Confession d'un masque

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Editeur: Gallimard

3.7
(2570)

Language: Français | Number of pages: 246 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Portuguese , German , Spanish

Isbn-10: 2070374556 | Isbn-13: 9782070374557 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Description du livre
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  • 3

    Una lettura non facile, per niente facile.
    Dall'impronta fortemente introspettiva che non sempre sono riuscita ad afferrare in pieno nonostante grandi sforzi, mi è rimasta quella sensazione di non ave ...continuer

    Una lettura non facile, per niente facile.
    Dall'impronta fortemente introspettiva che non sempre sono riuscita ad afferrare in pieno nonostante grandi sforzi, mi è rimasta quella sensazione di non aver saputo cogliere ed apprezzare in toto il messaggio della storia del protagonista.
    Non è facile parlare di omosessualità nel 2017, figuriamoci nel 1969 in Giappone, ma appunto per questo "Confessioni di una maschera" rappresenta un tentativo molto originale ed è da lodare per questo.
    Io non smetterò mai di chiedermi cosa abbia spinto nei secoli l'uomo ad accanirsi tanto sulle preferenze sessuali del proprio vicino in maniera tanto molesta, ma questa è un'altra storia.

    dit le 

  • 3

    Dietro la maschera...

    Quello della "maschera" è un tema che ha affascinato e fatto riflettere una folta schiera di intellettuali del novecento, provenienti da tutto il mondo.
    In Italia, colui che si è maggiormente interess ...continuer

    Quello della "maschera" è un tema che ha affascinato e fatto riflettere una folta schiera di intellettuali del novecento, provenienti da tutto il mondo.
    In Italia, colui che si è maggiormente interessato al "problema della maschera" ( scrivo tra virgolette poichè, a mio avviso, si tratta più di uno stilema sociale) è stato Luigi Pirandello che, con le sue opere, ha puntato i riflettori sulle difficoltà derivanti dall'incontro tra la dimensione privata di ciascun individuo e la collettività: non sempre l'immagine personale che si mostra nei due mondi combacia...anzi! Proprio il novecento, secolo dalla forte "coscienza psicologica", ci restituisce una vasta gamma di personaggi letterari impostati sulla spaccatura tra l'intimo ( e quindi il privato, il segreto) ed il sociale.
    Non siamo forse tutti uno, nessuno e centomila?
    Questa è la vera domanda a cui gli autori novecenteschi hanno provato a dare risposta. Una domanda assillante e dolorosa che ha investito, come un fiume in piena, la produzione letteraria mondiale.
    Oggi, appunto, vi parlo di un romanzo giapponese imperniato totalmente sulla scissione tra le due anime e su quanto dolore, tale scissione, riesca a causare ad un individuo che si sente rifiutato nella sua parte più autentica e genuina: Confessioni di una maschera di Yukio Mishima.
    Yukio Mishima è stato uno dei più importanti e celebri scrittori giapponesi del novecento, una personalità sicuramente controversa ( era un acceso nazionalista, probabilmente omosessuale, che mise fine ai suoi giorni tramite un seppuku, un suicidio rituale in diretta), ma anche uno scrittore estremamente raffinato ed elegante che era solito colorare i suoi scritti con forti tinte di autobiografismo...

    Parere completo su--> http://dovecominciailmond.wixsite.com/dovecominciailmondo/single-post/2017/05/24/Confessioni-di-una-maschera--Yukio-Mishima

    dit le 

  • 4

    Una maschera difficile da portare, dolorosa e imbarazzante quella del protagonista, doveva sempre "recitare una parte, e questo richiedeva un acume e uno studio considerevoli". Una lettura profonda, u ...continuer

    Una maschera difficile da portare, dolorosa e imbarazzante quella del protagonista, doveva sempre "recitare una parte, e questo richiedeva un acume e uno studio considerevoli". Una lettura profonda, uno stile raffinato, un tema complesso trattato dall'autore con delicatezza ma in modo tale da trasmettere al lettore tutta l'angoscia del giovane che si continua a camuffare in modo da sembrare un individuo normale. Ma cos'è la normalità ? Può la normalità, cioè essere come gli altri suoi coetanei ,portare alla felicità ? Interrogativi, dubbi che affiorano in lui nel tentativo di creare un rapporto con gli altri ma che inevitabilmente lo faranno sentire sempre più solo nella sua "diversità".

    dit le 

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    Sicuramente una lettura intensa, anche se non propriamente sulle mie corde a causa della prosa pesante. Il progressivo formarsi della maschera che il protagonista sarà obbligato a tenere per tutta la ...continuer

    Sicuramente una lettura intensa, anche se non propriamente sulle mie corde a causa della prosa pesante. Il progressivo formarsi della maschera che il protagonista sarà obbligato a tenere per tutta la vita è tanto affascinante quanto triste.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Ecco perchè il lupo di Cappuccetto Rosso voleva mangiarsi la nonna: ma purtroppo in casa Mishima non è arrivato in tempo, forse sapeva che anche lì avrebbe fatto una brutta fine. Questo romanzo è molt ...continuer

    Ecco perchè il lupo di Cappuccetto Rosso voleva mangiarsi la nonna: ma purtroppo in casa Mishima non è arrivato in tempo, forse sapeva che anche lì avrebbe fatto una brutta fine. Questo romanzo è molto interessante dal punto di vista letterario e soprattutto dal punto di vista umano perchè racconta una realtà così indicibile che l'autore ha dovuto per buona parte della sua vita indossare una maschera. La maschera del titolo è richiamata all'inzio del romanzo dal gusto per il travestimento di Yukio bambino. Però essa ha un valore simbolico di nascondimento dell'identità piuttosto che di desiderio di mutare di identità (in una femminile). L' omosessualità di Yukio è parziale e strana, unita a una vena di sadismo, non sembra una omosessualità effettiva. La confessione contenuta nel romanzo è un grande atto di coraggio: gli potrebbe far perdere il suo solo amico, ma il peso della finzione gli è diventato insostenibile. La vita di Yukio inizia nel peggiore dei modi: sottratto alla madre dalla nonna inferma vive recluso per il timore della nonna che la madre se lo riprenda. Il padre riesce a tenere lontano dalla terribile vecchia gli altri figli ma impiega 9 anni a riprendersi Yukio.
    Il carattere di Yukio ne esce minato alla radice: nessuna figura femminile di attaccamento, nessun salutare complesso di Edipo ma allo stesso tempo un certo rancore verso il padre che non si è imposto sulla nonna lasciandolo nelle sue grinfie fino a 9 anni e psicologicamente anche oltre ( se non passava un giorno a settimana in casa della nonna cascava il mondo). Per di più il padre che non si è mai imposto sulla vecchia lo costringe a studiare legge e quanto la materia gli interessi si capisce perfettamente.
    Detto questo Yukio-ragazzino si scopre invertito come dice lui ma purtroppo non del tutto: sente attrazione per gli uomini ma si innamora delle donne. Da qui una condizione terribile di non poter unire anima e corpo in un rapporto d'amore di cui avrebbe estremamente bisogno. Bellissimo il suo rapporto d'amore platonico con la sorella del suo più caro amico, Soniko; che però non osa sposare per mancanza di attrazione fisica.
    Il romanzo in sè è una richiesta di amore e di accettazione. La conclusione fa sentire anche al lettore quanto Yukio si sia potuto sentire tagliato fuori dal mondo e lontano dall'umanità, condannato a una percezione negativa di sè e a un senso di peccato e di stortura morale incancellabile. Solo il rapporto d'affetto con Soniko ha su di lui un effetto purificante e di sollievo. Ma crede che un simile rapporto non possa esistere o sopravvivere nel mondo degli adulti, ma solo in una strana nicchia residuo dell'infanzia destinata a sparire, la cui esistenza è precaria. Forse la scrittura del romanzo potrebbe contenere il rimpianto di non avere avuto abbastanza fiducia in Soniko e nell'amore. A un certo punto la porta si chiude o così pare per la sua non disponibilità a togliere la maschera.
    "Innanzitutto è forse ammissibile un amore che non abbia alcun fondamento nel desiderio dei sensi? Non è questo un assurdo ovvio e lampante? Ma poi mi si affacciò un altro pensiero: ammesso che la passione umana abbia la virtù d'innalzarsi al disopra di ogni assurdo, come si può sostenere che non abbia anche quella d'innalzarsi al disopra dei propri assurdi?"

    dit le 

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