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Confessione

Di

Editore: Sellerio

3.5
(98)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 414 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8838923868 | Isbn-13: 9788838923869 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alfonso Geraci

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ciò che ispira Sarah Iles (moglie del dirigente di polizia Desmond Iles) a frequentare quel malfamato locale, il Monty di Ralph Ember, è l’atmosfera eccitante di pericolo, e una sera, mentre è lì seduta in compagnia del suo giovane amante Ian Aston, irrompe trafelato un uomo elegante che si accascia vicino. Prima che si spengano le luci per permettere ai killer di finire in pace il lavoro, Sara ha il tempo di ascoltare le ultime confuse parole di verità della vittima. Ma non può parlare, non può cercare di far luce, senza tradirsi con il marito. In effetti, quell’omicidio è soltanto il preludio di una carneficina tra le bande mafiose che stendono le mani sulla città. Una guerra, nella scura cittadina portuale al sud dell’Inghilterra dove si svolge l’intera serie poliziesca di Bill James, dentro la quale tutti restano trascinati. Sarah e il suo amante, come scomodi testimoni. I malavitosi assetati di controllo e di danaro, più o meno coinvolti col potere e col danaro per bene. Il corpo di polizia, un impasto di rettitudine e di corruzione. E i due protagonisti principali della serie, Desmond Iles e il suo sottoposto Colin Harpur, nemici e alleati: il primo che ne fa un fatto di vendetta personale, il secondo sempre ingolfato nelle sue più o meno lecite frequentazioni criminali; i due, angeli e demoni, a contendersi la linea incerta che divide il giusto dal necessario. A cercare di forzare il male in utile e l’utile in bene. Gli anni sono quelli che gli storici hanno denominato «il lungo addio della Thatcher» vale a dire il periodo in cui la «signora di ferro» sta perdendo il potere. Ed è in realtà il cambio storico degli anni Ottanta thatcheriani (di portata mondiale: la sconfitta delle roccaforti sociali eredità del dopoguerra, l’aziendalizzazione totale, il trionfo della logica liberista: perfino i criminali, in questo libro, parlano con un farsesco gergo politicizzato) che l’autore rappresenta con la sua serie nera, mettendo in scena la lotta eterna tra criminali e poliziotti per il dominio della zona grigia, convinto per primo che il giallo «non ha limiti, inclusi i temi sociali». «Solo in apparenza un thriller – hanno detto i critici di Bill James –, questo libro è una complessa appassionante, raggelante e sorprendente miscela di riflessione etica e studio psicologico».
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  • 4

    Lì per lì ci sono rimasta un po' male, perché da quel che avevo letto su Bill James mi aspettavo qualcosa in stile Carl Hiaasen, cosa che assolutamente non è. Ma poi mi sono molto divertita lo stesso: i dialoghi sono davvero brillanti e ricchi di humour, i personaggi ben disegnati e interessanti, ...continua

    Lì per lì ci sono rimasta un po' male, perché da quel che avevo letto su Bill James mi aspettavo qualcosa in stile Carl Hiaasen, cosa che assolutamente non è. Ma poi mi sono molto divertita lo stesso: i dialoghi sono davvero brillanti e ricchi di humour, i personaggi ben disegnati e interessanti, la vicenda - pur con qualche inverosimiglianza e qualche coincidenza un po' troppo fortuita - tiene. E dopo tanti ebook, il piacere di tenere tra le mani un libro ben fatto, con una carta che è un piacere accarezzare sfogliandola, non è da disprezzare (anche se non ha la lucetta incorporata). Insomma, ci torneremo su questo Bill James.

    Un'osservazione sulla traduzione di Alfonso Geraci, peraltro pregevole: "Possibilmente" in italiano significa "se si può, se è possibile", come decreta per esempio lo Zingarelli. L'effettivo traducente di "possibly" è "forse, è possibile, è probabile". Ed è - palesemente - "forse" ciò che si vuole intendere tutte le volte (e purtroppo non sono poche) che nel testo si incontra "possibilmente".

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di malavita ambientata nell'Inghilterra degli anni ottanta dove si fronteggiano un ispettore e il suo assistente (che l'autore ritrae anche in altri romanzi) e due bande decise ad eliminarsi.
    Piuttosto fiacco,non fosse per il fatto che uno degli sbirri viene cornificato dalla moglie con un ...continua

    Storia di malavita ambientata nell'Inghilterra degli anni ottanta dove si fronteggiano un ispettore e il suo assistente (che l'autore ritrae anche in altri romanzi) e due bande decise ad eliminarsi. Piuttosto fiacco,non fosse per il fatto che uno degli sbirri viene cornificato dalla moglie con uno dei delinquenti (con tutti gli inconvenienti immaginabili), l'avrei trovato davvero poco originale. Mi sa che la mia conoscenza con Bill Jones finisce qui.

    ha scritto il 

  • 4

    Se cercate un poliziesco dalla trama avvincente, non è questo.


    Se invece vi possono interessare dei poliziotti spigolosi ma bravi, inaspettatamente colti e prevedibilmente disincantati, ferocemente passionali e moderatamente morali, adusi a paludose frequentazioni e latori di discutibili i ...continua

    Se cercate un poliziesco dalla trama avvincente, non è questo.

    Se invece vi possono interessare dei poliziotti spigolosi ma bravi, inaspettatamente colti e prevedibilmente disincantati, ferocemente passionali e moderatamente morali, adusi a paludose frequentazioni e latori di discutibili inclinazioni, urge che facciate la conoscenza di Desmond Iles e Colin Harpur.

    Nonchè delle loro impagabili famiglie.

    ha scritto il 

  • 3

    Per una volta i poliziotti non sono belli, bravi, intelligenti, grandi amatori. hanno le loro debolezze e le loro meschinità, piccole invero, ma le hanno e questo li rende più veri.
    Non ci si aspetta, in un contesto inglese, una criminalità quasi di stampo mafioso.
    Proverò a leggere qualcos'altro ...continua

    Per una volta i poliziotti non sono belli, bravi, intelligenti, grandi amatori. hanno le loro debolezze e le loro meschinità, piccole invero, ma le hanno e questo li rende più veri. Non ci si aspetta, in un contesto inglese, una criminalità quasi di stampo mafioso. Proverò a leggere qualcos'altro tanto per consolidare e appronfondire il giudizio che al momento la scio come interlocutorio.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro è stata una sorpresa. Ai primi capitoli non capivo davvero dove andasse a finire, o come si dice "dove andasse a parare" e ho avuto qualche difficoltà a proseguire. Temevo che non sarei riuscita a finirlo. Poi qualcosa scatta e si comincia a galoppare.
    Con uno stile tutto inglese è u ...continua

    Questo libro è stata una sorpresa. Ai primi capitoli non capivo davvero dove andasse a finire, o come si dice "dove andasse a parare" e ho avuto qualche difficoltà a proseguire. Temevo che non sarei riuscita a finirlo. Poi qualcosa scatta e si comincia a galoppare. Con uno stile tutto inglese è un libro molto "fascinoso", elegante nella storia e nello scritto (anche se forse la traduzione ha qualche piccolissima pecca). Da molto l'idea di una storia di mafia degli anni '40. Forse semplicemente sembra un testo senza tempo, ma poi alcuni particolari ci riportano agli anni nostri, ai più vicini. Comunque alla fine, nelle ultime pagine non vedevo l'ora di sapere come terminasse. E non mi ha delusso affatto. Anzi penso che leggerò un altro libro di questo scrittore.

    ha scritto il 

  • 3

    La parte interessante del libro è la contrapposizione sociale tra classi, da una parte quella dell piccola e media borghesia e dall'altra chi vive ai margini della legge. A fare da collante tra queste due classi c'è Sarah Iles moglie del vicesovraintendente e amante di un piccolo truffatore che è ...continua

    La parte interessante del libro è la contrapposizione sociale tra classi, da una parte quella dell piccola e media borghesia e dall'altra chi vive ai margini della legge. A fare da collante tra queste due classi c'è Sarah Iles moglie del vicesovraintendente e amante di un piccolo truffatore che è ai margini, sia della legalità che dell'illegalità. E' bello il modo con il quale l'autore tratteggia il lato psicologico della storia e dei personaggi. Una stella in meno per la frettolosità con la quale chiude la storia e lascia il lettore con la sensazione di incompiutezza.

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo aver letto le recensioni mi aspettavo un libro "indimenticabile", invece ho faticato a terminarlo e, a eccezione di alcune parti ironiche e divertenti, nel complesso l'ho trovato piuttosto noioso :-(

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto moltissimo! Ho iniziato dal secondo romanzo pubblicato in Italia, non so quale sia l’ordine di pubblicazione originale, ma leggendo l’intervista a James di ieri su Repubblica, ha davvero poca importanza. I personaggi principali sono sempre gli stessi, e nonostante 26 episodi (il 27m ...continua

    Mi è piaciuto moltissimo! Ho iniziato dal secondo romanzo pubblicato in Italia, non so quale sia l’ordine di pubblicazione originale, ma leggendo l’intervista a James di ieri su Repubblica, ha davvero poca importanza. I personaggi principali sono sempre gli stessi, e nonostante 26 episodi (il 27mo è in uscita) in 15 anni nessuno di loro è mai invecchiato, per pura volontà dello scrittore, che non ha mai voluto creare una serie logico-temporale. L’obiettivo di James è piuttosto mettere in evidenza il cambio storico degli anni ’80, convinto che “il giallo non ha limiti, incluso il tema sociale”. E lo fa con maestria e senso dell’umorismo.

    I romanzi sono ambientati nell’Inghilterra degli anni ’80, il periodo denominato “il lungo addio della Thatcher”, dove criminali e poliziotti si contendono nuovi spazi e la linea di confine tra la legalità e l’illegalità è sempre più sottile se non ibrida. E’ soprattutto questo aspetto che James mette in evidenza, la zona grigia, nel romanzo i personaggi sono classicamente suddivisi in buoni e cattivi, guardie e ladri, ma i buoni non lo sono mai in assoluto, hanno qualche scheletro nell’armadio e hanno spesso un’etica molto personale riveduta e corretta, i cattivi sono alla ricerca di una certa rispettabilità e di un ruolo sociale importante e riconosciuto, se non per loro, almeno per i loro figli. I dialoghi sono spesso esilaranti, l’umorismo brithis di James è sottile, ironico, e spassoso, specialmente il gergo dei gangster.

    ha scritto il