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Confessioni di un oppiomane

By Thomas De Quincey

(70)

| Others | 9788811582304

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Book Description

44 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una volta ancora avevo ragione: le aspettative fanno male.
    Perché le Confessioni sono davvero indigeste: una sfilata di fatti autobiografici dove l'oppiomane ha ben poco spazio. Io m'aspettavo di vedere quello che gli occhi della sua mente a ...(continue)

    Una volta ancora avevo ragione: le aspettative fanno male.
    Perché le Confessioni sono davvero indigeste: una sfilata di fatti autobiografici dove l'oppiomane ha ben poco spazio. Io m'aspettavo di vedere quello che gli occhi della sua mente avevano visto. E sono rimasta delusa.

    Il suspiria de profundis , invece! I palinsesti ma anche la biblicità, oh, beh, sì. Capisco che JLB abbia amato tanto; ho amato tanto anche io.

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    Malleveria said on Jun 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sono un fan delle digressioni, ma quando è troppo è troppo. Noioso. Davvero poche sono le pagine entusiasmanti e si concentrano tutte alla fine del romanzo, dove De Quincey ci lascia un resoconto delle visioni e degli incubi causati dall'oppio.

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    Ma said on Jun 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    twelve fifty, on a Sunday.

    De Quincey (del quale non avevo che una nozione indiretta, rifratta - per così dire - dai numerosi accenni di Borges) è uomo di lettere: e tanto l'uomo quanto le lettere intessono le pagine di queste confessioni, i loro scorci ed i loro aneddoti. La ...(continue)

    De Quincey (del quale non avevo che una nozione indiretta, rifratta - per così dire - dai numerosi accenni di Borges) è uomo di lettere: e tanto l'uomo quanto le lettere intessono le pagine di queste confessioni, i loro scorci ed i loro aneddoti. La prosa, modulata sui toni di un'ipotassi elegante ma non sentenziosa, scintilla sulla pagina: le cronache del periodo londinese avvincono e quasi commuovono, quelle, un poco più cattedratiche, della dipendenza e dei sogni, guadagnano in analisi quel che perdono di brio.

    Fronte a fronte, le versioni del 1821 e quella, rivista, del 1856 si rivelano organismi profondamente diversi: tanto immediata e vibratile la prima, quanto la seconda è ponderata, filtrata da una consapevolezza più matura e quasi stanca. Verrebbe quasi da trovare, nei due diversi registri del discorso, il riverbero di quella duplice fenomenologia che De Quincey stesso descrive nella sua vicenda di oppiomane: l'esaltazione prodigiosa e l'oblomovismo di chi contempla e riflette sulla propria inazione.

    Edimburgo, 11 maggio 2014.

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    Oneiros said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Beh, non rende giustizia all'oppio.

    Sarebbe questo il primo commento a questo libro-nave scuola, come vorrebbe essere, nelle parole dell'autore.

    Perché magari succede che chi si accinge a leggerlo si immagini un mondo popolato da visioni apocalitti ...(continue)

    Beh, non rende giustizia all'oppio.

    Sarebbe questo il primo commento a questo libro-nave scuola, come vorrebbe essere, nelle parole dell'autore.

    Perché magari succede che chi si accinge a leggerlo si immagini un mondo popolato da visioni apocalittiche, da fantasmi immaginari che non si decidono ad alzarsi dal tuo stomaco, storie di stanze fumose nell'umidità dei porti inglesi, e dolce senso di colpa nel dolciastro amaro in bocca lasciato dal laudano.

    Beh, nulla di tutto questo. Se immaginate di fuggire alla noia della realtà macchinosa con questo libro - che adotta proprio il linguaggio di questa realtà macchinosa - magari... provate con l'oppio.

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    Baltic Man said on Nov 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro piacevolissimo e di veloce lettura. L'autore, con grande lucidità e autoironia, descrive le gioie e i dolori della sua dipendenza dall'oppio, con richiami ad episodi significativi della sua vita.

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    Matteo said on May 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non pensavo mi potesse piacere così tanto. Il testo infatti non è nulla di così sconvolgente,è più una sorta di diario dell'autore, ma il suo diretto rivolgersi a te, lettore, la scrittura di un certo livello stilistico nonché le vive immagini susci ...(continue)

    Non pensavo mi potesse piacere così tanto. Il testo infatti non è nulla di così sconvolgente,è più una sorta di diario dell'autore, ma il suo diretto rivolgersi a te, lettore, la scrittura di un certo livello stilistico nonché le vive immagini suscitate e vagamente familiari sono sufficienti a renderlo un libro interessante e piacevole.

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    L'altra anima ☮ (scambio solo e-book) said on May 6, 2013 | Add your feedback

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