Con la morte nel cuore

Di

Editore: TEA

3.9
(837)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 443 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850212895 | Isbn-13: 9788850212897 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
C'è grande confusione sotto il cielo di Quarto Oggiaro. I tempi sono propiziper descrivere un altro pannello del polittico, urbano e sociale, che GianniBiondillo ha iniziato a raccontarci con "Per cosa si uccide". E l'autore lo hafatto con un libro generoso, colmo di storie e di personaggi: barboni, exmafiosi, militari, extracomunitari, professori, maestri, pensionate, balordi,motociclisti, criminali, poveracci, e soprattutto lui, l'ispettore Ferraro,impegnato forse in uno dei casi più difficili della sua vita, uno di quelliche si affrontano "con la morte nel cuore". Ferraro indaga, in una Milanofebbrile, avida e cordiale insieme, facendo ogni giorno i conti con i suoimalumori, con la sua caotica vita di divorziato, con i pasti serali sempre piùindigesti, con l'ennesimo tentativo di prendere una laurea, mentre intorno alui, e sulla sua pelle, avvengono linciaggi, sparizioni incomprensibili,strani suicidi, assurdi tiri alla fune, ci sono poliziotti che non partono,altri che non dovrebbero tornare, sparatorie, omicidi multipli, dentierescippate, pestaggi. "Con la morte nel cuore" è il romanzo di una città; unromanzo che trascina, diverte e commuove il lettore, grazie allo sguardopungente e insieme compassionevole di Biondillo, rivolto agli ultimi, aiderelitti, ai dimenticati.
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  • 4

    Riletto dopo 6 anni...

    ...e riscoperto, a riprova di come gli stati d'animo possano influenzare la lettura. Oggi l'ho trovato davvero molto ben scritto: ritmi cinematografici, dialoghi super-realistici. Una seconda parte un ...continua

    ...e riscoperto, a riprova di come gli stati d'animo possano influenzare la lettura. Oggi l'ho trovato davvero molto ben scritto: ritmi cinematografici, dialoghi super-realistici. Una seconda parte un po' più fiacca della prima, ma comunque lo consiglio a tutti quanti siano alla ricerca di un bella storia all'italiana.
    Mi permetto comunque una notazione: possibile che nessun commissario, o simile, italiano possa avere una situazione sentimentale "normale"? Da Montalbano, a Schiavone, passando per Ricciardi, Coliandro e De Luca, è consentito appartenere alle "forze dell'ordine" solo se in disordine sentimentale-relazionale???

    ha scritto il 

  • 3

    Giallo molto milanese, ben costruito. L'ispettore Ferraro alle prese con il ritorno all'università, l'accettazione del divorzio da usa moglie, e il trafficking di persone. Carino, un po' troppo "lecca ...continua

    Giallo molto milanese, ben costruito. L'ispettore Ferraro alle prese con il ritorno all'università, l'accettazione del divorzio da usa moglie, e il trafficking di persone. Carino, un po' troppo "leccato" e barocco, er i mei gusti

    ha scritto il 

  • 2

    Avevo apprezzato il primo capitolo dell'ispettore Ferrario e ho attaccato con curiosità questo secondo capitolo.
    Subito la narrazione mi è parsa un po' macchinosa, con l'Autore che si perde in descriz ...continua

    Avevo apprezzato il primo capitolo dell'ispettore Ferrario e ho attaccato con curiosità questo secondo capitolo.
    Subito la narrazione mi è parsa un po' macchinosa, con l'Autore che si perde in descrizioni fiume. D'accordo, conosce Milano, ma non è il caso di romperci la lettura ogni volta con parentesi che rallentano solo il ritmo.
    Peccato, perchè nè la trama nè i personaggi sono male.

    ha scritto il 

  • 3

    Direi che di questi tempi è diffuso il poliziotto - ispettore, commissario, vicequestore che sia - che ha mal digerito una separazione. Sono sempre le donne ad averli lasciati e loro, mentre risolvono ...continua

    Direi che di questi tempi è diffuso il poliziotto - ispettore, commissario, vicequestore che sia - che ha mal digerito una separazione. Sono sempre le donne ad averli lasciati e loro, mentre risolvono casi criminali, rimuginano e sognano di tornare indietro.
    Anche l'ispettore Ferraro ha mal digerito il divorzio e rimugina su quello mentre, a Quarto Oggiaro (Milano), si muove in un caso in cui si intrecciano mafie pugliesi, calabresi e slave.

    Personaggi simpatici, l'ispettore capo Lanza, il barbone Baffo e lui, Ferraro, ironico o piuttosto sarcastico.

    ha scritto il 

  • 3

    In un periodo in cui sto leggendo veramente poco e in maniera discontinua, ho pensato di prendere in mano il secondo capitolo della "saga" del commissario Ferraro perché ne avevo un gran buon ricordo ...continua

    In un periodo in cui sto leggendo veramente poco e in maniera discontinua, ho pensato di prendere in mano il secondo capitolo della "saga" del commissario Ferraro perché ne avevo un gran buon ricordo e volevo un po' sentirmi come quando si torna a casa da un lungo viaggio: al sicuro, in pace con il mondo. Sarà per questa aspettativa (forse eccessiva) che inizialmente mi sono sentita persa tra le righe di una storia di cui non riuscivo ad individuare il capo né la coda, dove mi sembrava di essere "sballottolata" da un personaggio all'altro, da un episodio all'altro, capendoci poco. Leggevo ma senza empatia.
    Poi, dopo qualche pagina, ho per fortuna ritrovato Ferraro, la sua ironia che sfocia qualche volta nel sarcasmo rivolto non solo agli altri ma anche verso se stesso, i suoi colleghi e i vari personaggi che avevano contraddistinto il primo episodio. Ancora una volta, le cose per me interessanti oltre alla storia e al giallo, sono stati i pensieri del commissario, le sue elucubrazioni mentali, il suo rapporto con la ex moglie di cui probabilmente –a modo suo- è ancora innamorato, le sue amicizie o la mancanza di amici, dipende da come si osserva la cosa o meglio, da come Ferraro ti spinge a vederla. E le sue riflessioni, alcune veramente divertenti e così vere da farti quasi dimenticare di star leggendo un libro. E' come parlare con un amico che ti racconta la sua vita, i suoi errori, il tentativo costante di elevarsi dalla massa informe di Quartoggiaro ma rimanendo contemporaneamente legato alla sua infanzia e al suo territorio in maniera inscindibile. Perché Ferraro senza Quartoggiaro non è niente, e questo lui lo sa, per cui la sua è probabilmente una battaglia persa in partenza.
    Biondillo è uno scrittore interessante, ti apre il suo mondo e ti ci fa entrare con grande ospitalità. E' nato a Milano, ma se il cognome non mente deve avere origini meridionali e questo lato è ben presente nella sua Milano, nella sua Quartoggiaro, dove razze, etnie e gruppi si mescolano, non sempre trovando il giusto modo per convivere.
    In definitiva, un bel romanzo, leggero ma non stupido, simpatico e scorrevole: il mio ritorno a casa è stato come lo avevo sperato.

    ha scritto il 

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