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Con le peggiori intenzioni

Di

Editore: Mondadori

3.1
(2059)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8804538023 | Isbn-13: 9788804538028 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Il libro racconta l'irresistibile ascesa e l'inevitabile decadenza dei Sonnino, facoltosa famiglia di ebrei romani, e dei loro amici, sodali, fiancheggiatori e nemici. Dallo sregolato, epico nonno Bepy al disorientato, sgangherato e perplesso nipote Daniel passano le generazioni, le epoche, i pezzi di storia italiana, dagli anni del boom economico agli anni Ottanta. Nato a Roma nel 1972, Alessandro Piperno insegna letteratura francese a Tor Vergata. Questo è il suo romanzo d'esordio.
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  • 2

    Un romanzo piuttosto lezioso. Leggendolo non sono stata catturata dalla storia e dai protagonisti, ma ho avuto solo la netta sensazione della presenza, ingombrante, di un autore con un'alta consideraz ...continua

    Un romanzo piuttosto lezioso. Leggendolo non sono stata catturata dalla storia e dai protagonisti, ma ho avuto solo la netta sensazione della presenza, ingombrante, di un autore con un'alta considerazione di sé stesso. Personalmente avrei preferito avere un impatto più forte e migliore con la narrazione. Un libro che mi ha deluso e che non consiglierei.

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso, pesante, infarcito di parole inutili

    L'ide del romanzo poteva essere buona, peccato che la sua realizzazione è pessima. Una scrittura pesante, piena di parole inutili che affaticano, distraggono, annoiano.

    Non l'ho finito, arrivato alla ...continua

    L'ide del romanzo poteva essere buona, peccato che la sua realizzazione è pessima. Una scrittura pesante, piena di parole inutili che affaticano, distraggono, annoiano.

    Non l'ho finito, arrivato alla metà ho deciso (cosa che faccio veramente di rado) che era meglio spendere il mio tempo in altro modo e l'ho abbandonato. Magari nel finale migliorava.. chissà ?

    Di sicuro, a mio avviso, con una bella cura dimagrante sarebbe stato più leggibile e, forse, anche bello.

    ha scritto il 

  • 0

    letto con le migliori intenzioni. ma la vacua spuma dello stile brillante (se fosse possibile ammetterne l'esistenza si potrebbe parlare di "comicità proustiana", un evidente unicorno stilistico; megl ...continua

    letto con le migliori intenzioni. ma la vacua spuma dello stile brillante (se fosse possibile ammetterne l'esistenza si potrebbe parlare di "comicità proustiana", un evidente unicorno stilistico; meglio rovesciare la formula e ottenere un ben più calzante "proustismo comico"), una volta ritiratasi, lascia ben poca apprezzabile sostanza: un paio di ritratti di ignobili esponenti del capitalismo nostrano, il corrispondente paio di caricaturali consorti e una cartolina della costiera amalfitana; quanto al core business del testo, la deformazione sentimentale di un "marcel" complessato e onanista, feroce autofustigatore e indiretto autoapologeta (unico tuttotondo sullo sfondo di una serie di vuote sagome e clichè), è esibito in una parabola woodyalleniana che sfocia in una scena francamente fetida che meriterebbe un solenne e impietoso spoiler...

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo

    Uno spaccato della borghesia bene romana e uno pseudo psicodramma adolescenziale mescolate in una molto spesso noiosa serie di introspezioni. A mio avviso una abbondante sforbiciata sarebbe stata nece ...continua

    Uno spaccato della borghesia bene romana e uno pseudo psicodramma adolescenziale mescolate in una molto spesso noiosa serie di introspezioni. A mio avviso una abbondante sforbiciata sarebbe stata necessaria

    ha scritto il 

  • 3

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/
    Voto 6/10
    Volevo parlarvi di questo libro già da un po', ma ho preferito far passare qualche giorno per raccogliere le idee. ...continua

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/
    Voto 6/10
    Volevo parlarvi di questo libro già da un po', ma ho preferito far passare qualche giorno per raccogliere le idee. Purtroppo, anche se il tempo è passato, non so ancora cosa dirvi perché idee non ne ho.
    L'ho letto a scatola chiusa prendendolo a caso dalla pila dei libri da leggere senza ricordare niente della trama o dei motivi per cui era lì, quindi non avevo aspettative, di nessun tipo, che potessero venir deluse. Nonostante questo il libro non mi ha lasciato niente. Non ho neanche capito fino in fondo il senso di tutto il racconto.
    Vi ho trovato fin da subito commenti più o meno velati antisemiti da parte di una famiglia di ebrei. Mi sono chiesta quale fosse l'intenzione. provocazione? Satira? Ironia? Non sono riuscita a capirlo.
    La storia è raccontata dal nipote, ma verte per metà sul nonno Bepi, dipinto come una persona affascinante e mondana e causa delle fortune e sfortune della famiglia.
    Eppure non è neanche un'epopea familiare. I racconti sembrano servire solo al protagonista per giustificare i suoi comportamenti.
    Ho provato a prenderla come un'analisi adolescenziale, ma Daniele non sembra un adolescente più o meno normale, bensì una persona piuttosto disturbata, ossessionata dalle calze delle donne, da Gaia e da tutti quelli che gli stanno attorno.
    Non mi ha suscitato nessuna empatia, bensì molta noia, indifferenza e un po' di ribrezzo.
    Troppe le riflessioni e le digressioni nel racconto che allungano e tediano, oltre a spezzare la narrazione e a far perdere il lettore (almeno me).
    E questo mi fa tornare alla domanda iniziale: qual è il senso del libro? (e il motivo per cui lo avevo messo tra quelli da leggere?)
    Forse lo scopo era quello di mostrare come, le azioni di un nonno, possono influenzare i rapporti e la vita sociale del nipote? Una spiegazione che non mi soddisfa. Con questa base il comportamento di Daniele rimane inspiegabile e diviene ancor più strano tutto il parlare di Bepi.
    Comunque lo guardi continua a sembrarmi solo un racconto arrabbiato contro le ingiustizie del mondo senza che tali ingiustizie ci siano realmente e senza suscitare empatia e partecipazione.
    No, francamente non mi è piaciuto. nel voto ho cercato di essere un po' più oggettiva (a qualcuno potrebbe piacere e trovarvi anche un senso), ma più di 6 proprio non mi sento di dare.

    ha scritto il 

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