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Confessioni di un ragazzo perbene

Di

Editore: Luciana Tufani Editrice (Iride)

3.2
(38)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8886780818 | Isbn-13: 9788886780810 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
Michele è un trentenne che viene licenziato il giorno stesso in cui apprende del suicidio di uno dei suoi migliori amici.
Incaricato dagli altri tre amici di organizzare il funerale, Michele si troverà a vivere situazioni al limite del paradossale. Si innamorerà del bel becchino che cerca di rimorchiarlo per telefono, si ritroverà come eredità la casa di Francesco (l’amico suicida) da dividere con Paolo, l’amico col quale vive un rapporto conflittuale, Luca, il carattere più docile del gruppo, e Donatello, il ribelle che per vivere si prostituisce.
Come se non bastasse dovrà fare i conti con la famiglia biologica, che non perde occasione per ricordargli il legame di sangue e il suo ruolo all’interno della famiglia, e con la sua terribile nipote, incuriosita e affascinata dall’omosessualità dello zio.
Michele si nasconde spesso nel suo mondo di fantasia in cui può essere padre di una bellissima bambina immaginaria. Ma le cose si complicano con l'arrivo di un misterioso ragazzo dal volto deturpato e di una ragazza che porta con sé una grande sorpresa.
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  • 3

    Libro di semplice ed immediata lettura. Francamente non ho trovato lo stile particolarmente originale, ma a tratti addirittura piatto. Anche il contenuto, con particolare riferimento al mondo omosessuale, mi sembra presentato in maniera stereotipata e ricorda certe commedie italiane sul tema... N ...continua

    Libro di semplice ed immediata lettura. Francamente non ho trovato lo stile particolarmente originale, ma a tratti addirittura piatto. Anche il contenuto, con particolare riferimento al mondo omosessuale, mi sembra presentato in maniera stereotipata e ricorda certe commedie italiane sul tema... Non mi ha convinto molto neanche la definizione psicologica di alcuni personaggi, primo fra tutti Gabriele, il cui ritratto si rivela a mio avviso senza uno spessore particolare.
    Non è forse un libro di quelli che lasciano il segno, ma lo si trova nel complesso piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Carino

    Il libro è molto scorrevole. Scritto in maniera semplice e reale.
    La storia mi è piaciuta. Il protagonista mi ha fatto molta tenerezza. Mi ha lasciato con un sorriso in faccia.

    ha scritto il 

  • 4

    Piacevole

    Libro piacevole con cui passare una giornata, alcune cose assurde ma va bene cosi!
    Ci si affeziona ai personaggi, qualcosa mi è molto piaciuto qualcosa proprio no!
    Scrittura molto fluida! ovviamente sconsogliato agli omofobici!!

    ha scritto il 

  • 0

    Di solito i libri sui (o dei ) gay hanno troppe pagine di sesso, o troppe lacrime.Questo manca delle prime e le seconde scaturiscono con discrezione, almeno nei personaggi,( certo non nel lettore,ma chi piange ormai leggendo un romanzo?).Dire che e' un testo piacevole ,che si legge facilmente, ...continua

    Di solito i libri sui (o dei ) gay hanno troppe pagine di sesso, o troppe lacrime.Questo manca delle prime e le seconde scaturiscono con discrezione, almeno nei personaggi,( certo non nel lettore,ma chi piange ormai leggendo un romanzo?).Dire che e' un testo piacevole ,che si legge facilmente, pero' non basta.A cominciare dai caratteri dei personaggi, abbastanza credibili peraltro,ci si trova di fronte a una serie di tipologie che pur nella loro realta' appaiono spesso come macchiette,o,meglio, stereotipi, forse la cosa di cui l'Italia gay ha oggi meno bisogno.
    I loro passati ,le incomprensioni, i sotterfugi sembrano inoltre appartenere a piu' di una generazione fa: anche se la loro appartenenza al nostro paese rende possibile e credibile i loro traumi.
    Quello che non funziona sono i continui riferimenti a tutte le problematiche gay all'interno della nostra (italiana)societa'.Non che queste non esistano, ma spesso il loro tono didascalico interrompe quel linguaggio quotidiano ( e molto gay) che forse e' la forza del libro.A parte una immagine di Bologna notturna trasformata in un enorme mercato ( ma e' davvero cosi? Io sono di Napoli...) e' proprio la quotidianita', spesso la sua banalita' ,che fa sentire vivi i personaggi.Una scrittura che scorre facile, (dote da non sottovalutare oggigiorno), leggera e senza quelle fastidiose ripetizioni che affossano tanti romanzi.
    La trama si svolge lineare, con pochi e discreti colpi di scena, che sembrano non avere nessun effetto drammatico per il suo dipanarsi successivo. Alcune scene sono di grande effetto, anche se, bisogna pur notarlo, rimandano (il pranzo del protagonista a casa dei genitori) a cose gia' lette, almeno per l'atmosfera creata comunque con buona perizia tecnica ( Il corpo odiato,per esempio).
    Quello che non funziona e' la trama inconsistente: Una scelta stilistica dell'autore, ovviamente, sempre sul filo della discrezione,del soft, ma che alla fine lascia un senso di vuoto, di cose gia' note.Ma forse il tema dominante e' proprio questa volonta' di fare apparire "normale" un tipo di vita che oggi ( e lo dico con rammarico) nel nostro paese appare sempre sopra le righe?
    Cosa resta? Un bel libro, scritto bene,che vuole apparire piu' profondo di quanto a volte sia necessario,e che forse trova proprio nella sua destinazione "per tutti" una ragione di essere.

    ha scritto il 

  • 3

    talmente paradossale da essere quasi bello...quasi

    L'autore in questo romanzo non si è fatto mancare proprio nulla.C'è follia, ipocrisia, cinismo, affetto, amore. Ci sono un gruppo di amici stupendamente variegati e folli, il ragazzotto romantico e sfigato (perbene=sfigato? mi sa di si..) l'amico morto sempre 'presente', la nipotina adorabile imp ...continua

    L'autore in questo romanzo non si è fatto mancare proprio nulla.C'è follia, ipocrisia, cinismo, affetto, amore. Ci sono un gruppo di amici stupendamente variegati e folli, il ragazzotto romantico e sfigato (perbene=sfigato? mi sa di si..) l'amico morto sempre 'presente', la nipotina adorabile impicciona (adorabile!) la bambina-amica immaginaria e non...c'è davvero di tutto, anche troppo.
    Nota solo per me...se come dice un amico di anobii i libri che ti capita di leggere non arrivano mai a caso, penso che debba preoccuparmi visto che in un mese è il secondo romanzo che leggo e che prevede amici immaginari...

    ha scritto il 

  • 0

    romano corale o introspettivo?

    è un romanzo che ti tiene compagnia, la storia di Michele si intreccia con quella degli altri personaggi: parenti, amici reali ed immaginari, vivi e morti. Lo spettro della varia umanità che permea la vita del protagonista rincuora, senza scivolare in facili sdolcinatezze o in un buonismo gratuit ...continua

    è un romanzo che ti tiene compagnia, la storia di Michele si intreccia con quella degli altri personaggi: parenti, amici reali ed immaginari, vivi e morti. Lo spettro della varia umanità che permea la vita del protagonista rincuora, senza scivolare in facili sdolcinatezze o in un buonismo gratuito. C'è la paura di dichiarare la proria omossesualità ai genitori (che lo sanno già), la ricerca dell' amore (e le relative delusioni), la solitudine (nonostante i tanti amici), la precarietà dei giovani laureati (che non è flessibilità) e il desiderio di paternità. Manca il sesso, ma non se ne sente la mancanza.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono stato rimorchiato dal becchino...

    Mi sono innamorata di Michele mentre saliva le scale che portavano all'ufficio del suo capo, mentre cadeva a pezzi assieme alla sua vita.
    Mi sono innamorata di Gabriele quando è sceso dal carro funebre con il fiore rosso all'occhiello.
    Mi sono innamorata di Paolo, di Donatello, di Luc ...continua

    Mi sono innamorata di Michele mentre saliva le scale che portavano all'ufficio del suo capo, mentre cadeva a pezzi assieme alla sua vita.
    Mi sono innamorata di Gabriele quando è sceso dal carro funebre con il fiore rosso all'occhiello.
    Mi sono innamorata di Paolo, di Donatello, di Luca. Di Francesco.
    Ognuno di loro lascia inevitabilmente il segno.
    Sono le confessioni di un ragazzo perbene, non perbenista, che con candore e a volte con ingenuità, affronta le piccole tragedie di ogni giorno.
    Ironia (taaaanta ironia, come piace a me)e sarcasmo (taaanto sarcasmo, come piace a me) dai sapori agrodolci sono il punto di forza di questo romanzo, che non annoia mai.

    ha scritto il 

  • 2

    Quasi un romanzo

    Come capita spesso con i primi lavori degli autori trentenni, "Confessioni di un ragazzo perbene" ha una trama che pecca di superfetazione e alcune belle idee, assai ben dipinte.


    L'autore ci racconta di un gruppo di amici gay, con protagonista Michele, al quale capitano una messe di event ...continua

    Come capita spesso con i primi lavori degli autori trentenni, "Confessioni di un ragazzo perbene" ha una trama che pecca di superfetazione e alcune belle idee, assai ben dipinte.

    L'autore ci racconta di un gruppo di amici gay, con protagonista Michele, al quale capitano una messe di eventi che si succedono uno dietro l'altro: Michele ha una figlia immaginaria (espediente letterario a mio modo di vedere molto gradevole) ma finisce con il crescere addirittura due bambine reali, che gli piovono fra le braccia in modi che dire rocamboleschi è dire poco.

    Il gruppo degli amici di Michele è fatto tutto di gay, ma gay alquanto macchiettistici, e stupisce che questo tipo di affresco venga proprio da un autore fieramente gay, bravo e attivo anche nella militanza GLBT. Forse Buzzi non si è reso conto di aver messo sulla pagina un quadro che alla fine è troppo artificale per essere realistico, e troppo stereotipizzato per essere credibile.

    Ecco dunque che nella comitiva, che naturalmente si trova a vivere assieme avendo ereditato una villa a Bologna da parte di un loro comune amico suicidatosi perché spesso depresso (!!!), c'è il gay che batte perché vuol diventare donna; il gay che tenta di far rivivere il suo ex fidanzato morto in un incidente causato da lui stesso - "avevo bevuto troppo" - rimodellando il look del nuovo fidanzato sul profilo di quello defunto; c'è un'overdose di sesso facile, fatto meccanicamente, senza alcun tipo di sentimento o consapevolezza, sparso su tutti i personaggi tranne che su Michele, qui presentato come una sorta di arcangelo; c'è un'acidità omosessuale diffusa a piene mani su tutti o quasi i componenti della comitiva; e poi c'è questo Michele, che si autodipinge come buono, ingenuo e perfetto in tutto, ma in realtà viene fuori come un ragazzo "che non ha mai avuto 15 anni" alquanto egocentrico e incredibilmente rigido, al punto da non riuscire nemmeno a comprendere che al mondo possono pure esistere delle persone molto diverse da ciò che egli ritiene essere "il giusto". Molto affascinante invece l'idea del gay che lavora alle pompe funebri, abituato a gestire cadaveri e sentimenti di parenti delle vittime in modo caustico e da esperto di marketing. Questo è senz'altro il personaggio più riuscito del libro, che poteva anche essere approfondito.

    Al di là di questi non pochi errori, Buzzi regala pagine di grande abilità narrativa, quando ci si mette. Come nelle descrizioni delle dinamiche da ufficio dei lavori precari e saltuari ai quali è costretto Michele. Lì l'autore dà il meglio della sua penna, uscendo finalmente dal cliché omosessuale alquanto stantio.

    Un altro difetto che ho notato è che il testo sembra soprattutto pronto per una trasposizione teatrale, cosa che gli auguriamo di cuore, povero com'è di descrizioni narrative. Al termine delle 204 pagine, di Michele e dei suoi amici non conosciamo le inflessioni della parlata, non sappiamo il grado d'istruzione, se hanno l'alito pesante o no, se sono pelati o no, se sono religiosi o no, se sono alti o bassi. Non sappiamo nulla, perché tutti i personaggi parlano usando lo stesso identico italiano standard, con dei dialoghi che presentano al loro interno dei veri e propri monologhi per quanto son lunghe le battute. Buzzi: provi ad ascoltare, la gente non parla così, e non usa termini così colti. L'inizio del libro è la parte più ardua, appesantita da diverse frasi fatte che ogni editor dovrebbe suggerire di rimuovere all'autore.

    In ogni caso, Marino Buzzi ha del talento, ma deve capire come applicarlo in modo tecnico. Quando vorrà scrivere un romanzo che non parli di omosessualità in modo stereotipizzato (o che non parli di omosessualità tout-court) e deciderà di applicare la sua penna a situazioni meno macchiettistiche, probabilmente scriverà un romanzo coi fiocchi, perché il talento dell'autore s'intravede in queste pagine, e potrebbe non essere poco.

    ha scritto il