne perche nulla sia perduto.
    Salma è una donna forte e coraggiosa che fin da giovane età ha dovuto lottare per difendere la sua casa, la s ...continua

    Salma Salem è una donna palestinese che in piena malattia decide di consegnare le vicissitudini, i ricordi, gli eventi della sua vita a chi potrà scriverne perche nulla sia perduto.
    Salma è una donna forte e coraggiosa che fin da giovane età ha dovuto lottare per difendere la sua casa, la sua famiglia e il suo paese martoriato dai continui conflitti. Sempre alla ricerca della libertà per il suo paese, prima a Vienna e poi in Italia, anche dall’esilio, non si affievolisce la sua continua lotta per la Palestina che ha sempre conosciuto sofferenza e dolore. Un libro intenso che tramite fatti di storia e personali trasmettono una grande voglia di pace.

    ha scritto il 

  • 4

    'ala hall shàriha, “con i capelli sciolti”

    Salwa Salem era una donna palestinese, nata in quella terra di aspri conflitti e vissuta a lungo in esilio: questa scarna e generica definizione sottende un complesso intreccio di fattori sociali e religiosi, di destini storici e fedi politiche, di scelte contraddittorie fra tradizione ed eman ...continua

    Salwa Salem era una donna palestinese, nata in quella terra di aspri conflitti e vissuta a lungo in esilio: questa scarna e generica definizione sottende un complesso intreccio di fattori sociali e religiosi, di destini storici e fedi politiche, di scelte contraddittorie fra tradizione ed emancipazione, fra desiderio di pace e necessità di lotta. Lo stesso intreccio che fa della "questione palestinese" uno dei nodi più aggrovigliati e drammatici della nostra storia contemporanea.

    "Da noi esiste un'espressione paricolare per indicare le ragazze troppo libere: 'ala hall shàriha che significa “con i capelli sciolti”. Ho sempre trovato molto singolare che un'immagine così bella, l'immagine di una ragazza con i capelli al vento, fosse un'espressione offensiva..."

    Non sono mai stata una ragazza leggera, non sono mai andata
    'ala hall shàriha, come temeva mio padre, ma sono semre riuscita ad ottenere ciò che volevo, a fare anche cose un po' spericolate e a godermi sempre il vento nei capelli. (Salwa Salem) Voto: 8

    ha scritto il 

  • 3

    Prendo in mano il libro di Salwa Salem, “Con il vento nei capelli”,
    pensando di leggere la vita rivoluzionaria di una donna. Una palestinese.
    Quello che trovo è il racconto di una vita piena sì di idee rivoluzionarie, ma
    anche pregna di compromessi, di contraddizioni, di consape ...continua

    Prendo in mano il libro di Salwa Salem, “Con il vento nei capelli”,
    pensando di leggere la vita rivoluzionaria di una donna. Una palestinese.
    Quello che trovo è il racconto di una vita piena sì di idee rivoluzionarie, ma
    anche pregna di compromessi, di contraddizioni, di consapevoli o meno
    adeguamenti alla tradizione.
    Questa donna, Salwa, ha una vasta cultura, ha letto molto, ha studiato, si
    è laureata, ha viaggiato ed è diventata un’insegnante che trasmette alle
    proprie allieve le idee di uguaglianza tra uomini e donne. Impresa che deve
    compiere, però, in una scuola femminile, in un paese, l’Arabia Saudita,
    dove le donne non potrebbero nemmeno lavorare.
    Una donna che rifiuta il dovere di coprirsi in pubblico
    ma allo stesso tempo trova l’abbaya (un mantello
    nero, lungo, che si mette sulla testa, si tiene chiuso
    con la mano sotto il mento e che lascia scoperto solo
    il viso), utile e comodo per difendersi dal vento e dalla
    polvere.
    Una donna che crede nell’amore e soprattutto nel
    matrimonio d’amore, che trova ingiusto che siano i
    parenti a scegliere il marito per le figlie, ma che poi
    si innamorerà proprio di uno dei pretendenti presentati
    dai suoi genitori. Sarà davvero un matrimonio d’amore,
    ma tutto questo spirito rivoluzionario come si può
    manifestare?
    Salwa è in grado di portare avanti idee nuove per
    l’emancipazione femminile nei paesi arabi, oppure
    tutto ciò che professa è destinato a fallire, la tradizione
    è talmente radicata da celarsi sotto nuove forme di
    sottomissione e illusioni di libertà?
    Nessuno ha in tasca la risposta esatta, nemmeno
    chi questa esperienza l’ha provata sulla propria pelle.
    Salwa è nata nel 1940 in Palestina, ha vissuto
    l’invasione israeliana, la nascita di nuove società in
    un paese che da allora non ha ancora conosciuto
    la pace. La sua generazione è trepidante, vivace,
    rivoluzionaria appunto, ma i suoi genitori si riveleranno più moderni del
    fratello maggiore che invece la vuole controllare.
    Salwa parla delle difficoltà che ha dovuto affrontare per poter andare a
    studiare all’estero e così facendo ha aperto la strada alle sorelle più piccole
    che non hanno dovuto faticare tanto.
    A poco a poco i tempi cambiano, ancora oggi il cammino è lungo e difficile
    per le donne di quei paesi. Eppure, se in ogni figlia c’è un poco dello spirito
    e delle aspettative di Salwa, le cose non possono che cambiare. Molto
    dipenderà dalla mentalità delle persone che circondano queste figlie, dalla
    capacità di vedere i diritti delle donne come qualcosa di irrinunciabile.
    Da donna sposata, Salwa viaggerà con i figli, lavorerà in Arabia Saudita,
    visiterà la famiglia in Palestina, il tutto senza il marito a fianco, impegnato
    all’Università di Parma. In questo Salwa è stata fortunata, la sua vita non
    è stata semplice, ma per quanto abbia dovuto lottare, suo padre e gli uomini
    della sua famiglia non le hanno impedito di vivere la vita che lei voleva. La
    società, le convezioni e le leggi invece sono difficili da sradicare, perciò
    per Salwa non è stato possibile realizzare i suoi sogni nel paese d’origine,
    ma ha trovato una nuova patria adottiva a Parma, in Italia, dove i suoi figli
    si sono sentiti meno stranieri che nei paesi arabi.

    ha scritto il 

  • 2

    Grazie a questa lettura ho scoperto cose sulla Palestina e su Israele che ignoravo del tutto, ho imparato qualcosa in più riguardo la guerra e gli schieramenti politici e mi è stato ricordato come può essere umiliante sentirsi estranei in casa propria e andare dove si incontra solamente razzismo. ...continua

    Grazie a questa lettura ho scoperto cose sulla Palestina e su Israele che ignoravo del tutto, ho imparato qualcosa in più riguardo la guerra e gli schieramenti politici e mi è stato ricordato come può essere umiliante sentirsi estranei in casa propria e andare dove si incontra solamente razzismo. E' stata una lettura interessante e semplice, anche se non ho apprezzato il finale istantaneo con l'aggiunta di una postfazione.

    ha scritto il