Confessione di un assassino

raccontata in una notte

Voto medio di 413
| 57 contributi totali di cui 35 recensioni , 22 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Hari Seldon...
Ha scritto il 11/11/15
Lui è Golubcik, e vorrebbe essere Krapotkin. Ma non lo è. Si chiama Golubcik. Vorrebbe tanto chiamarsi Krapotkin. Ma è Golubcik, povero lui. Si sente Krapotkin, anzi: lui È Krapotkin, dentro. Ma il mondo, ca**o!, lo chiama e lo vuole Golubcik! A un c...Continua
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Giorgiafava
Ha scritto il 05/01/15
interessante autoanalisi sul carattere russo: " Mi sembra però che noi russi ci sentiamo spesso lusingati quando abbiamo l'occasione di intrattenerci con uno straniero. E per "stranieri" intendiamo gli europei, cioè quelle persone che dovrebbero aver...Continua
Gorgo
Ha scritto il 29/12/14
Difficile giudicare questo breve romanzo, dal retrogusto un po’ amaro; difficoltà e delusioni dati forse entrambi dal finale, caratterizzato dalla struttura ad anello di un testo che si chiude su se stesso e ben raffigura nella conclusione spreco, di...Continua
lunatica...
Ha scritto il 29/03/14
la banalità del male

Ma non vale dar la colpa al diavolo

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Nick Dembo
Ha scritto il 19/03/14
"Ad un tratto compresi che che non ero capace di essere né Golubcik né Krapotkin."
Come una porta aperta all'improvviso lungo la via, e dietro di essa una scala che scende nell'ignoto. Un'inspiegabile attrazione, si attraversa la soglia e inizia la discesa. Così racconta la sua storia l'assassino Golubcik: il racconto di una disces...Continua
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Antonio Di Leta
Ha scritto il Aug 25, 2017, 17:08
"Entrai poco prima di mezzanotte con l'idea di bere un bicchiere di acquavite e di andarmene subito dopo. Perciò non cercai neanche un tavolo, ma rimasi in piedi al banco, vicino a due altri avventori tardivi che sembravano entrati anche loro per ber...Continua
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Davide Giandonato
Ha scritto il Nov 11, 2016, 23:19
Il giorno nuovo entrò chiaro e trionfante nel nostro stanco ieri.
Pag. 151
Davide Giandonato
Ha scritto il Nov 11, 2016, 23:18
Non avevo mai, fino a quel momento, picchiato per furore. Non so cosa succeda agli altri quando vengono colti dal furore. A me, comunque capitò così, amici miei, ognuno dei colpi mi procurava una voluttà che mi era sconosciuta. Al tempi stesso mi par...Continua
Pag. 145
Davide Giandonato
Ha scritto il Nov 11, 2016, 23:16
D'ora in poi volevo andare ramingo per la vita con il mio dolore e la mia umiliazione, ma come un eroe senza nome. Se fino a quel momento ero stato un eroe miserabile, d'ora in avanti dovevo esserne uno vero, autentico.
Pag. 143
Davide Giandonato
Ha scritto il Nov 11, 2016, 23:15
Adesso m'inebriava persino l'onestà, come prima mi aveva inebriato la cattiveria. Solo molto più tardi compresi che le ebbrezze di questo genere non possono essere durevoli. Non esiste l'ebbrezza dell'onestà, la virtù è sempre sobria.
Pag. 142

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